Debito Ecologico
Mentre la gente continua nella propria lobotomia a produrre senza pensare perché e per chi, la Terra soffre sempre di più. Sono poche le persone che si chiedono dove andremo a finire, e nonostante arrivano notizie sempre più terrificanti dagli scienziati, i media cercano di far tacere l’emergenza ecologica. I potenti e i signori della guerra non si pongono domande, cercano solo di arraffare finchè possono, tanto probabilmente la crisi ecologica che ci sarà tra cinquantenni (se non prima) potrebbe non toccarli. Io sono giovane e me ne preoccupo altamente, ma anche se non lo fossi lo farei, non voglio lasciare ai miei figli un mondo sull’orlo del collasso.
Da lunedì 9 ottobre fino alla fine dell’anno la Terra è in «debito ecologico». Un parametro che misura il punto virtuale in cui le risorse del pianeta utilizzate dagli esseri umani superano quelle che il pianeta stesso è in grado di produrre.
Il cosiddetto «Ecological Debt Day» (o Overshoot Day) viene anticipato ogni anno. Il che significa che il pianeta fa sempre più fatica a «star dietro» alle nostre sempre crescenti necessità. Il primo «giorno in debito» fu calcolato nel 1987, esattamente il 19 dicembre. Diciannove anni dopo viene anticipato di quasi due mesi, al 9 ottobre. «Il fatto che quest’anno il debito ecologico cada a ottobre significa che solo per tre quarti dell’anno l’umanità vive in modo compatibile con l’ambiente», è l’analisi dell’organizzazione indipendente New Economics Foundation (NEF), che ha sede a Londra.
Secondo Andrew Simms della Nef il genere umano sta commettendo due grandi errori: «Primo, impediamo a milioni di persone di avere accesso alla terra, al cibo e all’acqua potabile. Secondo, mettiamo in pericolo il meccanismo del pianeta che permette la sopravvivenza dello stesso genere umano».
La maglia nera tocca alla Gran Bretagna, che ha «festeggiato» il suo «debito ecologico» già in aprile, il 16 per l’esattezza.
Molti scienziati hanno previsto che entro la fine del secolo la temperatura della Terra potrebbe aumentare da due a sei gradi Celsius, e questo porterebbe una serie di disastri a catena, come alluvioni, fame e in definitiva morte di tanti esseri umani.
Secondo Greenpeace, ma il consenso su questo aspetto va ormai molto oltre i ristretti confini del mondo ambientalista, entro il 2020 bisogna arrivare alla riduzione delle emissioni del 30 per cento da parte dei paesi industrializzati, e almeno al 50 per cento entro il 2050. L’obiettivo è infatti quello di scongiurare una concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera in grado di portare entro il 2100 a un aumento della temperatura media di due gradi centigradi, limite oltre il quale la dinamica del clima potrebbe impazzire.
Il Libro Verde dell’ambiente presentato dalla Banca Mondiale afferma che le emissioni di anidride carbonica (CO2) nel mondo sono aumentate del 15% negli ultimi dieci anni
Gli incrementi più significativi si sono avuti in Cina e in India, ma i principali inquinatori restano tuttavia i Paesi ricchi, con gli Stati Uniti che contribuiscono per il 24% del totale e i Paesi della zona euro per il 10%. Secondo la Banca mondiale, le Nazioni ricche consumano oltre la metà (il 51%) dell’energia prodotta nel mondo.
"Tutti i Paesi sono vulnerabili ai cambiamenti climatici, ma quelli più poveri sono i più esposti, avendo meno mezzi per farvi fronte", ha sottolineato Warren Evans, direttore della Banca mondiale per l’ambiente.
Per lo studioso britannico, guru dell’ambientalismo, Lovelock il clima è già al punto di non ritorno e per la civiltà umana non c’è futuro:"Troppo tardi per salvare la Terra”.
A questo punto vorrei porvi una domanda: Ma credete sia meglio una crisi economica adesso per ristabilire gli equilibri o preferite l’estinzione della razza umana?








Il fatto che ci sia un consenso in materia anche nel mondo scientifico è quanto meno opinabile…
Oltretutto l’intera ricerca in materia soffre di un bias fortissimo: è in gran parte finanziata dai governi, e i governi finanziano solo progetti miranti a risolvere problemi. E’ ovvio che tutti gli studi finanziati (direttamente o indirettamente) dai governi, così come quelli di organizzazioni ambientaliste, risentono di questa distorsione: solo gli studi che individuano potenziali crisi, e presentano dati che ne supportino le tesi, riescono ad essere finanziati. Come è ovvio che aziende come ExxonMobil sosterranno solamente studi che provano il contrario.
Tanta ricerca va in senso contrario. Articolo sintetico:
http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2006/11/05/nosplit/nwarm05.xml
Report con dati e commenti:
http://www.telegraph.co.uk/news/graphics/2006/11/05/warm-refs.pdf;jsessionid=RWKCF44ILFIX3QFIQMGCFFWAVCBQUIV0
Dal punto di vista strettamente economico, poi, altro che lobotomia, il comportamento è del tutto razionale: non sappiamo se e in quale misura il riscaldamento globale stia davvero avvenendo, non sappiamo quali siano i suoi potenziali effetti, non sappiamo, qualora stia avvenendo, se e in quale misura sia dovuto all’uomo. Quest’ultimo fatto in particolare implica che non sappiamo affatto se alterando il comportamento umano si genererebbero cambiamenti di sorta, mentre sapremmo benissimo quanto male ci faremmo. Quindi la risposta, razionale, alla tua domanda (nella sua forma “aut… aut…”), considerato l’attuale stato delle cose, non può che essere: evitiamo la crisi economica.
sicuramente ci sono più investimenti per provare che tutto va bene,mentre si cerca di snobbare i problemi.
sono state trovate molte forme di energia pulita o meno inquinante,ma non vogliono esser usate perchè chi detiene il potere è anche chi ha il petrolio. Tra i finanziamenti della exxxon(la esso) c’è la guerra in Iraq,dal cui è stata quella che ha avuto i maggior benefici.invece di cercare di investire in fonti alternative si investe per guerre per aver il petrolio
non sappiamo come sarà il nostro futuro ma sappiamo che il petrolio sta finendo(per fortuna),e invece di cercar nuove fonti di energia si cerca di arraffare l’ultimo petrolio con tutti i mezzi per arricchirsi fino all’ultima goccia senza pensar minimamente al futuro
Caro amico che hai incominciato la discussione:
nessuna previsione sul futuro del mondo si è dimostrata affidabile.
Il Club di Roma ha fallito su tutta la linea. I catastrofisti degli anni ‘70 hanno visto tutte le oro previsioni non avverarsi.
Sappi che lo sviluppo economico è l’unica cura che si è dimostrata efficace sia per curare i mali ancestrali dell’uomo sia per curare i mali che si fanno all’ambiente.
I nostri nonni vivevano respirando polvere di carbone radioatrtiva, quando si riscaldavano bruciando carbone, e in un mondo in cui c’erano molto meno boschi di oggi, visto che il legno aveva un’utilizzazione molto più estesa come combustibile e materiale da costruzione, per dire solo due piccole cose.
Il progresso fa bene all’uomo e all’ambiente. L’unica società che rispetta l’ambiente è quella economicamente sviluppata.
Stai attento a contrapporre uomo e natura: l’uomo è totalmente parte della natura, anche con le sue invenzioni, la sua tecnologia, l’espansione che forse avvierà verso altri pianeti.
Così è la vita: forte, dirompente, invasiva, in eterna espansione.
I virus dell’aids e dell’ebola sono tra le massime espressioni della vita. Noi siamo tra i pochi organismi che riescono a tenere testa alle minacce che ci vengono dalla natura e dall’ambiente, come quelle citate, e ciò solo perchè abbiamo sviluppato coscienza e capacità tecnica. Non certo per il nostro debole fisico.
Parli di equilibrio. Guarda che i cosiddetti “equilibri” esistono solo negli anatemi degli ambientalisti. La natura, quella vera, è in un permamente stato di disequilibrio e cambiamento. Se una momentanea situazione ci sta a cuore (e probabilmente è molto sgradita ad altre specie) noi la interpretiamo come “equilibrio da conservare”, ma in natura non esiste alcun equilibrio e alcuna necessità che quella data situazione momentanea debba essere conservata.
Per il riscaldamento globale, calma: in passato ci sono state variazioni di 10 gradi nella temperatura media del pianeta in tempi brevissimi quando l’uomo nemmeno esisteva o si limitava a cacciare o raccogliere frutti sugli alberi come qualunque altro animale.
Nessuno sa se le nostre attività sono responsabili per l’1% o per il 10% del riscaldamento.
Per il petrolio stai tranquillo: ne abbiamo fino al 2100, ma prima sarà sostituito da altre fonti. E’ solo una questione economica e di potentati politico-economici. Quando saremo davanti alla scarsità vera vedrai come salteranno fuori le fonti alternative ! Ovviamente perché sarà il business del secolo, ma meglio così. Il petrolio sarà bene conservarlo per la petrolchimica.
Intanto goditi questo periodo: la persona media che vive in un paese economicamente sviluppato non ha mai vissuto bene come oggi nella storia dell’umanità. Nè un re egiziano, ne Ottaviano Augusta e tanto meno Carlo Magno o Re Sole hanno la vita comoda e la speranza di vita che hai tu.
meno boschi di oggi?dove hanno tagliato adesso c’è cemento caro.
l’uomo è totalmente parte della natura finchè non è stata inventata la chimica che genera molecole che non esistevano e che sono tossiche e non biodegradabili.
Il progresso potrebbe fare bene all’uomo e all’ambiente,è quello che mi auguro,per ora non è così.
La natura, quella vera, è in un permamente stato di disequilibrio e cambiamento, ma stiamo arrivando ad un punto che porterà all’estinzione di moltissime specie(tra cui la nostra?!).
variazioni di 10 gradi ci sono state ed hanno portato alla scomparsa di molte specie.
non ho capito tu ti vuoi sacrificare per far spazio a nuove specie che verranno dopo l’estinzione nostra,credi che è tutto un disegno divino che noi dobbiam lasciar proseguire,dobbiam sacrificarci come han fatto i dinosauri per far spazio a noi.boh noi dovremmo avere una cosa che si chiama cervello che pensa e che vedendo certi peggioramenti climatici dovrebbe iniziare a preoccuparsi.
la persona media che vive in un paese economicamente sviluppato non ha mai vissuto bene come oggi nella storia dell’umanità(questi sono giudizi personali,io del lusso me ne sbatto il cazzo,io ho degli ideali,cose che forse la tua mente non può capire,dei problemi come la fame nel mondo che si potrebbero risolvere adesso come adesso visto che ci sono da una parte persone che vivono nel lusso sfrenato o per esempio calciatori che guadagnano miliardi per dare due calci a un pallone e dall’altra persone che non hanno possibilità, questo è quello che mi fa schifo il disequilibrio)e non si sono mai viste così tante morti per l’inquinamento.
il problema è che siamo avidi e non vogliamo rinunciare a niente quando abbiamo un sacco di cose di cui possiamo fare a meno.
il problema sta nella politica che se ne sbatte altamente dei grandi problemi e cerca di tenersi buone le persone per raccattar voti
Intanto guarda le statistiche dei boschi: è vero che in amazzonia si riducono perchè quel legname vale e perchè le popolazioni se no non saprebbero dove coltivare, ma in tutto il mondo, con l’urbanesimo, che ormai interessa la maggior parte dell’umanità, e il disuso del legno come combustibile e come materiale da costruzione si sono ampiamente sviluppati.
Sai che hai un concetto molto antropocentrico della natura ? Per te quella che DEVE essere conservata è quella che fa comodo a te o quella che pensi che vada bene per mantenere lo status quo del pianeta come era in una (per te) mitica epoca pre-meccanizzazione e pre-chimica.
Il fatto che noi, come specie, siamo attori di cambiamenti è perfettamente naturale. La biosfera è mutata moltissimo in passato a seguito della comparsa di determinate specie. Pensa solo all’ecatombe avvenuta quando sono comparsi gli organismi produttori di ossigeno, fino ad allora il più terribile veleno che si potesse immaginare (è tanto reattivo che ancora oggi lo usiamo per mandare razzi nello spazio). Tutte le creature anaerobiche allora esistenti sono state sterminate. Malgrado ciò, un’infinità di altre specie si sono poi evolute. Così è la vita.
Siamo il primo e unico animale etico sul pianeta. Questo ha un costo, ma offre inimmaginabili possibilità. La persona moderna e consapevole vuole esplorare queste possibilità e sono d’accordo con te che questo va fatto con una certa circospezione, ma non c’è nulla di male a usare le doti che la natura ci ha fornito.
Non è tornando indietro o rifiutando il cambiamento che si risolvono i problemi, se mai governandolo.
Guarda che quando dico che stiamo bene non parlo del lusso (anch’io rifuggo dal lusso, che mi infastidisce): parlo della vittoria sul dolore e sulle principali cause di morte che hanno afflitto l’umanità. Parlo della possibilità di vivere in una casa quasi per ogni essere umano vivente. Per gli aspetti etici parlo della possibilità di vivere in un luogo ove almeno si cerca di fare in modo che i diritti dell’individuo siano inviolabili da qualunque potere; un luogo dove tu e io possiamo scrivere quel che vogliamo in questo blog senza essere ammazzati, come sarebbe successo nella Germania di Hitler, nella Russia staliniana o nell’Europa quando era dominata dalla chiesa (a Como i Domenicani torturavano e ammazzavano i dissidenti nel loro convento, sito ove ora sorge la stazione delle ferrovie dello stato).
Concludendo: piuttosto che parlare tanto di natura (che sa fare benissimo da sola) pensiamo invece a far stare meglio i nostri fratelli umani che stanno peggio. Se ciò comporta un po’ di inquinamento amen.
che siano comparsi gli organismi produttori di ossigeno è stata una cosa del tutto naturale, frutto di modificazioni GENETICHE non indotte ma naturali.l’inquinamento non è la stessa cosa secondo me.
e comunque l’inquinamento non è che fa bene quindi se vogliamo far star bene l’umanità bisogna pensare anche a quello oltre che a ridibistruire le ricchezze.queste due cose sono a mio avviso i due più grandi problemi di questo mondo.