La merda sotto le scarpe e la puzza sotto il naso
Sarà forse solo una mia sensazione priva di riscontro nella realtà, ma mi pare che ogni volta che si parla di fondamentalismo islamico a sinistra cali un silenzio imbarazzato. Io sono ateo, laico e liberale: se faccio le pulci alla chiesa cattolica, ottengo quasi sempre il plauso dei lettori "di sinistra" – lo virgoletto perché, non credendo a un’essenza di sinistra sostanzialmente diversa da un’essenza di destra, mi limito a riportare la definizione che gli altri danno di sé -, mentre se scrivo qualcosa sull’islam, spesso appoggiandomi a gente che ne sa più di me (o, persino, a persone che i denti dell’islam li hanno sentiti sul proprio collo), non reagisce più nessuno, o quasi.
Come se il fondamentalismo islamico non rappresentasse davvero un pericolo alla nostra libertà e come se questo argomento lo si fosse appaltato alla "destra" e, dunque, a parlarne si commettesse un atto indecente o, quanto meno, sconveniente. Non è comme il faut. Mi viene in mente un’ardita similitudine. Il fondamentalismo islamico sarebbe come una grossa merda piazzata in mezzo a un marciapiede.
Le anime belle di sinistra ci passano accanto facendo finta di non vederla, facendo finta che non ci sia. Chissà, forse qualcuno spera che si volatilizzi da sola o che, per miracolo, si trasformi in una mousse au chocolat. Però, poi magari capita che qualcuno la calpesti: la merda gli resta incollata alla suola, ma loro si limitano ad arricciare un po’ il naso, guardandosi bene dal chiedere da dove venga quella puzza di merda. I più raffinati fingono addirittura che l’olezzo pungente che, purtroppo, raggiunge le loro narici sia invece il profumo di una natura incontaminata e selvaggia cui noi non siamo più abituati.
Certo nessuno si mette a gridare: "Oddio, ho calpestato una merda!". Ecco, quando io riporto qualche atrocità islamica, accolta da un silenzio generale, mi sembra di essere quello a cui la merda è rimasta attaccata alla suola, impestando l’ambiente, e che, per di più, si azzarda a dire non soltanto che la merda c’è, l’ha calpestata, ma che prima o poi la calpesteranno tutti e che forse è il caso di cominciare a fare qualcosa. Per esempio smettere di fingere che gli alani non cachino – o cachino come dei pechinesi.








Il fondalismo dà sempre fastidio al complesso dele libertà individuali: sia esso cattolico, islamico, ebraico, induista, testimone di geova.
Noi,laici, moderati, abbiamo abbandonato le tradizioni (per via anche del disgragarsi delle comunità) per adattarci alla tradizione esterna: i macdonald,la cocacola, calvin klein, bombe, missili, razzi ecc…ci siamo privati delle nostra tradizioni , che sarebbe giusto. Ma ci siamo fatti infiltrare da una tradizione formale, omogenea, totalizzante (globalizzata) uniforme nel gusto e nell’immaginario che prevede la nosra alienazione da “umani” a “soggeti di produzione e consumo.
Noi (europei) al posto che riscavare in noi stessi, alla ricerca di radici individuali, e quindi comunicabili, ci siamo rifugiati in mondi superstiti del passato, che, sostanzialmente, ripetono gli erori di tutti gli altri, perchè è un’adesione acritica a formalità vuote, che di fatto ci trasforma comunque in soggetti di produzione e consumo.
Per esempio: il sionismo è vncente, come l’islam, perchè si rifà ad un’idea identitaria e collettiva che è quello che a noi europei e americani, manca.
Ma quest’idea tradizionale non è creativa, non trasorma il passato, non trasforma l’umano.
Essa porta guerra, consumo, usurpazione , razzismo e morte. Come il passato da cui si proviene.
Il Filosofo dice che il superuomo è colui che crea NUOVI VALORI. Quella sotocultura in cui siamo impantanati adesso non sta creando nulla.
Non ha imparato da 2 guerre mondiali, dalle crociate, dall’olocusto, dalle invasioni barbariche. Siamo come quegli psicotici che ripetono coattivamente delle azioni agli stessi stimoli uguali da millenni.
Questo non è un discorso da affrontare in 2 parole.
cloro
cloro, hai ragione, ma farei un’aggiunta e lieve correzione: in Europa e in Italia l’dea identitaria e collettiva in realtà c’è, anche se non è sempre maggioritaria, sovente è latente o non è apertamente riconosciuta.
Si tratta dell’essenza del liberalismo, che è il rispetto e la valorizzazione dell’individuo. Non possiamo non riconoscerlo nelle nostre società europee, anche se è attaccato da destra, da sinistra, da ideologie antiumaniste come quella della chiesa cattolica o, in modo più purulento, dal fondamentalismo islamico, oppure ancora da nuove fameliche mezze-religioni fatte da turlupinatori di professione, come il signor Hubbard o i vari operatori del paranormale.
Questa identità è tanto forte che la possiamo ravvisare anche in chi si riconosce formalmente in principi e cosiddetti “valori” lontani dal rispetto per l’individuo, che generalmente aderisce formalmente e superficialmente per esempio alla pratica religiosa cattolica, ma poi fa completamente di testa sua, da buon italianissimo individualista.
Per esempio un “buon” cattolico potrebbe oggi aver ascoltato in modo partecipe il messaggio di monsignor Frisina, che ha definito il Rock “un’espressione del male”, ma poi è fiero del figlio che suona quella musica in un complessino e quando ascolta gli Stones gode senza sensi di colpa.
Questa storiella, che si ispira a una notizia pubblicata sul Corriere della Sera di oggi, è riportata solo per esemplificare il patrimonio di libertà individuale che ogni europeo, ogni italiano ha dentro di sè, frutto di secoli di evoluzione sociale. La stessa dottrina cattolica ha dovuto adattarsi a questa società in rapida evoluzione e, sebbene sempre in ritardo, accetta comportamenti che solo alcuni decenni prima avrebbero meritato l’anatema della suprema pena eterna.
Compito di noi laici è valorizzare qesto patrimonio culturale, non stancandoci mai di affermare il valore della libertà individuale in ogni possibile occasione.
A corto, nel nostro territorio, di mezzi di espressione che ambiscono a divulgare questo pensiero liberale e libertario, ringrazio Sir Percy per offirci questa opportunità, incitandolo anzi a fare un’opera di divulgazione affinchè questo sito sia ancora più visitato.
(Sir, ci dai qualche statistica ? Chi ci scrive regolarmente ormai lo conosciamo. Ci dai qualche dato sui visitatori, che probabilmente in molti casi non intervengono mai ?)
x Condorcet
la risposta alle ultime due righe del tuo filosofeggiante commento sta tutta
in un concetto:
“non è in te la verità”
Il carattere cultural-elitario di questo sito scoraggia che desideri il confronto.
Inpossibile partecipare, quando la sensazione, forte, che trasuda dal blog
è che solo pochi eletti siano nelle condizioni di dare un contributo fattivo.
Cullatevi allora in questa sensazione, come fanno i soloni dei salotti cultural-chic
ma non chiedetevi il perchè di molte visite ma pochi interventi.
@Anonymous, non capisco perchè questo tuo dar dl salotto radical chic, quando qui scrivono tutti e di tutto… nella piena ed assoluta libertà (sia a livello di posting e commenti). Se ti serve come alibi… lo capisco.
Comunque in alto a destra noteria che ci sono circa 14.500 commenti non scritti totalmente ne da me ne da condorcet, quindi desumo che il tuo commento abbia altri scopi come quello di etichettare.. ma negativamente.. questo blog e questo seneramente mi fa solo felice…
anche perchè “la merda che puzza sotto le scarpe” fa tanto filo prolet..;-)