Del "vero" comunismo
Il "vero" comunismo non esiste. Il vero comunismo è quello che si è realizzato nei paesi comunisti. Non esiste un comunismo "puro", essenzialmente buono, che però non si è ancora tradotto in realtà.
Chi parla di comunismo in questi termini, parla di una chimera – anzi, di una religione che, per sua definizione, si sottrae a ogni verifica e a ogni smentita. Secondo costoro, poiché il comunismo è essenzialmente "buono", ciò che si è realizzato – in nome del comunismo, si badi bene, e non in nome di qualcos’altro – non può essere comunismo, perché alla resa dei conti non si è dimostrato così buono come esigeva il dogma.
Nei casi peggiori, invece, ci si azzarda persino a decantare virtù dove di virtù non c’è traccia e si fa quadrato attorno ai miti rancidi di Fidèl o del Che – il cui unico merito, tra l’altro, fu quello di essere stato ucciso giovane, il che da un lato gli impedì di combinare disastri, ma che dall’altro lo ha elevato a icona del ribellismo, un po’ come James Dean, Kurt Cobain o tutti quelli che muoiono nel fiore degli anni e della bellezza.
Con un’opera di prestigio, dunque, si finisce quasi per dichiarare che il "vero" comunismo non si è realizzato mai. Invece il punto è proprio questo: il vero comunismo è quello che si è realizzato sempre. E se anche per assurda ipotesi accademica volessimo fingere di ignorare del tutto i morti che ha causato, resta comunque il dato di fatto, nudo e crudo, del fallimento economico di tutti i paesi di ispirazione comunista, nessuno escluso.
L’unica soluzione, per salvare il comunismo, sarebbe quello di spostare la sua "vera" realizzazione – e quindi la sua verifica definitiva – nell’aldilà, come fanno le religioni che in questo modo prosperano da migliaia di anni. Altrimenti che qualcuno esalti ancora il "grande orizzonte ideale" del comunismo, malgrado la terra bruciata che questa ideologia ha fatto dietro di sé, e non la butti invece nella pattumiera della storia – altro che "rifondarla"! – mi sembra un misto di ingenuità, malafede e ostinazione tali da appartenere più al regno del mistero che non a quello della razionalità.








premetto che non sono comunista,anche se alcuni ideali mi accomunano,ma secondo me non è vero che il comunismo è quello che c’è stato in russia o in cina.quelle son state dittature pseudocomuniste. può anche essere che il comunismo è solo un utopia,ma di certo non è una dittatura.
ma Bakunin a proposito dell’anarchia dice che c”ercando l’impossibile, l’uomo ha sempre realizzato e conosciuto il possibile, e coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che sembrava possibile non sono mai avanzati di un sol passo. ”
c’è da sottolineare che il comunismo di cui tanto berlusconi and co hanno paura, se è quello legato ai partiti non è comunismo,perchè anche se nella dicitura del partito hanno scritto comunista non lo sono,e non starebbero lì in parlamento a farsi pigliar per il culo.
io non ho tutta sta paura del comunismo,che per me è qualcosa di buono come ideale.
il fatto è che a prescindere da quale sistema vogliamo chi ha tutto il potere ed è ricco e straricco e vive nel lusso dovrebbe sacrificarsi un po’ per chi non ha niente e vive nella miseria,se no non ci muoviamo di un passo. secondo me dovrebbe per legge,ma anche senza legge come fa una persona a stare bene nel lusso quando mezzo mondo muore di fame?
Penso che neanche Karl Marx si sarebbe sognato di vivere in Urss o similari! Ci si deve chiedere come mai una teoria politica che stabilisce una uguaglianza tra gli uomini (pura utopia!), la fratellanza tra le genti si sia trasformata in una dittatura dell’apparato e abbiamo portato poi alla fame, alla distruzione e infine alla morte milioni di persone!
Il comunismo deve rimanere all’interno della teoria filosofica e politica, Marx ebbe delle intuizioni politiche innovative, la sua visione storica e sociologica rimane un esercizio intellettuale di grande prestigio.
Folle fu il tentativo di creare materialmente il comunismo, e ancora più folle crearlo in una nazione come l’allora Russia zarista.
Teoricamente potremmo dichiararci tutti comunisti, per il principio dell’uguaglianza, ma poi le diverse capacità degli uomini consentono di creare nuove opportunità.
La capacità dell’individuo di plasmare l’ambiente e non subirlo, di affrancarsi da una condizione sociale bassa e poter esprimere al meglio le proprie capacità sono estranee al concetto di comunismo.
Infine , ma non meno importante, il principio fondamentale per ogni libertà individuale quello della proprietà privata.
Il comunismo, quello vero, secondo me è pura utopia. Il primo vero comunista del resto fu un signore vissuto 2006 anni fa, con idee talmente rivoluzionare da poter sconvolgere una intera società come poi è successo con il mondo classico.
Purtroppo per limite degli uomini, tali ideali non sono perseguibili praticamente, non ne siamo capaci e alla fine si cade nel totalitarismo, nella oppressione, nella supremazia.
E’ accaduto con la Chiesa ed è accaduto con i regimi che si definiscono comunisti senza peraltro esserlo.
Secondo me non c’è bisogno di tante idee per avere una società migliore basta tenere ben a mente e soprattutto applicare due semplici regolette:
1 – Ama il Dio tuo come te stesso (per chi crede)
2 – Ama il prossimo tuo come te stesso (per tutti)
Se solo si riuscisse a realizzare il punto 2 il comunismo diverrebbe realtà.
E chi non ama se stesso? …..non credo possa amare nessun qualcun altro.
probabilmente si ha un po di confusione in testa: marx teorizzava che l’inizio del comunismo coincidesse con la fine dello stato, che egli chiamava socialista.
la “dittatura del proletariato” non era che un modo per definire l’accompagnamento della popolazione da parte della classe operaia verso il comunismo attraverso lo stato, che a sua volta non avrebbe dovuto essere totalitario ma totalizzante, con la concentrazione dei poteri, l’abolizione della proprietà privata e lo smantellamento della forza coercitiva dello stato, l’esercito. questo è quello che veniva teorizzato, ciò che si è verificato è il contrario. infatti non esiste ancora il comunismo.
per quanto riguarda la miseria e la morte ricordo solo come stava la popolazione russa nell’era zarista: lenin si può dire che sia riuscito almeno a sfamare gran parte della popolazione. poi nessuno mette in dubbio la deriva autoritaria che ha assunto la russia di stalin..
per quanto riguarda cuba, nonostante l’embargo il servizio di assistenza sanitaria è un gradino sopra molte “potenze capitaliste”. e la cina è diventata la più grande potenza economica mondiale..
non si sta parlando di comunismo, e neanche di male assoluto.
mannaggia a chi, al pari di weber, trasforma “evidenti necessità storiche in virtù teoriche positive”. se così non si fosse fatto gg lavoreremmo 2 ore al giorno e gireremmo su prolet-turbodiesel senza doverci preoccupare di pagerne le rate.
“il comunismo non è un ideale, un modello cui la realtà debba conformarsi; noi chiamiamo comunismo il movimento reale che tende ad abbattere lo stato di cose esistenti”
dal lato prettamente normativo bella per lenin: Comunismo= potere dei soviet + elettrificazione; che tradotto per il 2000 comunismo=(benessere+ozio) x tutti
quoto marcos in gran parte
l’altri mia trop
“Per quanto riguarda cuba, nonostante l’embargo il servizio di assistenza sanitaria è un gradino sopra molte “potenze capitaliste”.”: ma gira ancora, questa barzelletta?
Caro Marcos vedi come tutto quello che hai scritto è solamente teoria? Null’altro che teoria!
Nel momento in cui lo Stato abbandona il monopolio dell’uso legittimo della forza, la situazione cadrebbe in un caos indefinito, laddove la violenza diverrebbe l’unico elemento positivo di risoluzione delle controversie e non più il diritto e la forza dello Stato.
Infatti non ho scritto che la Russia zarista era un eden! Se ben ricordi era la Germania, potenza industriale ed economica, il vero laboratorio per l’affermazione delle teorie marxiste.
Il problema è come mai i principi etici del comunismo (uguaglianza, fratellanza e internazionalismo) sono stati stravolti da coloro che lo propugnavano. La ricerca dell’uomo nuovo, la creazione del “nemico del popolo” hanno condotto ad una dittatura feroce e allo Stato totalitario.
Infine non mitizziamo figure come Lenin come se fosse la parte buona e umana rispetto a Stalin.
Per ciò che riguarda Cuba e la Cina, bhè quello che hai detto è solo propaganda che non rende giustizia al tuo precedente pensiero.
Leggo solo discorsi vecchi ed ideologici. Sono almeno 15 anni che i comunisti riflettono su stessi e sul loro passato, in Italia e nel mondo (a parte il fatto che anche prima i filoni di pensiero del “comunismo eretico” sono sempre esistiti, in aperta polemica con stalinismo, togliattismo etc). Andrè Tosel che parla di “comunismo della finitudine”, Samir Amin, gli altermondialisti: terreni di riflessione feconda, che attendono una ricaduta organizzativa, cioè nuovi soggetti politici che superino la tradizionale forma partito novecentesca e che assumano pienamente il pensiero della differenza, l’ambientalismo radicale, la non violenza.
Ci lavorano in molti (in Italia Rifondazione, ma non solo).
I comunisti ci saranno sempre finchè c’è disuguaglianza, ed è innegabile che le diseguaglianze aumentano, a tutti i livelli. E si può forse dire che è scomparso lo sfruttamento, in tutte le sue forme? ma quando mai?.
Il “movimento reale che cambia lo stato di cose presenti” è più che mai attuale.
Un altro mondo è possibile e necessario, dicono ai social forum. In questa necessità c’è tutta l’attualità del comunismo.
Se poi non vi piace il nome, chiamatelo Andrea, l’importante è la cosa, non il nome.
Il comunismo, come lo conosciamo ora, nasce dall’estremizzazione ideologica della lotta di classe che si e’ avuta nei due secoli scorsi, e che ora sta lentamente perdendo di intensita’ per la sostanziale scomparsa della coscienza di classe da parte degli operai industriali. Perdita di coscienza che ha molte ragioni e che non possono essere analizzate qui.
Va inoltre considerato che il marxismo, oltre che proporre un metodo di analisi storico-economico della soceta’ umana, ha introdotto anche delle estrapolazioni poco credibili, derivate da una eccessiva schematizzazione delle leggi economiche e da un profondo idealismo di Marx stesso.
Discorso pure difficile da svolgere in un commento ad un post…..
Caro Percy:
2 considerazioni: 1 politica e 1 filosofica.
Innanzitutto, il faro del comunismo è stata l’unione sovietica. La cina, come fa ora, s’imicciava poco dell’occidente. La russia s’impicciava eccome, sovvenzioni ai regimi e ai partiti comunisti, appoggio militare, corsa agli armamenti per se e per gli amici.
Morta l’unione sovietica, il comunismo mondiale ha perso sostegno e appoggi: soldi e potere di riferimento.
L’Urss perchè è morta? a mio avviso per i soldi sperperati nella corsa agli armamenti spinta dalla necessità di una politica difensiva cui l’aggressività statunitense la costringeva.
Lo stretto apparato burocratico l’ha soffocata. La popolazione era sull’orlo del collasso perchè avanti cosi il sistema non avrebbe potuto garantire gli stipendi a nessuno (li erano tutti dipendenti statali) dei suoi cittadini.
La prospettiva era quella di armarsi ancora, con lo scudo spaziale, e gorbaciov non se la sentì.
In ogni caso , le richieste di Kruscev non furono accolte dagli USA. Kruscev aveva in testa di far godere almeno un po’ i cittadini, ma gli USA lo costrinsero a proseguire nell’attività di guerra e di polizia.
Sparita l’Urss a quel punto gli altri stati comunisti vissero come vivono ora, tra soprusi, embarghi e finanziamenti sottobanco. Ma la politica fanatica degli USA che vedevano il diavolo prima nel comunismo e adesso negli isalmici è la prima responsabile di questa mancata evoluzione dell’umanità.
Altri enormi responsabili sono i comunisti stessi, che volevano fare i papi della nuova religione.
Il comunismo èerò, come ideale, si avvicina all’anarchia, è la cosa piu’ simile. La terra, le risorse, dovrbbero escludere la proprietà privata, e vedrai se il futuro non mi darà ragione.
Organismi collettivi, autonomi, in una specie di confederazione mondiale, capillarmente democratica, in cui la proprietà dei beni vi sia, ma fino ad un certo livello, non oltre.
La cons filosofica la faccio dopo xke c’è cold case e lo vedo ciao.
l’aspetto idealistico del marxismo, nonostante quella che dovrebbe essere la sua base filosofica, e’ evidente nel commento precedente di cloroalclero. In parte dipende dalla filosofia propria di Marx, che era di scuola idealistica, ma molto anche dall’eccesso di schematizzazione dell’analisi economico-sociale, specie quando poi si pretende di poter fare estrapolazioni per il futuro….
Il futuro reale poi ci fa rimpiangere i nostri errori, normalmente moltiplicati per un fattore molto ampio…..
Ecchime. Giusto mikecas, infatti la considerazione filosofica parte da questo. I filosofi fanno il loro lavoro, ma gli umani vogliono i medium, i maghi, i santoni, i sacerdoti. Non interessa loro la ricerca in cui non è importante la meta ma il cammino, vogliono la meta, e la vogliono sacrificando il cammino e pretendono di conoscerla pure prima.
Marx si rifa’ alla letteratura utopica, nata con Platone. Secondo me il principio Platonico vale anche per Marx, con i debiti distinguo.
Non so se avete studiato Platone, una specie di filosofo semideficiente, almeno così avevo la percezione del medesimo al liceo. Per lui ci sono 2 mondi, uno vero e uno finto. In quello finto ci viviamo. Non conta nulla, non c’è nulla di originale, tutto è modellato su quello che c’è di la, che è bello buono e giusto. Ma noi stiamo qua.E questo mondo non è neanche vero.
Insomma, mi chiesi, che senso ha? che filosofia da menomati è, vederla così?
Ci sono voluti anni prima che potessi arrivare a capire qualcosa dei misteriosi dialoghi.
Innanzitutto la morte di Socrate, il suo maestro, il suo ispiratore nonchè uno dei suoi piu’ cari amici. La morte di Socrate per mano legale sembrò a Platone la quintessenza dell’ingiustizia. Ma il “non” non c’era. Platone è un parmenideo, come tale concepiva la negazione come un ente logico (e non metafisico) e il male come frutto di questo mondo inquinato nel suo essere dalla non significatività essenziale.
Quindi l’ingiustizia è un’apparenza, frutto di un pensiero, di un uomo, di una società che ragionano attraverso apparenze.
Cos’è questa storia dei due mondi? che senso ha? Ha il valore di un invito a sollevare la testa oltre le apparenze, a “volare alto”, specie quando si è in presenza di una decisione così evidente come quella di mandare a morte un giusto.
Platone non è che disdegnasse completamente le apparenze. L’apparenza di un bel corpo giovane, per esempio, poteva essere motivo di riflessione sulle cose, sulla loro caducità e sul compito umano di impegnarsi il piu’ possibile a dar senso all’insensato. Un compito titanico.
In Marx è presente lo stesso titanismo. Anche il suo scientismo, di matrice positivista, non vuole essere, come molti interpretano, un modo di infinitizzare la scienza, dando così valore premonitore alle sue conclusioni. E’ un modo per dar fiducia in se stesso al genere umano. Per il resto: Marx deprivato da ogni religiosità, senza gli orpelli degli antirevisionisti che lo studiano a mò di Bibbia, ha ancora molto da dire, proprio nella sua proiezione pragmatica nell’utopia e per il suo telos fondamentalmente eudemonistico.
ciau
buon anno
Comunismo?
In questa società siamo tutti uguali nel voler sentirci diversi uno dall’altro.
Classe operaia?
Lotta per far fare agli extra comunitari i lavori considerati da sfigato.
Modello sociale?
Non praticato e disatteso da tutti i gruppi dirigenti che ad esso si riferiscono.
E’veramente “cercare l’impossibile” sperare che si smetta di voler essere “più puro dei puri”
rivendicando una integrale fede all’ideale ,e invece si faccia i comunisti praticando e costruendo un modello veramente agregante di tutta la sinistra, che se deve cambire il mondo non si può permettere di rimanere o rifondare sempre se stesso?
Cercare l’impossibile ci impone di andare oltre noi stessi, e forse così riusciremo a formare quella coscienza collettiva sufficente per distinguere la felicità.
Auguri
Complimenti per il post di livello, si vede che sei un intellettuale da come tratti gli argomenti in esame, solo che ti sei dimenticato di dire che i comunisti mangiano i bambini.
Il dibattito prosegue qui con un nuovo post di approfondimento “La maionese impazzita e il Partito Comunista Italiano“
accettando questo pensiero allora allo stesso modo bisogna dire del fascismo, del socialismo, del liberismo e liberalismo. e di tutte le teorie annesse. hanno fallito tutte.
il comunismo come teoria non inquinata non si è mai avverato. e mai si avvererà. bisogna puntare sulle lotte sociali, sulla dignità del lavoro, su piu opportunità, e non sul comunismo come dottrina a se stante.
perchè il comunismo come dogma, come fede, porta ad avere dei riferimenti che manderanno tutto in rovina, come fece chi si prese la briga di rappresentare la rivoluzione proletaria, di fatto annacquandola, soprattutto da stalin in poi.
seguire un ideologia a prescindere è un errore a se stante, che porta solo altri errori e inquinamenti delle idee di partenza.
il vero comunismo non e’ mai esistito quello che definivano comunismo non era nient’altro che il capitalismo di stato