Your site
May 23, 2012, 10:08 pm

20.01> concerto neofascista all'università di como

La Compagnia dell’Anello è un gruppo musicale di musica alternativa, legato indissolubilmente sin dagli inizi della sua storia, con la destra più nazionalistica e nostalgica. Fondato a Padova nel 1977 da alcuni componenti di un altro gruppo musicale, il "Gruppo Padovano Di Protesta Nazionale", da allora ha raccolto i favori del pubblico neofascista.

Per chiarire meglio le posizioni ideologiche dei suoi componenti, si può citare una canzone che si riferisce alla "svolta di fiuggi" del 1995 (dove i caporali dell’MSI decisero di ripulirsi dall’etichetta di partito post-fascista per entrare nello scenario politico democratico), "Anche se tutti… noi no !" scritta per ricordare a "chi di dovere", il segretario Gianfranco Fini, le vere radici del nuovo partito Alleanza Nazionale.

Il concerto che si svolgerà è stato organizzato da Azione Giovani (movimento giovanile di AN) e persino patrocinato dalla Provincia e dal Comune, ciò significa che ha ricevuto pieno appoggio e finanziamenti.

E mentre nel resto di Italia sono aperti numerosi procedimenti penali in cui ai settori più radicali e combattivi dell’opposizione sociale si cercano di cucire addosso fattispecie penali associative (associazione sovversiva,devastazione e saccheggio, associazione finalizzata all’eversione dell’ordinamento democratico – artt. 270 e 270bis del codice penale) con pene alte per incarcerare ed intimidire fin dalle prime battute dei processi, a Como viene data agibilità politica ad assassini fautori di idee xenofobe e razziste.

E’ l’ennesima prova del vero volto che si cela dietro alla maschera democratica indossata da taluni personaggi che pretendono di dirigere le nostre vite. Una maschera che nasconde in realtà il mostro dell’esaltazione del nazionalismo più becero. Questo gruppo ha, tra i suoi proseliti, numerosissimi boneheads (i naziskin), categoria resasi responsabile di pestaggi, accoltellamenti, omicidi, incendi di centri sociali, eccetera, che accorreranno in massa, non solo dal comasco e dalle zone limitrofe (Varese, Milano), ma anche da oltre.

Insomma rappresenta un’occasione per la destra più estrema e intollerante di ritrovarsi nella nostra città. E si raduneranno non in un cantone qualunque, ma nell’auditorium dell’università che, da luogo di aggregazione e di scambio culturale di alto livello, diventerà per una sera un luogo dove l’unica cosa alta e tesa sarà il braccio destro di neofascisti criminali di ieri, di oggi e di potere.

CONTRO IL FASCISMO NON UN PASSO INDIETRO!
studenti autorganizzati comaschi


20.01> concerto neofascista all'università di como

107 Comments

  1. antifà scrive:

    per favore…non raccontiamoci stronzate…
    non si può restare indifferenti di fronte a certe cose..
    l’indifferenza è complicità, ricordalo

  2. mario scrive:

    per antifà

    Ma quale indifferenza ?
    Temo che il vostro “antifascismo” sia il fascismo del 2000. E non importa se nell’estetica vi ispirate al comunismo rivoluzionario: voi ragionate, scrivete e vi esprimete come i “fascisti” che dite di voler combattere. Create ghetti culturali, avete paura di un gesto, di una parola, di un colore, vivete ignorando chi è diverso da voi senza nemmeno tentare di comprenderne le ragioni, vedete “nemici” ovunque anzichè “avversari”. Volete riportare lo scontro indietro di 30 anni ma stavolta nessuno ci cascherà.

  3. Ghino di Tacco scrive:

    @mario non credo proprio tu sia sintonizzato sulla realtà. Nessuno riporta indietro le lancette dell’orologio. Si tratta di rispettare la storia stessa e quello che ne è seguito. No al partito fascista no al negazionismo. Tutto qui. Se poi qualcuno pensa che siamo a carnevale e che sia lecito provocare con gesti rievocativi allora diciamo che abbiamo buttato la memoria.
    Ricordarsi bene: evento pubblico finanziato con 4000€ da Comune di Como (ne sentivate il bisogno?) senza prendere le opportune precauzioni. Cioè: la Compagnia dell’Anello faccia pure la sua arte ma durante lo spettacolo possibile che nessuna autorità civile presente in sala abbia sentito il bisogno di intervenire e censurare l’atteggiamento dei vari disturbatori? Sindaco e Senatore in specie: loro rappresentano la difesa democratica delle istituzioni. Se non si sono dissociati hanno di fatto portato consenso. E’ possibile? No.
    Signor Mario ammetta: lei tenta una difesa disperata (ma è disperante mi creda) di quanto accaduto. Forse in nome della libertà d’espressione. Ma mi creda: è proprio la cultura che Lei difende che a Como ha creato ghetto. Ha creato una città di esclusi, dove conta solo la Convalle e le periferie sono isolate, prive di qualificazione. Il diverso è isolato, per lui non c’è posto. Mai sentito parlare dei poveri a Como? di quelli che vivono lungo il Cosia? Dei derelitti e dei reietti? Certo una città che si occupa dei pochi e che esclude: si domanda Lei se è normale dire che in certi periodi dell’anno non esistono i barboni e non si possono tenere aperti centri d’accoglienza? Si domanda Lei se è possibile tagliare il buono assistenza agli anziani? Guardi che al ghetto ci arriviamo. Se non pensiamo ad una città che offre servizi, buona scuola, buona sanità…

  4. antifà scrive:

    per l’ennesima volta…antifascismo non è comunismo!!!
    vediamo di mettercelo in testa…

    nessuno di noi ha paura di chi è diverso…
    non accettiamo che siano legittimate, finanziate e condivise manifestazioni come un concerto di fascisti, poichè questi rappresentano una delle parti politiche affette da quella gran brutta malattia chiamata xenofobia…

  5. Iperione scrive:

    Giusto antifascismo non è comunismo, è solo antidemocrazia.
    E’ bene che un dei migliori gruppi sulla scena della musica non conforme, si esibisca in un’università: è segno che la fin troppo radicata cultura antifascista e filo-comunista, comincia a vacillare.
    Se davvero volete definirvi democratici, smettetela di demonizzare il fascismo come il male assoluto, e consentitegli uguale dignità alle altre fedi politiche.

  6. Alex di Sassari scrive:

    Allora come ieri, nulla è cambiato. E tutto per un concerto di musica alternativa.

    “Ma forse non son stato, non sono stato chiaro
    non so se vi ho spiegato chi era in verità, perché era…
    Era una chiave inglese, numero trentasei,
    tenuta salda in mano da un giovane borghese,
    di quelli, per intenderci, che la rivoluzione
    giocano a farla in nome di Marx e del bastone,
    di quelli che il regime ha fabbricato in serie,
    perché lo difendessero dalle persone serie.
    Era sabato di pomeriggio, non ricordo neppure la via,
    mi han poi detto che in quel pomeriggio
    ho incontrato madama… democrazia”.
    Amici del Vento

  7. bg76 scrive:

    Un saluto a tutti.
    Scrivo ora in quanto ho cercato sul web notizie inerenti al concerto e mi sono imbattuto in questo forum.
    Io c’ero quella sera, con due miei amici.
    Sono partito dal mio paese con la curiosità di ascoltare un concerto di musica alternativa.
    Conoscendo però il nome del gruppo, una settimana prima mi sono documentato in internet per conoscerne la storia, così tra curiosità ed entusiasmo sono arrivato all’università e, nonostante lo sbigottimento per l’inaspettata elevata presenza di neofascisti,, devo dire che è stata una bella esperienza. Alcune puntualizzaziini:
    - Il concerto all’interno dell’università si è tenuto nel massimo ordine.
    - I ragazzi neofascisti presenti all’ingresso si sono dimostrati cordiali, non certo irruenti come bestie e come molti in questo forum vogliono far passare.
    - l’organizzazione è stata semplice e non ci sono stati casini.
    - Per conoscere “La compagnia dell’anello” andate sul sito, e poi parlate.
    - discriminare chi veste con camicia nera, fasci littori, celtiche e quant’altro è facile e “comodo” quando inneggiate al comunismo con bandiere rosse, vestite con il pakistano e vi coprite la faccia quando fate danno verso le forze dell’ ORDINE.
    - Non è vero che il cantante non ha detto nulla durante i motti cantati dai neofascisti. Forse qualcuno presente in sala non ha voluto ascoltare.
    - Si sta qui a disquisire sul fatto che il fascismo ha portato brutte cose in Italia, perché il comunismo cosa ha portato? Le Brigate rosse mica le hanno inventate i fascisti, quelle ammazzano la gente.
    - Il concerto a me è piaciuto, la musica è buona e ricercata (ottimo inserire la cornamusa nei suoni e lasciare una canzone priva del testo per assaporarne l’atmosfera).
    - E poi se si vuole apprezzare quello in cui si crede, occorre conoscere anche quello che ci da più fastidio.
    - Attenzione a dare dell’ignorante a gente che non si conosce, non è detto che un domani possa insegnarvi qualcosa…

Leave a Reply

20.01> concerto neofascista all'università di como

1 Trackback