Br
Non riesco a stupirmi e neanche a inorridire dinnanzi alle notizie relative all’arresto dei componenti delle nuove Brigate Rosse. Penso solo che se quello ritrovato è l’arsenale del gruppo, le cose sono cambiate assai poco da quando le Br miravano “al cuore dello Stato imperialista delle multinazionali”. Trattasi di squinternati pronti a criminaleggiare, fermati prima ancora di iniziare a giocare con macabra sollecitudine alla propaganda armata per la rivoluzione inesistente.
Oggi però manca la trippa per i gatti degli “opposti estremismi”, delle “convergenze parallele”, dei “compromessi storici” e non c’è scampo per chi crede di potersi ritagliare uno spazio nella storia, tra gli esiliati, le pagine dei giornali, dei libri o tra le mura di qualche patria galera. Ai vari servizi segreti di tutto il mondo che ancora oggi convergono freneticamente a Roma, alla (in)coscienza politica, al senso comune odierno, al ceto politico che ormai, dentro un castello funzionale alle logiche dominanti, non teme più né il “popolo”, né le sue schizofrenie, delle Br gliene importa più niente.
Il dibattito invece, in assenza degli album di famiglia da sfogliare, appare assai scarno ed è come se facesse riferimento ad un fenomeno che coglie tutti impreparati, come accadde quando una ragazza di sedici anni decise di ammazzare madre e fratellino con la complicità del fidanzato coetaneo. Per fortuna, in questo caso non si sono sentiti gli psicoanalisti pret a porter con le loro ammorbanti analisi televisionarie.
Naturalmente con quelle armi le Br avrebbero potuto fare carneficine e le avrebbero commesse se la Bocassini e altri magistrati non fossero intervenuti tempestivamente. Non è neanche scongiurato – ma Dio ce ne scampi e liberi – che qualcosa di criminoso accada. Ma intanto è un bel guaio per chi pensava di poter parlare delle Br con il cadavere ancora fresco e assistere all’ inaugurazione di una stagione di sangue e odio.
Potrà sembrare strano, ma l’arresto senza colpo ferire del nuceo delle nuove Br, sembra prometterci che stiamo diventando un paese “abbastanza” normale.
Il resto, sociologia politica d’accatto e accuse dementi ai centri sociali o alla Cgil comprese, è davvero di poca importanza. Se penso ai gruppi ultras capaci di tenere sotto scacco migliaia di agenti fuori da uno stadio, mi viene da dire che quella loro sì che è organizzazione.








Uhm.
Ma non vi pare strano tutto questo? Io non so… ho dei sentori un po’ strani e non posso esimermi dal fare certe congetture.
Ad esempio: come mai vengono fuori solo ora che c’è la sinistra al governo? Se uno dei possibili obiettivi era Berlusconi, perché proprio ora che è all’opposizione e non qualche mese fa? Gli arresti facili, poi (come pure quello di Provenzano) mi hanno sempre saputo di qualcosa di manovrato e con secondi fini. Non voglio pensar male ma questo mi sembra l’ennesimo tassello che si aggiunge al mosaico dello “screditiamo la sinistra” e l’ideologia da cui proviene. Personalmente non ho mai creduto che le brigate rosse fossero “rosse”, nemmeno negli anni in cui poteva avere un senso esserlo. Mi è sempre sembrato piuttosto un gruppo di persone senza bandiera politica, professionisti manovrati da un potere esterno, che hanno lavorato per conto-terzi. Il tentativo di farli passare come idealisti dal pensiero insurrezionalista o sovversivo non regge: non è che domani uno si sveglia e reperisce un arsenale di armi, si procura le coperture, comincia a mettere bombe e pianificare attentati. Ci vuole qualcuno dietro a sostegno, forse qualche organizzazione paramilitare o qualche diramazione oscura dei servizi segreti, altrimenti non si va da nessuna parte.
Una cosa è certa: ora che il “pericolo rosso” è tornato e sembra essere reale gli unici che ne beneficieranno saranno alcuni personaggi dall’opposizione, in particolare uno che sull’anticomunismo ci aveva fondato una campagna elettorale e un’intero programma di governo durato 5 anni. Ora, quella persona potrà di nuovo alzare la testa e dire: “Visto? Ve l’avevo detto io!…”
@Lao Tzu
…finalmente riesco a condividire con te, qualcosa che ritengo essere vero.
Non escluderei che ci sia una dietrologia molto occulta in questa operazione riguardante il caso Abu Omar. I colleghi Boccassini e Salvini avranno forse voluto porre in essere una sorta di soccorso rosso al collega e amico Spataro?
Forse si sospetta che Spataro possa un giorno di questi, trovarsi una bomba sotto il sederino firmata CIA?
Per me c’è in preparazione qualcosa di molto grosso nell’area milanese, forse proprio domani.
In conclusione quel tal “Sisi” arrestato insieme al resto della congrega di finti brigatisti, a me, sembra che abbia proprio una faccia da infiltrato dei Servizi, più, che da marxista/leninista.
…la stravaganza del Bel Paese è che le novità arrivano sempre al minuto.
No, ragazzi, dietrologia, no.
Non ci sono comunicati, proclami e risoluzioni stategiche a mia conoscenza per ora. Però i piani per accoppare questo o quello pare di sì.
C’erano anche delle armi nascoste. Non proprio un’ arsenale, ma abbastanza per fare qualche strage. Punto.
Se la Cia vuol mettere una bomba sotto il culo di Spataro lo farà in ogni caso e comunque è assai improbabile che lo faccia proprio ora a processo ancora da iniziare.
Non iniziamo con i distinguo. Si chiamano Brigate Rosse non nere o nerazzurre. La filosofia che sta dietro di loro non è certo marxista o leninista se si pensa che cosa scrissero i due sul terrorismo, ma non ha nessuna importanza.
Conta che stavano dentro al sindacato. Erano ben mimetizzati e che hanno arrestato un bel po’ di giovincelli. Se mi definisco “comunista” fino al punto di poter morire e anche uccidere per quello che faccio e scrivo e penso da “comunista” sono rosso e brigatista.
Distinguere serve solo ad alimentare polemiche sterili e ideologiche che nuocerebbero a chi le fa come a chi le “subisce”.
Non ci sono più gli album di famiglia, le grandi dinastie e genealogie politiche. Persino Prodi può stare sui giornali per settimane come presunta spia del kgb.
Trattasi di squinternati minoritari e isolati.
Triiio,
che significa “soccorso rosso”? volevi dire “rozzo”?
la cia non ha nessun interesse a eliminare un magistrato che non ha nessuna possibilità di processare i suoi uomini.
Personalmente, quel corvaccio di pollari puzza talmente di zolfo che si sente fin qui…
@Brrrrr
Sì ma, ha messo i bastoni tra le ruote all’agenzia di Langley però. E questo non va bene. Arrestare i brigatisti antiamericani in prossimità della manifestazione antiamericana e antimilitarista vuole quasi sembrare il rimedio volto a calmare le acque tra Magistratura milanese e intelligence americana.
Il resto poi, Eni, Mediaset, Sky e casa Berlusconi lasciano molti dubbi e sospetti sulla possibilità di successo dei presunti obiettivi presi dai brigatisti. Sembra quasi un mirare ad intimidire più sul piano simbolico per quanto rappresentano tali figure che, sull’assetto pratico vero e proprio.
@francesco
Era già chiaro ai tempi delle vere Br che miravano a distruggere in primis il sindacato. Non sono d’accordo sul fatto che il sindacato sia parte dell’ideologia delle Br. Si punta proprio a demolire la cgil accusandola di avere degli infiltrati brigatisti, perchè è un sindacato scomodo a molti dei nostri politici.
Neppure io penso che le br siano parte dell’ideologia del sindacato. Chi lo dice mente sapendo di mentire.
Ad ogni modo peggio si fa andando a cercare moventi indimostrabili a eventi che hanno una logica in sé.
mi sembra che la magistratura abbia grane ben più grosse in italia, che perdere tempo a mandare segnali di distensione a chicchessia (credi davvero funzioni così? esilarante).
Nonostante il rinvio a giudizio di pollari e co. e degli yankees, il processo abu omar rischia di saltare per colpa del governo che ha ovviamente qc da nascondere (questo non è dietrologia, purtroppo) in quanto si è intromesso in una questione dove non è parte in causa ai fini processuali.
…resta che, gli obiettivi di questi improvvisati brigatisti sono e restano più grandi di loro. Eni, Sky, Mediaset e Berlusconi potevano essere presi di mira dalle BR anni 70 in quanto si trattava di un fare guerra al capitale in modo spontaneo e spregiudicato. Nemmeno il gruppo di fuoco Lioce/Galesi si era imposto di alzare il tiro su un livello così azzardato.
Tutto ciò è anomalo.
Il progetto di questi presunti brigatisti lascia trasparire una strategia delirante, priva di consenso popolare. Ovvero una sorta di INDIVIDUALISMO ARMATO.
fino a prova contraria alcuni di loro sono innocenti!basta cercare il demone,basta credere che ci sia il pericolo imminente del terrorismo rosso,gli arresti sono serviti a spostare l’attenzione da cose ben più grosse e gravi all’emergenza fittizia targata B.R.
alcuni di loro sono ragazzi come me,come voi,che credono di poter cambiare lo schifo in cui vivono,e di certo non lo fanno piazzando bombe!
hai ragione inkazzata, alle bombe preferiscono le pallottole manco tanto spuntate. anzi se possono impallinare uomini indifesi come giornalisti, docenti universitari, sindacalisti, allora tanto meglio.
del resto vedo che anche tu sei realista (“fino a prova contraria, ALCUNI sono innocenti”, non TUTTI quindi) e sono d’accordo con te ma cerchiamo di ragionare con calma.
Quelli che paventano un ritorno agli anni di piombo e cercano di sfruttare questi tristi eventi contro la sinistra e contro il sindacato sono degli ignobili da condannare.
La sinistra radicale però deve fare chiarezza ed autocritica (laddove è necessario).
Hanno capito che istituire un servizio d’ordine contro le infiltrazioni dei teppisti violenti durante i cortei è, in primo luogo, un atto di responsabilità necessario? Ecco, io auspico una simile azione di prevenzione e viglianza anche nei centri sociali, dove il dibattito è giusto che sia più radicale ma i principi democratici devono essere condivisi da tutti.
un saluto inkazzato e vero