Il silenzio dell'informazione..locale
Altro che NYT, oggi su Repubblica del 03/07/2006 a Pag.27 si trova un articolo che sicuramente non farà una buona pubblicità al nostro Lago ma fa informazione…pezzo che qui riporto dal seguente titolo: << A Colico, nell’Alto Lario lecchese "Prete pedofilo" paesino in rivolta Lecco – Arriva un prete accusato di pedofiliaei parrocchiani si ribellano. Succedea Colico (Lecco), nell’Alto Lario, dove si sono levate forti proteste per l’annunciato arrivo come coadiutore, di don Mauro Stefanoni, 38 anni, il prete della parrocchia di Laglio e Carate Urio (Como), finito sotto inchiesta l’anno scorso con l’infamante accusa di pedofilia ai danni di un dodicenne disabile. Fatti che sarebbero avvenuti nella casa parrocchiale e per i quali il sacerdote, che si è sempre dichiarato innocente,era stato condannato agli arresti domiciliari. Ora la notizia che presto dovrebbe prendere servizio a Colico (Lecco). Ma i fedeli sono contrari.>>
Ora mi faccio una serie di domande:
- Come è possibile che questa notizia non solo non è rimbalzata ma anche anticipata sui nostri quotidiani locali, visto il disagio della popolazione di Colico che non vuole questo prete nella sua comunità, visto il reintegro de facto del prelato ..
- Come mai la diocesi lo ha rimesso in pista senza aspettare la sentenza…e qui faccio un esempio se un medico è imputato per un grave reato nel settore ospedaliero,lo stesso viene sospeso dall’ordine e dall’ospedale…fino a sentenza definitiva…anche per evitare reiterazioni… perchè il nostro Vescovo non adotta il buon senso ed evita il crearsi di queste situazioni imbarazzanti sia per il prete che per la comunità di credenti di Colico… imponendolo?….
- Infine chi si occupa del disagio e delle sofferenze del dodicenne e della sua famiglia…?








Certo che, mandare un prelato accusato di pedofilia ancora in una parrocchia c’è qualcosa che non torna, comunque, colpevole o innocente lo stesso si porterà appresso la nomea.
Perchè non gli hanno trovato un posto in un ufficio di curia lontano dal luogo?
Ogni tanto la Chiesa fà di tutto per allontanare che è il contrario del Suo scopo, non me ne intendo di diritto canonico, ma ci sarà un sistema per sospendere sub judice un prete? Senza la scomunica.
Perchè questa spocchia? Ormai un giudicie ha il coraggio di giudicare un prete, perchè non ce l’ha la Chiesa?
…e finalmente la notizia è uscita sulla stampa, era troppo pensare che la stampa locale affrontasse il problema…Mi fà piacere pensare che gli abitanti di Colico protestino ed abbiano paura per i propri ragazzi!!!! Alla famiglia e al ragazzo pensiamoci noi, stiamo vicino a loro con messaggi di solidarietà e informiamo i parrocchiani di Colico con tutto il materiale e i canali che abbiamo a disposizione,forse a quel punto il vescovo deciderà di mandarlo in un eremo, lontano! Confido nella forza e coerenza degli abitanti dell alto lario! aiutateci affinchè don Mauro non faccia più danni, sono già tanti quelli che ha fatto!!!! baci cs’65
La prassi delle diocesi nei casi di preti peofili è sempre la stess: prima si cerca di mettere il bavaglio alla stampa, poiil prete prima viene difeso a spada tratta e si diffamano i denuncianti (fu organizzato un comitato parrocchiale per diffamare i parenti della vittima), poi si trasferisce il prete in altra parrocchia per,mettendogli di aver terreno fertile per altre violenze. A Pomezia il cardinale Agostino Vallini se la prese con le vittime degli abusi di don Marco Agostini dicendo che erano tutte fesserie le loro denunce. Il prete fpoi ha confessato di aver violentato 30 ragazzini.
Se il vescovo fa quadrato con tutta la sua cricca ?.. chi afferma il contrario sara’ accusato di essere un eretico… La paura dell’inferno funziona sempre .. e’ anche la piu’ facile.. perche’ non usarla?
D’accordo con Anonymous su tutto tranne che sul bavaglio visto chi è l’editore cioè la stessa diocesi… come scrittoin questo post [click]
La chiesa è una struttura-organizzazione di potere.
L’impunità è un modo per esercitare il potere.
Ci hanno messo 500 anni per ammettere che Galileo aveva ragione, figuriamoci se ammettono che tra i preti esiste il problema della pedofilia.