Punto d'ascolto
gennaio 21, 2007 in Como by stefano-rudilosso---consigliere-comunale---forza-italia
Como 2007 o, come ho scritto sul mio sito internet Com ‘07 . Un appuntamento importante quello della prossima primavera quando oltre 50.000 cittadini comaschi saranno chiamati alle urne.
Un appuntamento che deve essere affrontato con grande consapevolezza da parte degli elettori, ma anche e soprattutto da parte di coloro che decidono di mettersi a disposizione della città, in qualsiasi schieramento essi decideranno di candidarsi. E a mio avviso, forte anche dell’esperienza di cinque anni in Consiglio Comunale, consapevolezza significa in primo luogo ascolto della gente, approfondimento dei problemi, sensibilizzazione sulle tematiche evidenti ma anche su quelle meno conosciute ma, non per questo, meno importanti.
Solo così, parafrasando il motto di einaudiana memoria conoscere per deliberare, è possibile porre in essere politiche realmente affini ai bisogni della città, solo in questo modo la declinazione della politica nel vivere quotidiano può avere davvero senso. Solo così l’azione amministrativa può davvero soddisfare, o almeno tentare di farlo, le esigenze di una città che vuole guardare avanti.
Tutto ciò per dire che credo davvero nella necessità di un rapporto sempre più stretto tra cittadino ed eletto, in uno scambio vicendevole e reciproco di informazioni, umori, aspettative. Un rapporto, questo, oggi agevolato anche dalle tecnologie informatiche, che permettono una comunicazione rapida ed informale. Esempio ne è il blog vivereacomo che tanti dibattiti ospita quotidianamente e, molto più in piccolo, il mio sito internet (www.rudilosso.it). E se questo dovrebbe avvenire nel corso di tutto il mandato amministrativo, a maggior ragione non si potrà prescindre in un momento come quello della costruzione dei programmi elettorali delle rispettive forze politiche.
Per rafforzare, quindi, il rapporto di cui parlo, ho deciso di offrire un nuovo strumento sul mio sito internet: un’area nella quale indicare i bisogni, evidenziare le problematiche, formulare critiche o auspici. Per la città nel suo insieme o per singole zone, che possono essere facilmente individuate inserendo la via di riferimento nel form che ho predisposto.
Lo scopo che mi propongo, oltre ovviamente a quello di comunicare, è poter inserire le segnalazioni ricevute nel programma elettorale del mio partito, Forza Italia, facendo sì che esso possa essere il più aderente possibile alle esigenze della città nel suo insieme. Spero che questo strumento possa incontrare il favore dei cittadini e contribuire effettivamente a porre le fondamenta di un nuovo modo di fare politica.








Non sei candidabile alle primarie del centro-sinistra ma la tua opinione appare interessante su alcuni aspetti, spesso trattati dal blog, che cerco di riassumere :
* Mobilità e tempi della città : soluzioni per evitare la paralisi
* Urbanistica : cosa fare per far emergere soluzioni che non completino solo l’opera di cementificazione posta in essere nel corso di questi anni.
* Periferie : quali interventi per evitare l’aggravarsi del disagio giovanile e l’abbandono e degrado delle periferie stesse.
* Etica nella politica : se venite eletti quelli che vi hanno aiutato saranno amici da ricompensare con una carica pubblica od un incarico di consulenza del Comune ? Oppure saranno semplici conoscenti da ringraziare con l’offerta di una cena a vostre spese ?
* Etica nella politica (2) : avete intenzione di fare solo il sindaco di Como od intendete proseguire a svolgere la vostra attività professionale durante l’incarico pubblico ? In questo secondo caso quali accorgimenti prenderete per evitare il possibile conflitto d’interessi ?
* Etica nella politica (3) : quali saranno i criteri che verranno adottato per selezionare i candidati ai consigli d’amministrazione a controllo, o partecipazione comunale ?
* Registro delle Unioni Civili : introdurrete questo registro al Comune di Como ?
* Siete favorevoli ai “grandi eventi (mostre, notte bianca) ?
Essendo tu definibile, e sei uno dei pochissimi di FI, un liberale mi interessa anche l’opinione sul Registro delle Unioni Civili a Como per cercare di capire se siamo proprio in ostaggio all’Opus Dei e dintorni od esiste speranza di uscire dal clima medievale che ci circonda.
Caro Sig. Rudilosso ’ste fanfalucche le abbiamo già sentite più volte… se vuole davvero fare qualcosa per la città si faccia un giro per i quartieri e constati di persona,tralasciando la solita usuale forma preelettorale mirata solo ad attrarre consensi da parte dei cittadini.Tralasci la propaganda elettorale di partito – siamo stufi di essere raggirati da personaggi politico-opportunisti – datevi da fare .
Da ignorante cittadino comunque non intendo affermare che Lei sia una persona in malafede e non voglio sembrarLe eccessivamente cinico e pieno di pregiudizi percui ,accolgo la sua richiesta e mi permetto così come da Lei offerto ai cittadini, di esporLe dei consigli ,per me migliorativi sul piano estetico, in particolare facendo riferimento alla mia zona di residenza e alla zona in cui svolgo la mia attività lavorativa.Ovvero Ponte Chiasso e Lazzago .
PONTE CHIASSO: oserei affermare da radere al suolo e ricostruire a immagine e somiglianza del Dio della decenza .Ironia a parte .Pare che Dio si sia dimenticato di questo quartiere da diverso tempo ,in quanto la bella scritta in evidenza sulla Parrocchia del quartiere – AIUTACI A FARE BELLA LA CHIESA – pare essere attualmente ancora in bella evidenza a tutti i residenti e passanti sulla via Bellinzona, soprattutto stranieri in ingresso nel nostro paese, trattandosi di zona di confine .Episodio di settimana scorsa: mi trovavo su un autobus della linea 1 diretto da Ponte Chiasso a Como e alcuni giovani utenti provenienti dalla efficiente e super fissata per la bell’estetica – Svizzera – alla visione di quello scempio cattoitalico si divertivano a prendere per i fondelli l’efficienza, l’ordine non solo di quel contesto ma dell’intera nazione italiana e dei suoi immobili ,con frasi reputabili offensive che ,se coloro, non fossero stati minorenni mi sarei veramente indignato anche se ,alla visione di ciò come si fa a non condividerne con tristezza le ridicole ma vere esternazioni.Pur essendo un non credente mi sono vergognato ! …il retro della chiesa dove risiede il parroco guarda caso però è,stato ultimato .
So che la questione è più di competenza in generale della Chiesa comasca che della politica ma, però, se si potesse dare un definitivo impulso politico a codesta squallida situazione non sarebbe una pessima offerta d’aiuto .Essendo poi Como una città particolarmente cattolica – Bruni se ne è dimenticato ? vabbè ma lui tanto ha il suo posto riservato in Duomo .
via Brogeda: limitare l’accesso al traffico ai soli residenti dal tratto che va da piazzale Anna Frank al posto di polizia ,vista poi la presenza di una scuola elementare con annesso in bella vista il sexy shop per la gioia dei minori.Si potrebbe utilizzare per l’ingresso in via Brogeda direzione via Asiago la sottostante via che costeggia la rampa d’ingresso autostradale che si inserisce proprio a fianco del posto di polizia .
Perchè non proporre al ministro Bersani – per liquidare il sexy shop di via Brogeda – di vietare per decreto la presenza di codeste attività dedicate al solo mondo degli adulti ,laddove è imposto dal Comune un “privilegio” di zona residenziale ?
spero che la definizione privilegio sia accettabile laddove esiste la presenza di un Istituto scolastico o di un luogo di culto !
via Vela,via Marchesi: ovvero “the ghetto” da radere al suolo ,oramai gli immobili sono fatiscenti, fuori norma in tutti i sensi – igiene è un optional e sotto il profilo della sicurezza siamo messi male – un pericolo per chi ci vive e per il quartiere.
piazzale Anna Frank: piazza dimenticata a tal punto che la scritta identificativa della piazza non è più visibile .Ciò dice tutto .E fatecela ‘na rotatoria al posto dei semafori !…e sistemate ‘na volta per tutte quella specie di giardino, oltretutto dedicato ai caduti .Ma …!
a Ponte Chiasso serve un autosilo residenziale fatelo nella ex Lechler .
LAZZAGO – via Colombo: viabilità indecente ,da rivedere totalmente la viabilità in questa zona ,poveri camionisti – che vitaccia ! e dategli un parcheggio dove potersi lavare e riposare .Chiudere il passaggio a livello ,allargare via Canonica rubando qualche metro dal deposito di Spt o meglio ancora dalle Ferrovie nord utilizzando la seconda parte di ponte dell’autostrada .
Mi fermo qui !
Allora non mi resta che farLe gli auguri e augurarLe buon lavoro .
Triiouduro di azoto
Emmmmmmmmh, dunque, dalla sua presentazione-introduzione, ne dovremmo dedurre che ha quantomeno intenzione di riproporre la sua candidatura all’amministrazione della citta di como per i prossimi 5 anni. Premesso che in piu di una occasione ho apprezzato la sua posizione, non voglio porle delle domande su ciò che andrà o che vorrebbe fare, le chiedo invece che cosa avrebbe voluto e non ha fatto e perchè.
Grazie
Ho letto sul tuo curriculum che sei un funzionario di una associazione di categoria (l’API).
Ti chiederi di spiegarmi come si conciliano le due cose.
Credo che i corpi intermedi, le rappresentanze degli interessi debbano essere rigorosamente autonomi dalla politica.
Debbono tutelare gli interessi dei propri soci interlocuendo con la politica.
Non essere parte.
Se vuoi spiegarmi grazie
Mi appresto a rispondere ad i commenti con una doverosa premessa: trattandosi di una risposta necessariamente lunga ed articolata procederò con ordine e risponderò con un primo commento a Lillo e con successivi a Triiodurodazoto e Leinonsachisonoio ed a quelli che verranno
) sia quello di rappresentarli con serietà e competenza, cercando di interpretarne le esigenze e garentendo loro, come del resto a tutti i cittadini, disponibilità all’ascolto ed alla risoluzione di problemi. Riguardo invece i criteri di scelta dei rappresentanti del Comune nelle società controllate o partecipate (pur risottolineando che non ne avrei la competenza) ritengo che dovrebbero essere orientati il più possibile a merito e competenza, con continue e serie valutazioni in corso di mandato rispetto ai risultati, non solo economici, raggiunti. Non mi scandalizza però, il fatto che gli incaricati possano essere in qualche modo ascritti ad aree politiche affini a quelle di coloro da cui sono stati nominati. Il sistema, è evidente, è congegnato in questo modo , per cui è normale che l’area politica sia affine. L’importante è, ripeto, che la selezione avvenga attraverso criteri oggettivi (curriculum, esperienza, studi, competenze, ecc.) determinati dal profilo stesso dei candidati.
@LILLO
Anzittutto ringrazio Lillo per aver riconosciuto la mia formazione liberale, ma soprattutto per aver specificato che il sottoscritto non è candidabile alle primarie del centro sinistra…meglio essere chiari fin da subito …non vorrei che rispondendo alle medesime domande qualcuno possa “temere” di avere un nuovo avversario per le primarie
Ironia a parte e passando ai temi proposti, mi pare di poterli suddividere in due grandi aree: l’etica nella politica, argomento importantissimo e trasversale ad ogni livello politico – amministrativo, e l’amministrazione in senso stretto della nostra città. Inizierò per comodità di discorso dall’etica nella politica. Premesso che, almeno alle elezioni di questa primavera, non avrò l’onore di essere il candidato sindaco va da sé che non avrebbe senso una mia risposta ad alcune delle domande proposte, per esempio, riguardo al conflitto di interessi o agli incarichi i quali possono essere attribuiti solo da Sindaco o Giunta e non dal Consiglio Comunale. In ogni caso passando alle questioni poste e andando con ordine, riterrei assolutamente indegno, oltre che ai limiti della fattispecie di reato, pensare di ripristinare il c.d. voto di scambio e ringraziare gli elettori o gli amici con nomine o incarichi. Penso che il modo migliore per ringraziare i propri elettori, al di là di una cena o aperitivo a spese proprie (scelta che ovviamente dipenderà dalle proprie tasche
Passiamo ora all’aspetto più propriamente amministrativo. Ho già avuto modo, in Consiglio Comunale, sul mio sito internet e su questo blog, di toccare i tre temi posti all’inizio (mobilità, urbanistica e periferie), probabilmente perché costituiscono, almeno in parte, dei nodi non ancora risolti e, sicuramente, perché mi stanno particolarmente a cuore (tant’è che ricordo, quasi un anno fa, quello delle periferie fu il mio argomento d’esordio su questo blog dopo la proposta di intervenire che Sir Percy Blakeney fece a tutti i consiglieri comunali). Sono convinto che questi tre temi siano strettamente collegati e sottendano una visione strategica della città che purtroppo è mancata, e non solo in quest’ultima amministrazione, o si è comunque persa in discusasioni spesso sterili ed incocludenti. Mi spiego subito. Purtroppo per troppi anni è mancato un dibattito vero su tutta la città, uno studio strategico su tutto il territorio, nel quale la mobilità, le periferie, e l’urbanistica (tanto per riprendere i temi proposti) sono solo una parte del tutto. E’ evidente, infatti, che il ragionamento parta da un livello più alto ovvero una visione diversa della città. Purtroppo la maggior parte degli amministratori, da sempre, ha fatto si che la città si sviluppasse in modo centralistico: i servizi (pubblici e privati) in centro e i dormitori in periferia. Questo crea un effetto deleterio per il traffico che come un lungo serpentone, affluisce tutto quanto verso il centro città al mattino e in senso contrario nelle ore successive. A mio avviso, invece, prima di pensare alla costruzione di autosili, alla vernice blu, alle fasce orarie, ecc. bisognava pensare ad una nuova concezione di città (quello per esempio che sta accadendo a New York, Berlino, Milano dove in zone periferiche sta nascendo la CITTA’ NUOVA e che nulla vieta di riproporlo anche per il piccolo). Un sistema, per esempio, potrebbe essere quello del decentramento di alcuni uffici pubblici in zone meno congestionate, dove, grazie agli spazi già esistenti potrebbero essere evitati i costosi autosili sfruttando i numerosi parcheggi a raso già esistenti. I vantaggi sarebbero più d’uno: si eviterebbe parte dell’afflusso verso il centro, decongenstionandone strade e parcheggi, si rivitalizzerebbero zone il cui destino è quello di dormitorio, perché attorno ad un grosso ufficio pubblico, con il movimento di persone che crea, inevitabilmente iniziano a nascere una serie di servizi ed iniziative private connesse (rivendite di tabacchi e valori bollati, copisterie, lunch bar, ecc.). Proviamo a pensare, solo per fare un esempio al Tribunale che, anche per affinità potrebbe essere spostato vicino all’attuale carcere: oltre a creare tutti i vantaggi di cui sopra, avrebbe anche l’effetto di trascinare con sé anche le centinaia di studi legali che si trovano in centro storico, liberando aree che potrebbero invece diventare strutture recettive serali e rivitalizzare a loro volta il centro storico.
E’ solo un esempio ma penso possa far riflettere molto. Certo, un grosso limite, e lo sappiamo è il Piano Regolatore approvato dal precedente Consiglio Comunale dopo una grande discussione, dove però il risultato non risponde a mio avviso alle aspettative. Esso infatti ha previsto una città vecchia, ancorata alla superata concezione – contrapposizione centro – periferia. Ora l’opportunità è quella del PGT (Piano di Governo del Territorio) che sicuramente rappresenta un’ancora di “salvezza”, anche se certe criticità saranno difficili da risolvere. In ogni caso, fosse dipeso da me (quando si fecero certe scelte non siedevo ancora in consiglio) avrei spinto per spostare all’esterno della città i grandi autosili di cintura. Il concetto dev’essere quello dell’interscambio mezzo privato – mezzo pubblico. Ma perché ciò possa avvenire con reali vantaggi per la circolazione, inquinamento, ecc. lo scambio deve avvenire ben prima di Via Val Mulini. Bensì a Montano Lucino, Grandate, Senna Comasco, Tavernerio, ecc. ovvero prima di entrare in città. In quella che viene definita la cintura dei comuni. La cosa logica era stipulare accordi e convenzioni con questi comuni per la costruzione, con una fortissima partecipazione di Como, di autosili nei loro territori offrendo ed essi servizi in cambio. Da lì dovrebbero poi diramarsi treni leggeri (dove vi sono già i binari come a Grandate, FNM, e Senna Comasco, FS) e bus che con cadenze ravvicinate potrebbero rendere l’auto un mezzo davvero antiquato per costi e lentezza.
Lasciando l’aspetto della mobilità e tornando ora al tema delle periferie, che ho già lambito quando parlavo dello spostamento degli uffici pubblici, sono convinto che sia possibile una rivitalizzazione delle stesse solo a patto che le si voglia leggere in un modo tutto nuovo. Non più come grande contenitore saturo di umanità da svuotare al mattino e riempire la notte, bensì come catalizzatore di eventi, produttrice di stimoli, ospite di creativi e creatività che riesca davvero ad imporre quello sviluppo tanto auspicato a parole ma poco perseguito nei fatti. La periferia deve diventare la città di oggi. E ciò può avvenire solo se si riuscirà a creare un’alternativa a quel dilagare abitativo che si propone come unica soluzione alla grande risorsa costituita dalle aree dimesse. Un’alternativa che, a mio parere, può essere rappresentata dal giusto mix che solo la contaminazione può garantire. Quando l’ambito artigianale, commerciale, abitativo, professionale, ma anche culturale, etnico e generazionale riescono a contaminarsi vicendevolmente, il risultato è quello della nascita, anzi rinascita, di un’identità forte e tenace, in grado di connotare luoghi che agli occhi dei più potrebbero apparire come disordine ma che in realtà conserverebbero un ordine nascosto capace di far assumere alla periferia un ruolo nuovo e, perché no, preminente. E se ciò non bastasse allora l’intervento del Comune, in collaborazione con le associazioni sportive, culturali e di volontariato dovrebbe avvenire in maniera diretta, strutturando veri e propri centri d’aggregazione NON AUTOGESTITI come laboratori culturali, sale prove musica a costi accessibili anche ai giovanissimi, playground sullo stile americano dove poter praticare attività sportiva senza recarsi nelle cattedrali dello sport, ecc.
Vengo ora al tema dei grandi eventi. Sono assolutamente favorevole, e l’ho scritto anche sui giornali, alle grandi mostre. Non voglio entrare nello specifico e giudicare se un pittore o un quadro siano preferibili ad altri (non ne ho la capacità) ma giudico vitale che una città (che per anni è vissuta in una sorta di narcolessia culturale) possa entrare in un circuito virtuoso come quello delle grandi mostre d’arte e culturali. Intendiamoci. Questo non significa che debbano essere trascurate tutte le altre manifestazioni minori o di nicchia. Le cose possono andare di pari passo. Ma sono convinto che lo stimolo che deriva da una serie di grandi iniziative possa solo essere positivo. Sotto vari profili. Quello culturale, ovviamente, quello turistico e, perché no, quello commerciale. Tanti negano il cosiddetto indotto, eppure io ci credo. Ed una testimonianza diretta la posso portare non solo per la nostra città, dove sono certo che i molti turisti che hanno visitato le mostre si siano poi rilassati con qualche acquisto extra, ma anche con la piccola città di Sarzana, dove a settembre dello scorso anno mi sono recato con famiglia per assistere al Festival della Mente. Ebbene seppur solo per 3 – 4 giorni, vi posso garantire che non c’era una stanza d’albergo o bed and breakfast libera nel raggio di trenta chilometri (sono dovuto andare a La Spezia). E certamente l’anno prossimo tornerò in quelle zone che ho scoperto grazie al Festival della Mente.
Nell’ambito dei grandi eventi condivido meno la notte bianca. Per vari motivi. In primo luogo le dimensioni della nostra città, a mio avviso, non sono tali da poter reggere l’afflusso contemporaneo e ristretto in poche ore di centomila persone. Non solo, infatti, si creano enormi code in ingresso ed in uscita, ma persino nella città ci si riesce a spostare a fatica a piedi per godersi i vari spettacoli che durante la notte vengono organizzati. Inoltre, non amo (ma questo è un parere strettamente personale) lo scadimento che questo genere di eventi porta spesso con sé (ubriacature in primis). Allora, come ho già avuto modo di affermare anche nell’ambito della Commissione Cultura di cui faccio parte, preferirei che la manifestazione fosse diluita in più serate (magari senza eccedere con gli orari come accade nbella notte bianca) estesa anche alle periferie (tanto per tornare al discorso di prima), con un maggior controllo ed un minor accavallarsi di eventi che sicuramente, anche volendo, non possono certo essere apprezzatti tutti in una sola notte.
Mi rimane, per chi ha avuto la voglia di seguirmi fin qui, il tema del Registro delle Unioni Civili. Argomento sicuramente difficile da liquidare in poche battute per complessità e delicatezza. Devo dire che su questo, come su qualsiasi altro tema mi pongo sempre con il medesimo approccio: un determinato provvedimento limita o amplia la libertà dei cittadini? Se la limita sono contrario, se invece esso la amplia allora sono favorevole. Quindi non mi scandalizza il fatto che persone conviventi chiedano di poter accedere a determinati diritti che oggi sono ad esse preclusi. E non mi scandalizza proprio in ragione del fatto che questo non rappresenta un limite per nessun altro. Questo il ragionamento ancora generale. Nella fattispecie poi bisognerebbe analizzare approfonditamente e nel dettaglio la proposta di legge oggetto della discussione, in modo non ideologico ma prammatico, valutando se davvero il codice civile oggi non soddisfi già determinati requisiti o se davvero sia necessaria una normativa ad oc, e soprattutto se il ddl sia ben scritto o meno. Il tutto ripeto con la massima apertura mentale e senza preclusioni ideologiche.
@ Alexis De Tocqueville
mi sorprende e molto questa domanda da parte di chi utilizza uno pseudonimo come quello del grande scrittore,politico e storico liberale autore del famosissimo “La democrazia in America”. E ti spiego subito perchè. Anzitutto l’ordinamento italiano prevede il diritto per chiunque (con l’eccezione della Magistratura, potere autonomo ed indipendente, dove è prevista la formula dell’aspettativa) di rendersi disponibili all’elettorato passivo per poter contribuire con il proprio impegno alle sorti della nazione in cui vive. Se si cominciassero a porre delle limitazioni a questo diritto costituzionalmente garantito non si finirebbe più, perchè a questo punto si dovrebbe sindacare anche il fatto che Presidi o insegnanti ricoprano cariche politiche o amministrative (anche la scuola o l’università devono rimanere autonome dalla politica), commercialisti, avvocati, architetti, geometri, e professionisti in genere, perchè anch’essi potrebbero ritrovarsi in conflitto d’interessi, piuttosto che personale delle amministrazioni pubbliche (le quali devono essere estranee al potere politico). Praticamente oltre metà della popolazione non potrebbe candidarsi e, più della metà di tutti gli eletti in tutte le amministrazioni locali e nazionali dovrebbe lasciare il proprio incarico.
Comunque, entrando nel caso specifico, ovvero il mio, ti posso garantire che il rispetto che ho per l’amministrazione in cui sono eletto e per l’Associazione di categoria per cui presto quotidianamente la mia opera, mi permettono di svolgere perfettamente (nel senso della mancanza di conflitti di interesse) entrambi i ruoli. Vedi A.d.T., al di là di casi molto specifici, in cui dovesse emergere anche il minimo sospetto di conflitto di interesse (per cui come ha fatto qualche mio collega, mi alzerei e uscirei dall’aula per quel singolo provvedimento), in generale se si ha la capacità di saper distinguere il proprio operato sulla base di chi si rappresenta in quello specifico momento il problema non si pone. Inoltre nel mio caso, come hai giustamente specificato, all’interno dell’API sono un funzionario, ovvero un organo esecutivo e non politico che invece è rappresentato da un Presidente (Imprenditore) da una Giunta (Imprenditori) e da un Consiglio (Imprenditori). Pertanto stai pur certo che mai un numero tale di imprenditori, per carattere e per ruolo, si potrebbe far condizionare politicamente da un funzionario.
fossero tutti cosi!!!
purtroppo sei uno dei pochi a scontrarti con l’amministrazione…
io ci ho provato, da piccolo consigliere inesperto hanno fatto di tutto pur di non darmi spazio.
questo spazio lo prendero’ quando sara’ il momento.
devo pero’ fare una precisazione…( come ho cercato di far capire ad alcuni giornalisti)
la stazione che chiamano FNM Grandate, purtroppo per Como si trova nel nostro territorio cioe’ BRECCIA, all’esterno, in completo stato di abbandono,manca la cassetta delle lettere,mancano i posti riservati alle persone diversamente abili,(sperando che non parcheggino persone sane) versa in uno stato di schifo…sporco dapperttutto.
so per certo che sarebbe bastata una telefonata per comunicartelo per far si che tu prestassi il tuo interessamento.
ho preferito scriverti…non dico domani ma in questi giorni manda qualcuno a verificare,di sicuro la troverai ancora nello stato attuale.
a giorni ci sara’ consiglio alla 9 ospite d’onore la d.ssa Veronelli……
mi piacerebbe che qualche giornalista ci raggiungesse.
chedero’ se le circoscrizioni servono solamente per i voti!!!!
fin adesso e’ stato cosi’.
buona serata a tutti.
Ringrazio per la velocità della risposta che leggerò con attenzione essendo abbastanza lunga.
Vedo che si esprime anche una ragionevole opinione sull’Istituzione del Registro delle Unioni di fatto che voglio considerare come un segnale di disponibilità a ragionare su argomenti complessi che, oggettivamente, non colgo in moltissime posizioni estremistiche presenti nel centro-destra.
Il che ci dimostra che anche il centro-destra, come il centro-sinistra, è composto da posizioni anche radicalmente opposte su molti temi.
Continuo a non capire perchè molti di noi debbano cercare di convincere persone che sono lontanissime da sè sotto il profilo culturale (nel mio caso molti della Margherita e della sinistra “antagonista”) e, per motivi derivanti in gran parte dai sistemi elettorali, non possano trovare un punto d’incontro con persone con cui condividono una visione liberale ed aperta della società e di come essa si possa sviluppare sia sotto il profilo economico che sotto il profilo sociale.
scusate il messaggio era per Stefano Rudilosso
@ Triioduro di azoto
Caro Triioduro di azoto, mi fa piacere che dopo la premessa esplosiva (che rende l’onore che merita al suo pseudonimo) Lei abbia proseguito in modo costruttivo e non si sia fermato quindi all’istintiva reazione che comprensibilmente tanti cittadini hanno di fronte alla politica. Mi rendo conto, infatti, che di buone intenzioni sono lastricate le via della politica
, ma chi mi conosce sa che non ho mai raggirato nessuno nè penso di avere la reputazione di personaggio politico-opportunista. Ho sempre girato molto per la città, partecipando anche ad assemblee di quartiere e cercando di comprendere i problemi delle diverse zone e e fasce di popolazione (bambini, giovani, adulti, anziani). Tuttavia ho pensato che coloro che vivono o lavorano in una certa zona possano meglio individuarne le criticità e pertanto, nella fase in cui si stila il programma elettorale, e ripeto senza voler raggirare nessuno, ho creduto utile rivolgermi ad essi per approfondire problematiche e limiti. Conosco sufficientemente bene il quartiere in cui Lei vive per aver svolto per un anno il servizio civile come autista soccorritore (e dieci anni come volontario) presso la Croce Rossa di Sagnino in Via Segantini. Perciò ho ben presente le vie Vela, Marchesi, piazzale Anna Frank o Via Brogeda. Conosco lo stato di abbandono che stanno attraversando, il prezzo che pagano per essere terra di frontiera e svincolo autostradale, e tutti i probelmi che una dogana commerciale porta con sé. Ho preso buona nota delle sue segnalazioni in merito alla necessità di una rotatoria in piazzale Anna Frank che elimini i semafori (quindi mi informerò subito presso gli uffici comunali circa la fattibilità tecnica e l’eventualità che magari non sia già prevista). e riguardo anche all’area di Lazzago dove, effettivamente, si percepisce un forte disordine. Riguardo alla Chiesa di Pontechiasso, le confermo il fatto che la competenza non è del potere temporale bensì di quello ecclesiastico (anche perchè se lo Stato o il Comune finanziassero la costruzione o ristrutturazione dei luoghi di culto Cattolici, poi inevitabilemente dovrebbero, per equità, garantire medesimo trattamento a tutte le altre confessioni e religioni). Per di più le dico che annualmente, credo da sempre, il Comune stanzia un piccolo contributo alla Curia, la quale poi lo gira alle diverse parrocchie della città…probabilmente la Curia aveva altre priorità rispetto a Pontechiasso.
Riguardo al Sexy shop mi pare che l’Onorevole Benzoni abbia già comunicato di voler presentare un’interrogazione al suo collega di partito Ministro Bersani. Però devo dirle la verità: tutto questo clamore mi sembra eccessivo. Non mi pare che le vetrine siano trasparenti e penso che il proprietario non abbia alcun interesse ad attrarre minori. Oltrettutto è molto peggio vedere certi spettacoli che vengono trasmessi in Televisione a tutti gli orari o navigare in internet senza filtri o controlli da parte dei genitori come mi risulta molti minorenni siano usi fare. Oppure, come mi è capitato in pieno giorno nelle zone di Alzate Brianza, incappare in prostitute seminude che attendono i clienti. Queste, a mio avviso, sono situzioni più problematiche rispetto ad un negozio con le vetrine oscurate e la porta a scatto. Per il resto, ripeto, ho preso buona nota.
@ Leinonsachisonoio
Bella domanda: le cose che avrei voluto fare e non ho fatto…beh sono tante e nessuna al tempo stesso!
E non è una risposta da politico
Il motivo è presto detto. La L. 142/90 e successivamente le L. c.d. Bassanini hanno svuotato, e anche molto, il ruolo del consiglio comunale. Ora infatti gran parte delle materie con le quali si gestisce una città sono di competenza esclusiva della Giunta e dei Dirigenti (attraverso le c.d. determine). Certo questo ha permesso una velocità maggiore rispetto agli anni passati, quando lunghe discussioni in Consiglio rallentavano qualsiasi iter (dalla nomina di un amministratore in società partecipate, a qualsiasi altro atto) e l’efficacia dell’azione amministrativa era sicuramente inferiore rispetto agli anni successivi al 2000 (anno dell’ultima Bassanini). Ora il Consiglio Comunale fa pochi atti importanti (approva il bilancio, il piano regolatore e le sue varianti, i piani attuativi) e molti atti secondari (mozioni, ordini del giorno, ecc. dal valore simile al passaggio di acqua fresca…:-( ) Questo per dire che gli strumenti in mano ad un consigliere comunale sono davvero pochi; Tutto o quasi è di competenza e responsabilità dei singoli assessori. Ti basti sapere che ormai tre anni fa la Commissione Cultura di cui faccio parte ha approvato all’unanimità di posizionare alle porte della Città il cartello recante la scritta “Como Città di Volta”…ebbene all’ora in cui sto scrivendo, dopo tre anni, dei cartelli non v’è nemmeno l’ombra. Non chiedermi perchè.
Comunque tornando alla Tua domanda, di sicuro avrei voluto contribuire ad una maggiore rivitalizzazione delle periferie, ma questo obiettivo, nonostante fiumi di parole verbalizzate dai miei interventi, nostante pressioni fatte in ogni modo…mi pare non sia stato raggiunto. Altro aspetto, troppo grande però per me solo (c’è di mezzo oltre al Comune, la Provincia, Spt, due gare d’appalto, ecc.), che avrei voluto veder migliorare è quello della mobilità pubblica. Infine, e mi fermo, le politiche giovanili. MA anche qui il discorso è il medesimo.
@ Riccardo Terzo
Ti ringrazio e raccolgo anche la tua segnalazione! Nel caso della Stazione FNM di Grandate ammetto che non conoscevo lo stato di degrado, anche se una certa dose di responsabilità è sicuramente da ascriversi alle stesse Ferrovie Nord.
Sulle circoscrizioni (intese questa volta come organo di decentramento amministrativo) ci sarebbe un grande ragionamento da fare. Di sicuro, così come sono concepite, non vanno assolutamente bene. Non hanno autonomia di spesa e non riescono ad incidere sulla macchina comunale. La riforma è rimasta nel cassetto di qualche ufficio. E la cosa è assurda. Ma mi fermo qui.
@stefano…
all’esterno della stazione…
la stazione di BRECCIA-GRANDATE e’ in ordine.
non e’ colpa tua, sono io che scrivo male….
per quanto riguarda le 9 circoscrizioni stai tranquillo che qualcosa si sta’ muovendo io per primo!!!
La ringrazio per la risposta efficace ed intelligente che mi ha indirizzato .
Lo so ,Ponte Chiasso è un quartiere con problematiche un po’ complesse ,dovute perlopiù alla presenza della dogana commerciale e della sua tipica collocazione territoriale che ne fa appunto un confine di Stato ,abbastanza transitato da mezzi pesanti e non .
Le confesso in verità che la questione sexy shop non è in realtà per me un vero problema etico-educativo, anzì,penso che il caso sia stato enormemente gonfiato da personaggi un po’ troppo falso-moralisti .Ho voluto esporre quanto gli abitanti della zona a sentir dire o leggere sul principale quotidiano di Como lamentano – perciò ho incluso tale sito come problema – per me i problemi sono ben altri e il sexy shop può restare dov’è .Non è questo di certo il principale difetto del quartiere ! …tra l’altro io la penso come Lei e in più confesso senza vergogna che ogni tanto frequento quello in via Napoleona .Tanto per farle capire in modo ironico che il caso in oggetto non si identifica col pensiero della mia persona .
Beh…! che Ponte Chiasso sia in abbandono è sotto gli occhi di tutti ,soprattutto agli occhi dei turisti che si recano in Italia .Anche se le altrettante qualità della frazione italiana le ha Chiasso ,eppure… si nota la differenza – ma non è mia intenzione aprirne in merito un dibattito .Anzi, accolgo con serietà le sue affermazioni e la sua voglia di impegno nei confronti di possibili future migliorie che, possano offrire alla zona in qualità,servizi ed esigenze varie – un aspetto decente per tutti i cittadini.
La ringrazio ancora per la risposta e l’interesse mostratomi,non mi resta che augurarLe auguri e buon lavoro.
mi scusi per l’esplosione di sarcasmo che ho avuto in precedenza.
trioduro di azoto
@stefano…
). Quale è la posizione, sia tua sia del tuo partito, riguardo l’università dell’insubria e i suoi spazi?
Ho solo una odmanda (per ora
Mi spiace che ti sorprenda il mio quesito.
Nasce proprio dal riferimento al pensiero liberale e ad AdT.
Il punto non è l’eleggibilità libera di tutti i cittadini e nemmeno il “conflitto d’interessi”.
Di quest’ultimo si parla troppo e a sproposito spesso.
Il punto è un altro.
E’ che una democrazia meglio funziona se esistono corpi intermedi che,. separati dalla sfera politica, in una sana dialettica aiutino a perseguire il bene comune e a rendere più coesa la società.
Questo è il messaggio tra gli altri di AdT.
Leggo che nella tua associazione sei un semplice esecutore.
Va bene cosi’ se ritieni che ciò non crei problemi e incompatibilità.
Mi verrebbe qualche dubbio, invece, se il tuo ruolo fosse diverso come avevo capito leggendo il tuo curriculum.
E soprattutto se la tua associazione fosse in qualche modo impegnata o coinvolta nella tua elezione e nel tuo impegno politico.
Ciao
belle parole ma ormai molti cittadini non si fidano più dei politici (di qualunque appartenenza) ne delle loro promesse in politichese.
Invece che predicare al vento……..come diceva qualcuno “fatti non pugnette”.
Soprattutto programmi seri precisi dettagliati e realizzabili in tempi certi solo allora potrete recuperare un briciolo di credibilità.
Fate ciò che promettete e non limitatevi, come accade armai da troppo tempo, solo a criticare ciò che hanno o non hanno fatto gli avversari.
Al rientro da Milano dove mi sono trattenuto durante la giornata per motivi di lavoro posso rispondere ai commenti di oggi. Andando con ordine:
@ Triioduro di Azoto
), fa parte della dialettica di ciascuno. L’importante è intendersi. E mi pare che ciò, parlando (o meglio…scrivendo), sia avvenuto.
Nessun problema per il sarcasmo (e per l’esplosione
@ 15 Anonymous
) ha bisogno di una forte identità che, inevitabilmente viene garantita dalla concentrazione in un unico luogo. Che naturalmente deve essere caratterizzato non solo da aule ma anche da aree libere, mense, bar, chiostri e cortili e magari anche un piccolo campo sportivo, dove gli studenti possano incontrarsi prima e dopo le lezioni, confrontarsi, studiare insieme, scambiarsi gli appunti, bere qualcosa in compagnia. La polverizzazione in anonimi palazzi, o peggio, l’utilizzo di strutture momentanee di certo non favoriscono questo fenomeno. Oltretutto mi chiedo cosa si potrebbe rispondere ad un giovane straniero che per strada ci dovesse chiedere indicazioni per l’Insubria…penso che dieci comaschi diversi lo indirizzerebbero in dieci luoghi diversi. Certo i fondatori dell’Università, cui comunque va dato grande merito, motivano questa situazione con l’impossibilità di attendere la costruzione di una struttura ad oc. In sostanza se non si fosse proceduto in questo modo, molto probabilmente l’Università a Como oggi non sarebbe una realtà…Non stento a crederlo… però qualche sforzo per evitare l’eccessiva diffuzione poteva essere fatto una quindicina di anni fa. Ora possiamo comunque essere ottimisti, visto che a breve, grazie all’impegno di Comune, Università, Univercomo e altri enti (mi scuso se non li cito tutti) verranno consegnati due gioielli all’Insubria: Sant’Abbondio e Palazzo Natta. Naturalmente il sogno rimane il Campus a San Martino. E forse, da quanto sento, non è così lontano dalla sua realizzazione.
Il tema dell’Università a Como è importante e molto complesso. Per quanto riguarda l’Insubria concentrerei l’attenzione su due aspetti. Quello logisitico (gli spazi) e quello didattico. Per quanto riguarda il primo aspetto devo dire che l’idea dell’Università “polverizzata” in decine di sedi in una città tutto sommato piccola come Como non l’ho mai condivisa. A mio avviso, infatti, un’Università, soprattutto recente come l’Insubria (non è ancora maggiorenne
Passiamo ora alla didattica. E con questo non voglio certo giudicare la qualità dell’insegnamento che penso sia eccellente (tra l’altro numerosi professori della facoltà di Legge li conosco bene visto che ormai dieci anni fa …sigh….erano assistenti presso la Statale di Milano dove mi sono laureato…e devo dire che erano e sono bravissimi). La riflessione che voglio estenderti è un’altra. Sono fermamente convinto che le facoltà di Como debbano promuovere un’offerta formativa originale ed alternativa rispetto alle medesime facoltà di tutte le altre province della Lombardia. Altrimenti l’effetto è semplicemente quello di trasferire l’Università sotto casa agli studenti. E ciò mi pare quantomeno riduttivo. Se pensiamo che nel XIII secolo (anno in cui presumibilmente è nata la prima, vera, Università Europea a Bologna) gli studenti si spostavano in massa da un comune all’altro (e proprio dallo spostamento di queste masse ingovernabili di studenti nacquero poi le altre Università di Siena, Modena, Padova ecc.) alla ricerca dei migliori professori o comunque alla ricerca delle migliori condizioni di studio…questo dovrebbe stimolarci davvero a far sì che l’Insubria, come del resto il Politecnico, diventino poli attrattivi per l’originalità, la novità, lo spessore delle discipline che in esse vengono insegnate. Ripeto, replicare pedissequamente facoltà di cui la Lombardia è satura, a mio avviso, non ha molto senso.
@ 16 A.d.T.
penso che ci siamo intesi.
@17 Anonymous
Condivido il tuo appello alla pragmaticità ed al rispetto delle promesse. L’importante è però non cadere nel qualunquismo…se è vero, come in certi casi lo è, che molti politici parlano a vanvera e certe promesse non vengono mantenute, al tempo stesso ci sono anche persone serie che magari tentano di dare il proprio contributo in modo utile. E poi, a mio parere, la lamentela generica rischia di diventare sterile. Il mio invito quindi è quello alla PARTECIPAZIONE. Nella forma che ognuno preferisce. Diretta, candidandosi ed entrando quindi nelle istituzioni. Indiretta, stimolando gli eletti con proposte scritte, interventi, e quando serve, critiche puntuali. Insomma, un po’ lo scopo che mi sono posto con il mio sito e gli interventi sul blog.
Magari qualche risultato in più potrebbe arrivare.
@stefano rudilosso.
ciao sei riuscito a farti un giretto?
io ho gia’ raccolto tutti i dati,e immagini delle 9c.
come gia’ detto l’unico a cui daro’ una mano sarai tu,come persona,mentre per gli altri sara’ battaglia a denti stretti.
visto i risultati di questi ultimi anni ci si rende conto di quanto questa giunta abbia fatto.
non si puo’ attribuire tutto il merito a questa giunta per l’abbattimento della ticosa,negli anni sono state tante le persone che hanno lavorato per far si che quella zona si potesse rivalutare.
non so come i cittadini comaschi vedranno la piazza benso conte di cavour….paratie?
troveremo l’acqua in via milano???
a presto rik
@riccardo terzo.
ho letto cio’ che hai scritto un po’ ovunque,la gente ne sta’ parlando molto ho ricevuto diverse telefonate, la domanda sempre la stessa…ma questo individuo chi sara?
ho visto che scrivi a stefano rudilosso,vi conoscete, non sono ancora sicuro ma ho la sensazione che vi conosciate bene.
bando alle ciancie…molto interessante il tuo interessamento verso le circoscrizioni,cosa che negli ultimi ani non ha fatto nessuno.hai ragione quando dici: i comaschi vogliono poche cose,lampioni funzionanti, strade apposto,ecc.ecc.
i miei complimenti… un dubbio mi rimane, da che parte stai?
(inteso come partito politico)
mi piacerebbe fare 4 chiacchere
@@@
Home Page: Questo blog nasce per…..
Chi mi sa SPIEGARE perche’ mi sono spariti alcuni messaggi inviati ?????????????????????
Eppure li avevamo VISTI IN RETE
La Citta’ dei MISTERI
Il cretino che ha scritto questo commento spacciando per Correngia… è proprio un poveretto mi scuso con il Consigliere.
Bel intervento Corengia! Il suo apporto è di notevole spessore!
Buon lavoro gran lavoratore!
@22. a cosa e a chi si riferisce???
voglio sperare, anzi sono certo, che il commento nr. 22 a questo post non sia del collega consigliere e avvocato Claudio Corengia, perchè non lo riconosco assolutamente, perciò stasera in Consiglio ne chiederò conto, pur continuando ad auspicare che si sia trattato di un fastidioso falso ideologico da parte di qualche buontempone che ha approfittato dell’assenza del gestore del blog.
venendo ai temi proposti, non solo ho fatto un giro in alcune delle zone citate, ma mi sono anche informato presso gli uffici comunali circa eventuali piani di intervento già deliberati o comunque in fase di progetto.
Area Breccia – Lazzago: l’area all’esterno delle FNM Breccia – Grandate (effettivamente in stato di degrado) sarà oggetto di una generale risistemazione, in particolare verrà messo a nuovo il parcheggio e la zona limitrofa con un investimenti da parte di Como Servizi Urbani (società che gestisce il parcheggio) di 400.000 Euro. Proprio pochi giorni fa sono terminate le procedure burocratiche per la messa in gara dei lavori che, quindi, inizieranno nei tempi tecnici di aggiudicazione dell’appalto. Un’operazione di risistemazione interesserà anche la rotonda circostante e la strada che porta a LarioTir; in questo secondo caso i tempi sono un po’ più lunghi in quanto si tratta di lavori connessi alla nuova bretella, riservata ai soli mezzi pesanti, che collegherà l’uscita Como Sud dell’A/9 con i diversi centri di ricovero e pratiche doganali per i TIR che varcano il confine. Quest’opera è particolarmente rilevante perchè andrà ad alleggerire la rotonda di Lazzago, in quanto tutti i mezzi pesanti potranno evitarla percorrendo la bretella a loro dedicata che, appunto, li condurrà direttamente nei centri TIR succitati.
Area Pontechiasso – Piazzale Anna Frank: sembra che vi siano difficoltà per la realizzazione di una rotatoria e conseguente eliminazione dei semafori anche a causa della presenza di un forte rallentamento qualche metro più avanti costituito dalla dogana (sembra infatti che essa potrebbe vanificare gli effetti generalmente positivi delle rotatorie) in ogni caso approfondirò tecnicamente la questione. Notizia positiva è che il piazzale verrà migliorato con una generale messa a nuovo delle aiuole e dei cordoli spartitraffico. E’ poco ma è sempre qualcosa.
pregasi cancellare il commento n° 22 visto che non l’ho scritto io e non fa altro che avallare il mio proposito di non scrivere più in questo blog
@25. Grazie per l’interessamento e la velocita’ di risposta fosse sempre cosi’ anche per gli altri componenti di giuna e consiglio.
@26.
Se cosi’ fosse, annulli la mia domanda. sa in questi giorni e capitato di tutto.
io avevo cominciato a scrivere su questo blog perche’ i quotidiani non danno spazio.
sir visto che è tornato può cancellare il post falsamente attribuito a me…
p.s. dovrebbe comunque far qualcosa per evitare che ci siano persone che commentino spacciandosi per altre..io nn posso guardare il blog tutto il giorno per segnalare eventuali commenti fatti falsamente a mio nome
Fatto ho corretto.Mi scuso.
Egregio Consigliere Rudilosso, credo Lei possa fare qualcosa per me, può fornirmi indicazioni a norma del Codice della Strada e secondo il catasto delle strade di cui ogni comune con popolazione superiore ai 30 mila abitanti deve essere dotato, come è classificata quello stupendo tratto di strada che corrisponde al nome di VIALE GENO che trovansi nel Comune di Como?
…tempo tecnico per informarmi e Le faccio sapere…se poi volesse anche andare oltre ed eventualmente illustrarmi la Sua necessità/proposta riguardante quello stupendo tratto di strada …non si faccia alcun problema. Può scrivermi anche in forma riservata utilizzando la mail info@rudilosso.it
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