Confronti Elezioni 2007: Primarie – Alberto Bracchi – Como Città Possibile
gennaio 20, 2007 in Como by Sir Percy Blackeney
Iniziamo la serie dei confronti, con i candidati alle primarie dell’Ulivo, incominciamo con Alberto Bracchi – Como Città Possible , che mi ha inviato un suo scritto di presentazione, se avete domande, fatele, è un’occasione.
SPB
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Qualcuno ha chiesto il curriculum. Giusto presentarsi, almeno per l’esperienza in campo politico sociale.
Siamo ai primi anni settanta quando, studenti di architettura (c’erano anche gli amici Dario Valli, oggi Area 2010, e Gianluigi Fammartino, il più combattivo consigliere comunale che abbia mai avuto Como), denunciamo, con la mostra ‘Como, diritto alla città’, l’impoverimento del centro storico dovuto alla terziarizzazione imperante. Ricordo un duro, quanto franco, confronto con l’allora sindaco Spallino.
Gli anni successivi passano ad imparare il mestiere di architetto fino al 1990, in cui emerge l’anima ambientalista che trova sbocco nell’appassionante quanto misconosciuto lavoro con gli amici Verdi Arcobaleno. E’ di quegli anni la partecipazione a diverse commissioni, fra cui l’Urbanistica in Comune di Como, in cui si discuteva, e si proponeva, rispetto al destino di aree come la Ticosa o il San Martino. O della tanto sospirata metropolitana leggera.
Nonostante siano passati gli anni e siano nati i ‘Dadoni’ è ancora fresco il ricordo del lavoro (del gruppo trasversale) sui progetti Adamoli sulle aree dismesse, che si scontrerà con il muro dell’appena insediata amministrazione Botta. Poi, nel 94, dal gruppo dei verdi, nascono in contemporanea Paco e ‘la città possibile’, esperienze nuove e trasversali, che parlano di ambiente e di città e di persone.
Inizia il lavoro coi bambini, nelle scuole e nelle strade, grandi maestri i bambini. Si sperimentano percorsi partecipati sui cortili scolastici, sui percorsi casa-scuola, con i bambini, gli insegnanti, i genitori. Con successi e insuccessi. Poi la formazione ad amministratori, tecnici, operatori sociali, educatori. Incontri, dibattiti, serate, convegni.
La città possibile non si ferma a Como, è in tutta Italia e all’estero, Un lavoro di 12 anni appassionante. Di tutto ciò a Como si vede forse poco: giusto il Ponte dei Bottini e il Parco della Valle del Cosia, il nostro lavoro più bello; qualche area scolastica, il bellissimo laboratorio/simulazione su via Giussani nel 97 e nel 98.
E’ giusto e importante, oggi, trasferire l’esperienza, soprattutto in questa città senza fiato e senza idee, che si sta buttando via.
Questo sento di poter mettere in campo. Perché nella partecipazione alla costruzione della città le persone ritrovino il sorriso che scaccia la paura di una Como che cambia, e si riempie sempre più di volti multicolori. Per non vedere mai più ‘il sorrisino dietro la finestra’ di chi non vuole assumersi le proprie responsabilità davanti al ferimento gratuito di un ragazzo di 18 anni.
Alberto Bracchi








Sarebbe bello che ci fosse un rush finale e le firme fossero, alla fine, 300.
Mi piacciono i numeri tondi.
A noi sarebbe piaciuto 311, una in più di Rifondazione, che hanno cominciato con largo anticipo e hanno il loro zoccolo duro. Un po’ di sana competizione a sinistra … Ormai sono ’solo’ 280.
Sono appena rientrato dalla conferenza stampa di presentazione dei candidati. Come avrete saputo Elisabetta Patelli si è ritirata. Siamo rimasti in tre, Luca Gaffuri, con la ‘corazzata’ dell’Ulivo con tutti i suoi simboli di partiti e partitini (i Repubblicani Europei non me liricordavo proprio), Donato Supino con il suo ‘zoccolo duro’ di fedelissimi di Rifondazione, ed io … con chi non lo saprei, o meglio: con chi crede che si possa fare politica in modo diverso, meno ‘rigido’, cercando direttamente il dialogo con le persone. In ogni caso c’è un buon clima a sinistra, a partire da oggi, penso e auspico che le polemiche possano trasformarsi in forza propositiva. Siamo riusciti a livello nazionale, a partire dall’entusiasmo per le primarie e il plebiscito per Prodi, perchè non dovremmo riuscirci anche qui?
Vi ricordo che da lunedì 29 cominciano gli incontri nelle circoscrizioni, io se ce la faccio sarò presente alla 2 (Lora) il 29, alla 6 (via Grandi) il 30, alla 1 (Albate) il 1° febbraio. Agli altri incontri sarà comunque presente qualcun altro degli amici della Città Possibile.
Concordo con Bracchi e, per una volta, vedrei il bicchiere mezzo pieno.
I verdi hanno, un pò tardivamente, compreso che la loro candidatura non aveva, nell’attuale contesto, un senso politico e che poteva sembrare un eccesso di autoreferenzialità.
Ringraziamo pubblicamente Elisabetta Patelli che ha ammesso di aver fatto una cosa evitabile ed ha avuto il coraggio di ammetterlo.
Non credo che tutti gli uomini che affollano la politica di centro-sinistra avrebbero avuto la stessa capacità di farlo.
La presenza del candidato di “bandiera” di Rifondazione mi lascia sempre perplesso ed il fatto di non averlo presentato per la Provincia aumenta considerevolmente le mie perplessità.
In ogni caso va valutata, con attenzione, la legge elettorale per i comuni e tutti sappiamo che chi si colloca sotto il 3% circa ha bassissime probabilità di eleggere un consigliere comunale.
La realtà di Como è, purtroppo, particolare in senso negativo per il centro-sinistra ed è necessario fare accordi e trovare alleanze con chi è molto simile piuttosto che cercare di rimarcare le diversità.
Anche perchè gli elettori, molto disorientati, possono non capire e, tanto meno, comprendere.
Una lista promossa da Città Possibile potrebbe consentire all’area ambientalista, laica e progressisita di portare in consiglio comunale almeno due consiglieri, forse anche tre, se, per esempio, i verdi evitassero di entrare in competizione con loro visto che le tematiche sono molto sovrapponibili ed integrabili.
Io confido di vedere l’Arch.Bracchi candidato sindaco per il centro-sinistra ed invito tutti ad andare a sostenerlo alle primarie del 4 febbraio.
Se così non fosse, mi auguro vivamente di veder eleggere in consiglio comunale lui, Elisabetta Patelli ed un altro amico, tutti insieme portatori di un punto di vista e di una sensibilità umana che è assolutamente mancata nell’amministrazione comunale uscente.
Spero anche che l’Ulivo si degni di scrivere un vero programma elettorale insieme a coloro a cui chiede un sostegno.
Non ci si può limitare a chiedermi un voto dicendomi “fidatevi faremo il meglio possibile”.
Per la Provincia il discorso è un pò diverso e va compreso che le segreterie nazionali chiedono a tutte le federazioni locali di essere presenti col simbolo del partito anche per una comprensibile necessità di visibilità politica.
In qualche caso la cosa è un pò assurda, se proprio non si hanno chance di eleggere un consigliere provinciale, ma è comprensibile.
Città Possibile potrebbe ricambiare la “cortesia” politica dei verdi sul comune di Como, che darebbe forza maggiore alla loro presenza, garantendo un implicito sostegno per le provinciali.
Se accadesse questo non potrei che congratularmi con l’intelligenza personale e politica di coloro che riescono a raggiungere questo piccolo compromesso riuscendo a superare frizioni od antiche storie personali che, onestamente, non interessano a nessuno dei frastornati elettori del centro-sinistra.
Considerando la possibile linea programmatica dell’Ulivo è anche probabile che un pò di elettori potenziali dello stesso non vi si riconoscano e possano apprezzare una proposta programmatica più chiara, più ambientalista e più laica.
cambio il piano del discorso
caro bracchi
la vostra bandiera, con titolo senza dubbio,
è la partecipazione;
la realtà è -però- quella comasca.
come pensate di scardinare una modalità individualista di delega assoluta, di esclusiva difesa del proprio orticello, casomai di anonimo borbottio?
mi hanno raccontato che alla 1° assemblea pubblica contro la nella zona sud est della convalle non si riusciva ad entare nella sala gremita di residenti incazzati.
alla presentazione in c.c. del famigerato solo tre o quattro attoniti cittadini.
1°: qual’è la molla per far uscire dal guscio le persone in maniera significativa per la città e per loro stesse?
2°: quale possibilità vede per declinare la protesta locale su un piano di partecipazione a scelte generali?
3°: in questo contesto non le pare facilmente valicabile il limite tra coinvolgimento reale e demagogia?
4°: come gestire l’inevitabile impopolarità di alcune scelte?
la seguo senza fretta
con stima
buona domenica
@pedissequo grazie per le osservazioni, per le quali sarebbe interessante un bel dialogo a voce. Le domande sono molto stimolanti e risponderò con calma. Nel frattempo ti allego un piccolo stralcio del nostro documento programmatico che dice le quattro cose fondamentali sulla partecipazione, in seguito risponderò alle domande:
1 – COMUNICAZIONE E PARTECIPAZIONE
RITENIAMO FONDAMENTALE UN FORTE INVESTIMENTO IN TERMINI DI COMUNICAZIONE PER PROMUOVERE IL MODELLO PARTECIPATO AD OGNI LIVELLO POSSIBILE.
Un percorso partecipato alla trasformazione degli spazi collettivi è l’unica via per incontrare i bisogni effettivi dei cittadini, gestire razionalmente i conflitti, operare scelte utili alla comunità, realizzare i progetti in modo più rapido ed efficiente.
Si può partecipare a un processo di trasformazione, ossia esercitare un’influenza attiva, in modo quantitativamente e qualitativamente diverso. Per distinguere i differenti gradi di intensità tra le possibilità di partecipazione si fa normalmente ricorso alla scala seguente:
(non partecipazione), informazione/ comunicazione, consultazione, collaborazione/ coinvolgimento attivo, autoproduzione/ autogestione.
L’obiettivo finale, senza scartare per certi ambiti il livello massimo, deve poter giungere realisticamente al quarto livello della scala, quello del coinvolgimento attivo.
C’è una cosa che apprezzo di alberto: non s’incattivisce, ha la capacità di cogliere gli aspetti positivi di ogni situazione e vi faccio subito un esempio, fresco fresco: la conferenza stampa di oggi all’hotel Palace.
Arriviamo e constatiamo subito che il magnifico Hotel 4 stelle … non ha rampa d’accesso, chi vuole raggiungere da frointe lago la hall deve necessariamente fare le scale.
(Bracchi, a seguito dell’ultimo infortunio, rottura della spalla, si muove su carrozzina)
Abbiamo chiesto alla recption se ci fosse un’entrata dal retro senza scalini, no, non c’è.
Beh scusatemi ma io mi arrabbio per questo fatto, ritengo che ci siano dei requisiti minimi da coprire per ottenere le agognate stelle e pensavo che di questi l’abbattimento delle barriere architettoniche fosse tra quelli richiesti come condizione necessaria.
Alberto ha constatato ma non ne ha fatto un dramma,ha preso , penso, però atto della grande “modernità” della sua città. ( chi è che dice che Como è la porta d’Europa?)
Cesara hai toccato proprio uno degli aspetti di massima civiltà della nostra città. Più di 25 anni che si combatte (chiedere a Pia Pullici o a Carla Bignami, da sempre sulla breccia). No, da noi si fanno solo le Grandi Opere (forse).
Como-Citta’-Possibile…solo tre parole, eppure comunicano “FUTURO”
Dopotutto Como e’ stata la culla dei movimenti di architettura e dell’arte innovativa..(Marinetti & Co) .. Como non permettersi di dormire sulle glorie del passato..
Signor Alberto Bracchi …grazie, perche’ le sue proposte mi dicono di non mollare..
Una boccata d’aria fresca e’ la medicina giusta per Como.
…..Como non puo permettersi di dormire sulle glorie del passato.
Scusate la ripetizione del commento: questione di collegamenti …
Comincio la serie delle risposte a @il pedissequo:
Esempio tipico: la protesta per i parcheggi blu, a pagamento per i residenti. Innanzitutto con una massiccia campagna di comunicazione su quello che si intende fare, sulle problematiche connesse al tema, con la ferma consapevolezza che sarebbe demagogico e fuorviante chiedere la partecipazione e il consenso totale su aspetti delicatissimi affrontabili solo scientificamente (si parla di ingegneria del traffico). Però non bisogna stancarsi di spiegare (così mi porto avanti):
Il suolo pubblico è sempre più prezioso (perchè più scarso) ed è di tutti. Proviamo a considerare una famiglia con due/tre auto (magari una è un ingombrante SUV) e un anziano che gira in bicicletta o a piedi e quindi non occupa spazio. Da qui si deduce che il parcheggio libero in strada è un lusso che non possiamo più permetterci, è giusto che chi usufruisce degli spazi paghi il giusto. Non cifre esorbitanti, perchè il posto auto non è garantito, ma un abbonamento a cifre più che abbordabili. Questa è la logica semplice che sta alla base di uno degli aspetti della regolamentazione della sosta delle auto, strategica nella regolazione dei flussi di traffico. In Europa ci sono arrivati da tempo e le città sono molto più vivibili.
Si deduce che le proteste per i parcheggi blu pensati da questa ammnistrazione siano derivati dalla sensazione non di un piano organico ma da decisioni prese un po’ a caso e sicuramente senza quella campagna di informazione e comunicazione di cui parlavo prima.
@il pedissequo: vado ritroso e rispondo alla n.3 perchè tocca il tasto più delicato del tema partecipazione:
Ho cominciato nel 94 a lavorare direttamente coi bambini per progettare con loro il cortile scolastico: generavo entusiasmo, speranze, e non essendo io che potevo garantire la completa realizzazione del progetto (ma tutta una serie di attori, fra cui anche il Comune doveva fare la sua parte), a un certo punto mi attanagliava una sottile inquietudine, ‘e se poi li deludo? non posso deludere i bambini, se no non dovevo nemmeno cominciare’. Il rischio di cadere nella demagogia era ed è sempre grandissimo. Tutto sta a promettere cose semplici e realizzabili davvero con risorse limitate, e con l’entusiasmo e il lavoro delle persone, in quel caso insegnanti e genitori. Erano interventi semplici quelli ma se affrontiamo temi più complessi? Tutto sta a riferirsi con attenzione ai cinque livelli di quella scala che ho proposto prima, e parlar molto chiaro. In ogni caso difficilissimo. Forse in questo contesto il limite è davvero facilmente valicabile, tutto sta a provarci, e ad avere fiducia anche nei comaschi.
Non vorrei essere stato frainteso.
Ho letto con attenzione il programma che avete collocato sul sito di Città Possibile, e che invito a consultare per chi non lo avesse fatto, e sono certamente convinto che tu, e le persone che condividono con te questa prova d’impegno pubblico, stiate facendo un’ottima cosa.
Certamente parteciperò ad una delle riunioni pubbliche che sono previste in questa settimana e cercherò di pubblicizzarle al massimo tra le persone che conosco.
Sono infatti una delle poche occasioni di portare consenso e disponibilità a fare qualcosa di militante (mi si scusi la categoria ma non trovavo una miglior definizione) uscendo dai propri salotti.
Spero di vedere con voi molti più giovani (e per giovani intendo under 25) di quanti, di norma, si aggirano nelle riunioni del centro-sinistra lariano.
E questo fatto, pensando agli anni 70, mi mette una tristezza profonda.
L’idea che i giovani si avvicinino alla politica nel centro-destra per cercare di fare “carriera” lascia veramente senza parole.
Certo se nel centro-sinistra non trovano spazio, neppure d’espressione, sarà difficile che provino desiderio di collaborare.
L’accenno alle liste serviva a dire che esiste un notevole potenziale per un’iniziativa come quella che avete proposto e vorrei vedere un risultato importante anche nei voti reali dei cittadini.
Questo presuppone una collaborazione ed un’intelligenza politica di cui molto spesso a Como non si è avuta dimostrazione.
Tutto qui.
Vorrei pregarvi, inoltre, di non dimenticare la laicità dello stato nel momento di produrre un documento definitivo visto che a Como nessuno sembra occuparsene e viene messa in un angolo, con fastidio, dalla Margherita in particolare.
La questione del Registro delle Unioni Civili, se mai esisterà una legge nazionale per cui esso possa essere utile mi rendo conto, era solo un esempio.
Io ritengo le esperienze del cattolicesimo socialmente impegnato importantissime e degne della massima stima e collaborazione anche da parte mia, ma non riesco a tollerare le “invasioni” di campo di cielle in ogni aspetto della vita pubblica cittadina e l’attività intensissima di “agenzia di collocamento” che viene svolta, da anni, sotto traccia e pure alla luce del sole.
E’ anche una questione di metodo di governo della città : un aspetto non toccato è come far lavorare il numero molto elevato di dipendenti comunali di cui nessuno in questi anni si è occupato, eliminare il costosissimo city manager che a Como è un lusso senza senso, passare ai raggi X tutte le consulenze con l’amministrazione e lasciare in essere solo quelle che realmente svolgono attività a termine che non possono essere assunte con analoga efficacia da un dipendente comunale.
Ci vogliono risorse per motivare i dipendenti comunanali che lavorano, e ci sono usciamo dal demagogico populismo della destra, e ci sono un’enormità di sprechi nella gestione della macchina comunale (centro informatico in testa che, tra l’altro, non fornisce alcuna valida informazione ai cittadini e gestisce in modo assolutamente insufficiente il sito internet del comune).
Il comune deve sostenere dei progetti che vanno valutati prima e dopo la loro realizzazione non sostenere il reddito dei propri sostenitori politici.
Qui si ritorna al tema dell’etica in politica che deve, a mio giudizio, essere uno dei chiari elementi di discontinuità rispetto ad una gestione del potere del centro-destra che si disinteressa totalmente di quest’aspetto e la cui azione appare come l’opera di una banda di Lanzichenecchi rispetto al bilancio comunale ed alle tasche dei cittadini-contribuenti.
Per quanto riguarda la Ticosa provo dolore e vergogna nel vedere organizzata una festa con i fuochi d’artificio. Una cerimonia pubblica la comprendo si tratta, in ogni caso, di una novità per la città.
La festa ad inviti ed i fuochi d’artificio mi appaiono di una cafoneria personale ed istituzionale veramente senza pari e persino sull’Araldo molti intervistati in questi giorni non riuscivano a non sottolinearlo.
Già che siamo sul tema.
Spero che gli attuali consiglieri comunali del centro-sinistra si diano tutti insieme un pò di coraggio (magari aiutateli anche voi a darselo) e propongano un esposto alla Corte dei Conti su questa vicenda amministrativa.
Se è vero che i partecipanti alla gara erano inizialmente 8 e che tutti si sono, nel tempo, ritirati.
Se è vero che l’ultima società a ritirarsi è stata Pirelli Re che, guarda il caso, dopo ha avuto l’incarico di costruire il nuovo Ospedale.
Se è vero che l’unico partecipante rimasto ha avuta assegnata l’area con un rilancio di 100.000 euro su una base d’asta di 15 milioni di euro.
Penso esistano sufficienti elementi per sostenere il dubbio che si sia trattato di una gara e non, viceversa, di una semplice assegnazione a trattativa privata (forse troppo privata) di quest’importante affare edilizio.
In ogni caso, il dubbio che esista un notevole danno per le casse comunali non appare ingiustificato ed una visita della Guardia di Finanza ad acquisire documenti per conto della masgistratura contabile non mi sembrerebbe poi così strana.
Prima di rivedere lo stesso film, con un danno molto maggiore per le casse pubbliche, nella vendita dell’area dell’Ospedale S.Anna.
In questo caso il project del nuovo Ospedale, che anche un non addetto ai lavori comprende non sta assolutamente in piedi, prevede che la vendita del vecchio ospedale comporti un incasso, mi sembra di ricordare, di 65 milioni di euro.
Se, alla fine di tutta la sceneggiata, si incasseranno più di 35 milioni di euro vado in giro per un mese con una maglietta con scritto sopra ” Mi sono sbagliato” ma, temo, di dover continuare ad indossare quella con la scritta “Not with my money”.
@S.Just stai dando dei contributi importanti su parecchi temi. Quasi ti proporrei di lavorare con noi, anche noi abbiamo bisogno di forze fresche. Sul termine militante non mi preoccuperei, io lo uso ancora tranquillamente come sinonimo di impegno. Il nostro programma, steso un po’ di corsa e soprattutto a fini interni della coalizione, non tocca tutti i temi e va migliorato. In ogni caso sono presenti i nostri capisaldi. Quanto ai giovani è da tempo un mio sogno vederli in politica o impegnati in associazioni che non siano necessariamente quelle di volontariato cattolico. Ma seguendo in quest’ultimo anno il gruppo di giovani in cui milita (ancora il termine) anche mio figlio, continuo a percepire una profonda delusione nei confronti della sinistra dei partiti. Hanno parecchie cose da dire, si fanno sentire con manifestazioni e presidi, ma sono di fatto emarginati, e … controllati a vista dalla polizia. Ho fatto una proposta nel post specifico, ma,a parte alcune idee interessanti non mi sembra di essere riuscito a creare il contatto che auspicavo. Molti li conosco di persona, anche i famigerati writers, può darsi che qualcuno segua le nostre proposte, se non altro perchè sono un po’ più fresche e coinvolgenti e concrete rispetto a quelle dei partiti. Condivido in pieno la riflessione su laicità e cattolicesimo un po’ ‘invasivo’ da arginare, non ho difficoltà a confermare la mia posizione assolutamente laica (che tristezza Maggiolini con il caschetto!). Quanto ai retroscena delle vicende amministrative io non sono documentato, anche se le pastette e gli accordi sottobanco (io prendo questo e tu il prossimo) sono una prassi che nelle ‘torte’ dei lavori pubblici non si è ancora riusciti a scardinare. Si è già parlato di trasparenza, mi sembra assolutamente necessario che chi si propone come amministratore la persegua con determinazione, anche contro i poteri forti di CL e Company.
@Il pedissequo:
Il processo partecipato – dice Giancarlo Paba – «è un termine politico-sentimentale, un principio generale e buono, l’idea che i prodotti collettivi dell’insediamento umano nello spazio siano costruiti nel dialogo sociale, attraverso il coinvolgimento attivo degli abitanti nella trasformazione dei luoghi della comunità (…) «il mondo della partecipazione, in Italia, rimarrà un campo aperto e fluido ancora a lungo (anche se è ovviamente necessario che ogni singolo approccio consolidi i suoi metodi e aumenti il suo grado di efficienza e di efficacia)». Nei processi partecipati si deve quindi tenere alto il livello emotivo (le emozioni, individuali e collettive, non sono estranee al cambiamento sociale, e non debbono essere accantonate nella costruzione della città) e allo stesso tempo riaffermare il ruolo centrale del progetto …
Forse la risposta è proprio nel TENERE ALTO IL LIVELLO EMOTIVO
La protesta locale va indirizzata innanzitutto in termini costruttivi e propositivi sul tema locale specifico. Chi ha le capacità e le forze può passare poi a temi generali se si sono create le condizioni.
Intervengo solo per rimandare al mittente i ringraziamenti di saint just, il quale dopo averci sistematicamente attaccato qui , approfitta del mio ritiro per intervenire in modo sgradevole e disinformato.
Ho ritirato la mia candidatura per improvvisi gravi problemi familiari, se non altro per questo gradirei almeno un po’ di silenzio.. da parte di tutti . Giacche’ non mi va di fare il candidato virtuale , la mia assenza dagli incontri con le persone nell’unica fase di partecipazione di queste primarie, cioe’ in strada e nelle circoscrizioni la settimana prossima,mi ha fatto prendere questa decisione, molto sofferta.
Per fortuna ho ricevuto molte telefonate di solidarieta’ e dispiacere per la nostra uscita di scena. E’ anche vero che qualche candidato si e’ presentato 10 min dopo la mia telefonata dai miei sostenitori achiedere i miei voti, ma queste sono cose che conosco , anche se mi provocano sempre un po’ di amarezza.
Ho mandato il comunicato stampa anche al blog, ma non e’ stato pubblicato per cui lo riporto qui sotto.
“Esprimo un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno permesso con la loro firma di poter presentare la mia candidatura alle primarie. Come gia’ detta la mia presenza alla competizione , molto sofferta dall’inizio, ha assunto un intento programmatico che rappresentasse i contenuti dell’area ambientalista laica e libertaria che i Verdi rappresentano all’interno della coalizione. E’ evidentissima anche in questi giorni la nostra incessante battaglia per l’ambiente e per i diritti.
La decisione di ritirarmi e’ stata presa nelle ultimissime ore per motivi personali che non mi permetterebbero di essere presente alla fase piu’ partecipata della campagna: banchetti e incontri con le persone nelle circoscrizioni. Gli elettori hanno pieno diritto ad un confronto con la persona che chiede loro il voto, l’assenza o la delega ad altri sarebbe una presa in giro.
Assicuro tutti coloro che ci hanno dato fiducia che il lavoro continua sempre e che i Verdi saranno presenti alle prossime elezioni amministrative. Il percorso che ci portera’ alle amministrative si apre dopo le primarie con la fase de ”I Verdi ascoltano” cittadini, associazioni e movimenti, una fase di raccolta di contributi e osservazioni, di “positiva contaminazione reciproca”, di confronto sui temi per la stesura di una proposta programmatica condivisa.
Elisabetta Patelli”
Un’altra precisazione , come detto credo anche da Alberto, noi non assorbiamo nessuno e tantomeno la Citta’ possibile assorbe noi.Pur avendo conservato le caratteristiche di “movimento” (siamo nati cosi) che ci fa considerare un po’ anomali all’interno della coalizione, noi siamo un partito con le priorita’ di AMBIENTEe DIRITTI che si occupa di tantissime cose, la Citta’ possibile e ‘ un associazione ambientalista che immagino per coerenza si tradurra’ in lista civica. Abbiamo molto in comune in tema di ambiente,e personalmente ho grandissima stima per alcuni di loro, Alberto in primis. Ma tutto qui.
In conclusione(e per me lo e’ davvero) Saint Just: e’ legittimo fare propaganda sul blog, ma doveroso esser informato e soprattutto avere un po’ piu’ di rispetto per le delicate vicende umane.
Tita ti faccio tanti auguri di rapida soluzione dei tuoi problemi. Mi è dispiaciuta la tua assenza al tavolo dei candidati ieri, ma avremo modo certamente di rincontrarci più avanti. Ti ringrazio della stima e consentimi infine una piccola precisazione (non sei l’unica a definirci associazione ambientalista). Anche se ci occupiamo di ambiente (soprattutto urbano) ci teniamo a essere definiti, come cita l’art. 1 del nostro Statuto, associazione culturale ed educativa. Il progetto educativo viene prima di tutto. A presto.
FACCIO UN PO’ DI PUBBLICITA’ AGLI AMICI DELLA FIAB E DI CICLOBBY, UN PICCOLO RICHIAMO AI FIRMATARI DI “BICIAMO” … e così dovremmo entrare nella Top Ten
La bici non consuma e non produce emissioni, non ingombra e non fa
rumore: è un mezzo ecologico per definizione e ad alta efficienza
energetica. La bicicletta migliora il traffico, l’ambiente, la salute e
l’umore.
Fiab CICLOBBY onlus promuove l’uso della bici per la mobilità quotidiana e per il tempo libero.
MILANO – Fiab CICLOBBY onlus (via Borsieri 4/E – tel. 02.69311624)
http://www.ciclobby.it
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http://www.fiab-onlus.it
EUROPA – European Cyclists’ Federation (ECF)
http://www.ecf.com
Sono vivamente dispiaciuto di aver frainteso la decisione dei Verdi come una scelta politica e non come una scelta personale del loro leader locale.
Non potevo essere informato, non frequendando personalmente Elisabetta Patelli, e spero potrà accettare le mie scuse personali che sono assolutamente sentite e non di circostanza.
Il comunicato inviato al blog ritengo non sia stato pubblicato in quanto Sir Percy mi appare assente dal sito da un paio di giorni e, devo supporre, sarà probabilmente impegnato altrove.
Immagino che non mancherà di continuare a dare evidenza delle vostre iniziative come, mi sembra di vedere da frequentatore del sito, fa con tutti coloro che hanno qualche contenuto interessante da comunicare al di fuori del ristretto circuito dei media locali.
Vi ricordo che domani sera (lunedì 29 h 21) sarò, salvo imprevisti di salute, insieme agli altri candidati alla Circoscrizione 1 a Lora per rispondere alle domande del giornalista di turno e soprattutto alle vostre
Visto che ho parlato di biciclette vi invito a fare una verifica: il Comune di Como (nella persona di Manuela Pini, già coordinatrice di Agenda 21) dichiara di aver istituito l’Ufficio Biciclette così come previsto da una delle Azioni del Piano d’Azione approvato. Qualche giorno fa la stessa Manuela Pini intervistata da Espansione TV spiegava di cosa si tratta e ne parlava come di una cosa operativa. Senza nulla togliere alla buona volontà di Manuela che stimo, vorrei capire se esiste davvero e cosa fa. Proviamo a vedere?
Ieri sera eravamo alla Circoscrizione 1 a Lora. I tre candidati a rispondere alle domande del giornalista Emanuele Caso su periferie, urbanistica, traffico, giovani, paratie ecc. Sala piena ma la sensazione è che fossero tutti, più o meno, addetti ai lavori. Cittadini qualunque pochi di sicuro. La sensazione è quella ricorrente di distacco della gente dalla politica. Occorre ricreare il clima di passione, e forse gli strumenti tradizionali non sono più sufficienti. Si può provare con il tam tam via Internet, in fondo Ségolène ha vinto le primarie così, oltre che con il suo fascino e le sue idee.
Ieri sera eravamo alla Circoscrizione 1 a Lora.
Ero li pure io, ha ragione addetti ai lavori tanti, Gente pochissima.
Mi aspettavo da lei una posizione piu “incazzata” sulle paratie, lo ascoltata comunque volentieri e con interesse.
Ieri sera eravamo alla Circoscrizione 1 a Lora.
Ero li pure io, ha ragione addetti ai lavori tanti, Gente pochissima.
Mi aspettavo da lei una posizione piu “incazzata” sulle paratie, lo ascoltata comunque volentieri e con interesse.
Non so perchè mail post 75 è apparso come inviato da Anonymous.
Miracoli della tecnica
Sulle paratie Gaffuri aveva risposto in modo esauriente e preciso, io ho preferito il tono leggero, anche se avrei potuto dire che l’appalto, in fondo, si può anche fermare.
Art. 134. nuovo t.u. appalti (d.lgs. 12.4.2006 n. 163)
R e c e s s o (ex art. 122, decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999; art. 345, legge n. 2248/1865, all. F)
1. La stazione appaltante ha il diritto di recedere in qualunque tempo dal contratto previo il pagamento dei lavori eseguiti e del valore dei materiali utili esistenti in cantiere, oltre al decimo dell’importo delle opere non eseguite.
2. Il decimo dell’importo delle opere non eseguite e’ calcolato sulla differenza tra l’importo dei quattro quinti del prezzo posto a base di gara, depurato del ribasso d’asta, e l’ammontare netto dei lavori eseguiti.
3. L’esercizio del diritto di recesso e’ preceduto da formale comunicazione all’appaltatore da darsi con un preavviso non inferiore a venti giorni, decorsi i quali la stazione appaltante prende in consegna i lavori ed effettua il collaudo definitivo.
4. I materiali il cui valore e’ riconosciuto dalla stazione appaltante a norma del comma 1 sono soltanto quelli già accettati dal direttore dei lavori prima della comunicazione del preavviso di cui al comma 3.
5. La stazione appaltante può trattenere le opere provvisionali e gli impianti che non siano in tutto o in parte asportabili ove li ritenga ancora utilizzabili. In tal caso essa corrisponde all’appaltatore, per il valore delle opere e degli impianti non ammortizzato nel corso dei lavori eseguiti, un compenso da determinare nella minor somma fra il costo di costruzione e il valore delle opere e degli impianti al momento dello scioglimento del contratto.
Credo che sulle stramaledette paratie ci sarà da pedere un po di tempo perchè i problemi nn saranno solo quelli derivanti dall’annullamento dell’appalto.
Se non vado errato i finanziamenti derivano dalla legge Valtellina per intero o quasi.
Chi pagherà?
Sarà possibile limitare-rivedere l’appalto e nn perdere il finanziamneto?
@Caro Bracchi non credo proprio che la serata di Lora si stata felice. Sembrava proprio che i candidati parlassero ai candidati.
Il punto è che per motivare la gente servono stimoli veri, una capacità comunicativa che ad oggi manca al centrosinistra. Lascerei stare Segolene che pare si stia sgonfiando di suo.
Si arriva sempre alle elezioni con il fiato lungo senza aver preparato adeguatamente gli aspetti che riguardano il dato elettorale.
Colpa se vuole dell’inerzia di chi dovrebbe creare il clima e dare la carica.
Certo: non è così, come è stato fino ad oggi, che si amministra Como. Ma come? Con quale progetto? Anche qui Lei è l’unico che può spendere, sulla scia delle sue competenze anche associative un’idea comparatistica. Come vengono amministrate altre realtà nel mondo? In Europa, in Italia?
Sa cosa? Che, a parte il suo stato di salute, forse Lei poteva fare una serata – meglio se con gli altri candidati – facendo vedere diapositive, creando interesse…. Una serata diversa. Potrebbero dirLe di no? Giammai. Almeno passerebbe la noia. E magari gli addetti ai lavori….imparerebbero qualcosa.
Sulle paratie: dopo aver abbattuto la prima pietra della ticosa forse si può mettere la prima pietra delle paratie. Ma non illudiamoci. Queste opere richiedono anni per venire alla luce, mentre oggi servono risposte immediate alla vita del cittadino. Mobility manager, difensore civico per aprire il palazzo al cittadino per iniziare. E poi una città aperta…che sappia pensarsi di giorno e di notte(!). Riportare la voglia di vivere. Una città pulita e servizi adeguati. E poi affondiamo il colpo anche sulle società controllate: Acsm nella partita dell’energia subito, con fusioni e integrazioni (ricorda la Bas? Una multiutility regionale Acsm, Aem Milano, Asm Brescia, Bas).
Mi fermo. Ma credo che l’indirizzo sia chiaro.
Caro Ghino, non è stata felice nemmeno quella di ieri sera in via Grandi, almeno dal punto di vista della partecipazione (veramente pochi). D’altra parte noi siamo stati al gioco di chi ha oganizzato le serate di confronto. E’ quasi inevitabile che ci parliamo soprattutto fra di noi, d’altra parte serve anche questo per portare ricchezza alla coalizione. Riprendo più tardi …
@ghino l’indirizzo è chiarissimo e condivisibile: In questo momento mi sento ‘invischiato’ in questo meccanismo delle primarie che mi sembra stia generando davvero scarsi entusiasmi. Mi auguro di sbagliarmi. Le modalità nostre sono davvero diverse: tra l’altro avevamo pensato di proporre all”establishment’ del centrosinistra una sorta di giornata full immersion, magari in Ticosa all’edificio a shed, in cui far girare filmati, diapositive, vedere materiali, parlare. Ormai non siamo in tempo per organizzarlo come si deve e ci limitiamo a finire le serate nelle circoscrizioni. Domenica si vota e vedremo come va. Poi, intanto che inizia la ‘fabbrica del programma in salsa comasca’, come dice Gaffuri, rilanceremo con una proposta di incontro/assemblea, magari di una giornata intera, un sabato, a cui inviteremo tutti i fimatari, i simpatizzanti ecc. e lì potremo vedere un po’ di immagini
Pensare di smettere di incassare emolumenti pubblici a vario titolo non appartiene all’orizzonte personale di Gaffuri?
Non so come mai questo commento (di Ghino) è arrivato solo sulla mia casella e non sul post.
@Bracchi ti aspetto. Senza sospetto: quanti voti pensi di prendere alle primarie? Secondo: cosa pensi davvero della candidatura Gaffuri? Capisco che Spallino ti sostenga: più c’e’ animazione nel csx più lui può pensare di correre con area2010 e avere possibilità sull’onda di un consenso che sommi le due forze. Pero’ il punto rimane che bisogna incidere fortemente sulle politiche fin qui seguite per dare risposte alla gente. Innovare metodo e metterci uno spirito che dia la voglia di tornare a partecipare e dibattere. Ti ricordo inoltre che la lombardia è la terra del volontariato. Con tutte le associazioni che ci sono. Un record. E allora: possibile che tutta questa energia non passi dal pre-politico al politico? Che le istanze reali delle gente non entrino nel dibattito? Qui urgono risposte!!! A dopo. Ormai è una chat
Quanti voti? Non ho idea, posso dirti che mi piacerebbe superassero i 280 delle firme, con magari qualche aggiunta dei voti verdi, più quelli degli amici del passaparola, più quelli del tam tam via internet (chi lo sa). Insomma, mi riterrei molto soddisfatto se fossero 500 su 2000, sarebbe un trionfo se fossero 1 meno di Gaffuri … Perchè in fondo credo che un candidato di centrosinistra-centro come Gaffuri potrebbe avere molte più possibilità di me di sconfiggere Bruni. Mi sembra serio, preparato e in ascesa, come lui stesso dice. Quanto a Lorenzo (Spallino) sono convinto che aldilà dei calcoli politici mi sostenga (forse non è la parola giusta) perchè ci crede davvero essendo stato molto dentro i nostri temi. Sulle associazioni devo ammetttere una colpa: avremmo dovuto coinvolgerle forse prima di decidere la candidatura, per dar loro voce anche in questa fase. Ma speriamo di recuperare. Forse le tue domande meritano risposte più articolate, ma sto cercando di recuperare qualcosa anche sul lavoro. Mi rendo conto che il balletto dei quanti voti è un po’ ridicolo …
@82: specificare quali emolumenti. Mi pare un’accusa generica e poco argomentata. Inoltre di sicuro allo stato delle cose chi incassa emolumenti è il Sindaco Bruni. Che guarda caso ha nominato Bordoli presidente di Acsm e dal quale Bordoli ha ricevuto diversi incarichi…devo richiamare i posts sull’argomento? O forse non basta? A breve avrete anche l’elenco delle consulenze di Ascm…e poi ridiamo sugli emolumenti.
Amico mio, lascia perdere. Le cose che scrivete tu e i tuoi amici sono vere, quelle che dicono gli altri no? Naturalmente Gaffuri è così filantropo che in Regione ci va gratis….
@86 appunto: Gaffuri è stato eletto. Come Bruni. Ma non mi risulta che le due figure abbiano gli stessi poteri. Mai pensato di avere la verità in tasca. Ma sui documenti io vado avanti. Provando fino in fondo come stanno le cose. Oppure qualcuno vuole ancora negare l’esistenza dello studio BGP (http://www.studiobgp.it/)? E se poi scopriamo che alcuni dello studio hanno consulenze che vengono da società partecipate dal Comune io che debbo pensare?
Allora dimostrami lo stesso su Gaffuri
IO NON LASCIO PERDERE
Per favore non cadiamo nel pantano delle accuse generiche e qualunquiste. D’accordo con Ghino
Per i miei problemi di salute non ho potuto andare all’incontro di stasera 31 gen a Sagnino e mi scuso con chi voleva conoscermi di persona. A parlare dei nostri temi c’era comunque Alberto Terzi. Sarò domani giovedì ad Albate.
Chi c’era ierei sera ad Albate? Mi è sembrata finalmente una serata viva e partecipata. Sarà merito del quartiere o del fatto che da lì viene Gaffuri ma in ogni caso è stato un bel dibattito.
I temi della Città Possibile pare che siano entrati a pieno titolo nel programma del centrosinistra. Da lunedì in poi mi auguro che si possa lavorare al programma sostenendo in pieno il candidato che esce vincitore dalle primarie.
«Una gaffe tremenda, che mi ha fatto infuriare. Anche se devo ancora scoprire i responsabili». Non solo di candidature si è occupata ieri Elena Galbiati. Il presidente di Area 2010, infatti, ha dovuto gestire un vorticoso giro di e-mail che sotto l’intestazione news@Area2010 pubblicizzavano le uscite pubbliche del candidato della Città possibile alle primarie di centrosinistra, Alberto Bracchi.
«Appena ho scoperto la cosa – dice la Galbiati – ho letteralmente perso le staffe, anche perché non è la prima volta che qualcuno associa la candidatura di Bracchi ad Area2010. Spero si tratti di un errore, ma ho intimato alla Città possibile di eliminare ogni equivoco e non ho ottenuto risposta. Aspetto fiduciosa una risposta da Bracchi, altrimenti dovrò inviargli una copia del galateo».
“HO INTIMATO …. IL GALATEO ….” MA QUANTO NERVOSISMO SIGNORA.
IN OGNI CASO CONFERMO: CON AREA 2010 NON HO NIENTE A CHE FARE. IL MIO NOME VUOL DIRE LA CITTA’ POSSIBILE
eh eh
si inizia a respirare la tensione, bello immaginarla sempre sereno con il sorriso sulle labbra, servirebbe parecchio a questa città di fretta e furia! e trovo che sia molto positivo questo nervosismo da parte degli avversari di area 2010 nei suoi confronti, vuol dire che sentono la sua presenza! Forza Alberto, speriamo in queste primarie!
Io sento l’esigenza di veder andare “al potere” gente che “del potere” ne faccia un uso tecnico, mirato alla acquisizione delle reali esigenze, della città e del tessuto che ci sta attorno, capace di generare un’idea di intervento progressivo e condiviso , anche a lungo termine. Capace di passare di mano in mano, ma sempre condiviso. Competenza, dote priva di colore capace di lasciare, lei sì, un segno politico indelebile. Sotto questa bandiera dovrebbero confluire “teste” anche ideologicamente diverse, ma accomunate dall’obiettivo nobile di passare ai fatti, perchè di parole ne si ha piene le tasche. E ce n’è di persone qualificate, ma lo strazio della politica vuole che stiano sotto le proprie bandiere. Ma non abbiamo già una realtà abbastanza schifosetta? Mi sembra di vedere la solita tiritera, mi sembra di capire che per governare si vada a pescare nel catino sbagliato. Nel solito catino, c’è solo quello lì.
Sono, siamo, stati al gioco, quello delle primarie della coalizione di centrosinistra.
Ho voluto vedere com’era, se poteva essere quel momento di entusiasmo collettivo in cui ognuno esce dal suo piccolo ghetto partitico e si apre alla discussione.
L’obiettivo grande e comune, quello di mandare a casa Bruni, doveva far sì che si creasse questa nuova passione.
La ‘campagna elettorale’ delle primarie si è svolta nei cinque incontri nei ‘quartieri della periferia comasca’. Ad Albate è andata molto bene, parliamo di partecipazione. Poi segue Lora. Probabilmente in queste due circoscrizioni il lavoro della Margherita ha dato i suoi frutti. Negli altri incontri, in via Grandi, a Sagnino, e infine in via Lissi a Rebbio, si può parlare di forte delusione, se non di fallimento. La gente non ha partecipato, pochi addetti ai lavori, nemmeno i giornalisti presenti. Qualcosa sui media è uscito, con la solita tendenza a fare un po’ di ’scandalismo’ spicciolo. La mia impressione netta è che il carrozzone dell’Ulivo si sia mosso fin dall’inizio per spingere Luca Gaffuri a dichiararsi da subito come il vero contendente di Bruni. E può anche andare, Luca è persona onesta e preparata, si è puntato subito su di lui.
Mi vien da pensare che un po’ di pepe, o di aria fresca come qualcuno ha commentato, su queste primarie l’abbiamo messa davvero noi della Città Possibile, con la passione di chi senza apparati di partito ha raccolto le firme e distribuito i volantini, il programma e la cartolina. Chi ha partecipato agli incontri avrà notato che avevamo sempre con noi i materiali di documentazione delle cose fatte, cartelloni, libri, opuscoli, CD: fa parte del nostro metodo, far vedere che si può, che è già stato fatto qualcosa nemmeno troppo lontano da qui.
Non resta che andare a votare, sperando sempre che la sinistra riesca a respirare davvero un po’ di aria fresca. E da lunedì tutti uniti per l’obiettivo comune.
Giusto. Domani a votare: che non si dica che siamo 4 gatti!
@Breva sono profondamente d’accordo ” ……. capace di generare un’idea di intervento progressivo e condiviso , anche a lungo termine. Capace di passare di mano in mano, ma sempre condiviso ….” E’ quello che io chiamo ‘progetto di grande respiro culturale’.
Sei tra quei 244 che mi hanno votato? Grazie, puoi seguirci sul nostro sito, ti terremo informato delle prossime iniziative.
VOTI = VOLTI
“La breve ma intensa esperienza della città possibile alle primarie del centrosinistra ha aperto nuovi spiragli al modo di fare politica per la città. Si è percepito, negli attestati di stima e nel passaparola, un forte desiderio di cambiamento che si è tradotto, a partire dai rinnovati entusiasmi del gruppo promotore, in un consistente numero di firme per la mia candidatura e in un
altrettanto significativo numero di voti. Tutto ciò in pochissimo tempo e senza apparati e risorse di partito da mettere in gioco. Su questi 244 voti mi piace pensare che siano ‘voti in più’ e non voti sottratti agli altri candidati. Voti di partecipazione, spero embrione di una piccola vera rivoluzione. Nel ringraziare chi mi ha votato mi auguro che buona parte di questi voti diventino volti di persone disponibili, a vario titolo, a partecipare alla crescita dell’associazione e alla ulteriore diffusione dei nostri temi e del metodo partecipato. Conclusa questa esperienza non si chiude però il nostro impegno perché questa città volti pagina. Daremo il nostro contributo alla stesura del programma di Luca Gaffuri, a cui diamo il merito di essere partito con il piede giusto, con la netta affermazione alle primarie, per contrastare i poteri forti che stanno affossando la nostra città. Da parte nostra rilanceremo anche, a breve, con un incontro aperto a tutti per vedere, attraverso immagini e suoni, come si può fare a cambiare la città. Grazie ancora a tutti e a presto!”
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