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May 19, 2012, 8:02 am

Confronti Elezioni 2007: Primarie – Alberto Bracchi – Como Città Possibile

Iniziamo la serie dei confronti, con i candidati alle primarie dell’Ulivo, incominciamo con Alberto Bracchi – Como Città Possible ,  che mi ha inviato un suo scritto di presentazione, se avete domande, fatele, è un’occasione.
SPB
__________________________

Qualcuno ha chiesto il curriculum. Giusto presentarsi, almeno per l’esperienza in campo politico sociale.

Siamo ai primi anni settanta quando, studenti di architettura (c’erano anche gli amici Dario Valli, oggi Area 2010, e Gianluigi Fammartino, il più combattivo consigliere comunale che abbia mai avuto Como), denunciamo, con la mostra ‘Como, diritto alla città’, l’impoverimento del centro storico dovuto alla terziarizzazione imperante. Ricordo un duro, quanto franco, confronto con l’allora sindaco Spallino.

Gli anni successivi passano ad imparare il mestiere di architetto fino al 1990, in cui emerge l’anima ambientalista che trova sbocco nell’appassionante quanto misconosciuto lavoro con gli amici Verdi Arcobaleno. E’ di quegli anni la partecipazione a diverse commissioni, fra cui l’Urbanistica in Comune di Como, in cui si discuteva, e si proponeva, rispetto al destino di aree come la Ticosa o il San Martino. O della tanto sospirata metropolitana leggera.

Nonostante siano passati gli anni e siano nati i ‘Dadoni’ è ancora fresco il ricordo del lavoro (del gruppo trasversale) sui progetti Adamoli sulle aree dismesse, che si scontrerà con il muro dell’appena insediata amministrazione Botta. Poi, nel 94, dal gruppo dei verdi, nascono in contemporanea Paco e ‘la città possibile’, esperienze nuove e trasversali, che parlano di ambiente e di città e di persone.

Inizia il lavoro coi bambini, nelle scuole e nelle strade, grandi maestri i bambini. Si sperimentano percorsi partecipati sui cortili scolastici, sui percorsi casa-scuola, con i bambini, gli insegnanti, i genitori. Con successi e insuccessi. Poi la formazione ad amministratori, tecnici, operatori sociali, educatori. Incontri, dibattiti, serate, convegni.

La città possibile non si ferma a Como, è in tutta Italia e all’estero, Un lavoro di 12 anni appassionante. Di tutto ciò a Como si vede forse poco: giusto il Ponte dei Bottini e il Parco della Valle del Cosia, il nostro lavoro più bello; qualche area scolastica, il bellissimo laboratorio/simulazione su via Giussani nel 97 e nel 98.

E’ giusto e importante, oggi, trasferire l’esperienza, soprattutto in questa città senza fiato e senza idee, che si sta buttando via.

Questo sento di poter mettere in campo. Perché nella partecipazione alla costruzione della città le persone ritrovino il sorriso che scaccia la paura di una Como che cambia, e si riempie sempre più di volti multicolori. Per non vedere mai più ‘il sorrisino dietro la finestra’ di chi non vuole assumersi le proprie responsabilità davanti al ferimento gratuito di un ragazzo di 18 anni.

Alberto Bracchi


Confronti Elezioni 2007: Primarie – Alberto Bracchi – Como Città Possibile

98 Comments

  1. Ulisse scrive:

    Da quello che ho capito leggendo la presentazione nel vostro programma c’è grande attenzione verso l’ambiente e la città, il che dopo il degrado di quest’ultimo decennio (e forse anche più), soprattutto delle periferie è già tanto.
    Vorrei però conoscere la vostra posizione su altri temi scottanti come ad esempio il traffico, la crisi del tessile, il caro-casa e non ultimi i temi sociali che vanno dai servizi sociali perennemente inadeguati ad affrontare la domanda di assistenza fino ad arrivare alle unioni cvili o di fatto.
    Sono tanti temi però non c’è bisogno che risponda subito su tutto, lo faccia un po’ per volta se preferisce :-)

  2. alberto bracchi scrive:

    Grazie Ulisse di aver rotto il ghiaccio. Dovrò essere sintetico per il momento, ci sarà tempo per approfondire.

    TRAFFICO, dato di partenza: l’èincremento delle auto circolanti è pari a circa il 3% annuo, con il più alto tasso (riferito a tutta l’area pedemontana del cosiddetto triangolo industriale) di motorizzazione privata d’Europa. Data l’esiguità degli spazi in cui viviamo l’equazione è semplice. Per rielencare brevemente i problemi: aria irrespirabile, spazio e tempo consumati in modo esasperante, ma soprattutto vite umane quotidianamente sacrificate sulle strade. Le soluzioni possono/devono essere molteplici ma si dve partire da un assunto ben preciso: favorire decisamente il trasporto pubblico e la mobilità dolce in alternativa al trasporto privato. In brevissima sintesi:
    1- potenziare in modo massiccio il trasporto pubblico locale (metrotranvia, 15 anni che se ne parla, l’unica vera grande opera che serve, corsie preferenziali dei bus, integrazioni/agevolazioni tariffarie, trasporto a chiamata). Il TPL deve diventare efficiente e confortevole, su straada e via lago.
    2- Favorire la difusione di modalità di spostamento dolci, biciclette innanzitutto, creando una rete continua e protetta di percorsi ciclabili
    3- Rendere più sicuri e gradevoli gli spostamenti a piedi, in particolare per i tragitti casa-scuola (avete notato come a scuole chiuse le code diminuiscano?), con interventi diffusi di Moderazione del Traffico.
    4- Agire sul sistema della sosta potenziando i parcheggi di corona per l’interscambio con altri mezzi (treno-bici-bus): in centro va garantita la sosta dei residenti e la sosta operativa veloce a rotazione strettamente necessaria.
    5- Incentivare sistemi di uso collettivo dell’auto privata (car sharing, car pooling, taxi collettivi) che oltretutto possono creare momenti di socializzazione …
    6- Per quanto riguarda il traffico merci si passa a discorsi più complessi che riguardano la logistica, i centri di stoccaggio e i nodi di interscambio ferro-gomma (si sa che in Italia le merci viaggiano quasi esclusivamente su gomma).
    QUESTO IN VIA GENERALE. A COMO:
    Prendo dalle priorità scaturite dal lavoro del Gruppo Mobilità e Trasporti di Agenda 21:
    1 – realizzazione della metrotranvia leggera nell’area metropolitana Como-Cantù-Olgiate;
    2 – istituzione, come la legge prevede, della figura del Mobility Manager;
    3 - istituzione dell’Ufficio Biciclette che avvii la politica di incentivi per l’uso della bici.
    POI, DI SEGUITO: aggiornamento del Piano del Traffico e del Piano Parcheggi, che sono strumenti di breve durata, per arrivare ad estendere in modo massiccio e organico gli interventi di Moderazione del Traffico.
    Questo lo schema operativo generale. A volte, per fare una corsia ciclabile, basta un po’ di vernice, a costi irrisori. Però bisogna volerlo fare … e il tutto va condito con una grande dose di COMUNICAZIONE (di quella seria ed efficiente) in modo da evitare le farse come quella recente sui trasporti pubblici.

  3. ?!? scrive:

    Concordo pienamente con i suoi presupposti, anche se in tutto questo bel discorso bisogna tener conto dell’educazione dei cittadini, e forse puntare ad una nuova sensibilizzazione civile. Il sistema che lei descrive funziona già molto bene nel Nord Europa, nelle principali metropoli europee fino alla vicina Svizzera, purtroppo noi italiani, noi comaschi, facciamo spesso fatica a guardare oltre il nostro naso.
    Praticamente la sua proposta consisterebbe in un’efficiente sistema di trasporti pubblici, sia nella micro particolare (collegamenti interni città-periferie) che nel macro globale (como come nodo di un’utenza pendolare e frontaliera), che putroppo a Como manca palesemente, oltre alla chiara sensibilità intellettuale di porre dei limiti ai propri singoli comodi.
    E’ evidente che finche avremo un Sindaco che non ha idea di cosa vuol dire prendere un autobus, e gira per il centro storico con un suv non ci sono molte speranze di vedere progressi.
    Una domanda, ho sempre sentito parlare del progetto della metropolitana leggera, in cosa consiste praticamente, pensa potrebbe essere applicabile?

    un cordiale saluto e tanta stima

  4. alberto bracchi scrive:

    @?!? “… educazione dei cittadini, e forse puntare ad una nuova sensibilizzazione civile…” è proprio il nostro compito principale come associazione (Art.1 la città possibile è un’associazione culturale ed educativa … ). la cultura del nordeuropa che da noi manca.
    La metrotranvia leggera: un tram veloce in superficie, ad alta frequenza, che colleghi Como città (le due stazioni) con le periferie fino a diramarsi a Cantù e a Olgiate. Diversi progetti abbiamo visto passare, a partire da quello delle Nord degli anni 90. Questa ipotesi è la più realistica.

  5. Anonimo scrive:

    Come stanno andando le firme? Ce la fate ad arrivare a 250?

  6. Lillo scrive:

    Utilizzo un copia ed incolla da un precedente post e prego di esprimere un’opinione od una proposta politica sui seguenti :

    * Urbanistica : cosa fare per far emergere soluzioni che non completino solo l’opera di cementificazione posta in essere nel corso di questi anni.
    * Periferie : quali interventi per evitare l’aggravarsi del disagio giovanile e l’abbandono e degrado delle periferie stesse.
    * Etica nella politica : se venite eletti quelli che vi hanno aiutato saranno amici da ricompensare con una carica pubblica od un incarico di consulenza del Comune ? Oppure saranno semplici conoscenti da ringraziare con l’offerta di una cena a vostre spese ?
    * Etica nella politica (2) : avete intenzione di fare solo il sindaco di Como od intendete proseguire a svolgere la vostra attività professionale durante l’incarico pubblico ? In questo secondo caso quali accorgimenti prenderete per evitare il possibile conflitto d’interessi ?
    * Etica nella politica (3) : quali saranno i criteri che verranno adottato per selezionare i candidati ai consigli d’amministrazione a controllo, o partecipazione comunale ?
    * Registro delle Unioni Civili : introdurrete questo registro al Comune di Como ?
    * Siete favorevoli ai “grandi eventi (mostre, notte bianca) ?

    Grazie, leggerò con attenzione le risposte, e mi auguro, in ogni caso, di vederti partecipare a queste “primarie” nonostante un regolamento fai-da-te (locale) che fa comprendere il timore dei partiti verso qualsiasi espressione o persona che si muova autonomamente ed un pò fuori dagli schemi.

  7. breva scrive:

    Ciao Bracchi, auguri di pronta guarigione.
    Ti scrivo dal Lago, realtà che potrebbe contribuire “un pò” nello snellimento del traffico.
    Sono molti gli studenti e i lavoratori che quotidianamente devono raggiungere la città, alcuni si fermano, altri hanno solo la necessità di attraversarla.
    Conosciamo credo tutti i “nodi” Villa Olmo, via Torno e zone limitrofe interessate.
    A volte, scene dell’altro mondo…
    Sappiamo anche che il trasporto via acqua è pressochè inesistente, che la Navigazione è un filino in rosso di cassa.I bus se la cavicchiano, ma se c’è coda, se la fanno pure loro, con i disagi che possiamo immaginare.
    Domanda:il trasporto via acqua, se combinato con i bus, magari con abbonamenti mensili/annuali sopportabili per l’utente e con decente introito per chi offre il servizio, è possibile nella Como del 2000? E’ possibile aumentare le corse dei battelli? Se l’utente viene messo davanti al fatto certo di avere un ragionevole risparmio, un servizio “almeno decente” e puntuale nell’orario, insomma viene stimolato nei punti giusti, vuoi che non ci pensi? Potrebbe essere utile uno studio in tal senso. Peccato avere un Lago, ed usarlo solo per il Persico.
    Ciao.

  8. alberto bracchi scrive:

    Ragazzi andiamo in ordine: ci sono alcuni temi di carattere generale su cui posso esprimere la mia opinione ma che non riguardano (o solo in parte) il lavoro di amministratore di una città: crisi del tessile, problemi sociali di larga scala o unioni civili. Credo che vadano affrontati a un livello superiore, non escludo un parere ma preferisco parlare della città. Sui quesiti posti da Lillo posso accennare qulche risposta, cominciando dalle domande ‘etiche’ che sono facili:
    Etica1: una bella cena sicuramente con buona musica
    Etica2: non potrei abbandonare la mia professione di architetto, mi appassiona troppo oltre che darmi da vivere, e mi consente, dato che lavoro al 90% nel pubblico, di vedere realizzate le cose per cui mi batto e che riguardano la qualità urbana. Quanto al conflitto d’interessi non avendo in 30 anni ricevuto nemmeno un incarico dal comune di Como e avendo lavorato pochissimo anche con privati non ho difficoltà a continuare così.
    Etica3: i criteri per i candidati per i consigli d’Amministrazione: competenza, serietà, onestà.

  9. alberto bracchi scrive:

    Grandi eventi: posso essere favorevole se sono un’occasione una tantum, se diventano l’unico modo di fare cultura dimostrano una povertà di idee allarmante. Si cerca l’effetto, la quantità e l’eccesso spesso a scapito della qualità. Un paio di anni fa sono stato a Praga: per la strada dei giovani, o anche signore anziane, distribuivano piccole locandine degli spettacoli della sera, diffusi in tanti piccoli teatrini. Una cultura diffusa di altissimo livello, senza fuochi d’artificio, senza mega ingorghi di auto, in cui piccole compagnie di giovani e meno giovani potevano esprimersi. A Como ci sono tantissimi giovani che non hanno possibilità di esprimersi. Per me il momento artistico più alto di questi ultimi tempi è il Magritte in Ticosa che piange sangue.

  10. Leinonsachisonoio scrive:

    Salve Bracchi,
    io vorrei porle due domande in una.
    Le paratie:
    Ritiene che sia un’opera salvivica per le esondazioni?
    Diversamente come si puo fermare l’ “opera” in corso?

  11. alberto bracchi scrive:

    Le paratie sono un’opera inutile e dannosa che metterà in ginocchio la città. Ma sono andate avanti perchè bisogna spendere i soldi della legge Valtellina. Molti studi l’hanno dimostrato, basterebbe un’attenta gestione delle acque alle dighe di Olginate a scongiurare le sempre più rare esondazioni.
    Sì invece alla riqualificazione del lungolago, in evidente affanno, ma senza faraoniche opere idrauliche. Quanto alla possibilità di fermare un’opera già appaltata, tutto si può, vedi il Ponte sullo Stretto. Si perderanno i finanziamenti e si pagherà la penale, ma sarà un danno minore.
    Ma non vorrei passare per il ’solito ambientalista che dice di no a tutto’, per cui faccio una proposta: una bella variante che stralcia le opere idrauliche ‘antiesondazione’ lasciando quelle che riguardano il verde e la nuova passeggiata. Ci vuole una bella mobilitazione, ma leggo già oggi sul giornale che il malcontento serpeggia tra i commercianti.
    Consentitemi di finire con un’immagine romantica: chi tra noi da bambino non è rimasto affascinato dal lago in piazza? Sono quegli eventi eccezionali, come la neve, che rendono la città affascinante e per una volta diversa, niente auto, silenzio, bambini che giocano. E in fondo i disagi si superano in fretta …

  12. alberto bracchi scrive:

    Per finire la giornata alcuni flash:
    - Istituirei il registro delle unioni civili
    - Salverei l’edificio a Shed della Ticosa anche perchè, oltre che bello, è stato recentemente ristrutturato con un investimento rilevante (altra mobilitazione da preparare).

    Rimangono per domani … Urbanistica, Periferie, Caro casa, trasporto via lago … Roba da niente.

    Per ora vi ringrazio tutti e vi auguro buona notte

    PS: ce la faremo a raccogliere le firme? mah, sembra che gli amici abitino tutti fuori Como….. Andate al Punto Einaudi !!!

  13. l'antipatico scrive:

    Caro Bracchi, le sue soluzioni ai tanti problemi sono sicuramente affascinanti e suggestive. Mi piacerebbe poterla appoggiare alle prossime elezioni! Però non ho capito una cosa: la Città possibile non vedeva tra i membri anche Lorenzo Spallino? Sarebbe stato bello vedervi insieme nella campagna elettorale! Invece sembra definitivo lo spostamento di Spallino in Area 2010, insieme a (!!!!!!) mezza Forza Italia…Che peccato. Saluti.

  14. alberto bracchi scrive:

    Lorenzo Spallino, oltre che un amico (abbiamo fatto anche regate insieme), è stato per quattro anni presidente dell’associazione e ha avuto il grande merito di farci fare il salto di qualità con il sito Internet. Poi, con la presidenza di Angelo Vavassori, si è ritirato in parte dall’attività, continuando però a gestire il sito. Lorenzo, si sa, col nome che porta viene da una cultura e una tradizione politica importanti e diverse dalla mia. Ciononostante ci siamo sempre trovati d’accordo sui temi e sui modi che riguardano l’amministrazione di una città. Quanto ad Area 2010, per quanto ne capisca, la vedo come un’operazione politico/culturale di tipo trasversale, alla quale lascerei il tempo di esprimersi. Mi danno fastidio i continui commenti, ipotesi, illazioni su cosa faranno Taborelli e soci. Quello che conta sono le idee e i programmi, e il metodo per portarli avanti.

  15. alberto bracchi scrive:

    “La vicenda della Ticosa è il paradigma dell’implosione della città. L’acquisizione pubblica nel 1980 è l’ultimo atto di coraggio. Si era capito che – con la crisi della seta – servivano nuovi spazi per l’innovazione, per l’impresa, per i giovani. La vendita è la resa, e soprattutto una gigantesca occasione persa”.
    Questo dice il collega Ado Franchini (siamo stati entrambi allievi di Enrico Mantero)
    “Il primo sogno che cerchiamo di realizzare con Sviluppo Como è un ‘parco scientifico tecnologico’, per dare casa alle nuove energie imprenditoriali che esistono e possono moltiplicarsi sul nostro territorio … abbiamo presentato al Comune di Lomazzo il Piano Integrato di intervento per il recupero dello storico ex cotonificio Somaini …”
    Questo dice Paolo De Santis ieri su La Provincia.
    Due più due fa quattro … le vere novità non vanno in TICOSA, vanno a LOMAZZO

  16. Anonimo scrive:

    Bracchi,
    tra gli interventi per la viabilità non ho visto un accenno alle moto.
    L’uso della moto è un toccasana. La moto inquina un po’, inevitabilmente, ma il tempo di trasferimento da casa al lavoro in moto è un quarto o un quinto che in macchina.
    Quindi l’inquinamento è un quarto o un quinto di quello di una macchina (ancora meno in realtà, viste le cilindrate). Il che non è poco se si considerano le polemiche sull’effetiva validità dei sistemi Euro 4, ecc. e l’uso di auto di cilindrate assurdamente alte.
    Inoltre l’uso della moto, emblema e vessillo di libertà, assicura il rispetto di un diritto individuale – in questo caso alla mobilità – che in generale la sinistra deve imparare a valutare. So che la sinistra che tu rappresenti, a differenza di quelle storiche, è una sinistra che riconosce il valore della libertà individuale e questo – ti suggerisco – dovrebbe diventare uno dei tuoi cavalli di battaglia, per far superare l’atavica diffidenza nei confronti di una sinistra massificatrice e dirigista. Sarebbe un peccato lasciare agli anarco-capitalisti della destra la rappresentanza della libertà (in quel caso indiscriminata e scusa per avvallare un assoluto laissez-faire e, alla fine, l’interesse personale dei capi di quei movimenti).

    Ti suggerisco quindi:
    - Misure forti a favore dell’uso della moto e della sicurezza in moto, per il molto ridotto livello di inquinamento di questi mezzi e a sostegno del valore ideologico di una mobilità individuale di basso impatto.
    - Misure restrittive potrebbero invece riguardare le moto a due tempi, inutili residui di un’éra che dovrebbe ormai essere tramontata, vietate da decenni in molti paesi.

    Se vuoi delle idee più precise in questo senso considerami un collaboratore. L’idea potrebbe essere quella di “Como, una città a misura di due ruote”, dove per due ruote si intende bicicletta e moto.

  17. Anonimo scrive:

    Caro Alberto

    Sei una persona degna di stima,serio e disinteressato.
    Non mollare.
    Questa città “melmosa” ha bisogno di gente come te.Di persone che lavorano per gli altri e non per interessi personali vendendosi al compromesso.

    Tanti auguri e rimani sempre te stesso.

  18. Anonimo scrive:

    Caro Alberto Bracchi

    Sei una persona degna di stima,serio e disinteressato.
    Non mollare.
    Questa città “melmosa” ha bisogno di gente come te.Di persone che lavorano per gli altri e non per interessi personali vendendosi al compromesso.

    Tanti auguri e rimani sempre te stesso.

  19. alberto bracchi scrive:

    Anonimo motociclista, hai ragione, non ho accennato alle due ruote motorizzate. Sappiamo bene che la moto è sì vessillo di libertà ma troppo spesso anche causa di morte. Sarà per l’esagerata potenza dei motori, o per la voglia di correre (quanti morti sulla Regina!). in ogni caso hai ragione per “Como città a misura di due ruote” senza eccezioni (anche monopattini e roller, non scherzo). In ogni caso vedo bene la possibilità di usare le due ruote leggere, ovviamente non inquinanti, come i motorini, per gli spostamenti in città. Le moto di potenza superiore le vedo più sulle strade extraurbane, ovviamente con una politica intransigente a favore della sicurezza. Accetto la tua proposta di collaborare, se vuoi mandami proposte più articolate. La mia mail: alberto.bracchi07@libero.it.

  20. subliminalpop scrive:

    Bene, bene, questo post e relativi scambi di commenti mi piace…

  21. alberto bracchi scrive:

    Devo ancora trattare parecchi temi importanti, ma consentitemi un accenno sul metodo. Fra le nostre parole chiave ci sono “cittadinanza attiva e partecipazione”: molti si chiederanno in pratica cosa vuol dire.
    ” …partecipazione – dice Giancarlo Paba – è un termine politico-sentimentale, un principio generale e buono, l’idea che i prodotti collettivi dell’insediamento umano nello spazio siano costruiti nel dialogo sociale, attraverso il coinvolgimento attivo degli abitanti nella trasformazione dei luoghi della comunità (…)”. Questa definizione mi piace molto e mi fa pensare (l’esperienza lo conferma) che nei processi partecipati si deve sempre tenere alto il livello emotivo (le emozioni, individuali e collettive, non sono estranee al cambiamento sociale, e non debbono essere accantonate nella costruzione della città) e allo stesso tempo riaffermare il ruolo centrale del progetto …
    La definizione generale di partecipazione non entra nel merito della qualità del processo di relazione. Partecipare può voler dire molte cose per persone diverse: essere al corrente dei problemi del quartiere o della città in cui si vive, votare alle elezioni o ai referendum, rispondere ai questionari o partecipare ad assemblee informative, fare parte di associazioni che si occupano di temi urbanistici o ambientali, ricoprire ruoli di responsabilità nella produzione di conoscenze o di decisioni. Tutte queste sono forme di partecipazione, alcune attive, alcune passive e a diverso grado d’intensità e svolgimento. Esse determineranno le caratteristiche, il grado di applicabilità, gli esiti delle trasformazioni.
    Mi vien da dire: anche questo blog è una forma di partecipazione.

  22. alberto bracchi scrive:

    @BREVA (ah, che brezza meravigliosa, e quante regate!). Hai già accennato tu alle difficoltà economiche della Navigazione. In effetti il trasporto su acqua è molto costoso in sè, per via soprattutto del personale necessario. La Navigazione ha effettuato importanti tagli sulle corse dei pendolari andando a privilegiare il trasporto turistico. Sembrerebbe possibile dunque per il TPL solamente un potenziamento del tratto Cernobbio/Tavernola – Como, con incremento delle corse (ogni 20″ forse è possibile) e ovviamente con un grosso investimento per il potenziamento del parcheggio di interscambio di Tavernola. Sappiamo che il nodo in questione è strategico perchè raccoglie sia i flussi del lago che quelli della Svizzera attraverso la Val Breggia. Per servire anche parte dei flussi di centro lago potrebbe forse essere utile qualche collegamento in più, con navi veloci, con Argegno (e quindi la Val d’Intelvi).
    Tornando a terra, la tanto agognata sistemazione (e messa in sicurezza) della via Regina potrebbe contribuire a migliorare un po’ il servizio per i pendolari (penso soprattutto agli studenti che sono costretti ad orari antelucani). Resta sempre il nodo del Borgovico…

  23. Von Bulow scrive:

    Caro Bracchi,

    per il Suo impegno elettorale di potenziamento MASSICCIO del TPL (con metrotranvia)
    ci presenta un,sia pur breve e succinto, piano di investimenti e di spese correnti necessari per relizzare gli obiettivi da Lei dichiarati,compatibile con le risorse disponibili e con la struttura del bilancio comunale?
    Grazie.

  24. @Von Bullow, non è per anticipare Bracchi, ma come fa risponderti se il bilancio comunale dettagliato, non è disponibile… per esempio un impegno che io chiedo a Bracchi è la trasparenza degli atti comunali, mettendoli online, delibere, verbali, eliminazione dei filtri Comune –>Municipalizzata–>Attività cosi da nascondere i costi e le consulenze, chiederei trasparenza in maniera che i cittadini si possano rendere conto di quello che il Sindaco, la Giunta, I dirigenti stanno facendo, quello si che sarebbe un bella sfida.. e mi permetterei pure di chiedere in caso di elezione anche come consigliere o altro (spero sindaco) di andare a fare un auditing sulle spese della passata amministrazione per capire come sono state utilizzate le risorse e chi ne ha avuto i reali benefici se i cittadini oppure i consulenti.

  25. Val Fuentes scrive:

    mi permetto di inserirmi tra Von Bulow e Sir Percy
    scusatemi i contenuti primitivi
    ma ci sarà pure una questione di necessità, di urgenze, di priorità’.
    se alcuni problemi sono divenuti improrogabili vanno affrontati a qualunque costo:
    con investimenti, ricerca di fondi, provvedimenti anche apparentemete impopolari.
    amesso che ci sia qualcosa di più impopolare di continuare a fare finta di nulla,
    tipo “quelli che quattro fuochi d’artificio e passa tutto, anche il cancro, oh ye”.

    architetto bracchi tenga duro
    buona sera a tutti

  26. alberto bracchi scrive:

    Scusate la temporanea assenza, questione di controlli ospedalieri. Grazie dell’inserimento sir Percy, mi sembra che la questione della trasparenza dei conti pubblici non sia nemmeno da mettere in discussione. Quanto alla richiesta di Von Bulow: di metropolitana leggera si parla da quanto ero in commissione urbanistica, primi anni 90. Oggi la situazione è questa: esiste uno studio di fattibilità per la metrotranvia che riguarda fondamentalmente le indagini sugli aspetti trasportistici che interessano l’ipotetico bacino di utenza. Per cominciare a parlare di costi e di investimenti in modo serio bisogna arrivare almeno allo studio di fattibilità complessivo, se non alla progettazione preliminare. Si deve comunque tenere presente che essendo un’opera che interessa un’area sovracomunale (diversi Comuni quindi e la Provincia), su di essa dovrà confluire un importante finanziamento da parte dello Stato. Quanto ai bus, si sa che dati gli alti costi di gestione, si possono ottenere leggeri miglioramenti se il sistema, con l’opportuna razionalizzazione e una efficace e continua campagna di comunicazione, diventa ‘amico’, se l’utenza si ‘fidelizza’. Credo che oggi siamo ben lontani da questo sentire. E una strategia semplicissima per aumentare gli investimenti sul TPL sarebbe quella di aumentare in modo sensibile le tariffe della sosta a pagamento.

  27. Ghino di Tacco scrive:

    Egregio Bracchi, voglio dirti anche io qualche cosa sulla tua candidatura. Apprezzabile e dignitosa, schiacciata dalla condizione politica generale della città. Tanto più che il percorso di legittimazione si inserisce nel centrosinistra e quindi rischia di passare solo nell’opinione di una minoranza socio-culturale che ha fatto poco per andare al governo della città. Ritengo che si debba sempre avere una visione generale dei problemi e saper trovare soluzioni ai problemi e alle sfide sempre nuove che abbiamo davanti.
    Anzitutto ti faccio notare che i problemi economici o produttivi della città – e di sistema – sono connessi alle funzioni del Sindaco: non si incide direttamente ma si incide ugualmente. Potrei dirti: avere un sistema di mobilità poco efficiente aiuta? Produco merci di alto valore ma se non posso collocarle in tempi consoni e con costi sostenibili sul mercato a che mi serve? Perdo comunque competitività. Ma questo non esaurisce il tutto: vedi, da una fabbrica escono 2 prodotti: il prodotto puro, che ha valore economico e il prodotto di scarto, quello che non vediamo che pure ha un costo sempre più elevato per lo smaltimento…Su entrambi i lati si può lavorare. Questo approccio ti mette in evidenza che una serie di piccole ma significative decisioni muta sostanzialmente le condizioni della produzione.
    Vengo poi a considerazioni di forte pragmatismo: tu indichi parcheggi di corona, metrotranvia…siamo d’accordo! Quello che mi preoccupa sono i tempi di realizzazione: nel frattempo hai da gestire l’emergenza aria. Li fai i blocchi? Scusa per quanto sia poco accomodante ma servono risposte chiare sapendo che comunque tutti i nodi irrisolti con un confronto democratico preventivo tu li ritroverai sul tuo cammino pressato da interessi economici che tenteranno di condizionarti. Manco a dire i commercianti. Altri bennet? Nella città turistica ci sarà il lavoro domenicale?
    Decentramento: come immagini e dove le funzioni della città? E sul territorio vuoi una socialità diffusa o pensi che vada bene militarizzare via Milano? Domande tutt’altro che retoriche credo
    Sulle opere hai detto ma oggi: come ripensiamo a Como? Hai presente che Milano avrà la biblioteca europea: bene, a Como quale ruolo? Quali funzioni che rendano il territorio un territorio non di scarto? E sai bene a cosa mi riferisco…
    Perchè o Como recupera una vocazione oppure i processi decisionali finiranno per evaporare e quindi serve un grande progetto per la città. Città della moda? Città del gusto? Città turistica o perdita di identità?
    Vedi? Serve un grande progetto che faccia da traino e metta la passione nel germe di un futuro che vorremmo diverso. Guidato da una classe dirigente che apra possibilità, che crei quelle opportunità non solo formali che servono ai giovani per crederci, a chi lo è meno per non cercare altrove soluzioni costose e difficili e a chi vuole trascorrere in pace anni sereni apprezzando la città un modo di essere parte attiva della città.
    Una città aperta dove il pinnatholon non sia l’eccezione ma folklore vero, dove gli artisti di strada diano senso alle vie e animino la vita offrendo il volto pulito e le energie per rendere Como migliore.
    Caro Alberto, ti ricordo che la città sta messa male con le fogne. E’ dura lo so: prima t’illudo che basti il progetto per volare alto e riscattare un presente soffocante e poi ti riporto a terra con un brusco bagno di realismo.
    Dacci il difensore civico, dacci la progettazione partecipata, dacci oggi un modo nuovo di intendere l’impegno civico.
    Rovescia l’ipocrisia e la rotorica nostrana in una grande opportunità: una città dei cittadini e non dei potenti, di coloro che vivono e prosperano come parassiti sui favori e sulla difficoltà di chi non può. Una città che include, che pensa anche a chi ha meno, che sa convivere con i cinesi e con i turchi ed educa la gente al rispetto degli altri, delle cose, dell’ambiente e della diversità.
    Ti riscrivo Alberto…sarà un sogno…ma questo tuo impegno dovrà far riflettere la politica. Solo così avrà un senso

  28. alberto bracchi scrive:

    Grazie Ghino del contributo corposo e … spinoso. OK, prima le fogne, non c’è dubbio. Non portano voti, anzi disagi … ricordo al proposito quanto mi disse Cornelia Borsoi, da Sindaco di Maslianico: proprio questo, e fece il risanamento prima di tutto della Roggia Molinara degradata e pericolosa.
    Ma contemporaneamente lancio l’idea del ‘Progetto di grande respiro culturale’ quello che da sempre ho contrapposto alla logica marcatamente di destra delle grandi opere.
    Da qui partirei, non avendo la bacchetta magica. La vocazione di Como deve uscire da qui, da un forte stimolo culturale proveniente da chi la governa. La città che ha paura, com’è oggi Como, chiusa in se stessa con la paura dei diversi, che siano giovani o migranti; ricordo la serata in Biblioteca quando, con la scusa di parlare del fenomeno writers, Bruni presentava la sua squadra speciale, e la gente applaudiva. “Vogliamo sicurezza, vogliamo i muri puliti”. Sappiamo come è finita. Questa amministrazione ha cavalcato, ha alimentato questo clima di paura, cercando di dare risposte solo in chiave di repressione, recinzioni e telecamere. Arriverà a militarizzare via Milano, invece di sfruttarne la ricchezza culturale. Io lì farei un grande concerto multietnico, una festa. Abbiamo visto poi che dobbiamo avere molta più paura del nostro vicino di casa …
    Dicevo il progetto di grande respiro culturale: sono i comaschi che devono dirci cosa vogliono che diventi Como, ma dentro un clima di fiducia, in cui noi possiamo far vedere loro come potrebbe essere ‘la città turistica’ o quella ‘della moda’ e via dicendo. Quando lavoravo con i bambini delle elementari per far loro riprogettare il cortile a un certo punto dovevo sgomberare il campo dai luohi comuni, quelli del campo di calcio o della vasca delle palline di plastica, per far loro vedere che c’è altro, di più bello più vario, più naturale, più adatto a tutti, maschi e femmine. Da lì poi scaturivano le vere idee e il progetto finale. Il problema forse è che i comaschi adulti non hanno la stessa freschezza dei bambini. Ma la città è caduta così in basso che c’è tanta voglia di ripartire da qualcosa di nuovo.
    Si può rivedere il Piano Regolatore (oggi si chiama PGT) con criteri partecipati. Si può lavorare allo stesso modo su grandi aree strategiche come il San Martino o, in un futuro non tanto lontano, sull’area attuale del S.Anna, prima che diventi preda della speculazione.
    Vado a braccio, scusami: i provvedimenti tampone contro l’inquinamento dell’aria vanno attuati con più coraggio, spiegando ai cittadini che intanto si sta facendo altro, di strutturale, per risolvere il problema. Mi fanno ridere le domeniche senz’auto, inutili, io attuerei blocchi più radicali anche nei giorni lavorativi, e ripenserei alle targhe alterne, in fondo non mi sono mai dispiaciute, obbligano a mettersi insieme. Con la salute non si può più scherzare, i dati sono allarmanti. Ai commercianti incazzati sono abituato, ogni volta che attuo un intervento di moderazione del traffico eliminando (anche se razionalizzo) qualche parcheggio sono tuoni e fulmini, ma alla fine ringraziano. Ma spiego anche loro che il vero nemico sono i vari Bennet e la logica della grande distribuzione, solo puntando sulla qualità possono salvarsi, in fondo non è sempre il prezzo minore che la gente va cercando.
    Il tuo accenno sul decentramento innesca il tema dei quartieri periferici. Si diceva la città policentrica, si può fare col decentramento di servizi importanti, con la creazione di nuove funzioni sia produttive che culturali innovative e qualificate. Ma soprattutto con un’altissima qualità dello spazio collettivo: piazze, spazi verdi, zone a traffico limitato, percorsi ciclabili ecc. … E’ dai luoghi dell’incontro che nascono nuove energie, nuove idee. Ho semplificato naturalmente, ma si deve partire da qui.
    A proposito dei giovani infine voglio dire che possono/devono essere una grande risorsa, se coinvolti e responsabilizzati nel modo giusto nei processi decisionali che li riguardano.
    Sempre andando a braccio, alcune mie idee: io proporrei ai cittadini, nella partecipazione alla stesura del nuovo PGT, di escludere in modo assoluto nuove edificazioni in terreni liberi, basta consumo di territorio, non si riconosce più l’identità di una città, di un paese, non c’è soluzione di continuità. E poi un massiccio incremento del verde in ambito urbano. E colori, e qui chiamerei i writers ….

  29. cesara pavone scrive:

    Il Bracchi è modesto e non ha voluto citare La città Possibile.
    In realtà il tema fognature La città possibile non l’ha affatto trascurato anzi ne ha fatto un suo cavallo di battaglia all’interno di AG 21 proponendo il completamento della rete fognaria.
    : Avete ben inteso: il completamento della rete, perchè la nordica Como, ha un numero rilevante di unità immobiliari non servite , al 2002 esse risultavano essere ben 6.500 (fonte: rapporto sullo stato dell’ambiente-punto energia): Se ad esse si sommano le 12.400 unità servite da fognatura mista e il progressivo invecchiamento della rete si capisce che questo è un settore che necessita ben altri investimenti che quelli destinati in questi ultimi 15 anni dall’ amministrazione di centro-destra.
    Se poi si fa mente locale alla condizione geomorfologica della convalle, un catino ove tutto confluisce a lago, si capisce bene che per risanare e rendere balneabile il lago sia necessario controllare in modo efficace gli scarichi che vi convergono.
    Prima di lastricare di pietre d’oro piazze e strade, occorre risanarle per davvero, con opere di riammodernamento e manutenzione la sottostante rete fognaria:
    insomma ci vorrebbe come a Napoli, l’assessore al sottosuolo!

  30. Lorenzo Spallino scrive:

    Non riesco a trattenermi: bravo Alberto. Stile, sorriso e competenza. Abbiamo (ho) lanciato la partecipazione di Città Possibile alle Primarie come un gioco, incomincio a credere che possa essere qualche cosa di più. ancora bravo.

  31. ?!? scrive:

    Complimenti Alberto, i suoi discorsi e il suo punto di vista mi stanno entusiasmando, mi chiedo solo se arriveranno a toccare i cittadini che non passano di qua, come pensa di “sedurli”? dico questo perchè immagino che corrierino e provincia non parlino tanto di lei, di Città Possibile e dei vostri programmi. Speriamo almeno in un sano passa parola e fwd di questo post! avanti così!

    con la raccolta firme come sta andando?

    cordiali saluti

  32. alberto bracchi scrive:

    La raccolta firme è andata a buon fine, il passa parola e il grande sbattimento di tanti amici hanno fatto sì che raggiungessimo l’obiettivo (ieri sera eravamo molto vicini). Ora si passa alla fase due: il documento programmatico (mi verrebbe da metterci solo la parola PARTECIPAZIONE ma non ci prenderebbero sul serio) e gli incontri pubblici (farò il possibile). Grazie Cesara della competente puntualizzazione (Cesara Pavone è la nostra grande esperta di acque, potresti fare tu l’Assessore alle acque, ma non solo del sottosuolo …) Le acque troppo incanalate sono un altro mio pallino: sono stato a Friburgo un paio d’anni fa e ho ammirato quei bellissimi microcanali aperti dove scorrono le acque piovane, soprattutto nelle zone a prevalenza pedonale … Di Agenda 21 non si è mai parlato abbastanza, compresi i nostri ammirevoli consiglieri di minoranza che nel documento che racconta il loro oscuro (ahimè) lavoro non ne fanno cenno.
    Invece Agenda 21 è LA PARTECIPAZIONE per antonomasia, viene da lontano, da Rio de Janeiro 1992, dalla carta di Aarlborg 1996. Le cose da fare nel XXI° secolo per salvare il pianeta.
    A Como è un processo faticosissimo, non voluto realmente dai nostri amministratori, sembra ne abbiano paura, eppure il rapporto sullo stato dell’ambiente di Punto Energia era ben fatto, e lanciava un grido d’allarme. Pochi hanno partecipato, pochi sanno il lavoro che si è fatto, colpevole un grave difetto (o non volontà) di comunicazione da parte degli uffici preposti del comune. Noi eravamo a lavorare in quei gruppi, e ci possiamo impegnare fin da ora a rilanciare il processo di Agenda 21 per allargarne i confini. Quanto a ’sedurre’ i cittadini che non passano di qua, oltre al passa parola (magari bastasse), cercheremo di farlo negli incontri e con i nostri materiali divulgativi.

  33. teofrazio bombazio scrive:

    architetto bracchi
    mi permetto
    ma su como -di concreto- in questi anni cosa avete fatto?
    con stima

  34. S.Just scrive:

    Io apprezzo l’Arch. Bracchi perchè ha il pregio di portare sul tavolo molti temi che nel centro-sinistra si cerca di non affrontare.
    Non parliamo poi del centro-destra.
    Continuo a non capire il senso della presenza di Verdi e Rifondazione con candidature di pura “testimonianza” che spero possano tradursi almeno in un apporto programmatico.
    Nel caso dei verdi la candidatura dell’Arch. Bracchi praticamente “assorbe” le tematiche ambientaliste e sono particolarmente perplesso della loro ansia di visibilità.
    Ma ormai ci siamo.
    Dividersi in tanti rivoli non mi sembra possa portare molto lontano.
    Non vorrei rivivere avventure tristi del recente passato.
    In ogni caso mi domando : se l’arch. Bracchi vince le primarie diviene il candidato sindaco del centro sinistra. In questo caso ritiene opportuno essere appoggiato anche da una lista civica emanazione di Città Possibile e, nel caso, accetterebbe anche il sostegno di una lista civica espressione di Area 2010 ?

  35. S.Just scrive:

    Se posso permettermi una battuta a Spallino.
    Non amo veder mettere il cappello sul lavoro altrui. Inoltre, non mi sembra troppo elegante dire che la candidatura dell’Arch.Bracchi sia stata promossa “come un gioco”.
    Diciamo che la scelta delle parole non mi sembra delle più felici.

  36. alberto bracchi scrive:

    @S.Just: sono, siamo, ben lontani per il momento dalla questione delle liste. Ripeto: vogliamo portare una ricchezza alla coalizione. E sinceramente non mi sembra di ‘assorbire’ interamente le tematiche ambientaliste, siamo fondamentalmente portatori di un metodo che ci auguriamo venga recepito dall’intero centrosinistra. Quanto all’amico Lorenzo: ha diritto di mettere il cappello su un lavoro che è anche suo.
    @teofrazio: cose concrete fatte a Como, brevemente. Abbiamo iniziato nel 94 dalle scuole, dai cortili: elementare di via Fiume, materna di via Volta, materna di via Palma, elementare di Ponte Chiasso, elementare di Sagnino. Abbiamo lasciato a volte segni leggeri, a volte sistemazioni più importanti. Siamo riusciti in qualche caso a far intervenire il Comune con finanziamenti (attraverso una convenzione con il settore giardini), seppur modesti, ma che hanno consentito di trasformare i cortili. Negli stessi anni siamo partiti con il nostro progetto più importante: la Linea del Tram (Camnago-Solzago). Dopo 7 (dico 7!!) anni di duro lavoro del gruppo di volontari coordinato da Marco Castiglioni e Beppe Reynaud, dopo aver disboscato il tratto di Solzago, dopo feste e castagnate per tener viva l’attenzione, dopo aver progettato il nuovo Ponte dei Bottini in ferro, dopo tutto ciò (e molto altro) siamo riusciti a mettere intorno a un tavolo i due Comuni (Como e Tavernerio) per l’accordo di programma. Nel 2002 abbiamo finalmente inaugurato il Ponte. La passeggiata, una delle più belle intorno a Como, è stata finalmente completata. Da lì abbiamo rilanciato per la creazione del Parco della Valle del Cosia (che sulla carta, ovvero nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia, è un PLIS (Parco Locale d’Interesse Sovracomunale).
    A fine anni 90 abbiamo cominciato a parlare di strade e di traffico: con il laboratorio in via Giussani abbiamo dimostrato che la metà (della carreggiata) basta a far passare lo stesso traffico a velocità moderata. Il progetto allegato è rimasto però nel cassetto.
    Siamo partiti in seguito, insieme all’amico Michele Marciano, a WWF, Legambiente, A.Ma.Re, con un’iniziativa di pressione e di proposta (Straffichiamoci) sulla mobilità che ha gettato le basi per quanto sarebbe poi entrato nel Piano di Azione di Agenda 21.
    Nel frattempo abbiamo continuato a fare formazione sui temi del verde, degli spazi per l’incontro, delle strade e del traffico, della mobilità dolce, delle barriere architettoniche.
    La legge 285 (quella sui diritti dei minori) ci ha dato buone opportunità di lavorare in collaborazione con cooperative sociali nelle provincie di … (ahi!) Lecco e Varese.
    A Como invece abbiamo dato un sostanzioso contributo al Centro Servizi Volontariato per il progetto ComoAccessibileCome, sul tema della città accessibile, dal quale è scaturito, oltre al sito, qualche timido intervento di sistemazione di marciapiedi.
    Negli ultimi anni sono degne di merito l’iniziativa ‘Biciamo!’ per la promozione dell’uso della bici in città e il lavoro all’interno di Agenda 21. Mentre continua la battaglia (e il lavoro) per il Parco della Valle del Cosia.
    Forse poco in tanti anni nella nostra città: ma sono sicuro che i bambini degli anni ‘90, oggi maggiorenni, avranno mantenuto vivo il ricordo di quelle esperienze.

  37. S.Just scrive:

    Vista la precisazione che Spallino è partecipe e coinvolto in prima persona in questa scelta di Città Possibile reitero la domanda.
    Il metodo che portate in queste primarie dovrebbe anche prevedere una chiara indicazione di quale perimetro politico ritenete dovrebbe sostenere una successiva vera e propria candidatura a sindaco.
    In soldoni : se vinceste le Primarie del centro-sinistra chiedereste ad Area 2010 (dove pure sono coinvolti Spallino e Valli) di sostenere la tua candidatura a sindaco ?
    O chiedereste di trovare un accordo in caso di, auspicabile, ballottaggio ?
    Personalmente ritengo che la presenza di Botta e Taborelli, con un ruolo evidentemente rilevante, impedisca, nei fatti, quest’ipotesi.
    Ma potrei anche sbagliarmi.
    Non vorrei, per capirci, sentire cose del tipo “non siamo nè di destra nè di sinistra” che, in questa situazione politica, si traducono in un “fidatevi ci pensiamo noi” che mi appare anche un pò la cifra stilistica di Area 2010.
    Il fatto che i segretari politici del centro-sinistra comasco dovrebbero tutti presentare le proprie dimissioni, viste l’interminabile e sterile serie di riunioni di questi mesi, non mi rende favorevole ad un “commissariamento” della politica da parte di un ristretto gruppo di persone.
    Anche se persone degne di rispetto sul piano personale e professionale.
    Se, viceversa, l’obiettivo è di forzare il centro-sinistra a presentare un programma che recepisca dei contenuti e delle proposte concrete, e non solo delle analisi, l’iniziativa mi appare più degna di essere sostenuta con convinzione

  38. Ghino di Tacco scrive:

    Caro Bracchi, sono molto contento della passione nella risposta. Suggerisco di tenere alto il tono del confronto che può portare elementi di crescita. E ancora: le esperienze di comparazione, la città possibile e come la vorremmo. Dico comparazione con progettualità di altre realtà europee e non, la città che ruota intorno al centro storico o che trova una nuova dimensione…ricostruendo se stessa su nuove funzioni su nuove priorità con nuovi strumenti…la città che guarda alla sua dimensione fisica e umana…e non è retorica. E’ mettere le ali alla città della cultura che ritrova un ruolo e che una dimensione, che non vede gente allontanarsi…ne riparliamo, ci tengo. Grazie di cuore.

  39. alberto bracchi scrive:

    @S.just. Personalmente mi potrei definire ecologista (anche se non mi piacciono gli ‘ismi’), laico e libertario, quindi di sinistra. La città possibile è nata a suo tempo come esperienza trasversale e si è posta da subito come interlocutore delle Amministrazioni di qualsiasi colore. Abbiamo ricevuto critiche, ricordo, da sinistra per la nostra di posizione anche di collaborazione con la prima amministrazione di Botta. Siamo stati giudicati una realtà di grande interesse, a parole, ma nei fatti abbiamo dovuto ingoiare bocconi amari. Solo con alcuni assessori siamo riusciti ad avere un riscontro serio: Paolo De Santis, che ha concesso la quota di finanziamento per il Ponte dei Bottini (grazie anche alla battaglia di Fammartino dai banchi dell’opposizione), e più tardi Mantero e Peverelli. Ma si sa, sul tema del verde è difficile toccare interessi particolari, quindi un assessore, se ha un po’ di buon senso, accetta anche la collaborazione di un’associazione in odor di sinistra. Con l’Amministrazione di Bruni ci siamo decisamente allontanati, le mie critiche pesanti all’operato di D’Alessandro hanno fatti sì che mi veda come il fumo negli occhi, e infine la nostra partecipazione alla manifestazione per Rumesh (SICUREZZA E’ PARTECIPAZIONE, diceva lo striscione) hanno dato il colpo finale.
    Quanto all’immediato futuro quindi ho scarsa fiducia che ci possa essere convergenza con persone che fanno riferimento alla destra, anche se nei giochi politici ritengo importante fare di tutto per liberarsi di QUESTA DESTRA ARROGANTE.
    In ogni caso siamo nella coalizione di centro sinistra, siamo dichiaratamente a sinistra, i nostri temi non possono che essere di sinistra.
    Riprendo quindi le tue tre righe finali “Se, viceversa, l’obiettivo è di forzare il centro-sinistra a presentare un programma che recepisca dei contenuti e delle proposte concrete, e non solo delle analisi, l’iniziativa mi appare più degna di essere sostenuta con convinzione” E’ così.

  40. alberto bracchi scrive:

    Guardo il Tg di Espansione. Si parla dell’EVENTO, ‘non ne potevamo più dell’obbrobrio’ finalmente la Ticosa va giù. Si intervistano i comaschi, preoccupati della diminuzione dei parcheggi, “ma piuttosto che niente …almeno fanno qualcosa”, va bene, “faranno un centro commerciale, ce n’è bisogno in centro …” lo dicono almeno in due dei quattro/cinque intervistati. Siamo un’associazione educativa e culturale, ne abbiamo di lavoro da fare, insieme a tutta la sinistra naturalmente.

  41. S.Just scrive:

    Spero che avrai la pazienza di continuare a dialogare in questo modo costruttivo e che ti sia concesso dai media locali di non essere oscurato.
    In ogni caso ritengo che, se le primarie hanno un senso a Como lo hanno solo per i contenuti che tu stai mettendo sul piatto e su cui, mi rattrista dirlo, non vedo arrivare opinioni da parte dello schieramento di centro-sinistra che dovrebbe sostenere Gaffuri.
    Temo che si sia così impegnati a fare equilibrismi da non avere tempo e voglia di correre qualche rischio e parlare direttamente con gli elettori che non siano il solito gruppetto di amici.
    Spero di vedere un vero confronto di idee visto che noi non siamo la destra e non attendiamo, mi auguro, l”uomo della Provvidenza” che fa la campagna elettorale da solo dicendo quello che gli passa per la testa o, peggio, non dicendo sostanzialmente nulla.
    Certo che il tempo passa e confronti pubblici non ne vedo.
    Ritengo che, in mancanza di altre opinioni da valutare, il voto alle primarie per l’arch. Bracchi sia doveroso per il merito di quello che sostiene ed anche per il metodo di lavoro che lui cerca di utilizzare (ascolto – riflessione – impegno chiaro e dettagliato).
    Invito tutti quelli che parteciperanno alle primarie di mandare mail a tutti i loro conoscenti invitandoli a leggere questi post ed i commenti ed a partecipare al voto del 4 febbraio per dare anche una forza “numerica” ad opinioni che sono meritevoli di essere ascoltate, quanto meno, e se i partiti proseguono nella loro incomprensibile strategia del “silenzio” potrebbe essere anche la volta che ricevano una sonora sberla da parte degli elettori di centro-sinistra e, forse, è la volta che si svegliano ed i segretari cittadini si dimettono prima delle elezioni aiutando a fare chiarezza e rinnovamento di uomini ed idee.
    In caso contrario la sberla la prendiamo nelle elezioni di maggio e potrebbe diventare l’epilogo di una vera opera di distruzione del centro-sinistra.
    Inviterei tutti a riflettere, in particolare, sul fatto che il Bianco Fiore pur avendo avuto la possibilità di indicare il candidato sindaco appare in significativa flessione nei propri consensi.
    Non appare qualcosa su cui riflettere ?

  42. alberto bracchi scrive:

    Io continuo a dialogare, non c’è problema, anzi, mi aspetto ancora di più da parte dei frequentatori del blog. Ci sono ancora parecchie cose da dire su tanti argomenti. Comunque grazie della riflessione e della stima. Quanto ai partiti, agli “avversari”, non avendoli visti su Vivereacomo tranne la combattiva e ammirevole Elisabetta Patelli, credo che troveranno altre strade per parlare e far conoscere i loro programmi e le loro idee. Gli incontri pubblici cominciano fra pochi giorni, le interviste sui media locali cominciano a vedersi. Certo anch’io ho questa sensazione, in questo modo sarà difficile accendere la passione, quella necessaria a mandare a casa gli arroganti, negli elettori del centro sinistra. Purtroppo le mie forze sono limitate e devo centellinare le uscite pubbliche, perchè è parlando direttamente con la gente che si riesce a tenere alto il livello emotivo che, ricordo, è la base di una buona partecipazione.

  43. Gola lacustre scrive:

    Ciao Alberto. Finalmente aria nuova in città.
    Solo un’obiezione… Io sinceramente non capisco proprio tutta questa corsa nel voler istituire questo benedetto registro delle unioni civili… A parte il fallimento generalizzato un pò in tutte le città italiane dove ci si è adoperati in questo senso, non lo vedo proprio come esigenza primaria nelle problematiche di questa città!!! E poi bisogna ricordare che in questo modo si va ad erodere consenso in aree sensibile alla questione. Ti interessano le unioni civili? Va bene, ma non farne bandiera del programma.
    Ci stiamo approntando a risolvere problemi decennali della città, non a crearne dei nuovi… Non porgiamo il fianco…

    Con stima.

  44. Gola lacustre scrive:

    Ciao Alberto.
    Finalmente aria nuova in città.
    Solo un’obiezione… Io sinceramente non capisco proprio tutta questa corsa nel voler istituire questo benedetto registro delle unioni civili… A parte il fallimento generalizzato un pò in tutte le città italiane dove ci si è adoperati in questo senso, non lo vedo proprio come esigenza primaria nelle problematiche di questa città!!! E poi bisogna ricordare che in questo modo si va ad erodere consenso in aree sensibile alla questione. Ti interessano le unioni civili? Va bene, ma non farne bandiera del programma.
    Ci stiamo approntando a risolvere problemi decennali della città, non a crearne dei nuovi… Non porgiamo il fianco…

    Con stima.

  45. alberto bracchi scrive:

    Non ne farò certo una bandiera, e non lo considero certo il problema primario. Ma se viene fuori una domanda precisa, è un problema sociale come un altro e va affrontato. Vedremo, per il momento mi interessa di più l’aria nuova, e soprattutto l’aria respirabile.

  46. S. Just scrive:

    Vorrei tranquillizzare @Gola Lacustre la disponibilità ad istituire il Registro delle Unioni Civili a Como vuol solo comunicare che il centro-sinistra nel suo complesso non è uguale alla compagnia delle opere ed ai numerari dell’Opus Dei.
    Non ti preoccupare di “erodere consenso in aree sensibile alla questione” visto che questo consenso, allo stato dell’arte, non fa parte del perimetro politico del centro-sinistra ed i casi della Binetti & Friends hanno dimostrato l’assurdità di una certa politica, opaca, del Bianco Fiore che raccoglie solo disagio nei cattolici progressisti ed impegnati nel sociale lasciando la rappresentanza degli integralisti a gente ben più “credibile” nel ruolo come quelli dell’Udc.
    Il calo di consensi anche a Como della Margherita dovrebbe fare riflettere.
    In compenso alcuni liberali che sono presenti, pochi, anche nel centro-destra sono disponibili ad appoggiare una legislazione rispettosa dei diritti delle minoranze e di coloro che non si riconoscono nel dogamatismo di questa gerarchia rattristante.
    Basta leggere le risposte degli italiani e si capisce che solo il 30% appoggia senza nessun dubbio la posizione della chiesa su questi temi.
    E questo 30%, nella maggior parte dei casi, vota e voterà convinto per il centro-destra.
    Lasciamoli nelle loro convinzioni se non vogliono capire che la legislazione di un paese non si può derivare da un libro religioso antichissimo (che sia la Bibbia od il Corano poco importa).
    Questo modo di legiferare si chiama “teocrazia” ed ha, per fortuna, poche applicazioni nel mondo attuale.
    Per ora nessuna in Europa dopo la breccia di Porta Pia e la caduta dello stato Pontificio .
    Cerchiamo di convincerci tutti che è meglio continuare facendone a meno.

  47. Gola lacustre scrive:

    Ringrazio per la risposta di Alberto.
    Livida ed estremista la seconda di S. Just… Se dall’altra parte vedi preconcetti e chiusure, perchè rinchiudersi in altri preconcetti? Si cade solo in un anticlericalismo becero e usurato…
    Ecco, sono queste posizioni che temo…
    Dialogo e apertura di idee, grazie!!!

  48. alberto bracchi scrive:

    Grazie S.Just dell’articolata risposta

  49. S.Just scrive:

    E’ stato un piacere.
    Speriamo di riuscire a far uscire un pò di temi importanti da questo blog.
    Ti invito a preparare documenti scritti essenziali per cercare di non far travisare il vostro pensiero sugli altri media locali che, presumo, non vi concederanno che briciole di spazio.
    Per il resto non posso che sperare che gli elettori comaschi del centro-sinistra si sveglino dall’incubo di questi ultimi quindi anni e si degnino di esprimere una significativa partecipazione a queste primarie.
    Il che sarebbe già un successo a prescindere dai risultati.
    Speriamo di poter ampliare il dibattito anche sul blog.
    Se ritenete di fare un post con una prima sintesi per punti sintetitici di un pò di argomenti usciti in questi giorni, magari con una suddivisione in grandi capitoli (urbanistica,mobilità, cultura ed istruzione, giovani e periferie, etica in politica, sicurezza, integrazione, …) penso che lo sforzo aiuterebbe ad affinare ed ampliare dibattito ed ulteriori proposte.
    Un saluto cordiale

  50. alberto bracchi scrive:

    I documenti sono in preparazione. Il prossimo post sarà sul tema del verde. Vi comunico che abbiamo raggiunto quota 280 (firme). Grazie a tutti i firmatari. Andiamo avanti …

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