Leggi "Porcata"
Una riforma profonda della prassi politica. Solo così potremmo evitare una degenerazione che appare tanto più evidente a seconda che si tratti di stabilire delle candidature o che si pensi di dare pieno significato alla parola democrazia.
A noi, in effetti, era parso strano l’accodarsi del centrosinistra alla riforma elettorale di Calderoli che di fatto cassava l’esito referendario maggioritario. E non è questo il pulpito per ricordare l’opera meritoria di Mario Segni e lo slancio "maggioritario" che dagli inizi degli anni novanta pervade il mondo politico. Ma è opportuno dire e sottolineare con forza che il "porcellum" ha estirpato il principio maggioritario per l’elezione di Camera e Senato con effetti che già conosciamo.
Ora, se è acquisita la nomina di deputati e senatori da parte delle segreterie di partito, giova forse accennare al vulnus implicito al principio di rendere contendibili le cariche elettive, ma ancor più opportuno appare osservare che la nomina in questione fidelizza la militanza senza impingere il tessuto politico delle forze che realmente esprimono socialmente gli interessi di una comunità e di un paese.
E’ forse troppo dire che il Parlamento è sotto scacco di sindacalisti legati a doppio filo con gli apparati di partito che oggi non sanno più esprimere una classe dirigente all’altezza delle sfide e ripiegano sull’esistente, su interessi parziali che diversamente non sarebbero in grado di giustificare più il proprio ruolo?
Oggi il parlamento è "militarizzato" da quadri sindacali, un blocco vero alle istanze diffuse: si è reso evidente quello che la concertazione presupponenva cioè l’istituzionalizzazione di un sindacato non di lotta, sempre meno incline alla contrattazione ma seduto sulla concertazione stessa. Con gravi rischi sulla rappresentatività.
Ecco che allora va discusso l’assetto complessivo della politica, dei politici, una casta chiusa e in grado di riprodurre se stessa a prescindere dai cambiamenti sociali in atto. Mutamenti reali.
Ma così si produce anti-politica. Si delega ad autocrati la definizione dei temi in discussione. Uccidendo di fatto il dibattito, il vero pilastro della democrazia. Ne sia prova, inconfutabile, della scarsa partecipazione all’ultima campagna elettorale, quasi che la militanza di un tempo sia di fatto sostituita da un decisionismo dall’alto che limita le opzioni. E se ben ricordiamo, lo stimolo a partecipare fu basso alle elezioni, vissute sull’onda di sondaggi poi smentiti che davano la vittoria certa a una parte politica.
Nell’attesa che la politica si riformi, noi ci permettiamo di raccogliere adesioni anche attraverso questo blog, per la campagna referendaria, vero tema di discussione in agenda da marzo 2007. Tempo non lontano, in cui i partiti dovranno, volenti o nolenti, porre mano alla riforma elettorale o subire il dibattito relativo alla campagna referendaria stessa o finire nel cono d’ombra di una cassa mediatica che ricorderebbe alla politica professionale che ha tradito lo spirito di Segni e ha snaturato il senso della competizione maggioritaria e bipolare.
Pertanto giova dire su cosa vertono i due quesiti referendari già depositati in Cassazione. Quesiti partoriti da Giovanni Guzzetta, costituzionalista che, come ci ha ricordato Giovanni Sartori nel suo articolo di fondo sul Corsera del 1 novembre, appaiono improntati all’abrogazione del "porcellum" ma soprattuto a ridisegnare la mappa della politica dei prossimi anni.
Schematicamente, in attesa di riprendere e riaffrontare sulla scorta di altri contributi la "dotta matera", i due referendum chiedono: l’abrogazione della facoltà di collegamento elettorale tra partiti con conseguente attribuzione al maggior partito del premio di maggioranza; l’eliminazione delle candidature multiple ( i.e. Berlusoni, per citare un nome, potrebbe candidarsi, a scelta, solo in un collegio elettorale e non in tutti i collegi d’Italia).








Cosa c’entra ?
Sir Percy è momentaneamente assente, evidentemente, ed arriva un pò di spazzatura sul blog che solo lui può eliminare come amministratore.
buona sera a tutti….
@S.Just …Via il gatt bala i ratt!!
grazie saint just
non capivo cosa stava succedendo
su un mio post ha scritto anche il cardinale ruini
Bisogna tornare al maggioritario, anzi, bisogna adottare un sistema ancor più cazzuto: maggioritario con collegio uninominale e con uno sbarramento del 5% su base nazionale, così ci togliamo di torno tutti questi 22000 partitini!
Democrazia cristiana? No, grazie! Voglia di maggioritario
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