Il dinamico e bigotto duo Binetti & Volontè all'attacco…
Ecco qua due mozioni della destra,Firmatario (Volontè) a cui pure alcuni teodem di sinistra (Binetti) quardano con approvazione.
Di cosa hanno paura questi signori?
Da quando in qua una coppia di froci, anche se fosse concesso loro di sposarsi, metterebbe in crisi le loro famiglie?
Oppure i loro legami familiari sono così labili da entrare in crisi per due lesbiche?
MOZIONE 1/00071
La Camera,premesso che:
la Corte costituzionale, con la sentenza 310 del maggio 1989, ha interpretato l’articolo 29 della Costituzione nel senso che esso "riconosce alla famiglia legittima una dignità superiore, in ragione dei caratteri di stabilità e di certezza e della corrispettività dei diritti e dei doveri, che nascono soltanto dal matrimonio";
la Corte costituzionale, con sentenza 352 del 2000, ha evidenziato che "la convivenza more uxorio è diversa dal vincolo coniugale";
nell’ottobre del 2000, la Corte costituzionale ha affermato, con l’ordinanza 491, che la diversità tra unione di fatto e famiglia naturale fondata sul matrimonio rappresenta "un punto fondamentale di tutta la giurisprudenza costituzionale";
la Corte costituzionale ha ribadito, con l’ordinanza 121 dell’aprile 2004, l’impossibilità di parificare, dal punto di vista giuridico, la famiglia costituzionalmente intesa e la convivenza;
la Corte di Cassazione, con la sentenza 8976 del maggio 2005, ha enunciato che "dalla libera determinazione dei conviventi di fatto di
non contrarre il vincolo del matrimonio, e quindi di non assumere gli obblighi che l’ordinamento impone vicendevolmente ai coniugi (coabitazione, fedeltà, solidarietà, assistenza materiale e morale), onsegue l’inesistenza di qualsiasi diritto, sia di natura personale che patrimoniale, di un convivente verso l’altro";
in data 5 dicembre 2006 il consiglio comunale di Padova ha approvato una mozione in base alla quale le coppie di fatto, sia etero che
omosessuali, potranno ottenere il riconoscimento anagrafico, come famiglia fondata su vincoli affettivi;
entro fine gennaio il Governo dovrebbe portare all’attenzione del Consiglio dei Ministri un disegno di legge sulle coppie di fatto;
considerato che:
i diritti individuali delle persone conviventi trovano già ampio riconoscimento nel nostro ordinamento,
impegna il Governo:
a non adottare iniziative legislative o amministrative che prevedano o comportino:
a) l’equiparazione, sia essa espressa o implicita, fra la convivenza e la famiglia;
b) la registrazione della coabitazione come presupposto per modificare il regime delle pensioni di reversibilità, a danno del coniuge che dovrebbe esserne il legittimo beneficiario;
c) la parificazione delle convivenze omosessuali a quelle eterosessuali in generale, e soprattutto in particolare su questioni delicate come la
legittimazione all’adozione, o come l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita;
d) l’inclusione, tra le formazioni sociali riconosciute e garantite dall’articolo 2 della Costituzione, delle coabitazioni affettive o di compagnia in genere;
e) l’equiparazione, agli effetti anagrafici, alla famiglia di insiemi di persone legate da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale
nello stesso Comune.
(1-00073)
"Bertolini, Cossiga, La Loggia, Paoletti Tangheroni, Licastro Scardino, Carlucci, Angelino Alfano, Gioacchino Alfano, Aprea, Azzolini, Baiamonte, Bernardo, Berruti, Biancofiore, Bocciardo, Boscetto, Brancher, Brusco, Campa, Carfagna, Ceccacci Rubino, Ceroni, Cesaro, Cicu, Crimi, Crosetto, Dell’Elce, Mistrello Destro, D’Ippolito Vitale, Di Cagno Abbrescia, Di Centa, Di Virgilio, Fallica, Fasolino, Fedele, Ferrigno, Giuseppe Fini, Fitto, Floresta, Franzoso, Fratta Pasini, Galli, Garagnani, Gardini, Germanà, Giro, Giudice, Grimaldi, Iannarilli, Laurini, Lazzari, Lenna, Lupi, Marinello, Marras, Mazzaracchio, Minardo, Misuraca, Mondello, Osvaldo Napoli, Palmieri, Palumbo, Paniz, Paroli,Pelino, Pescante, Pili, Ponzo, Romagnoli, Luciano Rossi, Rosso, Paolo Russo, Santelli, Sanza, Stagno D’Alcontres, Testoni, Tortoli, Uggè,Verro, Vitali, Alfredo Vito, Zanetta, Zorzato".
Dati di presentazione dell’atto Legislatura : 15 Seduta di annuncio : 89 del 12/20/2006
presentata da LUCA VOLONTE’
mercoledì 20 dicembre 2006 nella seduta n.089
La Camera, premesso che:
la famiglia fondata sul matrimonio gode, ai sensi degli articoli 29 e 31 della Costituzione, di un regime preferenziale, in ragione della sua infungibile funzione nella società;
la distinzione tra la famiglia fondata sul matrimonio e la convivenza more uxorio rappresenta un punto fermo nella giurisprudenza della Corte costituzionale, la quale ha affermato, infatti, che essa costituisce la premessa per la considerazione, da parte del legislatore ordinario, "dei
rapporti personali e patrimoniali di coppia nelle due diverse situazioni, considerazione la quale – fermi in ogni caso i doveri e i diritti che ne derivano verso i figli e i terzi – tenga presente e quindi rispetti il maggior spazio da riconoscersi, nella convivenza,alla soggettività individuale dei conviventi; e viceversa dia, nel rapporto di coniugio, maggior rilievo alle esigenze obiettive della famiglia come tale, cioè come stabile istituzione sovraindividuale" (tra le altre, sentenze 8 del 1996);
la giurisprudenza costituzionale ha sempre conseguentemente escluso la possibilità di far ricorso all’analogia per l’applicazione, alle convivenze more uxorio, della disciplina prevista per le famiglie fondate sul matrimonio, in quanto l’analogia "presuppone la similarità delle situazioni, la quale, oltre a non essere presente tra il rapporto coniugale e quello di mera convivenza in sé considerati, non è voluta dalle stesse parti, che nel preferire un rapporto di fatto hanno dimostrato di non voler assumere i diritti e i doveri nascenti dal matrimonio" (sentenze 166 del 1998);
per salvaguardare la posizione dei figli nati fuori dal matrimonio l’articolo 30 della Costituzione attribuisce ad essi lo stesso trattamento, sul piano giuridico e morale, attribuito ai figli nati nell’ambito di un matrimonio;
il principio costituzionale secondo il quale è da reputare odiosa e illegittima ogni discriminazione nei confronti delle persone in conseguenza delle loro scelte sessuali, non può portare a negare che anche altre forme di convivenza tra cui quelle tra persone dello stesso sesso abbiano, a prescindere da qualsiasi giudizio di ordine morale, una funzione diversa da quella della famiglia fondata sul matrimonio;
impegna il Governo:
ad avviare iniziative di promozione della famiglia fondata sul matrimonio;
a non intraprendere nell’esercizio delle proprie funzioni compresa l’iniziativa legislativa azioni che possano attraverso il riconoscimento del rilievo pubblico alle convivenze more uxorio comprese quelle tra persone dello stesso sesso, attribuire a tali formazioni i diritti che vengono acquisiti in conseguenza della formazione di una famiglia, come società naturale fondata sul matrimonio, come riconosciuto dall’articolo 29 della Costituzione.
(1-00071)
"Volontè, Adolfo, Ciro Alfano, Barbieri, Bosi, Capitanio Santolini,Casini, Cesa, Ciocchetti, Compagnon, D’Agrò, D’Alia, De Laurentiis, Delfino, Dionisi, Drago, Forlani, Formisano, Galati, Galletti,Giovanardi, Greco, Lucchese, Marcazzan, Martinello, Mazzoni, Mele, Mereu, Oppi, Peretti, Romano, Ronconi, Ruvolo, Tabacci, Tassone, Tucci,Vietti, Zinzi".








Pensavo che Tabacci fosse un politico intelligente.
Non lo penso più visto che ha sottoscritto quest’assurdità.
Parlando di Costituzione viene molto prima dell’art.29, e quindi ha maggiore valore trattandosi di un principio generale, l’art. 3
” Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana….. ”
Esistono altre sentenze sulle convivenze more uxorio che dicono l’esatto contrario di quelle citate e, visto che non viviamo in un paese di diritto anglosassone, non sono legge ma solo interpretazione della legge (anche se vergate da Corti Superiori).
E visto l’arrampicata sugli specchi per sostenere il crocefisso nelle aule scolastiche e nei tribunali non si vede come la giurisprudenza possa essere chiamata a sostituirsi alle carenze legislative.
Infatti, nella maggior parte dei casi le corti implicitamente sottolineano la carenza legislativa in materia e si dicono obbligate ad applicare una legge che mostra ampie carenze rispetto ai concreti fenomeni sociali che dovrebbero regolare.
Con tutte le tasse che sta rispolverando e inventando questo governo, suggerirei alla Binetti di ripristinare la tassa sul celibato.
Dopo l’illuminante post sull’Opus Dei si capiscono tante cose riguardo a certa gente.