All’Araldo i giornalisti non collaborano /2
dicembre 22, 2006 in Como by Sir Percy Blackeney
Continuiamo il dibattito nato in questo post anche dopo il commento di un collaboratore precario, del gruppo Sesaab, che ci spiega alcune cose.
Sono un collaboratore (co.co.co)di un quotidiano della Sesaab “cugino” della Provincia di Como e ho trovato molto interessante il vostro dibattito.
Mi intrufolo per precisare alcune cose che possano far capire meglio dove sta il punto della questione, dato che la stessa direttiva citata nell’articolo di questo blog è entrata in vigore oltre che a Como anche nelle redazioni “cugine” di Lecco, Sondrio e Varese:
1) l’Inpgi non ha chiesto di regolarizzare 100 collaboratori ma solo di distinguere in modo rigoroso il lavoro dei collaboratori da quello dei professionisti assunti in redazione;
2) il problema riguarda principalmente alcuni collaboratori che svolgono il lavoro giornalistico di fatto in via esclusiva e che si sono trovati, DA UN GIORNO ALL’ALTRO, senza lavoro, in barba ad ogni diritto;
3) la retribuzione media di uno dei suddetti collaboratori non è certamente scarsa, ma a fronte di un contratto (il famigerato co.co.co.) che non tutela in alcun modo il giornalista
4) la categoria dei co.co.co. nella stampa locale e nazionale esiste principalmente a causa di un sistema di privilegi settari assolutamente inaccettabile che si chiama Ordine dei Giornalisti. Ricordo a tutti però che, purtroppo, quando qualche anno fa si tenne un referendum per abolire l’Ordine, gli italiani se ne fregarono e non andarono a votare facendo saltare il referendum stesso.
5) vi garantisco che fare il giornalista, e farlo bene, non è mestiere semplice. Farlo da collaboratore co.co.co. ancora meno: non si ha diritto alle ferie e non si ha diritto ad ammalarsi. Certamente non tutti i giornalisti sono degni di rispetto nè sono al riparo da critiche, ma ciò non toglie che persone che onestamente si guadagnano la pagnotta facendo un lavoro non semplice debbano essere così brutalmente sbattute a cercarsi un’altra occupazione. Nonostante il fatto che il mercato dimostri di avere bisogno di queste figure professionali, che finiscono invece per essere ostaggio delle regole feudali che vigono nel mondo del giornalismo. Di certo non meritano certi insulti e sberleffi che ho letto, perchè è tutta gente che lavora mettendoci la propria faccia e la propria responsabilità (sappiate che quando qualcuno vi querela per diffamazione potete anche avere ragione e non avere scritto niente di diffamatorio, ma difendersi in tribunale comunque costa parecchio, soprattutto per persone che guadagnano qualche euro ad articolo) merita quantomeno rispetto.
6) molti si lamentano dei quotidiani locali esistenti (non sono di Como ma vi garantisco che anche nella mia provincia le critiche sono assolutamente identiche), e lo fanno a ragione: spesso sono politicamente schierati, spesso tendono ad essere megafono di chi governa, spesso fanno del sensazionalismo dozzinale e spinto all’eccesso.
Però parte della responsabilità è anche dei lettori, che cercano un certo tipo di notizie e che non hanno mai dimostrato di credere, premiandoli, in modelli di giornalismo locale diversi da quelli in voga attualmente. Vi assicuro che quando si sbattono i morti in prima pagina le vendite dei quotidiani locali schizzano in alto, la stessa cosa purtroppo non succede quando si fanno inchieste approfondite su temi socialmente rilevanti. Lo stesso Studio Aperto, tanto vituperato e obiettivamente inguardabile, è secondo i dati d’ascolto (che sono gli unici parametri considerati da chi finanzia le reti tv, ovvero gli inserzionisti pubblicitari) l’unico tg che negli ultimi dieci anni è cresciuto in termini di pubblico (+50% rispetto alla più “seria” gestione Liguori).
Vi ringrazio dell’ospitalità e lancio il mio messaggio di solidarietà ai colleghi precari de “La Provincia di Como” sperando che giunga qualche attestato di vicinanza anche dalle organizzazioni sindacali
Ed in effetti la solidarietà è giunta dalla CGIL:
Comunicato della Segreteria della CGIL di Como
“Inviato alle RSU della CGIL”
La segreteria della CGIL di Como esprime la propria solidarietà a tutti i giornalisti che, anche nella nostra provincia, nei prossimi tre giorni si asterranno dal lavoro per conquistare il contratto di lavoro scaduto da due anni.
Si tratta di una lotta importante e senza precedenti di fronte alla inaccettabile chiusura della FIEG. E’ una battaglia di libertà e di democrazia perché i giornalisti scioperano anche per combattere precariato e collaborazioni a compensi indecenti, situazioni che mettono in discussione diritti normativi ed economici e ledono nei fatti l’autonomia professionale e la libertà di espressione.
Inoltre il palese disprezzo dimostrato dagli editori verso un normale svolgersi del confronto e delle scadenze contrattuali è un atteggiamento che va combattuto in ogni settore ove si manifesti. Nel rinnovare quindi la nostra solidarietà ed il nostro sostegno invitiamo a non acquistare i giornali eventualmente in edicola nei giorni dello sciopero.








io sono un sindacalista della Cisl e farò tutto il possibile per portare il “Caso Como” all’attenzione degli organi dirigenti del mio sindacato.
Per quel che posso esprimo la mia solidarietà ai giornalisti professionisti de “La Provincia” messi alla porta dall’editore.
Un sindacalista Cisl
Aboliamo il famigerato Ordine dei giornalisti e liberalizziamo il mercato del lavoro: vedrete come i bravi giornalisti potranno essere valorizzati per i meriti che acquisiscono sul campo, quanti occupati in più ci saranno, quanta gente verrà assunta in regola, perchè se non va bene può essere licenziata, quanti di quelli che rimangono senza lavoro possono coltivare la speranza di ritrovarne presto uno nuovo.
Oggi, con l’illiberale sistema sostenuto dall’Ordine e dai sindacati, chi per caso esce dalla cerchia ristretta è morto.
Hanno ben ragione i poveri cococo della Sesaab ad essere terrorizzati, ma forse non tutti hanno capito con chi se la devono prendere e i più sprovveduti recitano la solita inutile litania dei padroni esosi e cattivi.
POSSO LANCIARE UNA DOMANDA AI SEMPRE PIU’ SCAZZATI GIORNALISTI MESSI ALLA PORTA DAL PADRONE? SE E’ VERO CHE, COME LEGGO NELLE DUE PUNTATE DEL BLOG SOTTO L’ORIGINALE TITOLO “no media. no party” PERCHE’ SIETE LA VERA FORZA DEL GIORNALE PERCHE’ NON SOSPENDETE OGNI COLLABORAZIONE PER UN PO’ DI GIORNI… MAGARI IL GIORNALE CON LE PAGINE IN BIANCO SAREBBERO DAVVERO ORIGINALISSIME !
Ci terrei a farvelo sapere subito: sono Mata-Hari e, grazie alle mie sempre buone fonti, sono venuta a conoscenza di questo blog che tanto mi incuriosisce.
Dell’Araldo di Como conosco tutto. O quasi tutto. Persino gli angoli più nascosti… dei bagni dove il più delle volte vengono consumate strategie di vita e futuri professionali.
I collaboratori che stanno creando chiasso saranno presi singolarmente e a loro saranno offerti quattrini IN VECCHIE LIRE RIVALUTATE per starsene il silenzio.
I vertici del gruppo invece stanno decidento proprio in queste ore quali misure adottare per far finalmente LAVORARE i suoi redattori principli che devono darsi una sveglia. E che sveglia !
Alle prossime “spiate” e per il momento buon natale !
Non possiamo lasciare le pagine bianco…: anche se lo dovessimo fare noi -e siamo in gran parte- qualcuno, qualche cocca, continuerebbe lo stesso a scrivere e ci sarebbero le pagine con una mono-firma. Provare per credere.
aho!!! Mata-hari…natale è passato!!!! Non è ora di una “spiata”????!!!!!
Buon giorno a tutti. Accontento la richiesta pervenuta al blog per annunciare che stamattina la direzione “Risorse Umane-lunari” assieme alla direzione del giornale si sono dati appuntamento per redigere una nuova lettera da spedire a tutti i collaboratori dell’Araldo dove saranno spiegati per filo e per segno tutto quello che occorre fare e non fare in vista della prossima ispezione INPGI prevista tra due-tre anni.
Posso anticiparvi solo che la lettera terminerà con gli auguri di un sererno 2007 a nome anche di tutti i redattori !
Sono un po’ scazzata perchè prima di sera devo affrancare tutte le buste.
La vostra mata-hari
Grazie Mata hari, riesci a farmela avere? Che poi la pubblichiamo..
i documenti hanno un costo e prima di ri-morire per una nuova giusta causa vorrei un accredito di $ 10.000,00 sul conto corrente della Banca Popolare di BERGAMO n. 875649-C678 entro le ore 23.50 di stasera.
Solo dopo potrò fornire la lettera. Altrimenti confidate nella celerità di “Poste Italiane SpA”.
La vostra Mata-hari
Bhe è giusto poi la Banca è anche quella corretta visto l’editore
…
mata-hari…grazie. E speriamo che con i botti dell’ultimo dell’anno potremmo fare un botto anche noi!!!!
Dopo il comunicato della Cgil e quello della Cisl è possibile che non sia in ascolto anche un sindacalista della Uil per poter sostenere questa causa???? La Lega Nord è con voi.
Anche l’Ulivo e la Sinistra Democratica Europea. Non vi lasciamo soli in questa battaglia.
stamattina assime ad amici era nella sede dell’Araldo di Como e indovinate un po’ chi ho trovato sull’uscio: tre cò.cò.cò che stringevano mani a tutti quasi fossero tre galletti.
Ma che ci stavano a fare nell’aia i tre pulcini?
Qualcuno tra gli addetti ai lavori risponda prima a me.
E poi rivelerò nuove notizie ghiotte, ghiotte.
la vostra mata-hari
Ecco la letterina di Natale del direttore dell’Araldo ai collaboratori per stemperare le tensioni del dopo-ispezione Inpgi. Apprezzabile ed onesto tentativo di captatio benevolentiae nei confronti dei più incazzati che però non smuove più di tanto il punto della questione.
Così scrive il Direttore:
“avrei voglia (…) di esprimere a ciascuno di Voi tutta la stima che nutro nei vostri confronti. (…) Mi sembra giusto sottolinearlo proprio in questi giorni burrascosi durante i quali un verbale punitivo dell’Inpgi ha costretto l’Azienda a ribadire alcune regole, nei rapporti fra redazione e collaboratori, in vigore in molti quotidiani italiani e apparentemente penalizzanti. Ma così non è, perché senza i collaboratori i giornali non escono, senza i collaboratori i giornali sono poveri, senza i collaboratori non c’è futuro per testate così radicate sul territorio come le nostre. Quindi, al di là degli umori dettati dall’emotività (spero passeggera) e dalle strumentalizzazioni alle quali qualcuno si è ingenuamente piegato, sono qui a sottolineare l’importanza che questa direzione attribuisce al vostro ruolo per arricchire le nostre pagine”
PS d’accordissimo con Condorcet: l’abolizione dell’Ordine unica soluzione per creare una naturale meritocrazia nei giornali.
la letterina del direttore a tutti i collaboratori è veramente molto bella. Parlerò con il senatur Bossi per fare tutto il possibile per chiedere le dimissioni dell’attuale direttore della PADANIA e sostituirlo con quello dell’ARALDO che ha parole quasi commoventi verso tutti i suoi lavoratori.
AUGURI a tutti
Caro Anonymous, provocazione interessante, e insufficiente. Perché non proviamo davvero (per credere)?