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May 24, 2012, 11:57 am

Informatia

E’ bastato accennare a un cambio di vertici della televisione pubblica che è successo il finimondo. L’opposizione all’unisono e numerosa è uscita dalla tana e senza pudore ha subito mostrato i denti.
Denti che si nutrono di libertà, non so se per mangiarla meglio o per mostrarne le carie.

Non vi è dubbio ormai che la televisione in un paese di sottosviluppati abbia un peso enorme, mentre in uno di denutriti solo un po’ meno. Ecco in che cosa siamo tutto uguali o quasi. E in effetti le battute di D’Alema, qualunque cosa prefigurino per il futuro, non vanno nell’unica direzione possibile: depotenziare il mezzo, oramai per soli scemi, invece di continuargli a dare l’importanza che non ha e che non giova. Continuare a ciucciare dal tubo catodico come dalle tette della mamma è manifestazione di infantilismo, inutile se sai che appartengono a un uomo che di nome fa Silvio.

Non solo perché pare evidente che non si riuscirà mai a fare una legge di sistema, ma perché da questa impossibilità non si traggono le dovute conseguenze. Ferma restando l’italiota situazione (ma il discorso non ha confini geografici: in Italia il guasto è solo più sfacciatamente visibile) si può andare oltre: non si deve più perseguire la libertà nella società dell’informazione, bensì il piacere di essere disinformati per raggiungere una nuova e più autentica libertà, sia dai che nei mezzi di informazione.

Francesco


Informatia

5 Comments

  1. Anonimo scrive:

    Scusa ma pensavo che l’on. Capezzone, da cui è partita la polemica, facesse parte della maggioranza (anche se ancora non ho ben capito perchè e come, in effetti, visto che giustamente non concorda pressochè su nulla coi “colleghi”…).
    Devo essermi distratto durante le vacanze.

  2. Uno di A.N.... scrive:

    Io credo che, saltuariamente, l’On. Capezzone ma anche altri membri della maggioranza moderata, sollevino obbiezioni sugli intenti di un governo che appaiono degno di uno stato leninista: questo è solo il frutto di una sana e responsabile democrazia!!
    Se però, caro Anonymous, tu rimpiangi quei regimi di governo nei quali ciò che dice il Capo si accetta come dogma e senza metterlo in discussione, allora forse l’Italia non è il posto per te…
    Anche se… Osservando come è riuscito a spaccare questo Paese il nuovo governo in soli 100 giorni forse, purtroppo, potrebbe diventarlo spesso!!

    Una domanda che però mi sono postoè la seguente per quale motivo si parla di un centro-destra uscito dalla tana “senza pudore”??
    E’ forse necessario del pudore quando si intende difendere la libertà dell’informazione nel proprio Paese??

    Io credo invece che molot più pudore sarebbe necessario a quella parte politica che

    -promette di farci ritirare dai conflitti di guerra e dalle sedicenti “missioni di pace” avviate dal centro-destra!!

    E poi manda i nostri soldati in Libano.

    -accusava l’ex Premier di curare i propri affari sfruttando la posizione dei capo del governo!!

    E poi liberalizzano la vendita di farmaci nei supermercati e quardacaso l’UNICA catena che è stata in grado nell’arco di uan decina di giorni di approntare dei punti vendita d farmaci sono state le COOP!!

    -promette di abbassare l’età pensionabile e alleggerire il cuneo fiscale

    E poi alza l’età di pensionamentoe contributiva.

    -promette di diminuire la pressione pro-capite

    E poi introduce aumenti che, stando ai dati ISTAT, produrranno un aumento annuale di 1000 Euro a famiglia di contributi!!

    -che promette di non creare liste di prescrizione nelle telecommunicazioni.

    E poi parlano di Cambiare i vertici RAI e detengono il monopolio in termini di percentuali di apparizioni TV (coem rilevato dall’Istituto di Rilevazione di Pavia)!!

    Se queste cose fossero successe col governo di centro-destra, oggi, in Italia, assisteremmo ad una vera e propria rivolta di piazza,ma probabilmente ha ragione un mio vecchio amico:

    a uno di sinistra, fa meno male prenderlo nel — da uno di sinistra che da uno di destra!!

    W A.N.
    W La Casa delle Libertà

  3. S.Just scrive:

    Quando si parla di televisione, dopo questi anni orribili ed indecenti, il centro destra è meglio che stia in silenzio ed i suoi esponenti vadano a ballare con le veline sino a quando anche loro capiranno, ed un pò ci mettono di sicuro, che hanno perso le elezioni e si troveranno tristemente da soli.

  4. Ulisse scrive:

    Sarebbe ora che la RAI diventasse la televisione degli italiani, visto che gode pure di un balzello pagato da noi, e non la televisione dei partiti o del governo di turno o di chicchessia, nemmeno del Papa, visto anche che non paga il canone essendo cittadino vaticano.
    Sarebbe ora che in RAI le nomine avvenissero per meriti artistici o manageriali e non per tessera o per raccomandazioni clericali.
    Ad esempio mi pongo una domanda, perchè del Papa si parla ad ogni ora del giorno e della notte su qualsiasi canale mentre la trasmissione di fede e cultura ebraica viene mandata in onda in ore che definire piccole è un eufemismo? E io non sono ebreo, si badi bene, semplicemente non mi sembra corretto.

  5. Condorcet scrive:

    La RAI è una diligenza che ogni forza politica si sente in dovere di attaccare non appena ne ha la minima possibilità.
    In questo senso siamo in una situazione da grando monopoli dei primi decenni del secolo scorso.
    La lottizzazione tra partiti è anche peggio del monopolio.
    La RAI andrebbe smantellata, come la Standard Oil Company venne smembrata nel 1911 in 34 diverse società, grazie allo Sherman Antitrust Act che i nostri cugini americani hanno avuto la fortuna di avere in vigore dal 1890.
    In attesa godiamoci, quale palliativo, la sempre più diffusa tendenza del popolo italiano a emigrare verso la miriade di canali satellitari e teniamo un occhio attento su alcune metarealtà, quali il fatto che troppa visibilità e troppo telepotere potrebbe essere uno degli elementi della caduta di Berlusconi. Dunque prima di considerare valido il grossolano assioma “più televisione = più potere” pensiamoci.
    Resta comunque disgustoso l’attacco alla diligenza e l’uso che i partiti fanno della televisione una volta che se ne sono appropriati.
    Inutile dire che la cosa vale a livello nazionale come nelle realtà locali.

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