Campione d'Italia: Il parere del sindacalista parte 3a

settembre 19, 2006 in Como by il-campionese

Ho seguito con particolare interesse ciò che stava accadendo a Campione in questi giorni.
Da una prima analisi appare evidente che il sindacato abbia, seppur con sospetto, incontrato immediatamente il nuovo Direttore generale del Casinò di Campione.
I più entusiasti si sono messi a lavorare a più non posso vedendo accolte le loro richieste. Poi però il sindacato si è dovuto confrontare con “tela del ragno” di Salmoiraghi. Tutti i suoi dirigenti, col sorriso sulle labbra, facevano finta di applicare mentre invece boicottavano.

I quesiti fondamentali sono due:

Baranzelli è legato veramente a Ilario Legnaro? (la sua nomina è stata quindi imposta dalla Sicilia al Sindaco di Campione)

Baranzelli vuole davvero risanare l’azienda-casinò o solo movimentare il paese per lasciare tutto com’è? (ci sembra che dica alcune cose ai tavoli delle trattative, ma poi esca con importanti proclami sui giornali ticinesi e lombardi).

Nell’intervista alla Provincia di Como [click PDF]mostra come le mance siano importanti per gli impiegati e che quindi la mobilità interna possa essere un grosso problema. Si dimentica però di aggiungere che il Casinò di Campione inserisce nei propri dividendi anche il 50% delle mance per Contratto, del resto visto che i soldi del Comune non arrivano,almeno quelli sono sicuri. E si caro giocatore hai capito bene! La mancia che tu dai all’impiegato per il servizio prestato e perché probabilmente hai vinto per la metà viene incassata dalla gestione del Casinò.

I giochi francesi sono in calo?

Semmai è vero proprio il contrario a Campione. Certo l’azienda cerca sempre di avvantaggiare le aperture dei tavoli americani. Un tavolo francese apre mediamente per 7/10 ore contro le 12/15 di un tavolo americano. Come già ribadito nell’articolo precedente il reparto gioco è l’unico ha cui è stato ridotto il personale nell’arco del decennio. La questione che preoccupa i croupiers è semplice; cinque persone per gestire un tavolo sono un problema, mentre il sovraffollamento dei reparti amministrativi non lo è!  Se analizziamo i dati dell’ultimo quinquennio possiamo tranquillamente stabilire che i gioco francese NON sono assolutamente i crisi, anzi dimostrano grande vitalità. È vero è un’eccezione a livello mondiale. L’eccezione che conferma la regola.
Sostiene inoltre che francesi sono giochi su cui non si può contare, perchè il mercato va in un’altra direzione. Se continua così la direzione la cambierà lui ben presto!

Ci sembra quindi che il dott. Baranzelli si trovi a non poter gestire liberamente tutti quegli sprechi che contraddistinguono il paese di Campione e cerchi a questo punto di forzare unicamente sui giochi.

Così non si andrà lontano con la parte sindacale! Così si va allo sfascio. Ci sembra incredibile da parte di un professionista della gestione aziendale mettere in discussione primariamente i rami direttamente produttivi.
In questi giorni, a parte la revisione dei contratti ed alcune spese fondamentali non ha risolto molto. L’intreccio con il potere locale, a quanto pare, è ancora ben saldo.

Nessuno si preoccupi più di tanto… Lugano poi Campione e forse poi Mendrisio hanno sempre bisogno di nuovi dirigenti.

Abbiamo 3 domande per il dott. Baranzelli:

1) Perché non ci dice anche che la gestione è fallimentare per colpa dei fantocci che la governano da anni?
2) Perché il marketing non è responsabile del tracollo della casa da gioco? Lì si abbiamo più persone per tavolo!
3) Ha formalmente informato il sindacato di cosa vuol fare?

Quando si gioca pesante si può anche perdere pesantemente! Baranzelli ha giocato in questi giorni una posta altissima. Vedremo…..