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May 23, 2012, 10:32 pm

Perchè?

A quanto pare i “Dico” disturbano, ma nessuno ancora ha avuto il coraggio di dire perché. L’incognita Mastella, per esempio, che già annuncia che la legge verrà bloccata al senato, s’è guardato bene dal dire che, la nostra democrazia non è ancora abbastanza democratica, per riconoscere apertamente l’esistenza dell’omosessualità. Non sarà sveglissimo, ma certo non è fesso.

Stanno ancora tutti impegnati a dire che, si tenta di danneggiare “la famiglia”, questa volta intesa come nucleo familiare, e non come associazione di stampo mafioso. Perché?

Per esempio il convivente della signorina Caltagirone, pierferdinando casini, è andato giù duro: "smantellata la famiglia".
Perché?

Approvati i dico sarà impedito di sposarsi con rito religioso? Non ci si potrà più sposare civilmente?

Allora, c’è qualcuno disposto a dirmi perché mai, dando dei diritti ai conviventi, si deteriori la famiglia?

Quando l’altro giorno ho sentito dire che il Papa era preoccupato – per la famiglia – ho avuto il sospetto che fosse a capo della lobby dei “matrimonialisti”, intesi come avvocati divorzisti, cantanti da balera, ristoratori, fiorai, fotografi e cineoperatori, parrucchieri, sarti, estetisti, agenti di viaggi; per intenderci quella categoria di persone che riescono a portare il costo di un’ unione, sacra o civile, a livelli esorbitanti e a catene di debito ventennali, a tasso variabile, che se già i bambini nascono col debito pubblico sulle spalle, ci devono aggiungere anche quelli che i loro genitori hanno fatto, per non farlo vivere in una famiglia di serie B.

Comunque, ad essere sincera, anche a me disturbano i “Dico”. Mi disturba davvero che una materia così seria sia stata battezzata con un nome tanto ridicolo ed insulso, utile soltanto ad offrire a chi lo usa, una facile e miserevole verve comica. Tutti i politici intervistati, non hanno saputo resistere all’ “operazione simpatia”, utilizzando battute da Bagaglino per liquidare i giornalisti, rendendosi ridicoli. Ma che ci volete fare, sebbene non lo si voglia ammettere l’Italia soffre ancora del “letizismo morattiano”, quel morbo sottovalutato al suo inizio, che è andato via via crescendo fino ad essere ormai, quasi incurabile.

Pensavo che Prodi, al quale non fa sicuramente difetto la cultura, ne fosse immune, ed invece oggi ha colpito anche lui. Raggiunto dai giornalisti in India dove è andato in missione accompagnato da 200 (ma c’è chi giura siano 400) imprenditori, per spiegare che il futuro dei ggggiovani è in Asia, ha detto che “dobbiamo smettere di guardarci l’ombelico”. Perché?

Cosa avrà voluto dire? Che dobbiamo guardare oltre? Ma lui si ricorda cosa si vede oltre l’ombelico?

Resterò col dubbio.

Rita Pani (APOLIDE)


Perchè?

18 Comments

  1. paola scrive:

    La famiglia…come associazione di stampo mafioso???ma che cosa stai dicendo!!!
    Parliamoci chiaro: nessuno credo (o solo i più ignoranti) vuole negare diritti agli omosessuali.
    Personalmente non ho problemi di sorta verso di loro in quanto sono convinta che ognuno di noi ( fortunatamente l’ Italia che E’ UN PAESE DEMOCRATICO) può vivere liberamente la propria sessualità e le proprie idee ne rispetto degli altri.
    Capisco che per queste persone è tutto molto più difficile, ogni giorno, e che la loro libertà non è così scontata.
    Il problema non sono loro, il problema è non dare ulteriori appigli a questa società, che lentamente si disgrega verso un qualcosa di ancora non definito ma sicuramente non bello, per diventare un insieme di individui che non hanno più nessun legame con la nostra tradizione culturale. La nostra bellissima tradizione culturale, quella italiana.
    Non contesto questa legge (leggina) che peraltro appare abbastanza insignificante e superficiale, contesto il metodo con la quale è stata partorita.
    Non è riuscita ad accontentare nessuno, nemmeno gli omosessuali che speravano in qualcosa di più concreto.
    L’Italia non sarà mai il paese dei PACS (purtroppo o per fortuna) l’Italia resta il paese fondato sulla FAMIGLIA e sui suoi valori. Non cerchiamo soluzioni in strumenti a noi alieni quando il nostro Diritto, di tradizione secolare, ci può dare tutte le risposte che cerchiamo.

  2. Alex scrive:

    Paola, complimenti per la lungimiranza (nel passato)

    Per tua informazione, anche la Spagna veniva considerata il Paese fondato sulla famigghia dove i maricònes non esistono. Peccato che la dittatura fascista di Franco si sia protratta fino al 1974 e la democrazia sia quindi una conquista recente da loro. Percontro forse per questo la valorizzano maggiormente di noi e gran parte delli spagnoli non gradiscono i bavagli e le interferenze delle gerarchie ecclesiastiche.
    Questa nostra bellissima tradizione culturale italica che tanto ti preme: qual’è? Quella greca, etrusca, romana, araba, bizantina, albanese, longobarda, normanna, sveva, spagnola, francese, austriaca, slava, sudtirolese, cattolica (uno zikinin), valdese, ebraica, …..devo continuare?

    Che minaccia rappresenta la parificazione dei diritti e doveri delle coppie conviventi etero o gay a questo moloch di eredità culturale?

    Ci vediamo al Gay pride di caslino al piano

  3. paola scrive:

    Caro Alex apprezzo il tuo umorismo….ma non stavo facendo dello spirito, la tradizione italiana è quella con la quale anche tu sei cresciuto….
    Il gay pride purtroppo lo considero il disonore dei gay…non il loro orgoglio.Ma anche tra loro, come tra tutti, ci sono i più sciocchi. Vabbè, il mondo è bello perchè è vario no? e non dirmo AVARIATO!!
    Sì è vero che sul nostro stivale si sono succeduti popoli e popoli nel corso della storia e non ti pare che proprio questo ci ha dato tutte le caratteristiche della stirpe italica di cui alla fine possiamo andare fieri??
    E si che tu che vai al gay pride di caslino non dovresti sentirti frenato dalle diversità, anzi!!
    Non capisto la polemica sulle presunte interferenze ecclesiastiche: lo Stato Vaticano ha tutti i diritti di esprimersi su questa materia come su altre: non dico che condivido completamente tutte le esternazioni fatte, ma sicuramente non ci trovo nulla di male se anche questa opinione viene ascoltata, anche criticata…va bene.
    Però trovo giusto che anche il Vaticano si esprima, per chi vuole ascoltare e seguire la dottrina, per chi solo vuole ascoltare per riflettere, per chi ascolta e poi tira dritto sulla propria strada e sulle proprie convinzioni. Va bene, purchè la gente PENSI!!
    E poi dai ti prego non fare retorica sulla storia su…parliamo di casa nostra, tutti gli altri esempi devono essere collocati nella loro cornice, nella loro cultura e nel loro contesto.
    Buon Gay Pride, spero non ti offenda la mia assenza

  4. Alex scrive:

    Cara Paola,

    tu affermi che “il problema è non dare ulteriori appigli a questa società, che lentamente si disgrega verso un qualcosa di ancora non definito ma sicuramente non bello, per diventare un insieme di individui che non hanno più nessun legame con la nostra tradizione culturale. La nostra bellissima tradizione culturale, quella italiana”.

    Sei sicura che non stavi facendo dello spirito? Vabbè, forse dovrò abituarmi a interpretare simili pensieri come un qualcosa di ancora non definito ma sicuramente non progressista, per diventare un insieme di luoghi comuni che non hanno più nessun legame con la nostra tradizione culturale. La nostra bellissima tradizione culturale europea, liberale, illuministica e scientifica.

    Per quanto riguarda i diritti dello Stato del Vaticano, giuridicamente si tratta di uno stato straniero e (personalmente) preferirei coltivare maggiormente i rapporti con la Slovacchia (nostro partner nella UE) che continuare a foraggiare le incursioni papiste nei nostri affari tramite lotto x 1000.

    Sebbene ritenga il concetto di “casa nostra” fisicamente molto riduttivo (vivo in 81mq in affitto) almeno spiritualmente tento di estenderlo al resto d’Europa. Giuridicamente invece sottostiamo al diritto comunitario sicché mi pare che la cornice, la cultura ed il contesto si allarghino (fino ad includere voialtri di beregazzo con figliaro).

    peccato che non ti garbino i gay pride, anche se più che “sciocchi” i partecipanti sono esuberanti e caciaroni. Forse che i carnevali rappresentano la vergogna di chi vi partecipa? Perbacco, tutte quelle mascherate insulse ed irrispettose delle nostre leggi (vedi l’articolo 85 del testo unico di pubblica sicurezza, che impedisce a chiunque di girare con il volto coperto). ma forse pulcinella e colombina sono un’emanazione più diretta della Kultura Italika rispetto a quei bucaioli che lo fanno per moda (vedi cosa succede quando Will & Grace ti entrano in casa ed i bimbi son piccoli? uno mi cresce come Busi e l’altro come Ruini – potenza dello zapping).
    Seriamente, però… non verresti nemmeno se sfilassero esponenti (ambosessi) del clero anglicano che ora possono convolare a nozze gay con i/le loro partners di una vita? Una vera rivoluzione in Cristo per Cristo, perdio.
    Dai pensaci, un giretto sui carri non si nega a nessuno

  5. Ulisse scrive:

    Secondo gli ultimi dati ISTAT resi noti pochi giorni fa le coppie di fatto sono in aumento, calano i matrimoni religiosi ed aumentano quelli civili. Per chi non se ne fosse accorto la società italiana E’ già cambiata.
    Questo fenomeno è in costante aumento ed i politici, se davvero sono tali e non dei scaldapoltrone al servizio di due padroni, avrebbero dovuto accorgesene già da un bel pezzo ed agire di conseguenza.
    Nessuno vieta al Vaticano di dire la propria, però il Vaticano non può imporre la sua etica a tutti quanti, anche a chi non la vuole, come invece cerca di fare.

  6. luca scrive:

    http://www.terzoocchio.com- “moralismo a basso costo”.

  7. breva scrive:

    “E’ ridicolo in una società come la nostra, difendere l’istituto della “famiglia” senza combattere prima, per correggere, il costume stesso delle famiglie, che più che un costume ormai è diventato un perizoma.”
    Questa è sua… (http://www.vivereacomo.com/2007/02/08/il-valore-della-famiglia/)
    Sempre da lei: “…per intenderci quella categoria di persone che riescono a portare il costo di un’ unione, sacra o civile, a livelli esorbitanti e a catene di debito ventennali, a tasso variabile, che se già i bambini nascono col debito pubblico sulle spalle, ci devono aggiungere anche quelli che i loro genitori hanno fatto, per non farlo vivere in una famiglia di serie B.”
    Opinioni, dalle quali si deduce che Lei arriva da una famiglia, ma poco importa “in una società come la nostra” , e di nipoti… “in una società come la nostra”…
    Xchè tanto odio?

  8. Rita scrive:

    Probabilmente non sono stata molto chiara nell’esposizione, quindi…
    Ok… Tanto odio….
    Xchè? Xchè mi sono rotta le palle delle ingerenze della chiesa,alla quale nessuno nega il diritto di professare il loro credo, ma, visto che la laicità dello stato non l’ho inventata io…
    Detto questo… Molte belle parole, ma il mio dubbio resta:
    Perché (o xchè, se incomprensibile) sancire per legge i diritti dei conviventi dovrebbe, “demolire” la famiglia?
    R.

  9. Guns of Brixton scrive:

    breva,

    sei ha difficoltà a comprendere ciò che invece sapientemente copi e incolli, ti consiglio di dedicarti ad un sito dove puoi fare pratica di esercizi concettuali: http://www.notizieinbreva.it/

    Ho notato che ci sarebbe da aggiornare la pagina politica, ferma al caso Litvinienko, e segnalare che gli avversari di Israele in Libano sono gli Hezbollah, non i palestinesi, ma come “palestra” iniziale non c’è male.

    vai e scatenati

  10. Alexis De Tocqueville scrive:

    condivido ciò che scrive paola…
    e la pochezza dei contenuti delle altre risposte è la (enensima) riprova di come la cultura del “tutto si può” “tutto va bene” riduce i “cervelli”…

    una sola notazione a chi invita a guardare all’estero

    La libera e moderna Francia (e laicissima) ha da tempo approvato i Pacs
    La proposta di legge porta la firma di Mme Royal (attuale candidato all’Eliseo …per chi non lo sapesse per il PS)
    Tra l’altro Mme Royal (convivente da lustri e con 4 figli) fatta la legge ha deciso di non “essere pacsata” (termine in uso in questi giorni che dice della pochezza ..e spiega perchè qualcuno parla di matrimonio di serie B)

    …ma tutto questo in Francia è avvenuto solo DOPO un programma di aiuto e sostegno fiscale alla famiglia (quella vera…quella della tradizione…) che non ha eguali in Europa…

    …nella laica Francia e non entro le mura del Vaticano…

    se fate un po’ la fatica di leggervelo e di interrogarvi su queste cose forse evitate di aggiungere parole inutili alle molteplici idiozie che circolano in questi giorni….

    Ciao
    AdT

  11. Rita scrive:

    Ci riprovo, già tentai di dire… Che forse non fui molto chiara, nell’esposizione del concetto.
    xchè tanto odio? Xchè mi sono abbondantemente rotta delle indebite ingerenze della chiesa. Nessuno toglie loro il diritto al culto, alla fede e alle sue convinzioni, ma, che l’Italia sia uno stato laico, non me lo sono inventata io. (leggere la Costituzione, magari può aiutare)
    Però il problema resta, xchè vanno anche bene le belle parole copincollate (le ho scritte io! ;-) ma …
    Perché (o xchè laddove non si comprendesse) legiferare sui diritti delle coppie di fatto dovrebbe “danneggiare” la famiglia? Perché
    R.

  12. paola scrive:

    Caro Alex
    io non sono di beregazzo con filiaro….ma a parte questa piccola specifica ti prego di leggere quanto scritto da Alexis De Tocqueville che ovviamente ringrazio per l’appoggio.
    Non allargare i confini (81mq poi non sono così pochi dai…) oltr’alpe ti prego…di problemi ne abbiamo già dei nostri. Non mi sembra il caso andare a tartufare in casa di altri.
    E poi, come ti avevo già detto, ogni relatà va calata nel proprio specifico e peculiare contesto, i paragoni sono un pò azzardati comunque non trovi?
    Capisco che preferisci comne partner la Slovacchia rispetto al Vaticano: le slovache sono sicuramente meglio del Cardinal Ruini ihih…
    No no no! al gay pride di caslino non ci vengo!
    E poi mica voglio passare per una bacchettona…ho solo detto che la Chiesa ha tutto il diritto esprimersi sugli argomenti che preferisce perchè il suo “mestiere” è quello di diffondere il proprio pensiero tra i cattolici e non, visto che ciò che vuole insegnare la Chiesa non è null’altro che rispetto per uno stile di vita ispirato a valori concreti, veri.
    Certo poi come in tutto le esagerazioni, in ogni senso, non vanno mai bene…però per chi ha un minimo di moderazione (anche nelle critiche) la parole del Papa assumono comunque un valore. Importante.
    E un’ ultima cosa: VIVA l’art. 85 del testo unico di pubblica sicurezza! Ma ben venga!! scusa ma a me non piace girare in un paese dove la gente deambula con il volto coperto…vedi tu come interpretarla.

  13. breva scrive:

    @9
    Probabilmente ho difficoltà, anzi ce l’ho senza il probabilmente, in quanto ritengo che l’istituto della famiglia non sia al perizoma, evoluto in peggio ahimè si, ma assolutamente valido. Mi è sembrato uno sparargli contro, che sia da correggere per rinsardarlo lo trovo necessario, anche perchè in molti casi toppa alla grande, ma peccato perderlo.
    “Tengo” famiglia, e non mi disturba assolutamente che ci possa essere una famiglia di tipo diverso, perchè no? se se ne sente il bisogno, è giusto che sia così, è giusta una legge che la regolamenti e speriamo che passi, e fatta bene.
    Alle famiglie mami-papi non cambierà un fico secco.
    L’unica mia grande perplessità è il rapporto con i figli, quello onestamente mi fa un po paura, ma è un’altra storia.
    La chiesa ha il diritto di esprimersi, lo Stato registri ma tiri dritto.
    Questo dalla bassezza del mio ingegno, e dal cuore. :-)

  14. Rita scrive:

    Ora ho capito. Devo dedurne che il ddl da me letto sui DICO deve essere diverso da quello letto da breva. Nel mio non era prevista l’adozione per le coppie omosessuali, rendendo quindi le “famiglie mami-papi”, rigorosamente avvolte in mutandoni ottocenteschi.
    Continuo a pensare che, se si desse retta a “Torquemada” gli omosessuali vivrebbero in un ghetto, circondato da filo spinato, ma non lo dico perché sennò il problema del razzismo sessuale emerge, e potremmo apparire tutti un po’ più brutti di quanto vorremo.
    R.

  15. @Breva: Il problema è che non tira dritto… anzi.. il tutto per inseguire il Voto Cattolico…

  16. breva scrive:

    Chiaro, ma così perdono gli altri, di voti, o no?
    Se ti chiedo una cosa, e me ne dai un’altra, o una raffazzonata, la prossima volta non ti voto perchè non mi fido!
    Accidenti, chi voto poi?
    Sbaglio, o già questo Governo piace “pochino” a chi l’ha votato?
    Che prendano coraggio e facciano quello che la gente chiede, a molti magari non piacerà il riconoscimento delle coppie omosessuali, ma sono omosessuali, non delinquenti.
    Il tempo gli darà ragione, ma se non si parte non si arriva da nessuna parte, scusa il gioco di parole.
    La Chiesa dovrà prenderne atto, comprensibile che faccia di tutto perchè ciò non accada, ma se per ogni tre per due gli si deve chiedere il permesso, buonanotte.
    Essì che di gente giovane in questo governo ce n’è, se ritengono di avere i numeri giusti, che puntino i piedi,o no?

  17. Alex scrive:

    AdT,

    Che tristezza! non potevi scegliere un nome meno appropriato per le tue basse prediche clerical-oscurantiste. Non possiamo nemmeno lontanamente immaginare la confusione mentale derivante dall’aver scelto un nome di cui non si riesce ad essere all’altezza, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

    E dire che dovresti essere esperto di questioni francesi, o il nome l’hai scelto in onore del noto locale mondano milanese? Che c’è? troppi lunedì notte con le modelle della scuderia Moravia? (detto tra noi, se intingi lo stoppino fai solo bene ma non dirlo a paola).

    Questioni francesi, dico, perchè dovresti sapere che Segolène è compagna di Hollande da 20 anni, ha 4 figli e la coppia ha sottoscritto un PACS nel 2001. Ha solo dichiarato che forse si sposano. Davvero inconcepibile ToqToq?
    Dove sta la contraddizione con i generosi aiuti alla famiglia che tanto sarebbero necessari anche da noi? Dove però è più facile ergersi a strenui difensori della “sacralità” della famiglia mentre non si alza un dito per implementare una seria politica in materia.

    O forse, paola, “ogni realtà va calata nel proprio specifico e peculiare contesto, i paragoni sono un pò azzardati” e quindi noi ci teniamo i baciapile moralisti ed ipocriti ed i transalpini si beccano i sussidi ed i servizi che (1 esempio) consentano alle mamme di tornare a produrre benessere LAVORANDO?? Dovresti essere d’accordo, fine pensatore Toq..

    Basta, passo la parola a IdraulicoPolacco, un blogger che di liberalismo se ne intende e affronta le questioni mantenendo una mente aperta, OK Tocq? Live and learn….

    “I Pacs non sono questione di diritti, gay, libertarians, Chiesa, Papa, Pera, Bindi, Grillini. O perlomeno non solo, non tanto questo. Chi studia queste cose sa bene che le scelte politiche fatte da Blair e ancora di più da Zapatero negli ultimi anni hanno molto più a che fare con una idea di liberalizzazione della società. Una idea che punta a liberare dal familismo iperprotettivo le nostre giovani generazioni, offrendo loro “opzioni reversibili”, possibilità di uscire di casa un po’ prima.

    Lo dice da tempo Maurizio Ferrera su gaynews (http://www.gaynews.it/view.php?ID=72069) Dice Ferrera che Zapatero per esempio ha “riscoperto i diritti civili come leve preziose di progresso sociale ed economico”. E la Spagna cresce molto più di noi. Mentre da noi – per citare ancora Ferrera – “due terzi dei giovani italiani sotto i 35 anni vive ancora a casa dei genitori (erano meno del 50% nel 1993), di contro al 20% dei tedeschi o al 10% degli scandinavi”. Vero che c’è la “la difficoltà a trovare una casa, l’assenza di borse di studio, di sussidi per chi cerca o perde il lavoro”, ma il fatto è che da noi il primo ammortizzatore sociale è ancora una volta la famiglia. E la famiglia “blocca”, dice Ferrera.

    Per questo quando si parla di Pacs non si parla solo o tanto di gay, diritti, Papa, Chiesa ecc. Fassino e Rutelli dovrebbero saperlo, perché se risponderanno a questa domanda faranno un passo avanti nella liberalizzazione della società, che altrimenti rimarrà monca. Hai voglia a toccare le edicole e le banche se i trentacinquenni continuano a prendere la paghetta dalla mamma.

  18. - scrive:

    Qui sotto, dati dal Corriere della Sera di ieri, a conferma che l’Italia è molto cambiata e sta ancora velocemente cambiando.
    Al di là delle novità evidenti, provate a pensare a tutto quel che sta sotto alla patina di ufficialità di tantissime unioni matrimoniali.
    Francamente non so che percentuale delle unioni tra persone alla fine risponda ai criteri di “famiglia” del Vaticano e della CEI.
    Invece di cercare di capire come va il mondo, il Vaticano e la CEI stanno erigendo barricate e sparando cannonate all’impazzata, a difesa di uno status quo culturale che ogni giorno che passa appare più difficile da conservare.
    Certo è un segno di forte debolezza.
    D’altro canto, la Chiesa ha scelto di arroccarsi nella più stretta tradizione e di non cedere alle istanze di rinnovamento.
    Chissà mai che questi segni di sbandamento non permettano alle forze laiche di avviare una revisione o l’abolizione del concordato, per farci raggiungere lo status di indipendenza che darebbe un ulteriore spinta al processo di unificazione del Paese avviato nell’Ottocento.

    DAL CORRIERE DELLA SERA:

    Indagine Istat aggiornata al 2005
    Sempre meno matrimoni, più coppie di fatto
    Le unioni non sigillate dal vincolo nuziale sono 500 mila, più del doppio rispetto a 10 anni fa. Bambini nati fuori dalle nozze: 15%

    ROMA – Calano i matrimoni e aumentano le convivenze. Secondo i dati Istat aggiornati al 2005 e resi noti oggi, sono infatti oltre 500 mila le coppie di fatto, un «fenomeno in rapida espansione (solo 10 anni fa erano meno della metà), anche se in Italia le libere unioni non sono ancora così frequenti come in altri paesi europei. Tra i matrimoni, quelli civili sono sempre più numerosi (uno su tre) come pure aumentano separazioni e divorzi, seconde nozze (10%) e matrimoni misti (12,5%).

    MATRIMONI DIMEZZATI – Nel 2005 sono stati celebrati poco più di 250mila matrimoni. Un numero in continua diminuzione dal 1972, anno in cui si sono registrate poco meno di 419mila nozze, ad eccezione di un lieve recupero nei primi anni Novanta. «Questo fenomeno – spiega l’Istat – va interpretato nel quadro più generale delle trasformazioni dei comportamenti familiari. Sono infatti sempre più numerose le coppie, ormai oltre 500mila, che scelgono di formare una famiglia al di fuori del vincolo del matrimonio». Emerge inoltre che «accanto alle convivenze prematrimoniali cresce l’accettazione sociale della convivenza come modalità di formazione della famiglia alternativa al matrimonio. La conferma di questo mutato atteggiamento arriva anche dalle informazioni sulle nascite rilevate dall’Istat, che consentono di monitorare quella che possiamo definire la «punta dell’iceberg» del fenomeno delle libere unioni, ovvero la frequenza delle coppie di fatto con figli.

    UN TERZO SI SPOSA IN COMUNE – È civile il 32,4% di tutti i matrimoni, solo 10 anni erano il 20%. Una parte dell’aumento dei matrimoni con rito civile è da attribuire alla crescente diffusione dei matrimoni misti e dei secondi matrimoni.

    RADDOPPIATI BAMBINI FUORI DAL MATRIMONIO – L’incidenza di bambini nati al di fuori del matrimonio è, attualmente, intorno al 15%, cioè quasi 80mila nati all’anno, quasi il doppio rispetto a 10 anni fa, quando questo valore era pari all’8%.

    NOZZE POSTICIPATE – Insieme alla diminuzione dei matrimoni si è rafforzata la tendenza alla posticipazione delle nozze verso età più mature: gli sposi alle prime nozze hanno un’età media che è intorno 32 anni e le spose quasi 30 anni, 4 anni in più dell’età che avevano in media i loro genitori al primo matrimonio. Questi quattro anni di posticipazione sono dovuti, in molti casi, al completamento degli studi o alla ricerca di un lavoro, oppure al desiderio di trascorrere un periodo godendo di tutti i vantaggi economici, organizzativi e talvolta anche emotivi di una permanenza lunga nella famiglia di origine.

    PAESE DIVISO IN DUE – La tendenza alla diminuzione dei matrimoni e al ritardo delle nozze è diffusa in tutto il Paese, anche se il fenomeno presenta delle importanti differenze territoriali: ci si sposa più al Sud e nelle Isole (rispettivamente 4,9 e 4,6 matrimoni per 1.000 abitanti nel 2005) che al Nord (3,8 per per 1.000 abitanti). Le regioni dove si registra il massimo e il minimo dei matrimoni sono rispettivamente la Campania (5,3 nozze per 1.000 abitanti) e l’Emilia-Romagna (3,5). Laddove i matrimoni sono più frequenti, inoltre, l’età media degli sposi diminuisce: le ragazze campane, per esempio, hanno in media 27,9 anni alle prime nozze, mentre in molte regioni del Nord l’età media delle spose al primo matrimonio supera i 30 anni.

    PIU’ SECONDE NOZZE – Più separazioni, più divorzi e di conseguenza più seconde nozze. I legami che uniscono uomini e donne sono in continua evoluzione: oltre 80mila separazioni l’anno e più di 45mila divorzi (con una incidenza del 15% sul totale dei matrimoni) si sono registrati nel 2004. A questo fenomeno è collegato l’aumento dei secondi matrimoni (o successivi) che si riscontra nell’ultimo decennio. Attualmente in quasi il 10% delle nozze almeno uno degli sposi è alla sua seconda esperienza. Sono in sintesi alcuni dati contenuti nella nota informativa dell’Istat “Il matrimonio in Italia: un’istituzione in mutamento”, anni 2004-2005.
    12 febbraio 2007

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