Il pensiero di un Vigile

aprile 2, 2006 in Como by Sir Percy Blackeney

Ho letto su "La Provincia" una lettera di un vigile a cui il Direttore a risposto, incredibilmente nella maniera giusta, leggendo la lettera però si capisce cosa pensano i Vigili e questo mi inquieta…

Gentile Direttore, sono un agente di Polizia Locale che lavora in un comune della provincia di Como. Leggendo spesso il vostro giornale, e anche stimandoVi per l’ impostazione editoriale che gli viene data, mi sento in dovere, dopo gli articoli apparsi in merito alla vicenda del ragazzo ferito mentre veniva fermato da alcuni colleghi di Como, di fare alcune doverose precisazioni.
Soprattutto in merito al corsivo «Fermate i Rambo» di F. Angelini.

Personalmente, mi sono sentito offeso e disgustato leggendo il suo articolo: e inoltre desidererei farVi rilevare alcune tante, troppe inesattezze contenute nei vostri articoli apparsi sul numero del 30/03/2006.

Innanzitutto i titoli: «Como, vigile spara a un ragazzo: è in coma». La legge regionale 04/2003 ha sancito la morte definitiva dei corpi e servizi di vigilanza urbana. In tutta la regione ora opera la Polizia Locale. Se volete essere gentili e precisi, finitela di chiamarci vigili.

Anche se devo ammettere che nella coscienza collettiva tali siamo rimasti, più per abitudine degli
anziani che per altro. Quindi, al di là di tutto, anche noi siamo "sbirri" e portiamo una divisa da tali: tali e quali a Polizia di Stato e Carabinieri: l’ unico nostro limite, per ora, è il territorio di operatività che è nella fattispecie il Comune di appartenenza o il territorio del consorzio di comuni, laddove esso sia istituito.

Nella Polizia Locale non esistono "Capitani": Quindi Marco Scarpone (Pag. 4), posto che abbia 3 stellette, non è "Capitano" ma "Commissario".Se dovesse averne 2 sarebbe "Commissario Aggiunto".

Mi spiegherete (ma lo accerterà la magistratura, è meglio…) come un "proiettile entrato nella nuca possa uscire dalla fronte". Non sapevo che in redazione aveste periti balistici…

Quando si intima l’"alt" (o si "paletta", come diciamo noi) un’auto che decide di non fermarsi, se si riesce a fermarla dopo la fuga e quindi in un secondo tempo, è nostra piena facoltà (e qui ogni agente fa come crede), scendere con l’ arma in mano e col colpo in canna. Un proverbio dice «chi è in difetto è in sospetto».

Se una persona scappa, qualche cosa da nascondere ce l’ha. L’agente non può sapere se il
guidatore scappa perché non ha i documenti in regola o perché torna da una rapina, o perché ha un cadavere nel baule, o meglio, ancora, se è pronto a scendere lui stesso con l’ arma in mano, con cui magari ha appena compiuto una rapina al bar dell’angolo.

Il termine "sceriffo": leggendo il dizionario italiano, trovo la definizione:"Capo della polizia locale". Se il Sig. Scarpone è Commissario (con 3 stellette) lo è… ma, spiacente per voi, non è capitano…
In sostanza, molti vostri articoli sulla vicenda mi sono sembrati impostati a raccontare la storia di un povero ragazzino disarmato che con (o senza) le bombolette spray, fermato da 2-3 sbirri cattivi (e con manie di onnipotenza) viene messo al muro e giustiziato(non si sa bene se per noia, divertimento o incoscienza).

Nessuno si è posto il problema di capire cosa facesse il Rumesh senza documenti alla guida di un’ auto che non si è fermata all’alt. Troppi di questi extracomunitari vivono nelle nostre terre senza rispettare (o capire) le nostre leggi.

Sono ben accetti, non siamo razzisti (per carità, di questi tempi è meglio la comprensione…),
ma che si adeguino. Perché noi, da turisti in paesi esteri (Egitto? India? USA?) proviamo a non fermarci se ci intimano l’ alt?

La risposta di Brambilla:All’agente C. rispondo:
1) il ragazzo ferito non è un extracomunitario
senza documenti (e anche se fosse?) ma un cittadino italiano residente a Como da una vita;
2) quante preoccupazioni formaliste sui termini (vigili o non vigili, capitano o non capitano, sceriffo
o non sceriffo)… Hanno importanza di fronte alla vita di una persona?

Concludo: Quello che mi preoccupa seriamente è la lettera se questo è il pensiero del vigile medio….meglio disarmarli subito…troppo pericolosi…pensano di essere ciò che non sono polizia…pensano che la divisa e la pistola ed una legge regionale li abbia trasformati da vigili a poliziotti…troppo pericolosi…si devono fermare….quella legge va modificata…

Allegati: Legge Regionale del 14/04/2003