Porqué me da la gana

gennaio 20, 2007 in Como by forma-mentis

(si parla di tortura autoinflitta)

Zincone alla Binetti:

Lei [il cilicio] mica lo porta tutti i giorni?
“No. Ci sono giorni in cui il quotidiano ci da abbastanza mortificazioni. Ma guardi che nell’Opus Dei nessuno ci costringe a fare nulla.”
Ci mancherebbe altro.
“Il fondatore diceva sempre che l’argomento più forte per fare qualcosa è: porqué me da la gana, perché mi va”.

“Perché mi va” suona come relativista, ma di quel relativismo penitente che è un po’ come il tacco che passa sopra la schiena a mani legate. Non che voglia fare dei paragoni irrispettosi, ma uno si domanda che differenza passi tra la mortificazione con cilicio e la mortificazione tramite gag, e se vale anche il piercing al capezzolo.

L’autoflagellazione è una leggenda?
“La mortificazione è un esercizio di volontà. I fioretti fino a qualche anno fa li facevano tutti. Oggi per mantenersi in forma c’è gente che passa ore in palestra. Ci sono donne che vivono su tacchi a spillo scomodissimi.”
E questo che cosa c’entra?
“Queste cose io non le farei nemmeno spappolata. La mortificazione cristiana è offerta per un valore. Non capisco perché socialmente si accettino le motivazione individualistiche di mortificazione e non quelle religiose”.

Non fa una piega, è che noi laicisti si teme la slippery slope sulla questione del cilicio, che è poi un attimo astrarlo dal suo contesto e farne un uso improprio sottoforma di imperativi morali (non vorrei la sentisse Mel Gibson e ci facesse un prequel su Silas).

P.s. Sulla differenza tra motivazioni individualistiche e religiose della mortificazione avrei da fare una piccolissima considerazione: se quelle individualistiche rimangono circoscritte alla volontà individuale, per quelle religiose sussisterebbe il rischio di imporle a tutti per scrupolo ecumenico, e non si fa.

(*) Corriere Magazine.