Il Distratto….
In attesa che Anna Politkovskja inizi la sua preziosa collaborazione, vogliamo riproporre al comasco immemore la storia di Bruni e del falso ideoligico. Perchè richiamare l’attenzione sui fatti di un recente passato può darci indicazioni su come continuare a sbagliare in futuro. Un equivoco permanente ma significativo. Speriamo almeno di tacitare i soloni, strenui difensori del campione della Kompagnia e di mostrare la menzogna di cui si ammanta il potere. Ai posteri diremo "heri dicebamus".
Correva il marzo 2006 e la stampa locale (la velina, perchè il panino aveva voltata la testa altrove) ci parlò della condanna, per il Sindaco Stefano Bruni (citiamo)"…al versamento di una oblazione di 692 euro per chiudere il caso delle firme false che, come pubblico ufficiale, aveva autorizzato nei giorni precedenti la presentazione delle liste per le elezioni regionali. Tutto era avvenuto al banchetto dei liberali democratici. Una banale disattenzione si è difeso Bruni. L’accusa era di falso in atto pubblico".
Una disattenzione diremmo anche noi. Quasi una cosa di lieve entità, una firma apposta male. Senza accorgersene. Che porta il magistrato, di toga rossa ci direte, a sottoporre a procedimento penale per il delitto previsto e punito da una delle norme del codice penale che condanna la falsità in atti con una pena che va da uno a sei anni di reclusione, salva la possibilità di eventuali pene alternative.
Di una disattenzione ci parlò il Bruni. E così si dovrebbe credere, come noi non crediamo però, visto che il giudice comminò il pagamento di una sanzione pecuniaria che estingue il reato perchè ritenuto di poco conto. Attenzione: non stiamo contestando la sentenza, diciamo solo che ci appare strano, ancorchè possibile, che un professionista, oberato di lavoro, amministratore di molte società, revisore di tante altre e consulente di non sappiamo quante altre – ma confidiamo che almeno il Sindaco sappia bene quanti e quali incarichi ricopra oltre a quello di Sindaco che a noi francamente parrebbe già asssorbente di ogni altro impegno – si sia lasciato scappare una firma senza un preventivo scrupoloso controllo di cosa stesse siglando.
Volendo subito complicarci la vita ci domandiamo se come Sindaco, come pubblico ufficiale, il Bruni si lasciò scappare una firma, come amministratore lo vorremmo al nostro servizio? Vorremmo un professionista che per un atto di reale importanza ma di scarsa significanza nella sua preventiva valutazione sbaglia in modo così rilevante?
Ditelo pure, la nostra è retorica.
Ma il vizio della memoria…già, di un Sindaco già in Cispel (non quella Cispel già condannata per il rapporto di lavoro con chi eseguì metro-quadro pulito?); di un Sindaco censurato dal Consiglio Comunale perchè distratto: non si accorge che una società, nella quale ha una piccola partecipazione, fa affari con il Comune; di un Sindaco "procacciatore d’affari" su carta intesta del Comune di Como che invia lettere (a spese nostre) agli imprenditori della città per preannunciare la visita di "agenti" per la raccolta di pubblicità per una pubblicazione finalizzata a "rastrellare quattrini" a favore di "amici". Ma quante ce ne sono ancora? Quante? Perchè prima o poi le scopriremo o ce le dice Anna: perchè un Sindaco che nomina il Presidente di Acsm e nel contempo ottiene da questo incarichi professionali come già documentato…ecco questo Sindaco è quello che Como rieleggerà. Che prometterà, come aveva promesso, l’ospedale a Lora, a Como. Che baderà agli affari suoi perchè non può sbagliare, lui è bravo e si da dieci come voto. Ma noi non ci fidiamo. Non possiamo fidarci. Perchè non sappiamo chi è il nostro sindaco, per chi lavora, come lavora (male a quanto pare), e sopprattuto quando lavora visti i troppi impegni. Troppi impegni e siamo certi…troppe sviste. Ma possiamo dirlo: il Sindaco è stato condannato. Reato minore? Diremmo di no. Il Sindaco ha infranto la legge. E a casa nostra chi infrange la legge è disonesto. Anche se è cristiano. Anzi, Sindcaco, disonesto e cristiano.








La differenza tra il futuro ex-sindaco ed i democristiani che l’hanno preceduto sta tutta nell’arroganza del potere.
I vecchi Dc, come il padre di Andrea Bernasconi, mai avrebbero messo la firma che ha messo lui e si sono sempre preoccupati dei loro elettori, con modalità politicamente anche molto discutibili, ma con molta attenzione agli atti ufficiali e formali che firmavano.
Forse avevano più rispetto delle istituzioni ?
Pensarlo oggi, a distanza di decenni, mi fa riflettere.
Che pena questi carrieristi senza storia politica ed associativa alle spalle che considerano solo gli interessi propri e dei propri stretti sodali, senza neppure riflettere sui danni che potrebbero causare all’amministrazione pubblica.
Poichè, in realtà, disprezzano visibilmente tutto quello che è pubblico e statale non è che la cosa debba proprio meravigliare.