Vandali e Vandalisti
marzo 8, 2007 in Como by gerardo-monizza
Il prezzo del pulito
I Vandali sono dei cittadini idioti. Purtroppo esistono trasversalmente in ogni settore della società e superano ogni stato sociale, strato culturale, possibilità economica, intellettiva e senso civico. Non è detto – infatti – che un anziano solerte a raccogliere la cacchetta del suo adorato cane non prenda a calci una panchina (visto ai giardini!). Così come un giovane asino che scrive scemenze sui muri non sia capace di far volontariato. Tuttavia…
Tuttavia i Vandali esistono e dunque sono un problema per la comunità. Ve ne sono certo di più gravi in città, ma il danno continuo arrecato alle cose pubbliche (e private) è davvero ingente. Non c’è rimedio tranne l’educazione che si spera aumenterà con il tempo e con l’inclinazione al senso civico e all’attenzione mondiale (ecologia, risparmio delle risorse eccetera) che le nuove generazioni dovrebbero aver appreso dalla scuola e dalla famiglia.
Infatti, nonostante il gran blaterare “di Vandali sempre in attività” che si fa su televisioni e giornali il dato non corrisponde – per fortuna – alle infinite possibilità che i Vandali avrebbero di vandalizzare interamente il patrimonio comune. Ovviamente, non sarà mai risolto il problema dei controlli e, men che meno, sarà possibile sovrastare l’universo cittadino con satelliti poliziotto o con spie locali attivi 24 ore su 24. Pensarlo praticabile fa parte di quella concezione del mondo che mette insieme i Vandali e i Vandalisti. Sono questi ultimi coloro che vedono sempre il nemico Vandalo in agguato e seminano paura nella gente (già abbastanza frastornata) amplificando ciò che – di norma – è un gesto di inciviltà.
Il caso è stato sollevato in questi giorni accorgendosi che nel bilancio comunale si spendono 109mila euro all’anno di pulizie e rattoppi. Solo? Cioè 4500 pizze con birra? Ovviamente è un costo al ribasso che non tiene conto di altri costi aggiuntivi nascosti in voci normali come manutenzione ordinaria e restauri (tanto per fare un esempio).
Ma lo scandalo dov’è? Sappiamo bene che non è la cifra quanto il principio; eppure, in una città priva di una vera identità culturale, sociale e politica 109mila euro all’anno non sono un gran prezzo da pagare per la sistemazione delle cose. Bisognerebbe spendere di più e meglio per sistemare quello che una minoranza rovina o distrugge. Con determinazione, con velocità, con intelligenza ogni cosa (panchina o muro) deve essere rimessa a posto. Con discrezione. Meglio sarebbe farlo in silenzio e dimostrando ai vandali idioti che non ci sono Vandalisti ideologici, ma solo Cittadini più consapevoli che il bene comune è un costo ed un valore. Non solo economico. Col tempo (e con la diffusione del concetto e della pratica della bellezza…) forse non sarà più necessario prendersela con una panchina o con un muro per dire agli amministratori, agli insegnanti, ai genitori che se “sporco e rompo” anchi’io esisto.








è tutta una scusa per potere mettere telecamere e aumentare il controllo sociale per creare un’omologazione.
non che i vandali non esistano, ma era da tempo che aspettavano di mettere ste telecamere e di chiudere i giardini, e aspettavano solo una cazzata del genere.
I vandali sono sempre esistiti e sempre esisteranno, perchè fra cento persone qualche testa di cavolo c’è sempre. L’importante è che con la scusa dei vandali non si crei l’occasione per uno stato di polizia, sarebbe peggio di un orda di vandali veri e propri. Chi vuole ciò è solo un imbecille incapace di far fronte ai problemi, perchè solo un imbecille può pensare che con la forza e la coercizione si risolvano i problemi. L’abbiamo visto con la squadra anti-writers, sappiamo tutti com’è andata a finire.
L’importante casomai è educare. Educare alla cosa pubblica, al bene collettivo, all’interesse comune e non è certo con le telecamere o con le squadre anti-writers, anti-calpestatoridiaiuole, anti-intagliatoridipanchine ecc. che si educa al rispetto.
Un caso limite, durante l’ultima notte bianca ho visto gente attraversare tranquillamente le aiuole antistanti il Museo Voltiano nonostante potesse benissimo aggirarle, col risultato che la mattina successiva tali aiuole erano completamente distrutte. Un tipico esempio di mancanza di senso civico, va bene divertirsi però …
Visto che il comasco tipo ha le braccine corte, si dovrebbe far presente che alla fine siamo noi che sborsiamo i soldi per le riparazioni, il che si traduce in un aumento dell’ICI e delle altre gabelle comunali.
Il problema vandalismo andrebbe ricompreso nel più ampio contesto della maleducazione imperante nella nostra società.
E’ inutile tentare di mettere un freno a queste orde di imbecilli, quando i centri educativi, famiglia e scuola, sono latitanti o peggio conniventi con un certo tipo di comportamento deviante.
Vandalismo non è solo imbrattare i muri o spaccare panchine, l’evento più evidente, ma è anche parcheggiare i propri macchinoni sui marciapiedi all’uscita di scuola, con magari un autosilo a pochi metri, impedendo magari a disabili o mamme con carozzine di poterne usufruire.
Vandalismo è fergarsene dei giorni stabiliti per il ritiro della spazzatura o della carta, lasciando così nelle strade sacchetti di rifiuti a tutte le ore del giorno e della notte.
Per non parlare degli incivili che imbrattano le strade con gli escrementi dei propri cani, anche se qui c’è una piccola minoranza di virtuosi che fa ben sperare.
Qualche settimana fa ho visto una ragazza, distinta e ben vestita, che dopo aver utilizzato un fazzolettino di carta per il naso l’ha buttato per terra nonostante a pochi metri ci fosse un cestino dei rifuti, non è vandalismo anche questo? Non ci sono solo i vandali “brutti, sporchi o cattivi”.
Guardiamoci attorno e vediamo quanti comportamenti incivili, arroganti e di non rispetto delle regole del vivere civile possiamo incontrare nella nostra giornata e comprendiamo il vandalismo, il non rispetto della cosa comune e del bello.
Altra questione sono le telecamere, personalmente possono essere un deterrente ma di breve durata, il vero compito è quello di tornare ad un pò più di educazione e rispetto delle regole minime di convivenza civile per poter vivere in una società o città più bella.
E quetse si comincia a impararle in famiglia e poi nelle scuole senza telecamere!
Bisogna anche dire che la maggior parte di questi vandali, non sono altro che delle zecche da centro sociale, basti vedere le scritte lasciate sul Monumento ai Caduti, di cui loro non hanno alcuni rispetto, rispetto che loro non hanno per tutto ciò che è pubblico o privato (ma, perchè non imbrattano casa loro? forse perchè il paparino con i soldi li sgriderebbe!). Non sono altro che anarchici coloro che imbrattano i muri di Como, basti vedere i “messaggi” che lasciano…
Infatti Nazional Popolare la scritta “Ricordo della Bigiata del 2006″ oppure “Rosaria ti amo” è la tipica scritta da centro sociale..