Per la Canottieri Lario Vivaio significa Viavai…
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La Canottieri Lario potrà forse vantare di avere molti atleti nello schieramento olimpico per Pechino 2008.
Ma non può vantarsi certo che questi talenti nascono dal loro vivaio che sembra non produca…..certo non ci si può lamentare dal punto di vista dei risultati, ma da quello dell’investimento nei giovani si.
Della lista fanno parte:
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Edoardo Verzotti club d’origine SC Milano
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Daniele Danesin club d’origine SC La Sportiva Lezzeno
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Gardino Pellolio club d’origine SC La Sportiva Lezzeno
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Mattia Trombetta club d’origine SC Cernobbio
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Elisabetta Sancassani club d’origine U.S. Bellagio
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Franco Sancassani club d’origine Centro Remiero FF.AA
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Daniele Gilardoni Club d’origine Canottieri di Bellagio e poi CUS Pavia
Sia chiaro sono tutti campioni,fior di atleti e sopratutto vincenti ma non sono frutto di quella che dovrebbe essere uno dei principi cardine della Canottieri Lario e di cui potrebbe andare orgogliosa cioè del Vivaio.
Se facciamo un paragone magari azzardato con il mondo del calcio anche il Milan o l’Inter squadre importanti vincenti in alcuni casi ed in altri no comprano campioni da mezzo mondo è vero ma comunque coltivano il vivaio,basta ricordare Maldini o il più giovane Martins.
Questa mia piccola polemica nasce perchè una società sportiva come la canottieri lario particolarmente in una città piccola come Como oltre ad essere utile per il suo ristorante per i famosi pranzi di lavoro dove vengono prese decisoni dal gotha cittadino ,dovrebbe avere la funzione di scoprire e formare i giovani sia nello sport che nella vita.








La società di via Puecher se come vivaio non ha rilievo lo ha invece nel permettere agli atleti ‘professionisti’ di allenarsi al meglio ottenendo un rendiconto economico che le società di origine non sono in grado spesso di assicurare loro.
Il problema di questi ’sport’ minori è spesso nel conciliare allenamenti ed attività lavorativa a tempo pieno; ben vengano quindi le società che permettono a questi campioni di allenarsi senza troppe preoccupazioni.
Un modello piramidale di queste organizzazioni sportive mi sembra viti la dispersione di energie preziose
Appunto il modello non è precisamente quello di pescare da altrui vivai ma anche squadre, ti faccio notare che alcuni dei campioni già lo erano prima di arrivare in via puecher.
Es:Mattia Trombetta, Daniele Gilardoni.
E’ appunto ciò che intendevo.
Probabilmente (non lo so) un Mattia Trombetta ha bisogno di una società (la Lario) che gli permetta uno ’stipendio’ che Cernobbio non può dargli.
Non so se il caso calza, ma è quello che intendo per piramide.
Tante ottime società che sfornano campioni e poche che possono mantenerli da ‘adulti’
caro Marco, hai pefettamente ragione, Mattia aveva bisogno della Lario come Gilardoni, o la Sancassani.
Il problema è un altro: dov’è quello della Lario di Vivaio??
L’ultimo commento anonimo ha centrato quello che volevo dire.
Ma scusate… allora la pallacanestro Cantù? la squadra di basket della Comense?
E poi ditemi… un nome di un giocatore che negli ultimi 10 anni sia arrivato stabilmente in prima squadra dal vivaio in una delle prime 4 in classifica nel calcio: juve, milan, inter, fiorentina… (e lasciamo perdere martins… basta guardarlo per capire che non può venire dal vivaio dell’inter, e comunque in Italia lo ha portato la Reggiana…serie C… correva l’anno 2000).
Mi sembra una polemica strumentale contro una società che, oltre a fare (e bene) attività sportiva, è per alcuni un circolo dove passare serenamente del tempo: peraltro, questi pagano l’affiliazione, pagano il ristorante, pagano il bar, portano sponsor, consentendo a tanti bravi atleti di fare sport e vincere senza preoccupazioni.
Altra inesattezza: Franco Sancassani non può venire dal centro remiero FF.AA. considerato che FF.AA. sta per forze armate (è il centro sportivo della marina militare, si trova a Sabaudia): al massimo ci è andato a 18 anni per avere uno stipendio, come fanno tutti gli atleti degli sport minori per mantenersi e potersi allenare in discipline che, ancorchè “minori” come immagine, richiedono un impegno da professionista (anche Tomba fu ai suoi tempi nel Gruppo Sportivo CC.SS. -Carabinieri di Stato).
La Canottieri ha tra i suoi iscritti numerosi giovani: a volte qualcuno emerge, altre no.
In più, ha le conoscenze tecniche, le risorse e gli uomini per gestire una squadra agonistica di altissimo livello (proprio come un Milan o una Juventus nel calcio): non dimenticare che il canottaggio, sebbene apparentemente semplice, è in realtà sport molto evoluto sotto l’aspetto tecnico.
Non basta aver le braccia forti per remare, bisogna costruire un equipaggio, secondo dinamiche complesse, e in più servono le barche: non barche qualunque, ma barche ultraleggere, con scafi studiati in maniera specifica e realizzati con appositi materiali; barche che, ovviamente, non regalano alle lotterie del paese ma vanno comprate con notevoli risorse economiche (per le società comprare una barca nuova è un investimento notevole).
Prima di criticare una società che dà lustro alla città nel mondo dello sport a livello internazionale, fermatevi a riflettere per favore.
E formare i giovani nello sport e nella vita non significa creare dei campioni, anzi: chi fa sport sa che uno solo vince le olimpiadi, e per uno che vince ce ne sono almeno mille che hanno provato e non ci sono riusciti. Il campione è merce rara, campioni si nasce non lo si diventa.
Se la Canottieri Lario non ha campioni “suoi” non vuol dire che non sappia fare bene il suo ruolo di società sportiva, contribuendo alla formazione dei giovani attraverso lo sport.
Ricordati, la prima cosa che impara uno sportivo è accettare le sconfitte, non diventare un campione.
Caro Amico Sportivo,
Non si sta parlando male della Canottieri Lario e dei suoi Campioni.
Ma si sta constantando che visto i grandi mezzi come da te elencati non si vede nessuno che arriva dal suo nutrito vivaio,senza nulla togliere a quelli in forza ora.
Saranno sfortunati perchè non dico tutti ma uno su migliaia dei giovani che sano transitati dalla canottieri poteva essere un campione..magari hanno bisogno come in passato a Lecce ed ora a Firenze di un Pantaleo Corvino della situazione, oppure del Bruno Conti di turno….
PS: altri due a caso giocatori di calcio, De Rossi, Totti (AS ROMA) frutto del vivaio romanista e giocatori della Roma se Martins e Maldini non vanno bene bastano come esempio..
Ribadisco che Martins, cresciuto on Nigeria e portato in Italia dalla Reggiana, non può essere un esempio…
Maldini lo è, ma esordì in serie A nel gennaio 1985: 20 anni fa, altri tempi per il mondo dello sport. Negli ultimi due anni solo due squadre sono riuscite a fare emergere due campioni e vincere: Nesta alla Lazio e Totti alla Roma. Ma a quale prezzo hanno vinto? Comprando campioni altrove per circondare il campione di produzione propria, anzitutto; secondo, rischiando il fallimento, da cui la Lazio si è salvata indebitandosi per i prossimi 20 anni con il fisco italiano e vendendo tutti, la Roma costringendo il suo povero presidente Sensi a vendere fette enormi del patrimonio di famiglia (Hotel, quote di società petrolifere, palazzi a Roma) pur di trattenere il capitano (l’amore giallorosso di Totti costa 5 milioni di euro netti l’anno).
Per il resto, poco o nulla: il Milan ha prodotto Coco, l’Inter Pasquale, la Juventus nessuno che io ricordi degno di particolare nota. Non mi sembra di vedere nomi da Pallone d’oro.
Pantaleo Corvino ha lanciato tanti giovani? Può darsi, ma non ha vinto e comunque li ha comprati altrove… a meno che Bojinov e Chevanton, per fare due nomi, siano nati e cresciuti sulle spiaggie di Lecce. A Firenze giovani in prima squadra non se ne vedono, se non quelli comprati altrove.
Chi, invece, produce giovani, tanti e bravi è l’Atalanta, merito di un direttore sportivo sottratto al Como (quello che scovò un timido ragazzo a rebbio e lo portò ad orsenigo a giocare nel Como… un certo Zambrotta): Pazzini e Montolivo gli ultimi della serie: eppure, non vince mai. Perchè è una società piccola, e sa che il suo ruolo è quello di far crescere giovani che poi lascerà andare in cerca di gloria (e denaro) nelle grandi società.
Nel loro piccolo, Canottieri Lario e le varie società “laghèè” recitano la stessa parte: la più forte attrae i campioni delle altre (nessuno li costringe al cambio di società, lo fanno loro). Che piaccia o no, la specializzazione del lavoro è arrivata anche nello sport: evidentemente la Canottieri Lario è più brava a gestire gli atleti più grandi, le altre società i più giovani.
Non vedo perchè farne una colpa.
PS: fatti un giro sul sito della Canottieri Lario e leggi i risultati della passata stagione.
Ad esempio (cito):
“Partecipazione “leggera” della Lario alla Regata Nazionale per Allievi e Cadetti di San Miniato, leggera ma di altissima qualità: 12 equipaggi presenti e 10 podi, di cui 8 d’oro!
Il primo risultato che ci preme sottolineare è quello delle nostre 4 cadette, per le quali non esistono più aggettivi: finalmente insieme a rappresentare la Lombardia e battendosi contro altre selezioni regionali, non ce n’è per nessuno. Possiamo, a questo punto, toglierci legittimamente un piccolo sassolino: il Comitato Lombardo si ostina a convocare solo 3 delle nostre 4 Moschettiere quando potremmo con il nostro equipaggio battere qualunque selezione regionale d’Italia: fino a ieri era una consapevolezza, da questa gara è una certezza.”
Alla faccia del: dov’è il vivaio della Canottieri Lario…. è in giro per l’italia a vincere gare giovanili.
Il concetto di Vivaio non è da estendersi fino alla madre e al padre che necessariamente non deve il Varenne di turno.
Il concetto di vivaio,secondo me, è quello di avere dei talent scout che trovano ragazzi anche non della città e che investendo negli stessi facciano come con Del Piero che da Padova arrivò a Torino per la Juve ancora minorenne..
Per Martins magari mi sbaglio ma ti ricordo che viene dalla giovanili dell’Inter all’epoca guidate da Verdelli e che passò in prima squadra con Cuper,tanto è vero che basta guardare le liste di Champion League dei giocatori.
L’Atalanta è un bell’esempio è vero, infatti i suoi giocatori sono stati venduti alle grandi squadre.
Per quanto riguarda le 4 Moschiettiere complimenti mi auguro per loro e per la canottieri un futuro podio olimpico, ma ritornando al punto principale del post,degli atleti che forse andranno a Pechino nessuno esce dal Vivaio.
Si vede che la canottieri lario essendo la Juve del canotaggio segue altre politiche.
Per Sportivo: E’ giusto e Democratico darti più spazio e non limitarti nei commenti.
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