Uno scambio alla pari: sacrificare la libertà per il Partito Democratico

dicembre 22, 2006 in Como by forma-mentis

Dovete sapere che a sinistra vogliono fare un PD, un partito, democratico. E questa cosa comporta che si debba fare un compromesso, storico. E dunque occorre unire l’anima del PCI a quella cristiano sociale della DC. Il processo è delicato, gli ingredienti insidiosi, è un po’ come la maionese: è un attimo che impazzisce e viene fuori male (ma quando trovi il segreto, viene che è una meraviglia). Dunque ognuno ha la sua ricetta, personaggi anche insospettabili che non hanno mai visto una pentola, eppure dicono la loro. Se tutti dicono la loro, anche Massimo Cacciari dice la sua sul Corriere della Sera. Maestro, cosa dobbiamo fare perché si possa assistere al miracolo della maionese?

la libertà. Per i moderni è incondizionata: posso fare e sono libero di farlo, posso disfare e sono libero di farlo.” Non ci domandiamo da dove veniamo, non vogliamo sapere dove andremo, “occultiamo a noi stessi il primo e l’ultimo.” – (“Dell’Inizio” e “Della Fine”, Massimo Cacciari, Adelphi) – “E in mezzo liberi: resta solo la vita, incondizionata, e appena qualcosa non funziona te ne vuoi sbarazzare, perché una vita condizionata non è tollerabile”.

Bravo, glielo dica ai brutti relativisti: voi non vi curate del mistero della vita, non ne percepite il mistero, non volete soffrire, vi nascondete la morte. Questa va molto bene, perché qui gli ingredienti potrebbero trovare un punto d’incontro, prosegua.

La secolarizzazione? Certo. Solo che quella della Chiesa è pura resistenza, una linea del Piave che non può reggere. L’idea di libertà ha una potenza sconfinata, delirante, è divenuta il nostro ethos. Se vuoi affrontare la secolarizzazione con prediche e catechismi, pezzo per pezzo la trincea si disfa”.

Libertà → ethos delirante. Perfetto, ci siamo, prenda questa strada che è quella giusta, prosegua.

“E come potrebbe opporsi la Chiesa? Forse solo mostrando una vita diversa, un ethos diverso. Misericordia verso tutti coloro che soffrono. Senza prediche, senza chiedere perché né giudicare. Se la parola della Chiesa diventa Urteil, il giudizio che divide, allora sarà un elemento, sempre più debole, del mondo diviso. Ma la sua parola può diventare un logos che collega misericordiosamente.”

A questo punto la domanda sorge spontanea: è necessario che la Chiesa si opponga alla secolarizzazione e si faccia logos condiviso? Probabilmente sì, soprattutto se questa opposizione può servire a dare ossigeno al progetto del Partito Democratico. Ma che noi qui in Italia si debba assistere allo sforzo della Chiesa che si oppone “all’ethos delirante della libertà” per fare spazio al Partito Democratico mi sembra oggettivamente un prezzo un po’ troppo alto, dobbiamo forse spostare una montagna per far posto a un topolino? Io non ci sto. Sarebbe a dire che per montare una maionese mi devo accingere a depredare una piantagione di limoni. Non si fa, Ockham non le ha insegnato nulla? (e la maionese mi diventa acida, per giunta).

Forma Mentis