Luca Gaffuri, Candidato Sindaco Margherita risponde al Blog…

gennaio 31, 2007 in Como by Sir Percy Blackeney

Luca Gaffuri Candidatro per le primarie, risponde alle domande poste a sue tempo da Lillo…  personalmente sono grato per la disponibilita´ anche perche´ comunque i candidati che scendono in campo attraverso questo mezzo dimostrano estrema disponibilita´ , accettano il confronto e dimostrano di ascoltare i cittadini.

Invito chi fosse interessato ad un proflo del candidato Luca Gaffuri ad andare qui

DOMANDA SU MOBILITA’ E TEMPI
Per evitare la paralisi viabilistica occorre che a Como circolino meno auto.

Perché ciò possa accadere si devono offrire ai cittadini soluzioni alternative più economiche ed efficaci in termini di costi, di tempo, di comodità, perché possano liberamente optare per lasciare l’auto fuori città. 

Como sul punto risente drammaticamente della mancanza di un attuale piano della mobilità e della sosta, di cui è urgente dotarsi e nel quale dovranno trovare spazio la previsione di efficaci parcheggi di corona da collocarsi presso nodi di interscambio (il parcheggio vuoto della Valmulini insegna).

Si può pensare ad una circolare su acqua, ma certo la realizzazione del sistema metrotranviario con possibilità  di interscambio multiplo è ancora la soluzione ottimale (di buon auspicio l’approvazione all’unanimità del Consiglio Regionale di un ordine del giorno da me presentato sullo Studio di fattibilità dei collegamenti tra Ferrovie Nord e Ferrovie dello Stato nelle tratte Como-Lecco, Como-Milano e Asso-Milano).

Si deve poi realizzare la tangenziale di gronda che connetta la rotonda del viadotto di Camerlata con lo svincolo della A9 e la Tangenziale di Como, per la quale  peraltro sono stati previsti  finalmente finanziamenti Statali nella legge finanziaria, iniziando dal tratto in galleria. Queste opere permetteranno di alleggerire il flusso di auto unicamente di transito sul territorio comunale, flusso che oggi, invece, contribuisce ad intasare in modo rilevante le arterie cittadine.

DOMANDA SU URBANISTICA
E’ un tema ampio e complesso che dovrò trattare necessariamente schematicamente,  anche se sono pronto e disponibile ad eventuali suggerimenti o richieste di chiarimento e approfondimento.
 
Nella redazione del Piano di Governo del Territorio occorre indicare come priorità il ridimensionamento della capacità insediativa prevista, attualmente sovradimensionata rispetto agli attuali e futuri bisogni

Occorre cambiare l’attuale visione Mono-Centrica di Como, dove esiste un centro unico che si identifica con il Centro Storico, con una visione  Multi-Centrica, dove i quartieri/periferia  non abbiano funzione unicamente di “risulta”. Occorre, pertanto, dotare di un “centro” i vari quartieri (ad esempio con la realizzazione di una piazza che possa aggregare) affinché siano autosufficienti per le funzioni urbane e sociali principali. Relativamente all’area ex Trevitex mi rincresce dover constatare come si sia persa un’occasione di dotare Camerlata di una piazza effettivamente fruibile dai residenti del quartiere.

Le aree di sviluppo della Como futura sono quelle di Via Scalabrini/Via Paoli sulle stesse si dovrà operare una attenta pianificazione in modo da garantire una presenza armonica tra attività produttive, di servizio e presenza residenziale.

Altre aree di sviluppo sono quelle di corona della convalle: area dell’attuale S. Anna, Scalo Merci, ex Albarelli di Ponte Chiasso.

Un pensiero particolare va alle aree della ex Caserma De Cristoforis e di S. Martino che vedo destinate a finalità universitaria con la realizzazione di un campus e di residenze per studenti.

Occorre incentivare l’insediamento di attività rare e di pregio ad elevato contenuto tecnologico, anche attraverso la realizzazione di appositi incubatori di imprese.

Si devono incentivare le attività primarie florovivaistiche, per garantire il verde collinare delle zone a nord ed il verde agricolo delle zone adiacenti all’Oasi del Bassone.

Si dovrà prevedere negli strumenti urbanistici quote congrue  di aree da destinare  a Orto Urbano e Giardino Familiare.

E’ necessario incentivare  le diverse modalità costruttive che utilizzano criteri bioclimatici, ecologici e di risparmio energetico, attraverso la riduzione degli oneri di urbanizzazione per chi le applica.

Va favorita la partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche, attraverso la creazione di “Laboratori Urbani” aventi sede nelle singole circoscrizioni.

Occorre realizzare un autonomo Piano del Verde, previo un monitoraggio delle aree a verde pubbliche e private esistenti.

Occorre realizzare un Piano del Colore, affinché gli edifici abbiano il giusto colore.
 
DOMANDA SU PERIFERIE
Le periferie si sentono giustamente trascurate. Tutti i problemi e le criticità presenti nella nostra città, nelle periferie sono accentuati. Pensiamo solo al problema del trasporto pubblico: non è difficile prendere un bus a Como, ma lo è prendere un bus per Como. Pensiamo al problema degli anziani: non è difficile per un anziano di Como trovare vicino a se tutti i servizi, ma lo è per quelli che abitano nei quartieri fuori dalla convalle e così via.

Credo innanzitutto che si debba procedere ad una mappatura dei bisogni, cosa che sino ad ora non si è mai seriamente fatta, dopodiché occorrerà investire in quelle zone  della città ove, peraltro, risiede la stragrande maggioranza dei cittadini.

Spesso non occorrono grandi ed onerosi interventi, ma una maggiore attenzione ad esempio alle strade, al verde, alle scuole, agli impianti sportivi.

Per il disagio giovanile non occorre inventarsi nulla di nuovo, ma riconoscere l’attività preziosa che svolgono gli oratori, la associazioni sportive, le associazioni genitori, più in generale il volontariato. Spesso queste realtà si sentono abbandonate, a volte addirittura appena tollerate, certo mai valorizzate come meriterebbero. Il Comune, sino ad ora, ha ritenuto che solo le iniziative promosse direttamente dallo stesso fossero meritevoli e tutte le organizzazioni sociali si dovessero adeguare, ringraziando per le opportunità che venivano loro data di volta in volta. Occorre una rivoluzione copernicana: è il Comune che deve ringraziare le varie organizzazioni sociali per le attività che promuovono a favore dei giovani: ringraziare ed ovviamente mettere a disposizioni le proprie strutture ed erogare adeguati contributi.

 
DOMANDA SU ETICA POLITICA: AMICI
Innanzitutto voglio dire che sono favorevole allo spoil system all’americana. Un nuovo Sindaco deve poter sostituire tutte le persone nominate nei vari enti dal Sindaco precedente.

Questi incarichi debbono infatti essere rivestiti da persone che abbiano due caratteristiche ben precise, entrambe peraltro ovvie: la prima è possedere competenza nel ruolo da ricoprire, mentre la seconda è avere la piena fiducia del Sindaco.

Queste due caratteristiche non possono essere slegate l’una dall’altra.

Per quanto riguarda il
ruolo di controllo delle minoranze, credo vada tutelato, ma proprio perché di controllo, vedo favorevolmente che un membro dei collegi sindacali possa essere indicato da queste ultime.

Rispetto agli amici, se sono amici non vanno certo ripagati, ma valorizzati, sempre  se hanno le caratteristiche di cui sopra. Mi auguro, comunque, di essere ancora invitato a cena da loro anche se diventerò Sindaco.

 
 DOMANDA SU ETICA POLITICA: LAVORO
Per la formazione che ho ricevuto, non posso pensare che la politica sia una professione, ma deve essere e rimanere una parentesi di un particolare impegno sociale.

Un politico per essere veramente libero deve mantenere una propria attività professionale, che gli permetta in ogni momento di dire anche dei “NO” e poter quindi ritornare alla propria occupazione.

Per quanto mi riguarda sento poi una particolare responsabilità nei confronti delle persone che attualmente lavorano nel mio Studio.

So che mantenere una professione non è facile, lo sto già sperimentando da quando sono stato eletto Consigliere Regionale.

Impegnare almeno otto ore della giornata all’attività amministrativa e continuare la propria attività professionale non è facile, occorre sacrificare tempo per te e la famiglia, ma se si crede in quello che si fa, la forza la si trova. 

DOMANDA SU ETICA POLITICA: CRITERI NELLE SCELTE DELLE CARICHE
Sul punto credo di aver sufficientemente già risposto.

Ripeto solo: competenza e assoluta fiducia riposta

 
DOMANDA SU REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI
Personalmente sono favorevole alla tutela dei diritti individuali delle persone che fanno parte di coppie di fatto ed a quanto contenuto nel programma di governo circa la necessità di approvare nel corso della legislatura una norma in materia.

Riguardo al registro delle unioni civili, dico semplicemente che si dovrà applicare quanto verrà approvato dal parlamento sul tema.

Senza la legge il registro non ha alcuna valenza giuridica e pertanto non serve a gran ché.

 
DOMANDA SU GRANDI EVENTI
In linea di principio sono favorevole.

Ricordiamoci però che la promozione della cultura e della socialità non può limitarsi a questi eventi, ma accorre anche promuovere costantemente iniziative anche meno eclatanti.

Si deve avere consapevolezza della differenza tra “cultura”, che prevede un progetto nel tempo che riguarda tutti ed “evento culturale”, che invece si riduce ad un unico momento non produttivo di nulla di significativo nel lungo termine e che riguarda solo le persone presenti all’evento.

La politica del Comune in campo culturale sino ad ora non è stata capace di integrare i due aspetti, privilegiando unicamente le iniziative ad effetto, come la “Città dei balocchi” o “La notte bianca”, spesso prive di contenuto culturale e che non sono state in grado di creare un “humus” che favorisse una crescita.

Non esiste attualmente una “rete” che metta in relazione tra loro le diverse realtà presenti in città, né esistono spazi  e tempi dove questa relazione possa avvenire. 

Non esiste un luogo stabile dove si possa produrre cultura e che possa essere di interesse anche per un pubblico, per lo più giovane, differente rispetto a quello che frequenta il Teatro Sociale.

Occorre pertanto partire dal basso cercando di costruire un clima che invogli e non ostacoli tutti quelli che hanno un serio progetto culturale da proporre,  è necessario investire sul lungo periodo favorendo la formazione di giovani artisti e la creazione di spazi adeguati dove potersi proporre.

Occorre formare un nuovo pubblico, stimolando l’interesse ed il gusto per il bello.

Si deve essere convinti che fare cultura non deve avere come obiettivo quello di realizzare introiti, ma significa fare società.

Una città che fa cultura è una città che si prende cura di tutti i suoi cittadini.