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	<title>Commenti a: Edilizia Popolare&#8230;Magari&#8230;</title>
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	<description>Solo un altro blog targato Vivereacomo.info</description>
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		<title>Di: Sir Percy Blakeney</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2005/11/26/edilizia-popolaremagari/comment-page-1/#comment-437</link>
		<dc:creator>Sir Percy Blakeney</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2005 20:10:57 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Joe,
Sono d&#039;accordo con te, ma l&#039;edilizia popolare deve essere vista con ottica anche imprenditoriale.
Non deve affittare a 50 euro al mese un appartamento in centro,cosa che succede non all&#039;impiegato ma magari al politico di turno, ma affittare a prezzi accessibili al mercato.
Deve e può dare la possibilità di far comprare la casa a prezzi decenti.
Altrimenti le cose non andranno mai avanti.
A como ci sono altri che, dopo la chiesa, che hanno centinaia di appartamenti, sono i soliti quelli che fanno il mercato, non io oppure te o tizio.
E&#039; un mercato con barriere  all&#039;ingresso e non è certo liberale.
Tu i permessi li aspetti una vita altri li hanno in 1 giorno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Joe,<br />
Sono d&#8217;accordo con te, ma l&#8217;edilizia popolare deve essere vista con ottica anche imprenditoriale.<br />
Non deve affittare a 50 euro al mese un appartamento in centro,cosa che succede non all&#8217;impiegato ma magari al politico di turno, ma affittare a prezzi accessibili al mercato.<br />
Deve e può dare la possibilità di far comprare la casa a prezzi decenti.<br />
Altrimenti le cose non andranno mai avanti.<br />
A como ci sono altri che, dopo la chiesa, che hanno centinaia di appartamenti, sono i soliti quelli che fanno il mercato, non io oppure te o tizio.<br />
E&#8217; un mercato con barriere  all&#8217;ingresso e non è certo liberale.<br />
Tu i permessi li aspetti una vita altri li hanno in 1 giorno.</p>
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		<title>Di: Joe</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2005/11/26/edilizia-popolaremagari/comment-page-1/#comment-436</link>
		<dc:creator>Joe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2005 18:57:55 +0000</pubDate>
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		<description>Sul fatto che l&#039;attuale amministrazione comunale abbia fatto uno scempio rinnegando quanto deciso dalla precedente (all&#039;epoca in accordo con la provincia), bocciando l&#039;ipotesi di un nuovo ospedale nella stessa area dell&#039;attuale, a favore di un&#039;altra area, addirittura dopo che già erano iniziati lavori per opere accessorie all&#039;ospedale stesso (leggasi autosilo) siamo d&#039;accordo.
Sul fatto che il Comune debba fare case molto meno: l&#039;edilizia popolare pubblica va bene, ma come rimedio nel breve periodo (purchè per breve periodo non si intendano 50 anni), ma come soluzione definitiva non mi piace.
Il problema è altrove: consideriamo la procedura per costruire una casa.
Anzitutto, devo verificare le proprietà dei terreni per poterli acquistare: devo ricorrere al notaio, che ovviamente non mi farà un favore, ma vorrà giustamente essere pagato per il suo lavoro.
Poi, devo presentare domanda per la concessione edilizia: mi sono documentato e questa è la procedura.
Si consegna la domanda (con annessi e connessi vari) allo sportello unico per l&#039;edilizia il quale in 10 (sich) giorni comunicherà il nome del responsabile della procedura. A sua volta, questi, entro un termine di 60 giorni (che raddoppia in caso di comuni sopra 100.000 abitanti o per opere particolarmente complesse qualora il responsabile ne faccia richiesta) formula una proposta di provvedimento, sentiti i pareri di: azienda sanitaria, genio civile, vigili del fuoco e sovrintendenza. Sulla base di tale proposta il dirigente entro 15 (sich) giorni adotta il provvedimento definitivo. In mancanza di tale provvedimento, si può ricorrere all&#039;autorità competente la quale si pronunzia entro 15 (ulteriori...) giorni. In mancanza eventuale di tale pronunzia, si può ricorrere al presidente della regione il quale entro i canonici 15 giorni nomina un commissario ad acta il quale si esprime entro  60 giorni. In mancanza di pronunziamento, la richiesta si intende rifiutata. (Tralasciamo i vari casi in cui la decorrenza del termine possa essere sospesa, allungano ulteriormente i tempi...)
Nel frattempo, possono essere trascorsi 6 mesi: ma in uno stato libero non dovrebbe essere consentito tutto ciò che non sia espressamente vietato? In Italia no.
Nel caso io ottenga l&#039;autorizzazione, posso iniziare i lavori: per quanto detto prima, non so quando, sicchè posso ritrovarmi ad avere noleggiato mezzi e impalcature ed assunto operai prima del necessario (pagandoli senza che possano lavorare), oppure aspettare tutti i permessi prima di noleggiare ed assumere, sicchè l&#039;inizio dei lavoratori è rimandato.
A questo punto, sto costruendo nel paese in cui la manodopera è più cara: purtroppo, non perchè i nostri operai abbiano la fortuna di guadagnare molto (anzi...), bensì perchè per ogni euro che pago al lavoratore un altro (centesimo più centesimo meno) lo verso allo stato.
Quando finalmente la casa è completata, la si vende, e qui il problema può essere duplice.
Dal lato dell&#039;offerta, la concorrenza è poca, e i prezzi salgono: ma d&#039;altro canto, tutto considerato, se uno ha una casa, perchè mai dovrebbe venderla? per costruirsene una nuova? vista la procedura necessaria, ci penserà a lungo...
Dal lato della domanda, come si compra una casa, tipicamente? Semplice, con i mutui. Peccato che siamo in Italia, dove le banche sono inefficienti e molto più care che altrove.
Siamo alla fine: chi ha ancora voglia di casa nuova? Solo chi ha (il privilegio di avere) risorse sufficienti: verosimilmente, nei centri città, molto pochi.
Ma la colpa non la si dia al mercato, bensì a ciò che ne impedisce il corretto funzionamento: l&#039;edilizia popolare pubblica dovrebbe essere un rimedio temporaneo per dare casa ai più deboli in attesa di eliminare tutti i vincoli che impediscono al mercato di offrire case anche per loro. Purtroppo, è diventata una soluzione definitiva.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul fatto che l&#8217;attuale amministrazione comunale abbia fatto uno scempio rinnegando quanto deciso dalla precedente (all&#8217;epoca in accordo con la provincia), bocciando l&#8217;ipotesi di un nuovo ospedale nella stessa area dell&#8217;attuale, a favore di un&#8217;altra area, addirittura dopo che già erano iniziati lavori per opere accessorie all&#8217;ospedale stesso (leggasi autosilo) siamo d&#8217;accordo.<br />
Sul fatto che il Comune debba fare case molto meno: l&#8217;edilizia popolare pubblica va bene, ma come rimedio nel breve periodo (purchè per breve periodo non si intendano 50 anni), ma come soluzione definitiva non mi piace.<br />
Il problema è altrove: consideriamo la procedura per costruire una casa.<br />
Anzitutto, devo verificare le proprietà dei terreni per poterli acquistare: devo ricorrere al notaio, che ovviamente non mi farà un favore, ma vorrà giustamente essere pagato per il suo lavoro.<br />
Poi, devo presentare domanda per la concessione edilizia: mi sono documentato e questa è la procedura.<br />
Si consegna la domanda (con annessi e connessi vari) allo sportello unico per l&#8217;edilizia il quale in 10 (sich) giorni comunicherà il nome del responsabile della procedura. A sua volta, questi, entro un termine di 60 giorni (che raddoppia in caso di comuni sopra 100.000 abitanti o per opere particolarmente complesse qualora il responsabile ne faccia richiesta) formula una proposta di provvedimento, sentiti i pareri di: azienda sanitaria, genio civile, vigili del fuoco e sovrintendenza. Sulla base di tale proposta il dirigente entro 15 (sich) giorni adotta il provvedimento definitivo. In mancanza di tale provvedimento, si può ricorrere all&#8217;autorità competente la quale si pronunzia entro 15 (ulteriori&#8230;) giorni. In mancanza eventuale di tale pronunzia, si può ricorrere al presidente della regione il quale entro i canonici 15 giorni nomina un commissario ad acta il quale si esprime entro  60 giorni. In mancanza di pronunziamento, la richiesta si intende rifiutata. (Tralasciamo i vari casi in cui la decorrenza del termine possa essere sospesa, allungano ulteriormente i tempi&#8230;)<br />
Nel frattempo, possono essere trascorsi 6 mesi: ma in uno stato libero non dovrebbe essere consentito tutto ciò che non sia espressamente vietato? In Italia no.<br />
Nel caso io ottenga l&#8217;autorizzazione, posso iniziare i lavori: per quanto detto prima, non so quando, sicchè posso ritrovarmi ad avere noleggiato mezzi e impalcature ed assunto operai prima del necessario (pagandoli senza che possano lavorare), oppure aspettare tutti i permessi prima di noleggiare ed assumere, sicchè l&#8217;inizio dei lavoratori è rimandato.<br />
A questo punto, sto costruendo nel paese in cui la manodopera è più cara: purtroppo, non perchè i nostri operai abbiano la fortuna di guadagnare molto (anzi&#8230;), bensì perchè per ogni euro che pago al lavoratore un altro (centesimo più centesimo meno) lo verso allo stato.<br />
Quando finalmente la casa è completata, la si vende, e qui il problema può essere duplice.<br />
Dal lato dell&#8217;offerta, la concorrenza è poca, e i prezzi salgono: ma d&#8217;altro canto, tutto considerato, se uno ha una casa, perchè mai dovrebbe venderla? per costruirsene una nuova? vista la procedura necessaria, ci penserà a lungo&#8230;<br />
Dal lato della domanda, come si compra una casa, tipicamente? Semplice, con i mutui. Peccato che siamo in Italia, dove le banche sono inefficienti e molto più care che altrove.<br />
Siamo alla fine: chi ha ancora voglia di casa nuova? Solo chi ha (il privilegio di avere) risorse sufficienti: verosimilmente, nei centri città, molto pochi.<br />
Ma la colpa non la si dia al mercato, bensì a ciò che ne impedisce il corretto funzionamento: l&#8217;edilizia popolare pubblica dovrebbe essere un rimedio temporaneo per dare casa ai più deboli in attesa di eliminare tutti i vincoli che impediscono al mercato di offrire case anche per loro. Purtroppo, è diventata una soluzione definitiva.</p>
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		<title>Di: Sir Percy Blakeney</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2005/11/26/edilizia-popolaremagari/comment-page-1/#comment-435</link>
		<dc:creator>Sir Percy Blakeney</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2005 18:14:27 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Joe,
Il problema lo hai toccato.
Il discorso è che in centro città,è pieno di case del comune o altri enti lasciate vuote.
Abitare il Centro di Milano è un privilegio ma abitare in Como altezza stazione dovrebbe essere la normalità.
Quello che mi da fastidio è vedere spendere soldi come ad esempio i 15 mil. di euro per fare un autosilo affianco all&#039;ospedale oppure altre decine in opere che non servono e che potevano essere spese almeno per  la metà in case.
Case di cui la città ha bisogno, sia per i cittadini sia per l&#039;economia cittadina.
Sarai d&#039;accordo con me che se rilevando l&#039;area ex-fs per 3.3 ml e ci facevano case per 10/12 ml il costo sarebbe stato lo stesso dell&#039;autosilo che rimarrà li tra 3 anni....in attesa che costruiscano chissa che cosa...al posto dell&#039;ex ospedale.
Non è relegando i cittadini in case popolari (che non necessariamente devono essere delle caserme)a Mozzate,senza nulla togliere al bellissimo paesino, tanto per fare un esempio che si risolve il problema.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Joe,<br />
Il problema lo hai toccato.<br />
Il discorso è che in centro città,è pieno di case del comune o altri enti lasciate vuote.<br />
Abitare il Centro di Milano è un privilegio ma abitare in Como altezza stazione dovrebbe essere la normalità.<br />
Quello che mi da fastidio è vedere spendere soldi come ad esempio i 15 mil. di euro per fare un autosilo affianco all&#8217;ospedale oppure altre decine in opere che non servono e che potevano essere spese almeno per  la metà in case.<br />
Case di cui la città ha bisogno, sia per i cittadini sia per l&#8217;economia cittadina.<br />
Sarai d&#8217;accordo con me che se rilevando l&#8217;area ex-fs per 3.3 ml e ci facevano case per 10/12 ml il costo sarebbe stato lo stesso dell&#8217;autosilo che rimarrà li tra 3 anni&#8230;.in attesa che costruiscano chissa che cosa&#8230;al posto dell&#8217;ex ospedale.<br />
Non è relegando i cittadini in case popolari (che non necessariamente devono essere delle caserme)a Mozzate,senza nulla togliere al bellissimo paesino, tanto per fare un esempio che si risolve il problema.</p>
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		<title>Di: Joe</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2005/11/26/edilizia-popolaremagari/comment-page-1/#comment-434</link>
		<dc:creator>Joe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2005 17:57:47 +0000</pubDate>
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		<description>Quindi mi pare di capire che, secondo te, piuttosto che &quot;ai soliti,quale miglior investimento del mattone, che poi li affitteranno con i soliti canoni  alti&quot;, tali aree e/o abitazioni da ristrutturare dovrebbero andare al comune/enti pubblici (quindi pagate coi nostri soldi) per poi essere affittate a prezzi inferiori a quelli di mercato.
Sinceramente, la trovo una soluzione inefficiente: meglio realizzare abitazioni in zone meno costose fuori città. Se poi i vari enti pubblici fanno male pure questo (come mi par di capire dalla tua critica alle spese nell&#039;area del Bassone... non me ne intendo di costi di edificazione quindi non so valutare) questo è un altro problema, che non vedo come si potrebbe risolvere se si costruisse in centro anzichè fuori.
Abitare in centro è un privilegio, e come tale secondo me deve essere pagato: qualcuno (pochi) se lo potrà permettere, altri (i più, tra cui il sottoscritto) no.
L&#039;istituto delle case popolari è il rimedio italico per una difficoltà di funzionamento del mercato (ma, si badi bene, non una sua incapacità fisiologica: Milano2 è un esempio di &quot;edilizia popolare&quot; realizzata dai privati): sarebbe quindi più opportuno, a mio avviso, eliminare le distorsioni esistenti, invece di crearne di nuove.
Ma bisognerebbe mettere mano a interessi delicati, che probabilmente non si vuole e non si ha la forza di toccare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quindi mi pare di capire che, secondo te, piuttosto che &#8220;ai soliti,quale miglior investimento del mattone, che poi li affitteranno con i soliti canoni  alti&#8221;, tali aree e/o abitazioni da ristrutturare dovrebbero andare al comune/enti pubblici (quindi pagate coi nostri soldi) per poi essere affittate a prezzi inferiori a quelli di mercato.<br />
Sinceramente, la trovo una soluzione inefficiente: meglio realizzare abitazioni in zone meno costose fuori città. Se poi i vari enti pubblici fanno male pure questo (come mi par di capire dalla tua critica alle spese nell&#8217;area del Bassone&#8230; non me ne intendo di costi di edificazione quindi non so valutare) questo è un altro problema, che non vedo come si potrebbe risolvere se si costruisse in centro anzichè fuori.<br />
Abitare in centro è un privilegio, e come tale secondo me deve essere pagato: qualcuno (pochi) se lo potrà permettere, altri (i più, tra cui il sottoscritto) no.<br />
L&#8217;istituto delle case popolari è il rimedio italico per una difficoltà di funzionamento del mercato (ma, si badi bene, non una sua incapacità fisiologica: Milano2 è un esempio di &#8220;edilizia popolare&#8221; realizzata dai privati): sarebbe quindi più opportuno, a mio avviso, eliminare le distorsioni esistenti, invece di crearne di nuove.<br />
Ma bisognerebbe mettere mano a interessi delicati, che probabilmente non si vuole e non si ha la forza di toccare.</p>
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