Ma l' informazione..
La chiusura di Radio Studio Vivo nella realtà dei fatti non penso si sia sentita più di tanto, forse l’avranno sentita i direttori di banca dei proprietari che con la cessione di una delle due frequenze hanno incassato un po’ di quattrini.
Comunque detto questo quale sarà il progetto di una radio a como,sulla frequenza rimasta?
Sarà forse fare Radio studio lazzaro…no, penso che il discorso sia molto più semplice, voci raccontano che sarà quello di dare una voce agli editori di ETV, Corriere di Como e penso di ciaocomo.it (che detto per inciso,usa la redazione del corriere….) a cui mancava appunto il controllo di una radio….insomma i soliti Giunco,Bernasconi, Butti, Tessuto e compagnia…
Quindi ora mi domando, quando potremo avere un’informazione obiettiva sulla città e sulla provincia?
Penso MAI, visto la spartizione del mercato in due da una parte con la Diocesi e dall’altra degli industriali e politici…..che attraverso i loro mezzi si autocertificano le notizie….
Un ostacolo difficile da superare anche perchè per far conoscere un nuovo mezzo autonomo sarebbe necessario un immane investimento non certo garantito da un ritorno economico interessante…..inoltre gli strumenti necessari per fargli la guerra li avrebbero….
Quindi cosa ci resta da fare?








Ciacomo, che peraltro penso non legga nessuno, faceva riferimento a Radio Studio Vivo e in particolare a Canali. L’informazione non è mai obiettiva, ne a Como ne in qualsiasi altra parte d’Italia. L’informazione è sempre spartita, qui tra destra e chiesa, altrove tra destra, sinistra e chiesa. Credo che proprio Internet sia l’unica isola di libertà. Non ci possono più nascondere nulla. E per ora nemmeno farci stare zitti.
Si ma per ora…
Immaginare una radio libera in stile Radio Popolare (ma non per forza politicizzata come Radio Popolare) è un sogno immagino.
Purtroppo quello che manca è una certa mentalità, e cambiare la mentalità dei comaschi la vedo come cosa molto molto ardua.
Ma più che di radio parlerei di media,anche un giornaletto…settimanale..serio…
Se esistesse mi piacerebbe collaborarvi, e leggerlo! Ma chi si sognerebbe mai di finanziarlo?
Lo spazio per un settimanale ci sarebbe. Il problema è che a Como non esiste spirito di squadra nell’area progressista e la presenza dei cattolici organizzati (leggi Margherita) crea una notevole dose di ambiguità sui possibili contenuti condivisibili. Sia nella politica che nell’informazione.
Se non si riesce a fare una lista comune dell’area che si contrappone alla destra e si moltiplicano le esperienze di carattere personalistico ed autoreferenziale tipo Paco….
Proviamo a far crescere il blog…poi si vedrà.
Bhe Io non posso che essere d’accordo..
La chiusura di Radio Studio Vivo non dovrebbe dispiacere a nessuno, se non ad eventuali creditori dell’emittente.
Condivido.
Sarebbe tanto bello che anche Espansione, ed i suoi derivati, decidessero di fare un gesto analogo.
Peraltro se vendono la pubblicità, e qualcuno li vede, hanno ragione loro ed io torto.
Più in grande vale anche per tutte le reti Mediaset che nessun dottore obbliga a vedere e, quindi, a sostenere la loro vendita di pubblicità.
All’interno di una radio ci sono molti (falsi impieghi) c’è chi si occupa di copiare ed incollare notiziari regionali, chi copia ed incolla canzoni ed infine chi copia ed incolla notizie locali. E’un lavoro faticoso ve lo assicuro, così duro che in confronto i lavoratori delle miniere sono dei privilegiati! Ma far pesare l’importanza dell’inconsistenza è da sempre passatempo preferito dai millantatori di provincia, o più comunemente chiamati: “nulla facenti”.
Domanda: L’informazione copiata ed incollata da un giornale locale cosa vuoi che aggiunga? Se poi c’è un notiziario regionale (copiato ed incollato) che ti da le notizie in tempo reale? Se poi (ancora) quelle stesse notizie lette vengono selezionate minuziosamente da chi ha paura ad essere un vertebrato, che obiettività pretendiamo?
C’è però un altro lato della radio, quello che si espone e prende insulti, quello che lavora a-gratis, quello che perde letteralmente tempo ma continua a credere nella bellezza della dea invisibile chiamata etere. I cosidetti stupidi che parlano per quattro snobboni incravattati. Gli speeker.
Domanda 2: Quanto vale una radio locale? O meglio, quanto menefreghismo c’è attorno ad una radio locale? O più nel dettaglio, chi se la caga?
Como è una città fantastica se vista in cartolina ed’è solo grazie all’ipocrisia di chi la infarcisce di stronzate (mostre, università de-strutturate, stadio playmobil, parchimetri tascabili, coprifuoco alle 20 e strade in perenne stato di asfaltatura a basso costo) che è diventato meraviglioso ammirarla a 2500 km di distanza.
Ora: sputare nel piatto dove si è mangiato è da perdenti, ma chi non ha visto nè piatto nè cibo è abbastanza incazzato da poter dire la verità!
A.
..una volta a Como esisteva Radio Popolario…
Ci sono stato anche io quando avevo 16 anni a Radio Popolario, se non ricordo male in Piazza del Popolo.
Oggi, accontentiamoci di Radio Popolare.
Scusate … Vi porto i saluti di Max uno dei DEEJAY di radio Studio Vivo anni 80 …..