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	<title>Commenti a: Riflessione sul Microcredito</title>
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	<description>Solo un altro blog targato Vivereacomo.info</description>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2006/10/24/riflessione-sul-microcredito/comment-page-1/#comment-14023</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 13:55:11 +0000</pubDate>
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		<description>Il fatto che non apprezzi l&#039;incipit è soggettivamente compresibile se si parte dalla convinzione, diversamente dal sottoscritto, che l&#039;economia di mercato sia la scelta da preferire.
Mi fa piacere, peraltro, che si entra nel merito del tema e si conferma che, come in molte zone interne dell&#039;Africa, la soluzione del microcredito non è così efficace come in parte dell&#039;Asia o dell&#039;America del Sud.
Che gli stati nazionali, aiutati dai paesi &quot;donatori&quot;, debbano esistere ed intervenire al livello infrastrutturale e nell&#039;educazione, quanto meno, vedo che non viene messo più di tanto in discussione.
L&#039;idea che Wall Mart ed il suo marketing abbia il merito di aver sollevato un elevato numero di persone dalla povertà in Asia trovo sia una considerazione interessante pur nella sua provocatorietà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto che non apprezzi l&#8217;incipit è soggettivamente compresibile se si parte dalla convinzione, diversamente dal sottoscritto, che l&#8217;economia di mercato sia la scelta da preferire.<br />
Mi fa piacere, peraltro, che si entra nel merito del tema e si conferma che, come in molte zone interne dell&#8217;Africa, la soluzione del microcredito non è così efficace come in parte dell&#8217;Asia o dell&#8217;America del Sud.<br />
Che gli stati nazionali, aiutati dai paesi &#8220;donatori&#8221;, debbano esistere ed intervenire al livello infrastrutturale e nell&#8217;educazione, quanto meno, vedo che non viene messo più di tanto in discussione.<br />
L&#8217;idea che Wall Mart ed il suo marketing abbia il merito di aver sollevato un elevato numero di persone dalla povertà in Asia trovo sia una considerazione interessante pur nella sua provocatorietà.</p>
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		<title>Di: anonimo</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2006/10/24/riflessione-sul-microcredito/comment-page-1/#comment-14022</link>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 11:14:09 +0000</pubDate>
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		<description>Chiedo venia per la non cortesia di non avere letto tutto il &quot;copia e incolla&quot;  Monde Diplomatique, chissa&#039; quanti che hanno fatto come me, e per cortesia non l&#039;hanno detto. Per uno che   non addetto ai lavori &quot;Microcredito&quot; vuole dire poverta&#039;? Lo so   siamo ai livelli della &quot;pupa e il secchione&quot;.

Sono d&#039;accordo con te che l&#039;articolo e&#039;un po lungo non per un blog ..   anche perche&#039; sul blog si leggono  informazioni preziose e chi fa il riassunto ci mette del suo, quindi la lettura diventa leggera  e interessante, e&#039; l&#039;esatto  contrario della carta stampata anche perche&#039; diciamolo  francamente che  in i giornalisti scrivono  quello che gli e&#039; premesso di scrivere .. non quello che vogliono.

.. troppa gente che ci vuole indottrinare a forza d&#039;informazioni..  il  classico paternalismo ..Del tipo &quot; ma guarda che tu non sai.. e io invece so ..

&quot; Ma proprio nessuno e&#039; in grado di rispondere alla mia semplicissima domanda ! &quot;Como e&#039; piu&#039; ricca o piu povera di Milano?

 Mi sembra di essere quel giornalista della BBC che per piu&#039; di 20 volte fece
 la stessa domanda a quel politico che continuava a non focalizzare la domanda, menando  il can per l&#039;aia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiedo venia per la non cortesia di non avere letto tutto il &#8220;copia e incolla&#8221;  Monde Diplomatique, chissa&#8217; quanti che hanno fatto come me, e per cortesia non l&#8217;hanno detto. Per uno che   non addetto ai lavori &#8220;Microcredito&#8221; vuole dire poverta&#8217;? Lo so   siamo ai livelli della &#8220;pupa e il secchione&#8221;.</p>
<p>Sono d&#8217;accordo con te che l&#8217;articolo e&#8217;un po lungo non per un blog ..   anche perche&#8217; sul blog si leggono  informazioni preziose e chi fa il riassunto ci mette del suo, quindi la lettura diventa leggera  e interessante, e&#8217; l&#8217;esatto  contrario della carta stampata anche perche&#8217; diciamolo  francamente che  in i giornalisti scrivono  quello che gli e&#8217; premesso di scrivere .. non quello che vogliono.</p>
<p>.. troppa gente che ci vuole indottrinare a forza d&#8217;informazioni..  il  classico paternalismo ..Del tipo &#8221; ma guarda che tu non sai.. e io invece so ..</p>
<p>&#8221; Ma proprio nessuno e&#8217; in grado di rispondere alla mia semplicissima domanda ! &#8220;Como e&#8217; piu&#8217; ricca o piu povera di Milano?</p>
<p> Mi sembra di essere quel giornalista della BBC che per piu&#8217; di 20 volte fece<br />
 la stessa domanda a quel politico che continuava a non focalizzare la domanda, menando  il can per l&#8217;aia.</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2006/10/24/riflessione-sul-microcredito/comment-page-1/#comment-14021</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 11:01:28 +0000</pubDate>
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		<description>Rimango dell&#039;idea che introdurre un qualsivoglia discorso con una premessa tendenziosa ed imprecisa sia un ottimo incentivo per non continuare la lettura (a me, purtroppo, fa questo effeto generalmente).

Il microcredito ha molti meriti, primo tra tutti quello di responsabilizzare i beneficiari a che si faccia un uso adeguato delle risorse.
Con buona pace di economisti/santoni alla Stiglitz o Sachs, gli aiuti internazionali hanno dimostrato più volte di far più male che bene, come ben documentato, con buona dose di autocritica in un paio di libri da William Easterly, ex economista per l&#039;Africa alla Banca Mondiale. E fanno male proprio perchè manca la responsabilizzazione, necessaria per costruire i corretti incentivi e, di conseguenza, un efficace metodo di &quot;accountability&quot;.
Motivo per cui credo più al microcredito che non ai Millennium Goals e al &quot;debt forgiveness&quot; come strumento di lotta alla povertà.
I dati spesso riportati su come le zanzariere donate per prevenire la malaria giacciono utilizzate, mentre quelle vendute a prezzo modico (quanto sufficiente a pagare i lavoratori rigorosamente locali che le distribuiscono) sono al loro posto sopra i letti, sono emblematici della necessità di responsabilizzare i beneficiari degli aiuti.
Un altro merito del microcredito rispetto agli aiuti &quot;dall&#039;alto&quot; è che consente una maggiore adattabilità alle esigenze locali: una banca di microcredito locale conosce molto meglio i problemi del Bangladesh o del Kenya piuttosto che un funzionario Onu a New York.
Responsabilizzazione, incentivi e adattabilità sono ingredienti che reputo essenziali per l&#039;aiuto allo sviluppo, e sono ingredienti che il microcredito può dare, mentre gli aiuti internazionali no.
Nel caso dei paesi africani, però, c&#039;è un forte limite (e qui dò ragione al buon Jeffrey Sachs): la geografia. I terreni agricoli sono in genere all&#039;interno, lontani dai mari (da sempre principali vie di comunicazione); le distanze tra le comunità sono spesso eccessive. Tutti questi fattori ostacolano la costituzione di economie di mercato funzionali. Qui il microcredito avrebbe, credo, più difficoltà, se capitali maggiori non sono investiti (a fondo perso o meno, a seconda dei casi) in importanti infrastrutture, così da consentire un migliore accesso al mercato (motivo per cui, tra l&#039;altro, reputo fondamentale la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina). Ovviamente, il tutto richiede governi onesti e trasparenti, l&#039;opposto di ciò che troppo spesso è successo in quei Paesi.
Considerato il premio Nobel dato a Yunus, principalmente per il ruolo svolto nella lotta alla povertà, c&#039;è poi da considerare un terzo elemento: WalMart, la grande catena di distribuzione americana, miglior acquirente di merci a basso costo di origine orientale. Secondo alcuni studi, che piaccia o no, è lui a detenere il primato di maggior numero di persone sollevate al di sopra della soglia di povertà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rimango dell&#8217;idea che introdurre un qualsivoglia discorso con una premessa tendenziosa ed imprecisa sia un ottimo incentivo per non continuare la lettura (a me, purtroppo, fa questo effeto generalmente).</p>
<p>Il microcredito ha molti meriti, primo tra tutti quello di responsabilizzare i beneficiari a che si faccia un uso adeguato delle risorse.<br />
Con buona pace di economisti/santoni alla Stiglitz o Sachs, gli aiuti internazionali hanno dimostrato più volte di far più male che bene, come ben documentato, con buona dose di autocritica in un paio di libri da William Easterly, ex economista per l&#8217;Africa alla Banca Mondiale. E fanno male proprio perchè manca la responsabilizzazione, necessaria per costruire i corretti incentivi e, di conseguenza, un efficace metodo di &#8220;accountability&#8221;.<br />
Motivo per cui credo più al microcredito che non ai Millennium Goals e al &#8220;debt forgiveness&#8221; come strumento di lotta alla povertà.<br />
I dati spesso riportati su come le zanzariere donate per prevenire la malaria giacciono utilizzate, mentre quelle vendute a prezzo modico (quanto sufficiente a pagare i lavoratori rigorosamente locali che le distribuiscono) sono al loro posto sopra i letti, sono emblematici della necessità di responsabilizzare i beneficiari degli aiuti.<br />
Un altro merito del microcredito rispetto agli aiuti &#8220;dall&#8217;alto&#8221; è che consente una maggiore adattabilità alle esigenze locali: una banca di microcredito locale conosce molto meglio i problemi del Bangladesh o del Kenya piuttosto che un funzionario Onu a New York.<br />
Responsabilizzazione, incentivi e adattabilità sono ingredienti che reputo essenziali per l&#8217;aiuto allo sviluppo, e sono ingredienti che il microcredito può dare, mentre gli aiuti internazionali no.<br />
Nel caso dei paesi africani, però, c&#8217;è un forte limite (e qui dò ragione al buon Jeffrey Sachs): la geografia. I terreni agricoli sono in genere all&#8217;interno, lontani dai mari (da sempre principali vie di comunicazione); le distanze tra le comunità sono spesso eccessive. Tutti questi fattori ostacolano la costituzione di economie di mercato funzionali. Qui il microcredito avrebbe, credo, più difficoltà, se capitali maggiori non sono investiti (a fondo perso o meno, a seconda dei casi) in importanti infrastrutture, così da consentire un migliore accesso al mercato (motivo per cui, tra l&#8217;altro, reputo fondamentale la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina). Ovviamente, il tutto richiede governi onesti e trasparenti, l&#8217;opposto di ciò che troppo spesso è successo in quei Paesi.<br />
Considerato il premio Nobel dato a Yunus, principalmente per il ruolo svolto nella lotta alla povertà, c&#8217;è poi da considerare un terzo elemento: WalMart, la grande catena di distribuzione americana, miglior acquirente di merci a basso costo di origine orientale. Secondo alcuni studi, che piaccia o no, è lui a detenere il primato di maggior numero di persone sollevate al di sopra della soglia di povertà.</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2006/10/24/riflessione-sul-microcredito/comment-page-1/#comment-14020</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 10:30:32 +0000</pubDate>
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		<description>Il pensiero mi è subito andato ad UNIPOL ma non capisco perchè?!?!?!?!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il pensiero mi è subito andato ad UNIPOL ma non capisco perchè?!?!?!?!</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
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		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 05:27:59 +0000</pubDate>
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		<description>Sarebbe in ogni caso cortese leggere tutto il post, anche se un pò lungo per essere su un blog, ed entrare nel merito della riflessione sul microcredito che è il tema.
Limitarsi a valutare se l&#039;introduzione sia, o meno, politically correct non mi sembra particolarmente interessante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe in ogni caso cortese leggere tutto il post, anche se un pò lungo per essere su un blog, ed entrare nel merito della riflessione sul microcredito che è il tema.<br />
Limitarsi a valutare se l&#8217;introduzione sia, o meno, politically correct non mi sembra particolarmente interessante.</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2006/10/24/riflessione-sul-microcredito/comment-page-1/#comment-14018</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2006 05:22:56 +0000</pubDate>
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		<description>Scusa ma non capisco il senso della domanda riferita al microcredito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusa ma non capisco il senso della domanda riferita al microcredito.</p>
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		<title>Di: anonimo</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2006/10/24/riflessione-sul-microcredito/comment-page-1/#comment-14017</link>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2006 21:10:43 +0000</pubDate>
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		<description>Ripeto la domanda .. Una famiglia normale regolare a Como con 4 persone che hanno uno stipendio normale regolare (tipo 1400 euro mensili) si puo permettere un&#039;automobile a testa? SI O NO? Non voglio sapere di piu&#039; .. non sono l&#039;esattore delle tasse.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ripeto la domanda .. Una famiglia normale regolare a Como con 4 persone che hanno uno stipendio normale regolare (tipo 1400 euro mensili) si puo permettere un&#8217;automobile a testa? SI O NO? Non voglio sapere di piu&#8217; .. non sono l&#8217;esattore delle tasse.</p>
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		<title>Di: anonimo</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2006/10/24/riflessione-sul-microcredito/comment-page-1/#comment-14016</link>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2006 21:01:36 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Monde Diplomatique&quot; o l&#039;Economist sempre opinionisti sono .. ok tanto di cappello, grande ricchezza di informazioni e sondaggi ...utilissimi. .. non ho detto  che non mi piacciono.. solo che  questi giornali si trovano in edicola e con il pc si possono tradurre tranquillamente in italiano .. Ho fatto solo una domanda semplicissima, /issima /issima
&quot; senza andare around the bush&quot;

 Chissa come mai in Italia sembra che la SEMPLIFICAZIONE sia sinonimo di  bischeraggine..  uno che fa una domanda semplice ..sicuramente dev&#039;essere uno che viene da marte. mah...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Monde Diplomatique&#8221; o l&#8217;Economist sempre opinionisti sono .. ok tanto di cappello, grande ricchezza di informazioni e sondaggi &#8230;utilissimi. .. non ho detto  che non mi piacciono.. solo che  questi giornali si trovano in edicola e con il pc si possono tradurre tranquillamente in italiano .. Ho fatto solo una domanda semplicissima, /issima /issima<br />
&#8221; senza andare around the bush&#8221;</p>
<p> Chissa come mai in Italia sembra che la SEMPLIFICAZIONE sia sinonimo di  bischeraggine..  uno che fa una domanda semplice ..sicuramente dev&#8217;essere uno che viene da marte. mah&#8230;</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2006/10/24/riflessione-sul-microcredito/comment-page-1/#comment-14015</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2006 20:13:38 +0000</pubDate>
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		<description>Ringrazio Ghino di Tacco per il suo commento.
Il simpatico, anche se un pò prolisso, Claudio Cattaneo non ha nulla a che fare con quest&#039;analisi.
Solo come informazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Ghino di Tacco per il suo commento.<br />
Il simpatico, anche se un pò prolisso, Claudio Cattaneo non ha nulla a che fare con quest&#8217;analisi.<br />
Solo come informazione.</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://vivereacomo.info/2006/10/24/riflessione-sul-microcredito/comment-page-1/#comment-14014</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2006 20:11:30 +0000</pubDate>
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		<description>La fonte del dato che non ti piace è &quot;Monde Diplomatique&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La fonte del dato che non ti piace è &#8220;Monde Diplomatique&#8221;.</p>
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