Confronti Elezioni 2007: Primarie – Alberto Bracchi – Como Città Possibile

gennaio 20, 2007 in Como by Sir Percy Blackeney

Iniziamo la serie dei confronti, con i candidati alle primarie dell’Ulivo, incominciamo con Alberto Bracchi – Como Città Possible ,  che mi ha inviato un suo scritto di presentazione, se avete domande, fatele, è un’occasione.
SPB
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Qualcuno ha chiesto il curriculum. Giusto presentarsi, almeno per l’esperienza in campo politico sociale.

Siamo ai primi anni settanta quando, studenti di architettura (c’erano anche gli amici Dario Valli, oggi Area 2010, e Gianluigi Fammartino, il più combattivo consigliere comunale che abbia mai avuto Como), denunciamo, con la mostra ‘Como, diritto alla città’, l’impoverimento del centro storico dovuto alla terziarizzazione imperante. Ricordo un duro, quanto franco, confronto con l’allora sindaco Spallino.

Gli anni successivi passano ad imparare il mestiere di architetto fino al 1990, in cui emerge l’anima ambientalista che trova sbocco nell’appassionante quanto misconosciuto lavoro con gli amici Verdi Arcobaleno. E’ di quegli anni la partecipazione a diverse commissioni, fra cui l’Urbanistica in Comune di Como, in cui si discuteva, e si proponeva, rispetto al destino di aree come la Ticosa o il San Martino. O della tanto sospirata metropolitana leggera.

Nonostante siano passati gli anni e siano nati i ‘Dadoni’ è ancora fresco il ricordo del lavoro (del gruppo trasversale) sui progetti Adamoli sulle aree dismesse, che si scontrerà con il muro dell’appena insediata amministrazione Botta. Poi, nel 94, dal gruppo dei verdi, nascono in contemporanea Paco e ‘la città possibile’, esperienze nuove e trasversali, che parlano di ambiente e di città e di persone.

Inizia il lavoro coi bambini, nelle scuole e nelle strade, grandi maestri i bambini. Si sperimentano percorsi partecipati sui cortili scolastici, sui percorsi casa-scuola, con i bambini, gli insegnanti, i genitori. Con successi e insuccessi. Poi la formazione ad amministratori, tecnici, operatori sociali, educatori. Incontri, dibattiti, serate, convegni.

La città possibile non si ferma a Como, è in tutta Italia e all’estero, Un lavoro di 12 anni appassionante. Di tutto ciò a Como si vede forse poco: giusto il Ponte dei Bottini e il Parco della Valle del Cosia, il nostro lavoro più bello; qualche area scolastica, il bellissimo laboratorio/simulazione su via Giussani nel 97 e nel 98.

E’ giusto e importante, oggi, trasferire l’esperienza, soprattutto in questa città senza fiato e senza idee, che si sta buttando via.

Questo sento di poter mettere in campo. Perché nella partecipazione alla costruzione della città le persone ritrovino il sorriso che scaccia la paura di una Como che cambia, e si riempie sempre più di volti multicolori. Per non vedere mai più ‘il sorrisino dietro la finestra’ di chi non vuole assumersi le proprie responsabilità davanti al ferimento gratuito di un ragazzo di 18 anni.

Alberto Bracchi