HEIL HITLER di Rolf Hochhuth
I silenzi della Chiesa sono inquietanti ma esiste anche una letteratura che non è stata ricondotta alla normalità. Far passare un messaggio…ecco, ricordare come erano nazismo e fascismo, quanto male hanno fatto. Cito non a caso “Il Vicario”di Rolf Hochhuth e “In nome di Dio” di Carlo Falconi (recente).
Ne parlo perché, avvicinandosi la “Giornata della memoria”, proprio Rolf Hochhuth, drammaturgo, è nuovamente protagonista, in positivo, per la commedia “Heil Hitler”in scena a Berlino, all’Accademia delle Belle Arti. Narra come può scatenarsi la pazza fantasia di un ragazzo, un adolescente tedesco, all’epoca del terzo Reich.
Till è un ragazzino di 17 anni, inquieto e disperato, che vuole vendicare il padre deportato e assassinato a Buchenwald perché si rifiutava di fare il saluto nazista. Decide così di fingersi pazzo e di farsi beffe del regime; diviene censore di ogni deviazione dal pensiero nazista, denuncia il vicino di casa alla Gestapo, è in preda ad una venerazione del Furher ossessiva ma in apparenza sentita e avverte, quasi come un tic, l’esigenza di omaggiare Hitler facendo in continuazione il saluto nazista con il braccio teso e un “Heil Hitler” gridato a squarciagola.
Il risultato è sorprendente ma scontato: Till viene ricoverato in un istituto psichiatrico e comincia la parte tragicomica dell’opera. La malattia del ragazzo è definita dai medici “ipertrofia della passione hitleriana” e i medici hanno serie difficoltà dichiararlo insano: è un discepolo fedele dell’ortodossia nazionalista come può essere matto? Anzi quasi viene il sospetto che i matti siano loro, i medici che lo vogliono curare. Ma tant’è: Till non viene mandato in guerra al fronte e rimane in manicomio. Sopravvive alla distruzione e alle vicissitudini dei combattimenti e potrà in seguito uccidere il vicino di casa che aveva denunciato il padre.
Dopo le recensioni che ho letto in questi giorni sullo spettacolo, tutte molto divertite, mi sono anche domandato se uno spettacolo del genere possa essere finanziato con soldi pubblici, magari, mi sono detto, lo ospitiamo a Como e il Comune ci dà un contributo. La cosa grave è che, nella diatriba peraltro prevedibile sullo spettacolo, a Berlino l’agenzia incaricata di pubblicizzare lo spettacolo si è rifiutata di diffondere le locandine che rappresentavano i personaggi che fanno il saluto nazista. Alla fine ha ceduto: in omaggio al principio della libertà dell’arte.








E quando qualcuno ricorderà cosa è stato il comunismo? Far passare un messaggio… quanto male ha fatto…
Comunque se lo danno a Como corro in sincerità a vederlo. Purtroppo per le locandine… non so se con la nuova Legge Mastella si potranno affiggere… Grandiosa legge!!!
Non so se essere più preoccupato per un’opera teatrale o per il commento di gola lacustre.
Scusare qualcuno accusando un altro è un gioco che non porta a niente; ognuno ha le sue colpe, le ha il nazismo ed anche il comunismo. Dire il nazismo è così ma anche il comunismo è cosà significa giustificare in un certo modo le atrocità naziste ed è inaccettabile.
Il comunismo ha le sue malefatte, nessuno lo nega, e chi lo nega è alla stessa stregua di chi difende il nazi-fascismo, basti ricordare le foibe in cui sono stati gettati centinaia di italiani dai comunisti di Tito, tanto per citare qualcosa che ci riguarda direttamente e non tirare in ballo il solito Stalin, che francamente con Hittler qualche somiglianza ce l’aveva, a mio parere ovviamente (vedi gulag).
Tutte le forme di oppressione sono da condannare senza se e senza ma, anche se l’ideologia che ci sta dietro è la migliore di questo mondo.
@Ulisse Mi spiace averti preoccupato, ma non volevo accusare nessuno. Volevo soltanto far notare come si dia sempre tanta voce allo sterminio nazista e i correlati misfatti fascisti, anche perchè vicini a noi, e così poco alla tragedia comunista.
Comunque ribadisco che andrò a vederlo, sempre che le locandine vengano affisse… Mastella permettendo!
La chiesa a salvato tanti ebrei ma nessuno ne parla … strano no !
Ma come mai nessuno parla dei migliai di eberi salvati dalla mia cara chiesa cattolica …
Ossequi saluti
il vostro amatissimo don Camillo
Perchè la Chiesa cattolica è male!!
Perchè la Chiesa cattolica è amica del nazismo!!
Perchè la Chiesa cattolica non ama le democrazie ma solo i regimi!!
Perchè la Chiesa cattolica ha salvato solo quelli sposati e gli eterosessuali!!!
………
@4 intervento fuori luogo. Che vuol dire che la Chiesa ha salvato tanti ebrei? Che forse doveva/poteva farli morire? Attenzione ad una utile distinzione. Ogni istituzione/partito/associazione è fatta di persone. Questo ci dice che le persone possono fare delle cose, giuste o sbagliate il giudizio viene dopo. Ora mi domando: salvare gli ebrei è giusto. C’erano alternative? Allora se la Chiesa qui ha operato bene si dice che lo ha fatto. Quello che c’e’ in discussione mi pare è: a prescindere dai singoli episodi, c’è un orientamento di fondo che caratterizza la Chiesa? Io penso che tanti gerarchi cattolici abbiano finito per portare quel consenso necessario a tante dittature. Bergoglio? Dove lo mettiamo? Ratzinger? (leggere PER MISERICORDIA ed. Kaos o consultare documenti ufficiali chiesa tedesca e della congregazione per la fede con Prefetto Ratzinger); e ancora Pio XII? Dimenticati? O il collaborazionismo durante le giunte franchiste? Nessuno si illuda che esiste un furore iconoclasta. Però ci si chiede: chi predica amore e carità (Deus Caritas est) può tacere sui crimini dell’istituzione? Possibile tacere sulla pedofilia? Possibile condividere con i regimi tipo Pinochet responsabilità immorali? Allora la Chiesa ammetta: è fatta di uomini, che possono a seconda delle circostanze agire bene o male. La Chiesa dovrebbe agire senza opportunità, ma predicando un messaggio proprio che è universale, inclusivo, di aiuto. I pacs? No, giammai meglio avere un’idea, difenderla e che gli altri si arrangino, i diversi soffrano pure. I divorziati? No, niente eucarestia, meglio che siano esclusi da Dio e vivano esclusi anche dalla comunità cristiana. Con l’ipocrisia che i preti pedofili sono cosa a parte, non si deve sapere, meno se parla, insomma devono essere dentro tutti per far saltare il banco (caso Americano). E poi…il potere della Chiesa. Spirituale o temporale? Monsignor Marcinkus…meglio che facci il prete in Brasile piuttosto che dare l’estradizione in Italia per i fatti dello Ior…ma chi ha negato l’estradizione? Chi ha impedito di sapere la verità? Ed Emanuela Orlandi? Cosa nostra? Cosa del Vaticano?
L’ipocrisia chi e cosa salvano? L’istituzione? la rendono migliore? Ne danno un immagine linda?
Ricordate Popper…Chiesa e Comunismo: due dogmi, assunti per veri a prescindere. Senza ammettere falsificazione alcuna. Ossia la perfezione assoluta. Hanno dentro la contraddizione impossibile da eliminare perchè a tutto si può dare giustificazione. Ma quale? Che in nome di un ideale è giusto far soffrire?
IL VICARIO di Rolf Hochhuth
di don Sergio Andreoli
1. SORPRESA E AMAREZZA
Manifesto pubblicamente sorpresa e grande amarezza per la presenza, nel programma della prossima stagione di prosa, a Foligno, de “Il Vicario”, di Rolf Hochhuth, e invito a leggere i due contributi relativi alla figura di Papa Pio XII, pubblicati da http://www.folignonews.it in questi ultimi giorni.
2. ANCORA SORPRESA E AMAREZZA
Rinnovo pubblicamente la mia sorpresa e amarezza per la rappresentazione, a Foligno,
de “IL VICARIO”,
di Rolf Hochhuth,
e invito a leggere l’articolo all’indirizzo:
http://www.gesuiti.it/moscati/Ital4/Pio12.html
3. UN MANIFESTO OFFENSIVO?
Vorrei dar seguito a Sorpresa e amarezza, pubblicato nei giorni scorsi, chiedendo ai cittadini di Foligno – soprattutto a quelli che conoscono il legame storico tra la Città e la Chiesa -, se ritengono o no offensivo nei confronti del Sommo Pontefice Pio XII, il manifesto che è stato affisso, per annunciare la rappresentazione teatrale IL VICARIO.
Possono esprimere la loro opinione, scrivendo a: sergio.andreoli1@tin.it
4. DALLAMAREZZA ALLA PROTESTA
Penso che sia lecito a chi, come me, non condivide le tesi di Rolf Hochhuth, autore de IL VICARIO, che sarà rappresentato a Foligno, protestare – con educazione, sicuramente! – e affermare senza tentennamenti che non esiste checché ne possa pensare qualcuno la libertà di calunnia e di diffamazione.
Esiste, invece, la libertà dalla calunnia e dalla diffamazione, cosa ben diversa, anzi contraria alla precedente: tutti dovremmo cercarla, conseguirla e difenderla.
Io tento di farlo a favore di Pio XII, sperando che anche a Foligno siano tanti quelli che la pensano come me.
5. LA FOTOGRAFIA DI PIO XII E IL MANIFESTO
Torno a chiedere ai miei concittadini, se il manifesto (manipolazione di una fotografia), che annuncia la rappresentazione de “IL VICARIO”, è o no, secondo loro, offensivo.
6. ANCORA SU IL VICARIO
Questa mattina,
alla riunione mensile del Clero della diocesi di Foligno,
presenti il Vescovo monsignor Gualtiero Sigismondi e il Vescovo emerito monsignor Giovanni Benedetti,
ho espresso la mia amarezza per la rappresentazione,
a Foligno,
de IL VICARIO.
7. UN ARTICOLO DE LA VOCE
Troppo chiasso sui silenzi di Pio XII:
è il titolo di un articolo di don Elio Bromuri,
pubblicato dal settimanale cattolico umbro La Voce
(www.lavoce.it),
nel numero 11, di venerdì 19 marzo, a pagina 7.
Ne consiglio la lettura,
anche perché cè una riferimento alla mia nota Sorpresa e amarezza, per il quale esprimo al direttore la mia viva gratitudine.
8. IL VICARIO A FOLIGNO
Il Corriere dellUmbria, http://www.corrieredellumbria.it , in prima pagina, oggi 20 marzo scrive: Appello via e-mail ai fedeli folignati. Parroco censura spettacolo teatrale.
Allinterno, a pagina 44, nella pagina Cultura § Spettacoli, Sabrina Busiri Vici firma il servizio: Il vicario fa sollevare il parroco che vuole difendere Pio XII.
So bene che i titoli non si devono attribuire agli autori degli articoli; per questo non li commento.
Ringrazio, invece, vivamente la Busiri Vici, e prima ancora il direttore del Corriere, per aver dato rilievo alla mia sorpresa e amarezza per la rappresentazione, a Foligno, di uno spettacolo, che offende il Sommo Pontefice Pio XII (certo, avrei gradito che i testi dei miei interventi fossero riportati integralmente, ma ).
Segnalo ai lettori, a titolo di informazione, il sito http://www.donandreoli.it , dove possono trovare tutti i passaggi di questa piccola storia folignate e prendo loccasione per ringraziare il direttore della Gazzetta di Foligno
(www.gazzettadifoligno.it), monsignor Germano Mancini, per aver dato spazio, nel numero in edicola, al testo Un manifesto offensivo?, e il direttore de La Voce
(www.lavoce.it) monsignor Elio Bromuri, che ha firmato, sul tema, un bellarticolo nellultimo numero.
Allattore Foschi, che ha rilasciato lintervista, mi permetto di rivolgere una domanda: Le è mai venuto il sospetto, durante lo spettacolo, di farsi portavoce di vere e proprie menzogne?. 9. UN RINGRAZIAMENTO E UN APPELLO
Esprimo il mio più sincero ringraziamento al direttore di http://www.folignonews.it , Alberto Mesca, per l’ospitalità che assicura ai miei interventi, riguardo alla rappresentazione teatrale tratta da “IL VICARIO”, un testo di Rolf Hochhuth, che ritengo offensivo nei riguardi del Sommo Pontefice Pio XII.
Rivolgo, poi, un appello, agli Ebrei, nostri fratelli maggiori, perché diano la loro testimonianza sul bene fatto alle famiglie Ebree dalle Chiese che sono in Umbria, e dal Papa, Pastore visibile di tutta la Chiesa, negli anni della persecuzione.
10. GRAZIE
Voglio anche ringraziare
Mario Macaluso,
responsabile del sito Internet http://www.cattolici.net
che ha ospitato i miei interventi.
11. DUE RINGRAZIAMENTI E UN APPELLO
Esprimo il mio più sincero ringraziamento al direttore di http://www.folignonews.it , Alberto Mesca, per l’ospitalità che assicura ai miei interventi, riguardo alla rappresentazione teatrale tratta da “Il Vicario”, un testo di Rolf Hochhuth, che ritengo offensivo nei riguardi del Sommo Pontefice Pio XII.
Voglio anche ringraziare Mario Macaluso, responsabile di http://www.cattolici.net , in cui ho pubblicato le mie note.
Rivolgo, poi, un appello, agli Ebrei, nostri fratelli maggiori, perché diano la loro testimonianza sul bene fatto alle famiglie Ebree dalle Chiese che sono in Umbria, e dal Papa, Pastore visibile di tutta la Chiesa, negli anni della persecuzione.
12. CORRIERE DELL’UMBRIA
Il Corriere dell’Umbria, http://www.corrieredellumbria.it ,
il 24 marzo, a pagina 47, ha pubblicato la mia nota “Il Vicario
a Foligno”, con il titolo Il Vicario e il parroco folignate.
13. ANCORA LA VOCE
Nel numero 12, del 27 marzo 2009, de La Voce, a pagina 12, si può leggere la mia nota su Il Vicario.
Esprimo la mia gratitudine per la risposta del direttore.
Segnalo anche l’articolo di pagina 6, firmato da M. R. V., dal titolo Pio XII: una vittima dell’ideologia.
De gustibus