Diciamo qualcosa di sinistra – Quarta Puntata
Etica nella politica e nomine pubbliche
Molto ci sarebbe da dire, ma vediamo di fare una proposta che farà inorridire più di un funzionario di partito (soprattutto a destra ma, certamente, anche tra i nostri amici della Margherita che hanno, metaforicamente parlando, una lavagna con le bandierine colorate per tutti i posti di sottopotere oggi occupati dal centro-destra).
Un’azione seria, e mi rendo conto di un certo impatto emotivo per la politica locale, da parte di chi rispetta il denaro pubblico quanto rispetta il proprio interesse personale, partirebbe dall’eliminare i consigli d’amministrazione da tutte le società a controllo comunale (lasciamo, per un attimo, fuori Acsm per la quale il discorso va fatto a parte ed è più complesso).
Al loro posto si nomini un presidente con un profilo "politico-amministrativo", si spera non misero come spesso oggi accade, che si assuma la responsabilità delle relazione con gli organismi politici e quella di coordinare le attività di controllo interno ed il lavoro dei revisori esterni (che sarebbe opportuno cambiassero ogni tre anni).
Il rispetto degli obblighi di legge, ma soprattutto del buon senso e di un normale criterio di una buona amministrazione, dovrebbe prevedere la richiesta obbligatoria (di cui si sanziona il mancato rispetto con la cessazione dell’incarico conferito) a tutti i rappresentatnti del Comune di una relazione scritta, almeno trimestrale, sulla gestione e sulle prospettive della società affidata loro.
Per il resto la gestione operativa sia in mano ad un direttore assunto in base ad un (vero) concorso, svolto con criteri di trasparenza e massima pubblicità, e con un contratto strutturato in modo che lo stesso abbia massima responsabilità del proprio operato concreto (onori monetari, ma anche oneri in caso di mala-gestione).
Naturalmente la nomina "politica" del presidente deve prevedere una retribuzione poco più che simbolica, tale solo da rimborsare le spese vive ed il tempo che esso dovrà dedicare per svolgere con coscienza il propio incarico.
Ovviamente non si parla di strani benefit (tipo auto di servizio o conti spese senza vincoli).
E’ un compito che si deve svolgere a servizio del bene pubblico non per arricchirsi.
Se una persona non ha questo spirito non si proponga neppure.
Sappiamo tutti che ci sono persone che guadagnano moltissimo con le loro professioni (per esempio quelle di commercialista o di avvocato) ma il parametro retributivo per una carica pubblica non può certo essere quello del "lucro cessante", personalizzato ad hoc.
La promozione personale, e la visibilità, che una carica pubblica fornisce hanno un implicito valore economico ed anche persone di alto profilo professionale lo capiscono benissimo e sarebbero onorate di accettare un incarico proposto dal Comune di Como.
In caso contrario, non ci sarebbero nelle nostre università professori di diritto, o di economia, mentre, in realtà, c’è una lotta col coltello tra i denti per avere questi incarichi.
Nei casi più importanti, sarebbe opportuno che il compito fosse svolto direttamente dall’assessore al bilancio (non quello attuale, che si occupa d’altro, ovviamente) vista l’inerenza con il suo incarico politico-amministrativo.
A livello comunale, dovrebbe essere costituita una commissione, con la presidenza dell’assessore al bilancio, dove anche le minoranze possano avere accesso a bilanci trimestrali corredati dalle relazioni scritte sulla gestione e dove i consiglieri presenti possano fare domande ed ottenere risposte chiare e documentate.
In caso di disaccordo politico, i temi più importanti potrebbero essere, successivamente, portati in consiglio comunale per un dibattito più ampio e più conoscibile dai cittadini.
L’assessore al bilancio, inoltre, si preoccupi di selezionare uno/due funzionari dell’amministrazione a cui far svolgere anche compiti di operational audit come si farebbe in una società di una certa dimensione del settore privato.
E, sono certo, che tra tutti i dipendenti comunali esistono certamente persone in grado di svolgere questo compito (magari dopo una brevissima formazione ) e magari potrebbero anche rappresentare il Comune direttamente nelle società di più limitata dimensione.
Non è possibile, infatti, vedere lo spettacolo, indecoroso, di consigli d’amministrazione formati da persone inutili (alla causa della società, prima di tutto) che costano nel loro complesso molto più di un dirigente aziendale di un certo valore professionale.
Anzi, più che inutili sono anche dannosi visto che si aggirano senza un compito preciso per gli uffici e sono in grado di sollecitare i responsabili della società a dare udienza a loro amici che desiderano, faccio l’ipotesi, proporre cose fantasiose o proporsi direttamente per essere assunti in pianta stabile, visto che hanno lo "sponsor" del piccolo funzionarietto presente nel Cda.
La politica deve ritrovare altre strade per finanziare se stessa, per esempio chiedendo agli iscritti dei partiti una quota annuale che non sia solo simbolica.
L’esercizio della politica deve "costare", talvolta anche in senso monetario, non "rendere" altrimenti queste misere piccole oligarchie locali difenderanno con le unghie e con i denti i propri privilegi personali e tutto rimarrà cristallizzato.
La democrazia prevede che ci siano pari opportunità tra le parti che si confrontano.
Non vedo perchè, con i miei soldi di contribuente, dovrei pagare i funzionarietti ed i sottopancia dei partiti di governo della città (quali che essi siano, sia chiaro).
Posso definirla una richiesta di "sinistra" ?
Tutto sommato mi sembra solo ristabilire una normale gestione "liberale" della cosa pubblica.
Nulla di rivoluzionario.








Inorridire ? Rilancio :
1)in questi anni si sono fatte Società più per dare posti nei CDA che per risolvere problemi e/o dare servizi.
2)uno dei primi atti dell’Unione in caso di vittoria a Como e Provincia (!?!) dovrebbe essere quello di chiedere la messa in liquidazione di tutte le Società inutili.
3)per il futuro prevedere Società solo in caso di obbligo di legge o se veramnente necessarie.
4)nessun Consiglio di Amministrazione ma un Amministratore Unico di comprovata capacità, scelto attraverso un bando ad evidenza pubblica.
Oggi le nomine vengono fatte da Sindaco e Presidente della Provincia in base ad una (finta) selezione pubblica. I regolamenti esistono sia per le procedure di nomina, che per le relazioni periodiche. Quest’ultime non vengono fatte e quando arrivano non dicono nulla.
Una prova : Cons.Provinciale del 28/11 su Campione. Il Presidente Seroldi fa un intervento (per salvare la pelle)per dire che le cose sono andate male per le prevaricazioni del Comune di Campione. Peccato che il 2 Maggio 2006 ha mandato la sua relazione per il 2005 (in base all’art. 5 del Regolamento….) dove non fa minimamente cenno di tali prevaricazioni, anzi…”le cose al Casinò sono andate male per colpa dello sciopero dei dipendenti, della normativa sul funo, delle sale bingo, dei bar, dei centri commerciali, ecc.”
Non posso che essere d’accordo con te.
Mettiamo una soluzione semplice e chiara a tutti in testa al progamma dell’Unione.
Diciamo in uno dei primi tre punti.
Insieme agli interventi per rivitalizzare le periferie abbandonate da decenni ed ad una visione completamente opposta a quella “auto centrica” con riferimento alla mobilità dei cittadini.
Dopo anni di occupazione del potere, quasi “manu militari”, del centro-destra questa è una vera urgenza democratica.
La presenza di una setta come la Compagnia, inoltre, aggrava il problema sotto il profilo della trasparenza di ogni percorso di nomina.
Per una volta, sono d’accordo con voi!!!
Chiedete ai responsabili del programma dell’Unione di mettere come punto n. 1 la chiusura di tutte la aziende e società inutili costituite dal centro destra.
Scusate la non conoscenza dei fatti, ma quali sono le società inutile che ha costituito la cdl?????
mi sapete rispondere????
Se ci fosse l’elenco agevolmente reperibile sull’inutile (a parte per chi l’ha pensato e realizzato, ovviamente per chiamata personale al soglio) sito del Comune si potrebbe anche andare nel dettaglio.
Ma partiamo dal caso più importante e noto : certamente la “mission” della Como Servizi Urbani è oscura ai più, salvo che al direttivo della compagnia, ,visto che si occupa di tutto, e del contrario di tutto, per poter dare da lavorare ad un pò di amici.
La gestione dei parcheggi non mi appare un’attività “strategica” e tale da dover essere gestita “in house”.
Sulla gestione delle mostre, pensate dall’assessore allo spreco, vista l’abbondanza di post sul sito non è neppure il caso di intrattenersi.
Sulla gestione della mostra di Picasso la stanno preparando un case history alla Bocconi dal titolo : “Come non si deve buttare il denaro pubblico dalla finestra facendo finta di amministrare una città”.
Cosa manca.
Ah sì.
La gestione del centro di Casate e della piscina.
Altra attività che certamente non merita l’affidamento diretto ad una società a controllo comunale.
Devo infierire ?
Anche la fondamentale attività delle lampade votive (elettriche) al cimitero.
Troppo difficile peraltro per la CSU che ricorre, a sua volta, ad un subappalto, se non ricordo male, persino per la gestione amministrativa !
Pastore, Lei che ha l’informazione faccia pubblicare all’Araldo il dettaglio dei rappresentanti del Comune in società ed enti vari con relativa retribuzione (lorda).
Le segnalo che sulla pagina di Cantù lo hanno fatto in questi giorni ed i lettori hanno, quindi, potuto fare da soli le proprie considerazioni su livello delle persone e costi degli stessi nei Cda.
Venendo al caso di Acsm nulla questio che il Presidente riceva un emolumento significativo (visto che la società ha molti dipendenti ed è quotata ed il direttore generale percepisce una cifra molto elevata).
Ma ciò detto tutti gli altri che sono seduti lì su incarico del Comune di Como a che servono ?
Non vedo che una o due persone all’altezza del compito e, quindi, un Cda con 5 persone sarebbe agevolmente sufficiente (incluso il Direttore Generale ed il Presidente, ovviamente).
Caro S. Just il mostro…..anzi nostro assessore allo spreco di soldini ne ha buttati alle ortiche tanti, durante la mostra di Picasso, siti internet costati decine di migliaia di euro, impianti elettrici degni della migliore processione di San Gennaro, incarichi vari a tante troppe imprese….quella che caricava i quadri sui mezzi di trasporto, quella che li scaricava, quella che li portava alla mostra, quella che li appendeva, quella che li tirava giu’ ecc. ecc. uno schifo per il quale sono state sollevate tante eccezioni alla gestione, anzi alla malagestione dello Sgarbi comasco….sarà servita la tiratina d’orecchie allo sprovveduto? o sarà meglio che continui a fare gli spot del Vernel o della lavatrice Ariston?