Iran/Israele: la negazione dell’olocausto come scusa
dicembre 12, 2006 in Como by inpolitica.net
Facciamo una ipotesi fantascientifica ma che può rendere l’idea di quello che sta accadendo: mettiamo che il presidente della Francia, Jacques Chirac, questa sera vada alla TV nazionale francese e dichiari che vuole spazzare via dalle carte geografiche l’Italia. Che reazione dovremmo avere noi? La cosa sarebbe seria perché l’affermazione non l’avrebbe mica fatta un comico, l’avrebbe fatta il presidente di una repubblica il quale sa benissimo che quando dice qualcosa, ciò che dice ha una valenza. Quindi dovremmo allertare l’esercito, l’aviazione e la marina e aspettarci un attacco dalla Francia.
L’esempio fantascientifico qui sopra esposto rappresenta però una terribile verità per Israele. Mahmud Ahmadinejad non è un comico, è il presidente di una grande repubblica, l’Iran, dispone di un esercito molto forte, sta cercando di dotarsi di armamento nucleare (ammesso che già non ne abbia) ma soprattutto calamita attorno a se tutto ciò che è contro Israele.
Sono mesi che Ahmadinejad dichiara apertamente di voler cancellare Israele dalla faccia della Terra e, a parte qualche protesta, nessuno sembra volerlo prendere sul serio. Eppure ce ne sarebbero di ragioni per farlo, a iniziare dall’appoggio che fornisce a Hezbollah e Hamas per finire con l’ultima iniziativa presa: la conferenza internazionale sull’olocausto che si tiene a Teheran a partire dal 11 dicembre.
Se ai più potrebbe sembrare una mossa propagandistica in effetti, nella logica di Ahmadinejad, ha uno scopo ben definito: negare l’olocausto significa negare la ragione per cui Israele è stata fondata e quindi toglierle (almeno agli occhi dei paesi musulmani) ogni legalità internazionale. Il presidente iraniano va molto oltre e invita i paesi occidentali (che secondo lui hanno inventato la storia dell’olocausto per dare una terra agli ebrei) a trovare un pezzo di terra dove accogliere gli ebrei; gli occidentali – ha detto ieri Ahmadinejad alla conferenza stampa di presentazione dell’evento – hanno inventato il massacro degli ebrei per giustificare l’esistenza di Israele che, invece, andrebbe distrutto e cancellato dalla mappa geografica del Medio Oriente.
Per molti osservatori Ahmadinejad non è altro che un folle che ogni tanto fa una sparata delle sue. In effetti il presidente iraniano si è dimostrato un abile stratega e un politico lungimirante; controlla le milizie sciite in Iraq (che significa incidere in tutto l’Iraq meridionale), supporta i palestinesi di Hamas (ma non Fatah), dirige – da dietro la Siria – ciò che avviene in Libano, ha catalizzato attorno a se tutti gli antisionisti del mondo (a prescindere dall’appartenenza religiosa). Insomma, quello che ai più sembrava un povero ex-operaio impazzito con il potere è in effetti un politico con i fiocchi.
Allora, tornando alla nostra ipotesi fantascientifica, cosa dovrebbe fare Israele? Se noi allerteremmo esercito, marina e aviazione contro la Francia, perché Israele non dovrebbe fare lo stesso contro l’Iran? Non si tratta di essere pro o contro Israele, si tratta di guardare in faccia la realtà: c’è un paese che dice apertamente di voler distruggerne un altro basandosi sul concetto che, quel paese e il suo popolo, non avrebbero dovuto esistere. Ricorda tanto i pensieri di un altro pazzo che scatenò la seconda guerra mondiale a causa dell’immobilismo internazionale. Se l’umanità da quel tragico evento ha appreso qualcosa è ora che lo dimostri con i fatti, accantonando ogni riserva legata a meri interessi economici. L’Iran è un pericolo per tutto il mondo; ora è Israele a essere sotto tiro, domani a chi toccherà?
Franco Londei - Questo contenuto è fornito a titolo gratuito da inPolitica.net








io però non voglio un altra guerra,che alla fine è quello che vuole bush e molti dei razzisti qua in italia,e vogliono anche ,ugualmente a questi che vogliono eliminare israele, eliminare i musulmani,visto che non gli va bene che portan la democrazia,ma poi votano per gli estremisti.
io vorrei che vengan date le forze ai ragazzi che protestano di fare una rivoluzione e che siano loro a scegliere cosa ci debba essere dopo,non voglio poi le truppe americane ad occupare un altro stato,che poi sfrutteranno economicamente.
una rivoluzione serve,ma non deve essere per l’avvento del capitalismo.
quello che stan cercando di fare in sud america probabilmente è una strada più giusta anche se raggiungerà il progresso più lentamente.
distaccandosi dagli stati uniti evitano che tutti i guadagni se li facciano loro lasciando i paesi nella rovina.
il capitalismo non è la giusta strada,è solo stress,alienazione,smog e cemento.
E già, è noto che invece in Unione Sovietica, Cecoslovacchia, Bulgaria, Jugoslavia, e negli altri paesi sottoposti alla pianificazione comunista sono state costruite solo città giardino, che colà non c’è mai stato inquinamento (anche perchè i più non avevano il carbone per riscaldarsi), e che i cittadini in coda per un tozzo di pane erano estremamente rilassati.. Ma per piacere!! Il capitalismo forse non è la migliore soluzione, ma è di certo la meno peggio tra quelle fin qui proposte.
parlando di cose più serie aderisco pienamente all’appello del blog, ed oggi più che mai sarei pronto a dichiararmi a favore di interventi preventivi atti a garantire la sicurezza di un popolo tremendamente perseguitato sia in questo che nello scorso secolo. Circa sei milioni di ebrei sono stati sterminati dai nazisti, e molti altri milioni sono stati analogamente sterminati dai sovietici. Ogni giorno, oggi, nel 2006, un israeliano ebreo deve avere paura di prendere l’autobus. E non come qui a Como, dove il massimo rischio sono lo sciopero o il ritardo, o lo stare scomodi ed un pò “inscatolati”. Il rischio che un pendolare corre a Gerusalemme o in altre città israeliane corre è quello di saltare per aria per colpa di uno stronzo invasato che si “immola” contro gli infedeli..
chi ha una coscienza non può tollerare il non interventismo davanti al triste ripetersi di fatti che già hanno scnvolto la storia dell’umanità.
e si perchè Unione Sovietica, Cecoslovacchia, Bulgaria, Jugoslavia sono in sud america!!!!!!!
il comunismo che c’è stato in russia non è stato comunismo ma una dittatura che aveva solo il nome,lo stesso in cina,e poi io non ho mai parlato di comunismo comunque.
e il tuo interventismo non è immolarti contro gli infedeli(a no scusa tu hai i tuoi servi dei servi che si immolano per te)
Indipendentemente da quel che diciamo in Europa, se il nazi-islamico Ahmadinejad arriva vicino ad avere una bomba atomica anche “dilettantistica” sarà duramente punito.
C’è da sperare che il popolo iraniano, che non è così “bue” malgrado i 25 anni di regime, non sostenga poi l’eventuale recrudescenza del terrorismo che quasi certamente seguirebbe.
Uno che ha il programma di quel lucido fanatico, malato di potere, dovrebbe essere fermato da una forza internazionale.
Se questo non è possibile per gli interessi incrociati che hanno a che fare con il petrolio e con l’assetto geopolitico dell’Asia, è un peccato e dovremo rassegnarci a vedere l’azione di polizia compiuta solo da alcuni stati, con le gravi conseguenze del caso.
Così è il mondo di oggi, con un Occidente diviso, con l’America di Bush dominata da bassi interessi e sconclusionata e l’Europa ormai definitivamente periferia, miope, svogliata tutta rivolta solo alle sue piccole miserie.