Il culo sopra Berlino. L'Italia domina i tedeschi e vola verso il sogno mondiale

luglio 5, 2006 in Como by bookmark

Italia 2006, la squadra dei record: mai in passato una finalista ha avuto in formazione così tanti giocatori di B e, addirittura, di C. Entusiasmo alle stelle per i tifosi dopo la vittoria di ieri sera: a Torino, Firenze e Roma alcuni tifosi hanno tentato di appiccare il fuoco a cassonetti e Palazzi. Stasera l’Italia conoscerà la sua avversaria per la finale: gli arzilli vecchietti di Zizou Zidane, che non potranno disputare i supplementari perchè alle 23 hanno la pillola da prendere, o i lusitani di Scolari trascinati da Deco, l’unico centrocampista con il nome da hard discount?

Dortmund
La caldissima bomboniera di Dortmund ha ospitato la semifinale tra Italia e Germania, storica e combattuta come già all’Azteca, al Bernabeu, a Legnano e a Montecassino. Sessantamila tifosi vestiti da Papa hanno sostenuto la squadra senza smettere per un solo secondo di insultare i giocatori italiani, boicottando pizze, dando disdetta alle pensioni adriatiche e provando a smontare i motori dalle loro Fiat (occasione propizia per scoprire che le Fiat non hanno motore ma si muovono seguendo le inclinazioni del globo).

Da subito si è capito che sarebbe stata durissima. I tedeschi come da tradizione si sono presentati quadrati e spaventosi, praticamente un’anticipazione della faccia di Ribery nella semifinale di stasera. Ma la grande aspettativa che la Krande Cermania riponeva su di loro ha causato un’eccessivo nervosismo. Klose è stato notato mentre si mangiava le unghie e ripeteva alcune angosciose nenie imparate dalla nonna polacca. Ballack vagava per il campo oppresso dal fardello di "fantasista" quando il massimo della fantasia che sa esprimere è la pernacchia con le ascelle. Frings colpiva il quarto uomo scambiandolo per Cruz e veniva squalificato quando Sky mostrava che il quarto uomo era in effetti Cruz.

Dall’altra parte invece l’Italia esibiva una tranquillità insospettabile per una nazionale con gli scoiattolini nella testa come la nostra. Prese le misure degli avversari i nostri hanno da subito messo in atto un eccellente possesso di palla riuscendo ad accumulare nella prima mezzora venticinque corner, ventiquattro dei quali tirati nello stesso punto e parati da Lehmann nello stesso modo. Toni è apparso isolato tra i difensori tedeschi: al momento della sostituzione padroneggiava ormai bene la lingua ed era in grado di dissertare con competenza sulle differenze tra Bockwurst e Bratwurst. Totti caracollava e modo suo ed ogni tanto effettuava straordinari lanci millimetrici in zone del Niedersachsen mai visitate da italiani. Difesa straordinaria come sempre, dominata da un Cannavaro che con i suoi interventi ha costretto gli autori di X-Men 4 a riscrivere la trama per renderla meno banale. Materazzi dal canto suo sembra aver ritrovato la lucidità persa dopo quella rissa all’asilo nido: accetta le provocazioni e legge brani dell’Apocalisse di San Giovanni nelle pause.

Si è concretizzato così lo spettro dei supplementari (che avrebbe condotto inevitabilmente alla lotteria dei calci di rigore, al terreno in ottime condizioni e al campionario delle figure retoriche previste per l’occasione). Quando ormai tutto era pronto per i penalty (erano entrati i rigoristi e Totti aveva già tirato il primo rigore sopra la traversa) è arrivato a sorpresa il goal del difensore neointerista Grosso che ha sbloccato a due minuti dalla fine la situazione. Per fare lo sborone il destino ci ha voluto pure mettere una rete di Del Piero e solo il fischio finale gli ha impedito di far segnare Gattuso in rovesciata (il che sarebbe davvero stato troppo). Disperazione tra i tedeschi, che hanno annegato la delusione nel Reno (e la famiglia di Gaetano La Delusione l’ha purtroppo saputo dalla tv).

Via: Giuda.it Autore: Gianluca Chiappini .