La corruzione si sente

novembre 8, 2006 in Como by insolitacommedia.it

Solo L’Unità ha dato questa notizia (almeno tra i quotidiani on line leggibili, che sono non più di cinque o sei).

Niente di nuovo: solo una conferma di quanto già si sa e viene accettato come normale. L’Italia è un paese consapevolmente corrotto. Non sappiamo, però, quanto beatamente. Ma non basterebbe per capirlo, un sondaggio per quanto accurato si possa stilare. La consapevolezza, intanto, aumenta di anno in anno.

Eravamo al 40° posto l’anno scorso, siamo al 45° nel rapporto 2006. E’ questo il senso che mi viene di dare alla graduatoria di Transparency International, una ong che da sempre si occupa di monitorare il grado di percezione della corruzione avvertita dai cittadini di 163 paesi del mondo, tra cui i più ricchi e avanzati socialmente.

Naturalmente se chiedeste a qualche cuor contento del tipo Bruno Vespa, autore di una indimenticabile puntata di Porta a Porta in cui teneva banco la tesi secondo cui raccomandazioni e altri tipi di corruzione in Italia non esistevano se non nei limiti di accettabili soglie (ed eravamo ancora freschi di Tangentopoli), il grado di percezione verrebbe derubricato a figlio del dio minore il pregiudizio o di quell’altra divinità così alla moda oggi, l’invidia sociale.
Quindi perché parlarne se noi nulla abbiamo a che fare con la ruberia sistematica e organizzata?

Perché continuare a mettere il dito in inesistenti piaghe, frutto dell’immaginazione popolare più retriva e, naturalmente, piena zeppa dell’acrimonia di incapaci invidiosi? E’ meglio continuare a elargire indulti sofferti (con il voto di 460 deputati, 245 senatori, più 24 astenuti), per pagare inutili pegni alla cattiva coscienza (e alla Santa Sede) senza curarsi (ancora) di prescrizioni, conflitti di interesse, lobbies e certezza della pena.

Francesco