Dico
febbraio 9, 2007 in Como by insolitacommedia.it
Dico che poco è meglio di niente (rubo un commento al post cui rimando).
Dico che se un matrimonio dura in media tre anni (ennesimo furto di un commento al post di cui sopra), sembra eccessivo riconoscere stabilità alla coppia non sposata e quindi diritti e doveri, dopo ben 15 anni di convivenza come vorrebbero i papisti (non, i cattolici) o anche “solo” dopo 5 come vorrebbero i timidi laici. Di questo passo chiaramente sembrerà che il matrimonio tradizionale sia da considerarsi di serie B per effetto della sua fragilità statisticamente conclamata. Almeno questo penseranno con convinzione le generazioni dai trentacinque anni in giù.
Dico che se davvero si è evitato di sfornare un matrimonio di serie B, come impetra nelle sue dichiarazioni il Rutelli, non prevedendo la dichiarazione congiunta della coppia dinnanzi all’ufficiale dell’anagrafe, resta da capire se si sia riusciti a evitare che vi siano comunque dei figli di un diritto minore cui si propone per contrappasso un percorso moralmente più che corretto per stare insieme stabilmente, e quindi vedersi riconoscere diritti consueti per chi dice sì davanti a un altare o a un sindaco, quasi che questo bastasse per essere riconosciuti come vera famiglia e quindi vero fondamento della società.
Dico che siccome gli italiani (cattolici in primis) sono d’accordo con chi crede nella libertà di convivenza, questa legge che ha messo d’accordo le cosiddette “anime” del centro sinistra, è come molti altri provvedimenti del centro sinistra poco coraggiosa e piena di riserve. Perciò non mancherà di deludere e aprire inutili e fuorvianti polemiche sul matrimonio.
Dico che chiunque abbia un divorzio sulle spalle, a qualunque club religioso abbia deciso di iscriversi ultimamente, dovrebbe astenersi dal commentare questo provvedimento, per difendere la famiglia proveniente dal matrimonio dal presunto attacco che le sferrerebbe questa legge. Lui (o lei) dimostrano che le vie verso la distruzione del sacro valore della famiglia sono infinite e piene di fantasia.
Ma dico che c’è di peggio perché se l’onorevole Mastella, ministro della Giustizia, non voterà questa legge non difenderà la famiglia più di quanto non difenda la sua ipocrisia e non difenderà neanche se stesso per aver firmato un programma di governo in cui è stato promesso esplicitamente il “riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto.” Specificando che “al fine di definire natura e qualità di un’unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale. Va considerato piuttosto, quale criterio qualificante, il sistema di relazioni (sentimentali, assistenziali e di solidarietà), la loro stabilità e volontarietà.”








No, scusate, ma questa legge l’avete letta prima di fare commenti?
C’era bisogno di tutto ’sto casino mediatico per una legge che in parte conferma quanto già presente in altre leggi e che di novità ne presenta veramente poche???
Stamane sentivo un intervista all’On. Luxuria che si diceva contento perchè finalmente ora un convivente ga potrà presenziare ai funerali del compagno senza discriminzaione e potrà accudirlo in ospedale come un qualsiasi parente…
L’atto dovrà essere contestuale e non consensuale…
No, scusate, i DICO saranno anche meglio di niente, ma se il risultato è questo, c’era bisogno veramente di legiferare???
adesso per poter convivere in libertà dovrò assumere la mia compagna come cameriera…
Non lo puoi fare, pesudorasoiobilamausaegetta. Leggi il testo del ddl.
Non è vero che si può andare in ospedale a visitare il proprio convivente se non si è sposati o parenti,
E comunque, se fosse come dici non ci sarebbe tutto sto casino mediatico. E tutti si appresterebbero a votare questa legge senza annunci di battaglie epocali.
Questa è la dimostrazione che il Paese nelle sue scelte di sviluppo sociale è, ostaggio degli infiltrati del Clero mascherati da politicanti.
Vabbè, siamo buoni, allarghiamo le braccia e accogliamo tra noi nuove culture. Cinese in primis, poi, ci penseranno loro a far pulizie.
Calderoli sfornò la legge elettorale, la Bindi sfornò i DICO. A parte il nome che insomma, se con i PACS si poteva dire mi sono pacsato con i DICO come la mettiamo? Mi sono dicato? ‘Mamma, mamma mi sono dicato!’ ‘Oddio e ti sei fatto male?’, oppure una ragazza alla sua compagna ‘Maria io ti inDICO’, oppure ancora: il postino suona ‘Signor Rossi c’è una raccomandata per lei’ Il signor Rossi apre la busta ‘Caro Mario, anche se viviamo insieme da dieci anni ti comunico ufficialmente che da oggi siamo conviventi’. Vabbè ridiamoci su.
Ciò che fa rabbrividire sono gli articoli della legge che in alcuni casi peggiora le cose oppure non le regola affatto, come il diritto di visita in caso di ricovero, è l’ospedale a concedere o meno tale diritto non il DICO, ciò significa che se io finisco al Valduce le suorine potrebbero impedire al mio compagno di farmi visita, poi la varietà di anni che servono per avere diritti che due coniugi hanno già dal primo secondo in cui sono sposati e che per i conviventi variano dai 3 ai 9 anni a seconda dei casi. Secondo me la Bindi spera che nel frattempo uno dei due crepi così che chi resta non abbia maturato alcun diritto di sorta e buona notte al secchio oppure che la coppia scoppi.
Io metto le manine avanti: pensiamo già al referendum, così aboliamo le parti che non ci piacciono
magari tra le pieghe della legge…così quello che non fanno la Polla e la Rosy lo facciamo noi
Si ma questa legge è una presa per il culo.. onestamente mi aspettavo qualcosa di più coraggioso… ieri da Vespa poi quando ho sentito CONFERMARE la Bindi che era andata in Vaticano… prima di… giustificandosi come Ministro in visita ad un altro ministro straniero mi ha fatto letteralmente girare le balle… a CASA DEVE ANDARE STA GENTE.. e poi in chiesa..
Percy!Eddai se iniziamo con una presa per il culo…iniziamo bene
Anch’io penso che la Bindi debba andarsene a casa… Se si insiste in questi errori madornali… Ma come, e conferma pure che è stata in Vaticano?
Io penso che il meglio sia il referendum allora…
Ma caspita, se le cose stanno così, come Presidente del Consiglio mi sarei rifiutato di firmare un ddl simile…
In due ministri, consulenza vaticana, e poi per partorire ’sta fetecchia di legge???
Ribadisco:
- a mio parere non era il caso di legiferare
- non lo vedo come problema contingente e pressante in questo momento, ma meglio come posizione da portare avanti per togliersi questa sensazione di arretratezza verso gli altri stati europei e accontentare un pò la base
- invece di imparare dagli errori degli altri stati europei in materia, e magari fare una legge esemplare visto che si può copiare, che facciamo? partoriamo una legge senza capo nè coda
- un nostro ministro, e quindi eletto da noi, va pure in Vaticano per chiedere consiglio???
ALLORA VEDETE CHE NON E’ UN PROBLEMA DELLA CHIESA MA DEI POLITICI ITALIANI CHE NON SANNO CHE PESCI PIGLIARE???????
Tutti si dicono felici e contenti…
Alla prossima… TUTTI A CASA!!!!!!!
Il problema di questi politici “Riformisti” e dal “Cuor di Leone” è la rincorsa perenne al voto cattolico. Sono Democristiani, ma differentemente della vecchia DC non lo dichiarano, e quindi agiscono in maniera subdola.
Fanno delle finte riforme… pensando che il popolo sia bue… tanto è vero che in confronto la legge del 1958 che istituiva il registro delle unioni è sicuramente più rivoluzionario.. rispetto a questo obrobrio di legge… e di presa per il culo.. basta vedere l’atteggiamento sulla reversibilità della pensione (rimandato ad una eventuale e futura riforma delle pensioni) come quella del non poter celebrare l’evento se non tramite posta…
Per assurdo è meglio una Binetti, che si esprime subito per quello che è ed allora l’elettore che la vota sa per chi e cosa vota… non usa travestimenti.. di questo bisogna dargliene atto. Del resto lei è nella margherita appunto perchè si portava dietro i cattolici fondamentalisti… e con questo ho detto tutto pure su Rutelli…
Questa gente a CASA di corsa e poi in CHIESA…
Inoltre non capisco questo casino da parte del Vaticano, quando in Spagna e negli altri paesi sono stati zitti… per i PACS… insomma sto governo non ha le palle… ed è inutile dire la politica dei piccoli passi, bisogna dire NO!
Ma se la sta trombando?
Prodi ha dichiarato che il paese migliora in tutto tranne la popolarità per la maggioranza. Secondo me è urgente un chiarimento. E’ evidente che grazie al centrosinistra si sono affrontati tanti problemi che sono importanti per l’Italia. Sono discussi ma non risolti, quasi che il Governo sia timido e non riesca a tradurre in azione vera gli enunciati. Passino la Binetti e Rutelli che risultano simpatici e comici quasi che siano loro i comici di una satira grottesca e stucchevole ma ci sono fatti che non posso più essere taciuti.
Che fine hanno fatto le riforme? Costituzionali e istituzionali? Sulle pensioni: che fare? Come si tolgono traffico e inquinamento dalle città?
L’impressione è di una grande presa in giro. Basta vedere le aspettative deluse sulle tasse (neanche la riduzione irpef ha portato più soldi), i provvedimenti di Visco che finiscono per scontentare tutti e l’impressione che il paese sia tutt’altro che normale. Con tutti i problemi del nord ancora sul tappeto e con l’assenza di provvedimenti strutturali anche per il Mezzogiorno.
Sì, a sinistra si discute tanto. E poi?
@Breva in un certo senso si..
@Ghino: Hanno paura allora fanno le vie di mezzo.. ma neanche, accennano per poi dire le abbiamo fatte… mi fanno schifo, meno male che questa legge l’hanno chiamata Di.Co e non PACS.. altrimenti era veramente uno scandalo, ma non lo hanno fatto per paura.. del clero e del voto cattolico.. dimenticandosi poi che l’Italia non è fatta da solo cattolici praticanti.. che sono pochi.. (cattolici a parole tutti ma nei fatti.. bastano le dita di una mano).
Il problema è che non si differenziano dalla controparte il cdx.. ognuno pensa al proprio business (il cdx agli affari di Berlusconi, il csx alla banca d’affari di Prodi) e chi se la prende in tasca è il cittadino elettore.
Tutti a casa ed in chiesa
@10 Sir Percy Blakeney
Beh, prima informiamoci…
In Spagna sono stati zitti?
Allora forse ti sono scappate le manifestazioni di piazza che per intere settimane sono state organizzate dalle famiglie, ovviamente sponsorizzate dai vescovi spagnoli…
HANNO AVUTO PAURA DEL CLERO??? E DEL VOTO CATTOLICO???
Ripeto di superare questa visione miope e semplicistica della politica…
Cattolici a parole molti e nei fatti pochi??? Bè, l’uomo è stato fatto libero, no? Anche voi, no?
@14: se l’uomo è libero perchè c’è qualcuno che mi dice come dovrei comportarmi? Io mi posso comportare come voglio. E convivere con chi voglio. E perchè dovrei avere una penalizzazione se non rientro in uno schema previsto dalla Chiesa?
Se non ci fosse la Chiesa i pacs sarebbero legge già da un pò. Questo non significa nulla?
Si badi bene: sarebbero legge e quindi una coppia avrebbe gli stessi diritti di marito e moglie.
@15 Ghino di tacco
A parte che nessuno ti obbliga a fare quello che ti dice la Chiesa, forse ogni giorno qualcuno ti dice come comportarti, altrimenti nn esisterebbe l’istituzione sociale etc. etc….
Se una coppia deve avere gli stessi diritti di marito e moglie, visto che l’istituzione matrimonio civile esiste, perchè farne un copione???
Se non ci fosse la Chiesa i PACS sarebbero legge già da un pò??? Solito ritornello del pensiero debole… forse all’interno di questa scalcagnata compagine governativa alcuni la pensano diversamente da te… e non per questo sono cittadini di serie b, o vuoi discriminare chi la pensa diversamente?
Il punto vero lo ha espresso con estrema chiarezza l’amministratore delegato della più importante società immobiliare del mondo.
La legislazione degli stati è indipendente a patto che rispetti il “diritto naturale”.
Chi definisce cosa è “diritto naturale” ?
Lui insieme ad un certo numero di collaboratori basandosi su testi antichissimi in senso letterale (quando è utile come nel caso dell’omosessualità) oppure in senso evolutivo (diamine non si può prendere alla lettera un testo così antico è necessario “attualizzarlo”).
Forse è il caso che cittadini, e legislatori, cerchini di leggere da soli la realtà sociale e si faccia evolvere la legislazione dello stato senza necessità di ricorrere a coloro che si autonominano interpreti autentici del “diritto naturale”.
Infatti il concetto di “diritto naturale” può avere una tale varietà di declinazione nel tempo e nello spazio che la pretesa di una parte di poterlo definire con autorità assoluta è di per se stessa infondata se si ragiona con un minimo di razionalità.
Eeeeeeeehhhhhhhhhhhhh???????
@golalacustre infatti Zapatero non ha ricevuto il papa… anche di questo è stato scritto sul Blog.. hanno protestato si.. ma non ho visto nessun ministro spagnolo prendere l’aereo.. per chiedere consigli.
@ 19 Sir Percy Blakeney
La differenza sostanziale, a quanto pare, in termini di manifestazione di consenso o di dissenso è che in Italia nessun convivente si è ancora visto sotto Montecitorio per protestare contro la scarsa consistenza di questo pastrocchio di ddl o per spingere il governo a farne uno più radicale, mentre in Spagna, uina volta fatto le famiglie si sono espresse…
Chi delle due parti allora sente il problema? Per chi esiste veramente il problema?
Comunque non hai visto nessun ministro prendere l’aereo perchè la politica in Spagna a quanto pare è una cosa più seria…
Ma questo perchè gli italiani sono smidollati, se accadeva in Francia c’era gia caos, come in Spagna non solo per i PACS ma per altre enormi puttanate fatte da questo e dal precedente governo. E’ inutile negarlo, l’italiano è un coniglio.. sta zitto, borbotta.. e poi in fila a prenderlo di nuovo in quel posto.
Breva, non la sta trombando, la sta i…ando, come è abituata a fare da millenni.
Sentire disquisizioni di “diritto naturale” da chi istituzionalizza l’astinenza sessuale a vita quale regola obbligatoria fa una certa sensazione.
Caro sig. Ratzinger, trombare – non solo per procreare, ma perchè offre piacere – è un fondamentale “diritto naturale”, e l’attività sessuale è regolarmente praticata, in un’estesa varietà di modi, tutti naturalissimi, da milioni di specie animali del pianeta da miliardi di anni.
Strana idea di “natura” quella della Chiesa cattolica. Tutto sommato, meglio i tempi in cui discuteva sul sesso degli angeli.
@ 22 Condorcet
I soliti preconcetti… se leggessi l’ultima enciclica di Benedetto XVI vedresti come eros ed agape vadano a pari passo…
“In realtà eros e agape non si lasciano mai separare completamente l’uno dall’altro. Anche se l’eros è inizialmente bramoso nell’avvicinarsi poi all’altro si porrà sempre meno domande su di sé, cercherà sempre di più la felicità dell’altro”. E’ repressione questa? A me sembra il suo contrario. In italiano corrente eros sta per sesso e agape per amore, quindi il Papa
sta dicendo che perfino nel cosiddetto sesso senza amore c’è qualcosa di buono, ovvero un pizzico di quel sentimento che invece per statuto non dovrebbe esserci. Magari poche briciole però sufficienti a trasformarsi in lievito.
Questo vecchio signore tedesco spazza via il Novecento e l’Ottocento, le buone cose di pessimo gusto e le lamentele delle poverine convinte che gli uomini, orrore!, vogliano solo portarle a letto.
Due studiosi cattolici, Elisabetta Broli e Roberto Beretta, hanno riempito un libro, “Peccato non farlo”, con la lista delle fantasmagoriche oscenità bibliche.
La Chiesa, essendo fatta da uomini, è anche figlia del suo tempo, della storia. Se i preti fino agli anni ‘50 erano bigotti è perchè la società era bigotta… e se dopo il Concilio Vaticano II molti erano comunisti è perchè il mondo scopriva il comunismo…
Un amore senza contatto fisico viene definito platonico, mica cristiano. Platone sì che era
sessuofobico, come tutti gli utopisti, come tutti gli eretici (i puritani erano protestanti).
Enea Silvio Piccolomini che scrisse la “Storia di due amanti” e diventò Papa Pio II o Pietro Aretino che compose i “Sedici modi”, il kamasutra del Rinascimento, e fu lì lì per diventare cardinale.
E come ho già avuto modo di dire, il celibato dei preti non è un dogma ma una prassi…
Prima di sparare certe castronerie, documentiamoci… e andiamo oltre al prete che ci sta sulle palle ogni giorno…
Questo papa non dice nulla di nuovo. E son spazza proprio niente. Il Novecento e l’Ottocento sono stati spazzati via da ben altro.
In nome del post hoc propter hoc tu dici “Se i preti fino agli anni ‘50 erano bigotti è perchè la società era bigotta… e se dopo il Concilio Vaticano II molti erano comunisti è perchè il mondo scopriva il comunismo…”
Via, un po’ meno ingenuità.
Il papa disserta di eros e agape ma alll’uomo d’oggi interesserebbe sapere che cos’altro ci vuole perché la Chiesa si liberi dell’omofobia e riesca a spiccicare parole serie sulla pedofilia che coltiva dentro di sé. Eros e agape non hanno nulla a che afre con l’indissolubilitàd el matrimonio e neppure con il matrimonio in sé.
La repressione dei costumi è una responsabilità diretta del “cristianismo” dominante nelle società vittoriane come nell’ascesa delle diverse borghesie nazionali fino alla seconda rivoluzione industriale. Borghesie che hanno fatto delle Chiese, tutte, uno strumento di neutralismo e riappacificazione super partes. Ma nasce assai prima.
Solo che la Chiesa cattolica ha sempre avuto un potere, una diplomazia, una tradizione, una storia attorno a cui ha potuto costruire la tradizione di “autorità morale”.
Io non discuto del puritanesimo protestantico, anzi. Dico che però è proprio dall’interno delle società protestanti che partono nella metà di questo secolo le cosiddette rivoluzioni sessuali. Negli anni 50 l’ex pdr Scalfaro schiaffeggiava un’attrice in pieno centro di Roma, attrice rea di avere una scollatura eccessiva secondo i suoi gusti.
Ma le questioni sessuali su cui disserta la Chiesa al di là delle encicliche, si occupano del rapporto tra “atto sessuale e procreazione”. L’ insistenza curiale contro il preservativo, in luogo dell’adozione di metodi naturali per evitare proprio la procreazione, dice sì, che anche la Chiesa ammette che il sesso non abbia un fine necessariamente procreativo, ma sorvola sul puro e semplice fatto che non basta agape, che pure non si può dire che non vi sia anche in casi come quelli in cui anche quando un atto è “enciclicamente” d’ amore si trasmette comunque il virus. E non si può fare spallucce di fronte a un argomento come questo.
Il comunismo negli anni 50 era già bell’e morto. E negli anni 60 e 70 il “neo comunismo” non aveva nulla a che fare con il comunismo storico.
La società degli anni 50 era bigotta come anche quella degli anni 30 e anche quella di alcuni secoli prima. Il “bigottismo” era un’accusa. Prima di quell’accusa, le società da Renzo Tramaglino fino al Decamerone non si interrogava sulle sue abitiduni sessuali in pubblico, facendo assumere alle vicende sessuali e ai suoi correlati sociali ed economici il peso di una “QUESTIONE POLITICA”. Erano date per scontate, come scontata sull’argomento era l’autorità morale della Chiesa e quella cogente dei poteri costituiti che anche attraverso la stabilità del matrimonio dei ceti più bassi controllava il proprio patrimonio e la propria ricchezza in termini demografici. Non dimentichiamoci che nelle società meridionali europee fino alla fine dell’800 base dell’economia era la terra. Con tutto quello che ne era conseguito fino ad allora.
Ed erano altrettanto scontate la gonorrea, le puttane sotto il porticato di San Pietro fino a tutto il 700 e gli aborti delle mammane fino a trent’anni fa.
Vorrei ricordarti che esistono testi e manuali di comportamento sessuale redatti da pii prelati cattolici fino all’800.
Lasciamo perdere, dai.
@ 24 francesco
Tralasciando le molte obiezioni storiche che ti si possono portare ma per le quali ci vorrebbe altro che un post… la Chiesa non ti impone cosa fare. Sulla sessualità responsabile sei libero di scegliere come ti pare e piace, ma non verrai a dirmi che in Africa e nel resto del mondo l’AIDS è colpa della Chiesa???
Con il Concilio Vaticano II è stato data la possibilità alle correnti ecclesiastiche che la pensavano in modo differente di esprimersi… Il “neocomunismo” degli anni 60-70… ohibò, questa mi è nuova…
Un prete pedofilo fa certo più notizia di un padre pedofilo…
Tanto per dirne una sulla libertà di espressione e democrazia delle democrazie europee: in Portogallo si è votato per la depenalizzazione dell’Aborto. Aborto già ammesso, attenzione, per fini terapeutici, malformazioni del feto, casi di stupro.
Il quorum non è stato raggiunto: il referendum è nullo. Ma siccome il 59% dei votanti ha votato per il sì, allora il primo ministro ha deciso che si fafrà lo stesso la legge….
AH, LA DEMOCRAZIA…
Lasciamo perdere, dai…
No guarda, sulla storia o mi dici dove sbaglio o taci.
Direi che la Chiesa non te lo impone, più. E un po’ le dispiace.
Se ti è nuova quella sul neo comunismo senza andare troppo in là, fino ai gruppi che hanno fatto gli anni 60 e 70, le riflessioni che ne sono nate e seguite fino al Toni Negri odierno, ti ricorderei la stagione per altro breve e poco fortunata dell’eurocomunismo di Berlinguer e altri leaders europei.
Immaginavo che parlassi male delle democrazie europee. E’ una conseguenza del tuo pensiero molto simile a quello di Ruini e Ratzinger che la democrazia non l’hanno in casa e neppure la sopportano fuori di casa loro. Sempre che considerino l’Italia altro da loro.
Vedi: io ti posso anche dire che in Portogallo hanno commesso un errore, quando anche tu converrai sull’inadeguatezza della posizine curiale ?
Sull’Aids i giochi di parole non servono. La posizione della chiesa è inutile se non dannosa.
Infatti qualcuno al suo interno proprio sull’Aids e l’uso del preservativo la vorrebbe rivedere.
Sui preti pedofili invece raccomanderei prudenza e meno prosciutto sugli occhi. Un padre pedofilo non necessariamente spiega l’amore, il mondo, l’anima e la morale al mondo tutti i santi giorni. LA CHIESA SI’.
E se fa più notizia un prete pedofilo è perché dai preti, se non ti dispiace, nessuno se lo aspetta. Per tacere delel omertà vaticane e dei tentativi di silenziare ogni cosa. Anche sui preti ammalati di Aids.
no francesco, non accettare lezioni di democrazia dall’oscurantismo di gola profonda e soprattutto non retrocedere sul portogallo!
Il governo Socrates (che aspettative!!) ha fatto benissimo a tenere conto che il 59% dei votanti si è espressa per depenalizzare (non legalizzare) una delle leggi più oppressive e restrittive in Europa occidentale, in cui l’interruzione di gravidanza (ma anche il suo favoreggiamento) è un crimine punibile col carcere – ovvaimente per le meno abbienti poichè quelle benestanti vanno in Spagna (ricorda qualcosa alle donne italiane ’sto fatto?).
Se era per la Chiesa cattolica il Portogallo era ancora sotto la dittatura fascista di Salazar.
Si farebbe bene a tenere a mente che le gerarchie cattoliche NON SONO ESPRESSIONE DELLA VOLONTA’ POPOLARE e quindi la loro voce è UNA DELLE TANTE. Come i bambini a scuola, tutti sono importanti, non quello che fa la voce più grossa.
@26 Francesco
Forse sulla storia ci metterò un pò di più, ma sull’inutile e dannosa posizione della Chiesa nei confronti dell’AIDS chi dovrebbe informarsi è qualcun altro…
Riporto:
«La Chiesa cattolica e la Caritas sono risorse chiave a livello dei singoli Paesi. Quindi per favore contattate e cercate una collaborazione attiva con loro attraverso le Conferenze episcopali cattoliche e gli uffici nazionali della Caritas, e facilitate il loro inserimento negli appropriati progetti di cooperazione nel Paese». Questo ordine è stato impartito ai coordinaton nazionali dell’UNAIDS (l’agenzia dell’Onu che si occupa di lotta all’Aids) da parte del Direttore del Country & Regional Support Department, Michel Sidibe. La data del memorandum è il 31 marzo 2004 e rappresenta una svolta nell’atteggiamento dell’agenzia dell’Onu.
Finora, infatti, da UNAIDS e da altre agenzie internazionali erano venute solo velenose polemiche contro la Chiesa cattolica, accusata essenzialmente di ostacolare l’uso dei preservativi come forma di prevenzione dell’Aids. Addirittura quando nell’autunno scorso ii cardinale Alfonso Lopez Trujillo, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, affermò alla BBC che il preservativo è permeabile al virus Hiv chiedendo che ciò venisse scritto su tutte le confezioni di profilattici (come si usa per le sigarette), fu oggetto di un linciaggio mediatico senza precedenti.
UNAIDS ora invece riconosce in questa lettera che «la Chiesa cattolica è responsabile del 26% di tutti i servizi sanitari nel mondo» e che in 38 Paesi in via di Sviluppo (che vengono tutti elencati nel memorandum) ha in corso importanti programmi per la prevenzione e cura dell’Aids. Non si fa ancora marcia indietro sul preservativo, ma indirettamente si riconosce che questa forma di prevenzione — l’unica sostenuta a livello di agenzie internazionali — non dà i risultati previsti. In realtà, alcuni ricercatori si spingono più in là. Edward Green, scienziato di forrnazione liberale dell’Harvard’s Center for Population and Development Studies, nel 2002 affermava in uno studio che «dopo 20 anni di pandemia non c’è al cuna evidenza che piü preservativi portino a meno Aids». E nel 2003 lo stesso Green ha pubblicato un libro dal titolo significativo – Rethinking AIDS Prevention (Ripensare la prevenzione dell’Aids), Greenwood Press — in cui, partendo dall’esperienza sul campo e dai dati raccolti, sostiene che l’unico approccio che risulta efficace nella prevenzione deIl’Aids è quello basato sull’educazione all’astinenza e alla fedeltà coniugale. Insomma, ciò che la Chiesa cattolica ha sempre fatto e che anche l’amministrazione Bush sta ora cercando di fare sostenendo le organizzazioni religiose che operano nei Paesi in via di Sviluppo. Per inciso, vale la pena ricordare che ii 24 maggio scorso proprio a Edward Green è stato assegnato l’importante Premio Philly Bongole Lutaaya per il suo lavoro sull’Aids in Africa.
Il caso che meglio spiega queste posizioni é quello dell’Uganda, l’unico Paese dove ci sia stata una reale diminuzione nel tasso di infezioni da HIV: secondo i dati offerti da uno studio di USAID (l’agenzia per lo sviluppo internazionale che fa capo al governo americano) c’è stata una riduzione del 75% nel gruppo di età tra i 15 e i 19 anni, del 60% tra i 20 e i 24 e del 54% nel suo complesso. E questo perché è stato ridotto del 65% ii sesso con partner casuali, grazie all’azione del governo che ha puntato soprattutto sull’educazione all’astinenza e alla fedeltà coniugale, nconoscendo al contempo il lavoro di chi già sul campo lavorava in questa direzione. Al contrario, l’arcivescovo di Nairobi, Raphael Ndingi Nzeki, ha denunciato che negli altri Paesi «l’Aids è cresciuto cosìI rapidamente a causa della disponibilità dei preservativi». Non sembn un’affermazione provocatoria: il 29 gennaio 2000 la rivista scientifica The Lancet, a proposito dell’incentivo alI’uso dei profilattici, avvertiva del pericolo di “una falsa percezione di protezione” che “induce ad aumentare i comportamenti a rischio”.
E lecito a questo punto porsi una domanda: come è accaduto che la Chiesa avesse ragione mentre a livello internazionale c’e stato un abbaglio collettivo? Sostanzialmente perché mentre le agenzie Onu si sono sempre mosse sulla base di schemi ideologici, la Chiesa è presenza, la Chiesa vive il metodo della condivisione. Giuliano Rizzardini, primario di malattie infettive all’ospedale di Busto Arsizio ma con una lunga esperienza in Africa nella lotta all’Aids e consulente della Santa Sede, spiega che «la presenza permette di cogliere i reali bisogni, di creare un contesto educativo che solo permette a prevenzione e terapie di essere efficaci, di inventare modalità di intervento, di essere credibili e autorevoli nel suggerire soluzioni». Non sono parole, é un fatto, corroborato da alcuni dati: le organizzazioni cattoliche che in tutto il mondo lavorano a vario titolo per la salute sonc 110.954 e gestiscono 6.038 ospedali, 17.189 dispensari, 799 lebbrosari, 13.238 case di cura per anziani e cronici, 64.979 centri di riabilitazione, counselling, assistenza pediatnca. E nell’Uganda diventata esempio per il resto del mondo in fatto di lotta all’Aids la sanità gestita dalla Chiesa cattolica — secondo le cifre fornite dal Journal of Medicine and the Person — conta 27 ospedali (un quarto del totale) 220 unità sanitarie di primo livello e le scuole infermieri, mantenendo “un ruolo decisivo neIl’erogazione sia dei servizi di base che di alta specializzazione traman dando un prezioso ethos professionale una cultura di servizio”.
Una seconda questione importante è nella specificità di questa presenza della Chiesa: essa, infatti, nell’offrire un servizio, punta all’eclucazione della persona. I governi occidentali e le agenzie internazionali pensano che basti rendere disponibili le medicine per avere terapie di successo, e invece questo non basta. Ancora l’esperienza del dottor Rizzardini: «Le terapie hanno successo soltanto se sono inserite in un contesto educativo». Vale a dire che l’astinenza e la fedeltà coniugale, ad esempio, non sono imposizioni di morale o di igiene, ma — come nel caso dell’Uganda — sono inserite nella prospettiva di un’educazione aIl’affettività, alla responsabilità personale e al rispetto verso gli altri.
Non dobbiamo pensare che le agenzie Onu abbiano già imparato la lezione, ma la svolta dell’UNAIDS indica almeno che un primo passo nella giusta direzione è stato fatto.
Ricorda
“La vera educazione deve promuovere la formazlone della persona umana sia in vista del suo fine ultimo sia per il bene delle varie socletà, di cuii l’uomo è membro ed in cui, divenuto adulto, avrà misslonl da svolgere”. (Gravissimum Educatlonis, Dichiarazione conciliare sulI’educazione cristiana, 28 ottobre 1965, n. 1°).
Io mi informo in base a dati, non a tirate ideologiche…
Alla prossima storiografica!
Ok, sulla storia studia e poi commenta.
Però non si mischia dottrina e Caritas. Non facciamo sempre gli struzzi. La dottrina e le sue argomentazioni politiche non hanno nulla a che fare con chi si sporca le mani tutti i giorni e prega che da Roma si stia zitti il più possibile.
Infine, potete credere di avere la verità in tasca, una risposta a tutto e per tutti. Pensatelo ma non pensiate di aver convinto tutti.
Chi non vi riconosce autorità diversa – come peso – da altri non è disposto a prendere ordini da voi. Questo dovrebbe essere chiaro. La curia può parlare a tutti ma tutti già lo fanno, non si possono imporre legislazioni solo perché non si riesce a convincere se non che una minoranza in numero decrescente, usando un potere d’interdizione che deriva da ben altro che non è la Caritas.
Lavatevi la bocca quando nominate i missionari.