Calcio Como, ricominciamo…
gennaio 22, 2006 in Como by barbarossa
E’ bello leggere le risposte al post sul Como, ma perchè rivangare i fatti di un passato recente?
Perchè dobbiamo fare i comaschi sempre, mettiamoci una pietra sopra, tombale con su scritto 1907-2005, ma ricominciamo, altrimenti sarà come la ticosa!
I 44 "gatti?" mi preoccupano, ma diamogli tempo.
Perchè non approfittiamo di questi anni, un paio di D ormai qualcuno di c2 e c1 e puntare alla B che è la categoria che ci confà maggiormente, per riacquisire un feeling con la città?
Ve lo ricordate lo stadio pieno sempre 15-18-20 anche 25 mila con il milan?
E per quale motivo non potrà essere più così?
Per quale motivo questa città looser non dovrebbe avere uno stadio da 20.000?
Per quale motivo non dobbiamo sognare di nuovo un vivavio, con i Tardelli, i Vierchowood, i Simone, i Fortunato, ecc?
Per quale motivo non dovremmo desiderare un Como Basket in serie A1?
Forse perchè a questa città di perdenti lo sport piace fino a quando non ti inizia a disturbare?
Rientro ora dallo stadio dove ho visto una pessima partita, ma c’ero! Jack mi spiace ma non sei più difendibile purtroppo.
Mi ha colpito lo "sciallapopolo" che arringando i tifosi sul 1-2 diceva di lasciare i commenti e le polemiche alla fine della partita, e almeno i tifosi dimostrino di essere vincenti fino alla fine.
Credo che sia una buona cosa su cui riflettere, accantoniamo il presente ed il passato, glorioso ed infame, ma dimostriamoci vincenti cominciando da noi.
Beh e se ci facessero uno stadio da 25.000 posti e suonassero i REM, i Depeche mode, o Springsteen vi dispiacerebbe tanto?
Pensateci su………….








Viva Federico II il Barbarossa !!!
Giù le mani da Jack!
E comunque il Como non ha mai fatto 25mila spettatori perchè la capienza massima del “Sinigaglia” è sempre stata pari a circa 15mila posti. Si informi prima di scrivere…
Definire Como città di perdenti mi sembra, oltre che un insulto, un clamoroso errore… guardati un po’ intorno e vedrai che la nostra città è ricca di campioni: ci sono medaglie nei campionati nazionali, continentali, mondiali e anche olimpiadi.
In gran parte sono campioni in sport cosiddetti “minori”, ma per bravura e impegno nulla hanno in meno dei più celebrati calciatori.
Quel che manca a Como è la squadra di calcio, ma personalmente non ho nessun rimpianto per gli anni “Preziosi”… anni in cui la reputazione della nostra squadra, prima che addirittura fallisse, è stata fatta annegare nelle acque del lago: scontri, violenze, stadi distrutti, tasse mai versate, affitti mai pagati, stipendi che non arrivano… da società modello di gestione, con un ottimo vivaio (de ascentis e soprattutto zambrotta le ultime perle), a fenomeno da baraccone: vendite fittizie, ex-proprietari che si ricomprano la società nell’asta fallimentare per poi rivenderla di nuovo… se questi sono i “capi-popolo” che i tifosi del Como vogliono, vi auguro buon viaggio! Ma il feeling con la città non nascerà mai…
Credo che il presidente Corrado a Cantù stia dimostrando, con mille fatiche, quale sia la strada da seguire; e mi sembra un po’ diversa da quella percorsa negli ultimi 10 anni dal Calcio Como.
Caro Lariano, potrei essermi in effetti sbagliato, ma ricordo come fosse oggi l’altopartlante dello stadio che invitava la gente ad alzarsi in piedi per fare entrare ancora gente, e so che ci hanno messo una estate a ripristinare le viti dell’Azzurra, da quanta gente c’era.
E comunque sto cercando nella mia documentazione storica i dati, che pubblicherò appena trovo.
Stimo in maniera forse eccessiva Gattuso, ma dopo le ultime prestazioni non riesco a trovare motivi per difenderlo, mi puoi aiutare, a trovare nuovi motivi per tornare dalla sua parte.
Per Joe, sono daccordo, ma se noti ho scritto di metterci una pietra sopra a quello che è stato, perchè a guardarsi indietro non c’è utilità se non quella di non rifare gli stessi errori.
Il contenuto dal quale vorrei avere le vostre opinioni è su come ricostruire il rapporto che vive la nostra città con la sua squadra di calcio, e se non sono riuscito ad enfatizzarlo correttamente me ne scuso.
Credo che sia questo il concetto che dobbiamo approfondire, e sperare che qualcuno ne possa trarre idee per ricostruire il tutto, far si che la città di Como abbia a livello calcistico la visibilità che merita, e che abbia anche un buon rapporto con la popolazione, sullo stile di Udine.
Lo sport locale è importante, ma negli sport individuali non è così visibile il luogo di provenienza, lo è invece negli sport di squadra che posso portare un buon ritorno di immagine alla città.
Ho ricevuto una splendida critica da Sir Percy per mail, costruttiva, della quale ringrazio.
Barbarossa
Come detto prima, il modello da seguire potrebbe essere quello canturino: anche lì la squadra attraversava un momento difficile, sfiducia e abbandono dei tifosi…
Come è stato superato?
Secondo me, anzitutto, usando chiarezza e trasparenza nella gestione: niente più programmi altisonanti, niente più grandi discorsi…
Si è scelto un allenatore bravo, ambizioso al punto giusto, serio e legato alla società.
Non si sono fatti proclami, non si sono fatte promesse difficili da mantenere: in maniera limpida, si è fatta chiarezza sui mezzi disponibili per la società, sui traguardi ragionevolmente conseguibili, si è fatto appello al sostegno e alla passione dei tifosi.
Si sono presi giocatori di basso profilo, ma con talento e voglia di emergere, sfruttando le doti di alcuni grandi dirigenti nello scovare talenti ancora inesplosi.
Si è fatto appello e richiamo alla tradizione della squadra (la famosa Kantucky…) scegliendo giocatori e tecnici che ne potessero richiamare lo spirito e rinverdire i fasti.
Si è fatto, cioè, il contrario di quanto avvenuto col Calcio Como.
E i risultati sportivi e il rinnovato affetto del pubblico canturino credo dimostrino che la strategia scelta, nel suo piccolo, è risultata vincente.
Rettifico che negli anno gloriosi della serie A (84/89) lo stadio Sinigaglia aveva una capienza di 28000 spettatori e che il record di presenze fu nel maggio 88 in COMO- MILAN col tutto esaurito.
In quanto ad una nuova rinascita del nostro Calcio Como, posso dire che e’ la cosa che più mi auguro, visto l’amore che mi lega da anni ai colori biancoblù.
Ne approfitto per incoraggiare tutte le persone che hanno il Como nel cuore come me, con l’augurio di esser prima o poi ripagati della nostra fede con grosse soddisfazioni.
NON MOLLIAMO MAI, IL COMO SIAMO NOI!
Grazie Biancoblù, non trovavo documentazione a supporto, ma vedo che la memoria non mi ha tradito.
Che ti posso dire? Semper fidelis!