Su Vicenza

febbraio 16, 2007 in Como by studenti-autorganizzati-comaschi

BREVE OPUSCOLO DI CONTROINFORMAZIONE:
la storia, le conseguenze e alcune considerazioni sull’ampliamento della base militare americana di Vicenza

materiale raccolto e link utili:
"l’espresso" – a vicenza comanda Bush – sett 06
Andrea Licata – una base per le nuove guerre del bushismo
Assemblea di Scienze Politiche, MI – opuscolo sul Dal Molin
www.altravicenza.it
nodalmolin.blogspot.com

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A VICENZA – SAB 17 FEBBRAIO – PARTENZA DA COMO BORGHI ORE 8.00

CRONISTORIA,accordi, approvazioni, dichiarazioni La costruzione della nuova base militare parte da un accordo segreto tra il precedente governo Berlusconi e il Sindaco di Vicenza Hullweck, che senza renderne partecipi i suoi concittadini, né il consiglio comunale si rese disponibile ad accogliere nel
territorio vicentino una nuova base americana.

  • Un anno e mezzo fa, nel marzo 2005, il generale J.L. Jones, comandante delle forze armate Usa in Europa, ha già pronti tutti i piani per ristrutturare il Dal Molin, e infatti chiede al Senato Americano i fondi per attuarli. Una svista? Arroganza? No. L’allora premier Silvio Berlusconi ha dato il suo benestare, non si sa come, visto che nessuno ha fino a ora esibito protocolli sottoscritti da entrambi i paesi contraenti.
  • Solo nel marzo 2006 cominciano a uscire le prime notizie sulla prossima rivoluzione militare americana a Vicenza. E a formarsi i primi Comitati del No.
  • A maggio 2006 arrivano in Consiglio comunale tre colonnelli Usa e spiattellano un malloppo di trecento pagine con tutti i progetti delle nuove strutture previste al Dal Molin: c’è disegnato ogni muro, pilastro, pensilina [...] dalla caserma a otto palazzine di cinque piani alla mensa per 801-1.300 persone, più due autopark di sei piani, depositi, negozi, due ristoranti, fast food, barbiere, fino ai 14 mq per la pompa di benzina; hanno messo nero su bianco persino le modalità con cui selezionare i dentisti italiani in considerazione delle differenze tra i nostri e i loro medicinali. L’investimento Usa è pari a circa un miliardo di dollari: la tabella sta nella relazione del citato generale Jones alla Commissione Forze armate del Senato americano del 7 marzo scorso, dove si dettagliano anche 26 milioni per il Centro fitness, 52 per il mini-ospedale, 31 per la scuola elementare americana all’ Ederle.
    Il complesso dovrebbe operare a pieno regime nel 2010.
  • 27 settembre 2006, il Ministro degli interni Parisi afferma: "movendo dello spirito d’amicizia che contraddistingue il rapporto d’alleanza tra italia e stati
    uniti, il governo ritiene che la richiesta avanzata (dagli USA) sia coerente e compatibile con la linea politica e militare del paese"
  • 26 ottobre: in un consiglio comunale blindato arriva il si della maggioranza.
    Ora la decisione rimbalza a Parisi e a Prodi. Ma le loro dichiarazioni sono chiarissime, e favorevoli al Dal Molin. Dichiarazioni del resto conseguenti
    con le scelte degli ultimi mesi su Afghanistan, Iraq e Libano e con una legge finanziaria "di guerra" che aumenta dell’11%le spese militari per il 2007e peri prossimi anni.
  • Come volevasi dimostrare in data 1.2.2007 il Governo approva l’ampliamento della Base Americana

I COMITATI POPOLARI:la risposta di Vicenza la maggioranza dei vicentini è contraria alla costruzione della nuova base. La lotta popolare che è scaturita con la nascita dei Comitati No Dal Molin parte da due considerazioni di fondo:

  • il rifiuto di ospitare sul proprio territorio una vera e propria base di guerra, devastante dal punto
    ambientale sulla città e sulle persone.
  • il collegamento tra il Dal Molin e le politiche di guerra, che vedranno quest’avamposto d’attacco impegnato in prima linea nel Medioriente o in Africa.

S’è costruito un movimento di cittadini, autonomo ed indipendente dai partiti, che coniuga difesa del territorio e no alla guerra. Questa comunione di obiettivi ha dato vita all’assemblea permanente dei cittadini per il NO Dal Molin, che unisce comitati, associazioni e semplici cittadini.

LA BASE E LA BRIGATA, flessibilità, potenza, attacco.
welcome to the official website of the 173rd airborne brigade at Caserma Ederle in Vicenza, Italy.WE ARE EUROPE’S QUICK RESPONSE FIGHTING TEAM.
Vicenza diverrebbe la più potente base americana in Europa. Qui verrebbe costruita la nuova 173esima brigata aerotrasportata, quella leggendaria impiegata in Vietnam, quella di "Apocalipse Now". Triplicheranno gli organici e gli armamenti di quella ora divisa tra qui e le basi tedesche di Bramberga e Schweinfurt.

Nessuno ha smentito che la 173esima sarà un’unità d’assalto, con caratteristiche esclusivamente offensive, e sarà la più potente unità americana fuori dai confini degli Stati Uniti. L’unica unità d’intervento rapido americano in Medio Oriente, Iran incluso.

Sfuggirà agli schemi perchè dovrà garantire il massimo della potenza nel minimo tempo.

Colonnello Preyslers "la 173esima coprirà in particolare l’area del Mediterraneo e dell’Africa. Ma non solo."

Vicenza, dunque, diverrebbe un nodo importantissimo per i nuovi assettimilitari mondiali.

LE CONSEGUENZE, effetti locali e globali, responsabilità politiche L’11 settembre 2001 è una data che segna una svolta all’interno della volontà imperialistica statunitense.

Da quel momento, infatti, la sua politica estera è divenuta esplicitamente aggressiva, se pur sbandierata come una "missione di giustizia".

Se fino a quella data l’intervento si era "limitato" ad un tentativo (pure a volte ottenuto) di controllo delle risorse economiche, a minacce di ritorsioni in caso di rottura dell’alleanza (che in realtà è sottomissione) e a sporadiche azioni dimostrative, ora la vera faccia di guerra degli USA si è mostrata in tutto il suo orrore.

Pochissimi mesi dopo l’11 settembre, gli Usa attaccano l’Afghanistan, ritenuto il luogo in cui si nasconde (e viene protetto) Osama Bin Laden, in realtà tra i primi produttori di petrolio. Dopo l’Afghanistan è la volta dell’Iraq, ufficialmente per scardinare la dittatura di Hussein, ufficiosamente per mettere le mani sulle ingenti risorse economiche del paese.

Oltre a queste due guerre esplicite, continua la politica filoisraeliana, volta a consolidare quell’importante punto strategico all’interno dello scacchiere mediorientale. L’imperialismo americano vuole acquisire il controllo di parte del prezioso mercato petrolifero mediorientale per ridurre i danni del prossimo sorpasso del Capitalismo cinese, che toglierà la leadership agli Stati Uniti.

Il progetto per l’ampliamento della base di Vicenza si propone come l’ideale proseguimento di questo intento.

Vicenza, infatti, sarà il ponte di lancio per un possibile attacco all’Iran. L’Italia, dal canto suo, con l’approvazione di questo progetto, mostra la sua sudditanza ed il suo servilismo verso l’ "alleato americano.

Sul nostro territorio avremo un’intera divisione di pazzi fanatici, votati al culto della guerra, senza contare tutti i disagi che avrà la popolazione vicentina.

I tanto decantati svantaggi economici (quelli che hanno spinto CISL e UIL a farsi promotori di un comitato per il sì) che arrecherebbe la non costruzione della base sono una pura finzi
one.

La tesi sostenuta, tra gli altri, dai sindacati è alquanto minatoria: si predice un trasferimento dei già presenti militari USA altrove, con il conseguente licenziamento di molti lavoratori. In realtà, tutto ciò è impossibile per reali impedimenti materiali.

Un pericolo reale, semmai, è la possibilità di ritorsioni in caso di attacco. A farne le spese, oltre i militari americani (e magari nemmeno loro) sarà la popolazione che vive nel territorio circostante, ma non solo. Sarebbe un rischio che nessuno tra la popolazione vuole, ma che, come al solito, qualcun altro gli ha imposto.

E’ inoltre disarmante la continuità della politica estera italiana, nonostante l’alternanza di governi. Almeno per chi ha ancora una fiducia nelle intenzioni della politica fatta da sedie e poltrone.

La sinistra attuale mostra come in effetti stia l’inganno della politica partitica e della democrazia occidentale: l’illusione che realmente qualcosa possa cambiare, semplicemente apponendo una crocetta sopra un pezzo di carta. La collusione che anche questo governo usa nei confronti degli USA non si discosta per nulla dalla posizione di quello precedente, nonostante le timide uscite di D’Alema.

L’aspetto più grave (e teoricamente contrario agli stessi ideali della Sinistra) è l’indifferenza mostrata di fronte alla volontà popolare, che si è mostrata compatta nel dissenso. Lo sforzo e la lotta dei comitati, formatisi spontaneamente, visti gli sbadigli della sinistra istituzionale, punta a contrastare l’insorgere del più grande distaccamento militare usa fuori dai suoi confini.

L’irriverenza verso la base popolare è dimostrata anche dall’aumento delle spese militari, previste dalla Finanziaria, e anche dalla politica di sudditanza di fronte al becero e lurido presidente americano. Resistere contro l’imperialismo americano e lottare contro l’ipocrisia della sinistra di governo è necessario.

STUDENTI AUTORGANIZZATI COMASCHI studautco@gmail.com