Correva l'anno… 1994
Era il 1994 un anno horribilis per le persone coinvolte in Tangentopoli poi abilmente riclatesi negli anni successivi… e tanto per non dimenticare vi propongo questo articolo del 23/02/1994 pubblicato su Repubblica… Autore: Cavallanti Mario Pag. 5 Argomento: reati, corruzione Localita’: Como
Ed ora lanciamo un concorso di uno di essi si è parlato in un post… per che cosa? cosa fa?.. vediamo se siete attenti….
" processate don Tangentopoli " Teleriscaldamento: la Procura chiede il rinvio a giudizio di Larini, Pisante e altri 15 indagati
COMO . Richiesta di rinvio a giudizio per il "parroco di Tangentopoli". Lo ha deciso ieri il procuratore Mario Del Franco, che ha chiuso l’inchiesta sul teleriscaldamento chiedendo il processo per altri 16 imputati. Insensibile agli accorati appelli del vescovo, la Procura ha formalizzato l’accusa di concorso in corruzione per don Angelo Gasparro, parroco di San Fedele Intelvi.
Il nucleo di polizia tributaria gli contesta una tangente di 200 milioni, ricavata dai fondi per la costruzione della seconda linea del teleriscaldamento. Ad accusare il sacerdote, molto noto per il telefonino, l’Audi 80, le teleprediche e la fede incondizionata in Comunione liberazione, sono due ingegneri "pentiti": Giuseppe Mantellini, amministratore della "De Bartolomeis", la ditta che sta realizzando il secondo inceneritore della citta’; e Anselmo Pizzala, che ha guidato l’azienda municipalizzata del gas e dell’acqua finche’ la Finanza non lo ha spedito in carcere. Secondo l’accusa, Don Angelo cercava un finanziamento per la sua casa parrocchiale, mentre Mantellini aveva un "avanzo" di tangente in quota a Cl. Quindi Pizzala, che il denaro non l’ha nemmeno visto, avrebbe suggerito al manager di girare la somma al sacerdote.
Nelle indagini preliminari Don Angelo era accusato di ricettazione. Al processo, invece, rispondera’ di corruzione. Dunque, rischia una condanna inferiore: cinque anni al massimo anziche’ otto. Altro imputato illustre e’ Silvano Larini, l’abbronzatissimo architetto che fece conoscere Craxi a Berlusconi. L’ex superlatitante e’ chiamato in causa come presidente di Lombardia Risorse, la societa’ regionale che organizzo’ l’affare del teleriscaldamento non solo a Como ma anche a Brescia e Pavia. L’accusa e’ l’abuso d’ufficio: Larini avrebbe dirottato senza motivo 700 milioni verso l’azienda pubblica.
Tra i 17 imputati c’e’ pure Ottavio Pisante, titolare del Gruppo Acqua e "storico" collaboratore di Antonio Di Pietro. Le indagini partirono proprio dalle sue confessioni: circa 1.200 milioni di tangenti girate ai pubblici amministratori. Per lui l’accusa e’ corruzione, come per Mantellini e per Oreste Ielo, della controllata Aster. Altri tre manager del Gruppo Acqua o di societa’ collegate devono rispondere di abuso d’ufficio e distrazione di fondi pubblici: Mario Fiore (Fineco), Carlo Levati e Luca Rosso (Comocalor).
Sotto accusa per corruzione anche due pidiessini: Giuseppe Merra, amministratore di Lombardia Risorse ed ex consigliere comunale del Pci a Varese; e Gianstefano Buzzi, segretario amministrativo regionale della Quercia e capogruppo al Pirellone fino all’arresto per una presunta mazzetta di 40 milioni. Buzzi nega tutto, come l’ex sindaco socialista di Como, Sergio Simone.
Tutti rei confessi, invece, gli altri politici lariani: l’ex sindaco Angelo Meda (Dc) e gli ex assessori Renato Ostinelli (Pli), Vittorio Chianese ed Elia Di Matteo (Dc), che aveva la delega alle municipalizzate. Chiude l’elenco il consulente del lavoro Gianfranco Sattin, fiduciario di Ottavio Pisante. …..
Aiutino per il concorso: chi dei personaggi citati è oggi Avvocato del primo cittadino quando vuol essere sicuro di vincere le cause… vedi caso Ass. Mantero… mentre l’Avv. Marciano, dipendente strapagata del Comune, si ritrovoò costretta a rifare la delibera di estromissione dalla Giunta almeno tre volte….








E’ stato un momento di flash back.
Elia Di Matteo, un grande raccoglitore di voti.
Ma veramente adesso fa l’Avvocato e lavora addirittura per il Comune di Como ?
Smentite questa notizia che è certamente falsa e tendenziosa.
ma Di Matteo non venne condannato. O sbaglio?
Ma Mario Cavallanti l’attuale capo delle cronache provinciali dell’Araldo?
No quello si chiama Cavalcanti questo si chiama Cavallanti.. sembrano identici.. ma non lo è…
Per quanto riguarda le condanne non so.. ma come riportato nell’articolo erano tutti rei confessi…
E il prete che fine fece? Fu condannato?
Non lo so Steve.. parliamo del 1994.. roba da Cold Case.. e poi tra indulti, buona condotta ed altro…
Ma no, mi sembra che patteggiò (allora il patteggiamento non costituiva ammissione di colpa, oggi sì), il Vescovo lo difese, mentre la GDf si presentò da Di Matteo, ma questi, tranquillo tranquillo, esibì il condono fiscale tombale con cui superò d’un balzo ogni contestazione. Insomma, pagò un paio di milioni (o forse anche meno) per i due miliardi di mazzette percepite mentre era assessore. Grande: ovviamente oggi difende il Comune, il quale non poteva non apprezzare l’abilità del professionista e la grandezza dell’uomo nell’occasione. D’altro canto, tra pari … che fine ha fatto il procedimento penale contro d’Alessandro ai tempi in cui era in forza alla GdF? Che tempi …
certo che qui se ne imparano di cose …
Io aggiun che Gianstefano Buzzi venne assolto per non aver mai commesso il fatto nel 1995….forse oltre alle accuse sarebbe bene citare anche iu risultati della storia….
Io ho paura ad abitare a Como,come ci si può difendere da questi personaggi,chi si mette contro avvocati come Di Matteo ? mi ripugna pensare che non c’è via di scampo nè ci sarà mai giustizia fino a quando questi personaggi possono ancora fare gli avvocati,