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May 17, 2012, 10:54 am

Ma se ne accorgono adesso…

Certe cose che succedono in questa città mi lasciano perplesso, come è possibile che abbiano costruito un multisala come l’Europlex con annesso centrocommerciale senza che nessuno se ne sia accorto…

Onestamente penso che in comune sapevano,ma non hanno chiuso un occhio bensì tutti e due.

Solo adesso viene fuori infatti che nei locali al piano inferiore dell’Europlex, il cinema multisala di Camerlata, non è mai stata autorizzata l’apertura di un centro commerciale….. Questa è stata la risposta fornita dall’assessore al Commercio  Enrico Gelpi dopo oltre cinque mesi dall’interpellanza presentata dalla Lega Nord…..interpellanza nata sicuramente dietro la spinta del concorrente di montano lucino "Cine Star"…perchè visti i problemi che ha la città di interpellanze serie la Lega ne avrebbe da fare….

Ora sorge il problema  visto che le norme che regolano l’apertura di multisala in deroga ai parametri di legge come nel caso di Camerlata, vista la vicinanza con “Cine Star”  aperto qualche settimana prima a Montano Lucino dicono chiaramente che la presenza di un centro commerciale nello stesso complesso che ospita il cinema è indispensabile affinché il ministero per i Beni culturali conceda la deroga………..

Il documento presentato da Gelpi parla chiaro "Il programma integrato di recupero edilizio e urbanistico del compendio Trevitex non prevedeva alcuna destinazione a centro commerciale. Il consiglio comunale di Como, con la delibera del 30 ottobre 1997, limitò gli spazi commerciali a due sole unità, ciascuna delle quali non superiore a 1.500 metri quadri di superficie, escludendone la destinazione a centro commerciale. Il programma integrato di intervento Trevitex  così come approvato dal consiglio comunale nel 1997, non è stato sino a oggi oggetto di modifiche. Il predetto insediamento è altresì sprovvisto della prescritta autorizzazione unitaria a centro commerciale, per la quale non è mai stata presentata a questa amministrazione alcuna specifica richiesta. che il settore Attività produttive ha avviato, il 15 dicembre 2005, un procedimento di contestazione nei confronti della società titolare delle due autorizzazioni per medie strutture di vendita presenti nel compendio ex Trevitex poiché dall’esame di un contratto di mandato stipulato da tale società il 20 settembre 2005, l’insediamento ex Trevitex – definito centro polifunzionale commerciale – è stato rappresentato e strutturato quale unitario complesso commerciale ancorché sprovvisto dell’autorizzazione unitaria prescritta dalla vigente normativa regionale in materia."

Adesso la serie di  domande: Ma se ne sono accorti adesso?  Ma il multisala Europlex e relativo centro commerciale è stato costruito in una notte? Sono mai stati fatti controlli durante le fasi di costruzione per capire la destinazione dell’area? E se non li hanno fatti perchè?
Io onestamente penso che chi ha fatto l’Europlex non sia stato così folle da fare un cospicuo investimento senza avere garanzie forti e spendibili sull’esito positivo della pratica….anche perchè Europlex è una società con diversi cinema in Italia ed all’estero infatti in Italia EuroPlex è presente a  Pioltello, con le sue 14 sale ad Arezzo con 8 sale a Milano Bicocca con 18 sale ed infine a Como, con 9 sale, può inoltre annoverare cinema a Ginevra, Losanna, Nyon e Morges..quindi non sono sprovveduti conoscono le regole e penso siano interessati a rispettarle..detto questo ora sono curioso come ne uscirà il comune….e che soluzioni costruttive proporrà… 


Ma se ne accorgono adesso…

3 Comments

  1. S.Just scrive:

    Il fallimento Trevitex ha dato lavoro a studi legali per anni ed è arrivato persino alla Corte Costituzionale, per una sentenza su un punto di diritto che riguardava la legge fallimentare.
    Forse anche gli acquirenti dell’area hanno, vista la dimensione, studi legali molto attrezzati per tutelare i propri interessi.
    Evidentemente l’Avv. Gelpi, col cappellino dell’assessore, si affida ai legali del Comune nel valutare le pratiche per evitare di assumere posizioni criticabili. Con una reattività politica da bradipo, se mi si passa il paragone col regno animale.
    Speriamo in una futura Giunta con più cittadini, e meno professionisti, presenti.
    E lo dice un professionista che, però, si ritiene prima di tutto un cittadino e ritiene il conflitto d’interesse (effettivo od anche solo potenziale) sempre da evitare per non apparire, anche solo teoricamente, condizionati nella propria attività di amministratori pubblici o, per esempio, di revisori dei conti.
    E’ una cultura delle regole che non gode, devo dire, di ampia popolarità osservando con attenzione la realtà.

  2. leinonsachisonoio scrive:

    Non per niente il ventennio passato è quello dei commercialisti che hanno spostato i loro uffici a palazzo ‘Monnezza.
    Le dichiarazioni dell’Onorevole col pizzetto, in merito al centro commerciale fanno veramente venire il latte alle ginocchia, proprio invoca chiarezza?

  3. leinonsachisonoio scrive:

    Oltre la CSU: Grazie basta e avanza.

    La svolta. Sarà costituita una società simile alla Csu. Palazzo Cernezzi: «Nessun rischio per i dipendenti». Consulenza da 38mila euro Il Comune cede i servizi sociali ai privati: un affare da 14 milioni

    (gi. ro.) I servizi sociali, entro la fine dell’anno, non saranno più gestiti direttamente dal Comune, ma da una società privata. Un soggetto, non ancora individuato, che opererà non soltanto per il territorio di Como, ma anche per altri Comuni limitrofi. E per rendersi conto di quanti siano i numeri in gioco, basta citarne due: 14milioni di euro, ovvero l’ammontare complessivo della spesa che ogni anno Palazzo Cernezzi destina ai servizi sociali e 75 dipendenti che lavorano nell’apposito settore dell’amministrazione comunale. La rivoluzione è stata decisa ieri mattina dalla giunta cittadina su proposta dell’assessore alla partita Paolo Mascetti. «Il Comune di Como – hanno fatto sapere al termine della riunione in una nota dell’ufficio stampa – entro la fine del 2006 costituirà una azienda speciale consortile in collaborazione con altri Comuni del distretto dei piani di zona per la gestione di tutti i servizi sociali». Nel dettaglio, l’esecutivo ha accantonato la somma di 38.400 euro «per individuare una società che studi l’assetto organizzativo della nuova struttura, lo statuto, l’ipotesi di contratto di servizio». In pratica, stiamo parlando di una gemella della Como servizi urbani (Csu) che si occupa di mobilità, parcheggi e gestione di impianti sportivi. Una sorta di Csu, quindi, dei servizi sociali. La novità, tengono a precisare dal Comune, è prevista dalla legge nazionale Turco e dalle linee guida della Regione Lombardia. E già è pronto un primo elenco delle realtà comunali che farebbero squadra insieme a Palazzo Cernezzi per l’affidamento ad esterni dei servizi sociali: si tratta, per ora, di Cernobbio, Lipomo e San Fermo della Battaglia. «Come prevede la normativa – chiarisce l’assessore Paolo Mascetti – si va verso un modello moderno e più efficace nella gestione dei servizi socio-assistenziali dove però l’ente locale svolgerà sempre e comunque il fondamentale ruolo di controllo sulla spesa e sulla qualità del servizio». È già stata definita anche l’organizzazione della nuova società che si dovrà occupare di servizi al cittadino da 14milioni di euro l’anno. I dipendenti pubblici (attualmente 75 quelli che operano nel campo) che ne faranno richiesta saranno assorbiti dal nuovo assetto, diversamente questi verranno reimpiegati in altre funzioni all’interno dell’amministrazione. I servizi sociali erogano complessivamente 63 attività rivolte ad anziani, associazioni, bisognosi, disabili, extracomunitari, minori e famiglie.

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