E alla fine l'hanno vietata…
I nostri saggi e sapienti guardiani della morale cristiana alla fine l’hanno spuntata e la pubblicità di D&G è stata vietata da Lunedì, e questo è un pericoloso precedente.
La decisione viene resa nota dal Comitato di controllo, organo deputato dall’Istituto di autodisciplina pubblicitaria a tutelare gli interessi dei cittadini-consumatori dopo le altre polemiche su una mostra fotografica sempre di D&G. Il 21 febbraio, il Comitato di controllo aveva emesso una «ingiunzione di desistenza» dopo le numerose proteste. D&G hano fatto scadere il tempo per opporsi, quindi il provvedimento «ha acquisito efficacia di decisione definitiva il 5 marzo, e dovrà essere osservato da tutti i mezzi» del sistema pubblicitario.
L’Istituto di autodisciplina pubblicitaria spiega che la pubblicità in questione è stata ritenuta «in manifesto contrasto con gli articoli 9 (violenza, volgarità, indecenza) e 10 (convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona) del codice di autodisciplina. Il provvedimento sottolinea che la donna «è rappresentata in modo svilente, quale mero oggetto della prevaricazione maschile», ha «un’espressione alienata, uno sguardo assente», non fa percepire «né intesa né complicità» con uno dei tre. Anzi «nell’ambiguità del suo atteggiamento, trasmette l’impossibilità di sottrarsi a ciò che accade, in quanto immobilizzata e sottomessa alla volontà di un uomo, nonché agli sguardi impassibili, ma in qualche modo partecipi e di attesa, degli altri due». L’immagine «pur non riportando espliciti riferimenti alla violenza fisica», proprio per l’atteggiamento passivo e inerme «evoca la rappresentazione di un sopruso o l’idea della sopraffazione nei confronti della donna stessa»
D&G hanno fatto bene a non opporsi, tanto oramai, l’obiettivo di farsi pubblicità è stato raggiunto, ma comunque questo è un pericoloso precedente sia per la comunicazione che viene tolta, che per le polemiche su una mostra…. andiamo avanti così…








CVD
Passa il messaggio VIOLENTO, passa il messaggio ANTIVIOLENZA.
Bradico esempio della nostra evoluta società.
Di per sè tosto, come i Flinston, e le Wilma, oggi, parti offese.
Che ci sia qualcuno che può decidere che io non posso vedere questa immagine è altamente inquietante.
hce ci sia qualcuno che possa decidere che alcune immagini siano offensive è giusto, la pubblicità è sempre peggio.
Questo caso particolare non mi sembra eclatante, ne ho visti di peggiori, forse prima di censurare queste immagini bisognerebbe censurare tutto il resto dello schifo che passa in tv e nessuno considera offensivo, antieducativo o simili.
La pubblicità è stata vietata anche in Spagna dove la lotta agli abusi domestici è molto sentita e non si può dire che la Spagna sia bigotta. Forse qualcosa di pericoloso in questa pubblicità c’è.
Non sono d’accordo nel vietarla, sarei più favorevole nel trasmetterla in luoghi ed orari appropriati. Non è semplice essere al cinema con i propri bambini a guardare un cartone animato e prima dell’inizio del film essere bombardati (i bambini) di messaggi forti come quelli delle pubblicità D&G.
Così non va bene!
cosa buona e giusta
4) Ulisse
GRANDE!!!! condivido …bacio
Istigazione allo stupro di gruppo? Mah!!!
Certo potrebbe esprimere un contesto in cui la donna è un oggetto a solo uso e consumo o, una creatura senz’anima da sottomettere al volere e potere maschio.
Dovrebbero vietare le trasmissioni della domenica pomeriggio, che sono molto più inquietanti e davvero offensive
???
vietare BUONA DOMENICA…..
vietare DOMENICA IN
vietare ..tutte le trasmissioni senza un minuto di cultura….
saggia decisione
Invece il calcio è educativo, eh ?!
vabeh, la pallonata sui testicoli (o le sue varianti, cani gatti etc) ormai è diventata la gag comica di storia secolare. E nessuno si scandalizza, anzi tutti ridono.
Oltretutto in questa pubblicità mi pare troppo vago, opinabile, questo riferimento alla violenza (vabeh a sto punto, ci osno balletti a domenica in sado maso, cioè…).
Per quanto riguarda invece la donna-oggetto, tra che il mondo femminile non mi sembra che sis candalizzi più di tanto ad andare in televisione con delle gonne che sembrano cinture, tra che ormai in ogni manifesto c’è una faccia esplicitamente seducente…anche questo mi pare infondato.
Non che la presenza o meno di questa pubblicità mi importi più di tanto, cmq.
Penso che possa essere utile sapere che l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria è un organo indipendente creato ad hoc dalle stesse associazioni di categoria del settore pubblicitario. Il Codice di Autodisciplina Pubblicitaria è un codice di autoregolamentazione liberamente istituito dal mondo della pubblicità, senza alcun obbligo imposto dallo Stato e senza che alcuna autorità pubblica possa metterci becco. Il Comitato di cui si parla (e che ha stabilito il ritiro della pubblicità di D&G) viene nominato e accettato dagli “addetti ai lavori” del sistema pubblicitario italiano (aziende e agenzie). Insomma, quello di cui si parla è cosa ben diversa dalla censura, in quanto è lo stesso mondo della pubblicità che 41 anni fa decise di dotarsi di questo strumento per autoregolamentarsi.
Certo che il pubblicitario della D&G è un genio… o un idiota, ancora non l’ho capito.
Dopo la polemica per la pubblicità sulle puzzette, adesso anche questa..