Dico

febbraio 9, 2007 in Como by insolitacommedia.it

Dico che poco è meglio di niente (rubo un commento al post cui rimando).

Dico che se un matrimonio dura in media tre anni (ennesimo furto di un commento al post di cui sopra), sembra eccessivo riconoscere stabilità alla coppia non sposata e quindi diritti e doveri, dopo ben 15 anni di convivenza come vorrebbero i papisti (non, i cattolici) o anche “solo” dopo 5 come vorrebbero i timidi laici. Di questo passo chiaramente sembrerà che il matrimonio tradizionale sia da considerarsi di serie B per effetto della sua fragilità statisticamente conclamata. Almeno questo penseranno con convinzione le generazioni dai trentacinque anni in giù.

Dico che se davvero si è evitato di sfornare un matrimonio di serie B, come impetra nelle sue dichiarazioni il Rutelli, non prevedendo la dichiarazione congiunta della coppia dinnanzi all’ufficiale dell’anagrafe, resta da capire se si sia riusciti a evitare che vi siano comunque dei figli di un diritto minore cui si propone per contrappasso un percorso moralmente più che corretto per stare insieme stabilmente, e quindi vedersi riconoscere diritti consueti per chi dice sì davanti a un altare o a un sindaco, quasi che questo bastasse per essere riconosciuti come vera famiglia e quindi vero fondamento della società.

Dico che siccome gli italiani (cattolici in primis) sono d’accordo con chi crede nella libertà di convivenza, questa legge che ha messo d’accordo le cosiddette “anime” del centro sinistra, è come molti altri provvedimenti del centro sinistra poco coraggiosa e piena di riserve. Perciò non mancherà di deludere e aprire inutili e fuorvianti polemiche sul matrimonio.

Dico che chiunque abbia un divorzio sulle spalle, a qualunque club religioso abbia deciso di iscriversi ultimamente, dovrebbe astenersi dal commentare questo provvedimento, per difendere la famiglia proveniente dal matrimonio dal presunto attacco che le sferrerebbe questa legge. Lui (o lei) dimostrano che le vie verso la distruzione del sacro valore della famiglia sono infinite e piene di fantasia.

Ma dico che c’è di peggio perché se l’onorevole Mastella, ministro della Giustizia, non voterà questa legge non difenderà la famiglia più di quanto non difenda la sua ipocrisia e non difenderà neanche se stesso per aver firmato un programma di governo in cui è stato promesso esplicitamente il “riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto.” Specificando che “al fine di definire natura e qualità di un’unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale. Va considerato piuttosto, quale criterio qualificante, il sistema di relazioni (sentimentali, assistenziali e di solidarietà), la loro stabilità e volontarietà.”

Francesco