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May 19, 2012, 8:10 am

Un privilegio per pochi ?

Non posso che condividere l’azione politica della Rosa nel Pugno che si prefigge l’obiettivo di portare alla parificazione dei diritti degli insegnanti della scuola pubblica, per evitare discriminazioni tra gli insegnanti di religione, che godono di un trattamento privilegiato, e gli altri docenti.

La decisione di intraprendere questa campagna a favore degli insegnanti pubblici parte dal fatto che solo i docenti di religione precari maturano scatti di anzianità e di stipendi che conservano anche quando passano di ruolo.

Questo trattamento invece è negato a tutti gli altri insegnanti.

“E’ un’iniziativa importante – osserva Boselli – che non vuole congelare i diritti, ma trasformare alcuni privilegi in diritti per tutti”.

Il segretario dello Sdi ci tiene a precisare che l’iniziativa messa in campo non e’ assolutamente contro gli insegnanti di religione.
”Dobbiamo tener presente – sottolinea ancora – che 700 mila insegnanti non godono degli stessi diritti concessi ai loro colleghi e questa è una grande ingiustizia”.

Non sembra al Ministro Fioroni che la possibilità graziosamente concessa al vescovo locale di nominare (e revocare) insegnanti pubblici potrebbe essere sufficiente ?
Visto che questo grandissimo privilegio, molto oneroso per lo stato italiano (visto che si tratta di circa l’8% del budget complessivo destinato agli insegnanti della scuola primaria, per fare un esempio numerico) permette alla chiesa italiana di far pagare a tutti noi lo stipendio dei suoi devoti catechisti direi proprio che può bastare.
Queste ore sono definite con un ossimoro burocratico "obbligatorie ma facoltative".
Traduco dal burocratese scolastico : obbligatorie per la scuola pubblica che deve proporle ed organizzarle e facoltative per le famiglie.
Ma quest’ultimo aspetto, come si sa, non è che sia particolarmente illustrato a coloro che iscrivono i propri figli a scuola.
Vorrei aggiungere un dettaglio non marginale.
Nel caso in una classe il numero di coloro che "non si avvalgono" dell’insegnamento confessionale della religione cattolica aumentasse considerevolmente, come già avviene in molti istituti superiori di Milano, basterebbe un alunno che desidera "avvalersi" per imporre allo stato italiano un docente di religione in quella classe (con relativo stipendio a nostro carico).
Non è possibile, per capirci, prendere due classi e riunire coloro che "non si avvalgono" da una parte e coloro che "si avvalgono" dall’altra.
Questo vuol dire che coloro che "non si avvalgono", oltre alla virtuale stella di Davide cucita loro addosso da queste abili mani di prelati, dovranno sempre rassegnarsi a non svolgere alcuna attività "alternativa" (anche se questo è contrario alla legge) visto che le scuole mancano poi di risorse per poterle organizzare.
Tutto questo grazie ai politici che hanno sottoscritto il Concordato del 1984 in posizione inginocchiata e sembrano non aver allora colto il fatto che la "religione di stato" in stile fascista usciva dalla porta ma rientrava, immediatamente, dalla finestra.

Perchè non raccogliere le firme per sottoporre la legge che disciplina il Concordato a referendum abrogativo ?
Semplicemente per il motivo che la costituzione prevede che la ratifica di trattati internazionali non possa essere oggetto di referendum popolare.
E così il cerchio si chiude.

Questa sera ho visto a Blob un Rutelli in versione "ken travestito da radicale" ed ho provato veramente fastidio per quanto si possa essere servili ed arrivisti nella vita politica.


Un privilegio per pochi ?

2 Comments

  1. Ulisse scrive:

    E’ vero che un referendum per abrogare il Concordato non si può fare, però si possono raccogliere le firme per chiedere al governo ed al parlamento di farlo. Se esse saranno considerevoli, perlomeno dovranno rifletterci.

  2. Condorcet scrive:

    Con 50.000 firme si può fare una proposta di legge popolare. O comunque una petizione per sottoporre il concordato a revisione.
    Ma non illudiamoci: la strada verso l’indipendenza dell’Italia è ancora lunga.
    Garibaldi si era illuso.

    Ma i sindacalisti della scuola dove sono ? C’è bisogno che le denunce delle discriminazioni compaiano nei blog perchè prendano conoscenza di quel che succede in quel settore ?

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