Confronti: Mauro Guerra – Candidato Presidente Provincia di Como

marzo 22, 2007 in Como by Sir Percy Blackeney

Dopo Luca Gaffuri, vivereacomo ospita l’intervento di Mauro Guerra candidato per l’Unione come Presidente della Provincia di Como. Personalmente sono grato per la disponibilità dimostrata,anche perchè comunque i candidati che scendono in campo attraverso questo mezzo dimostrano estrema disponibilità, accettano il confronto e dimostrano di voler ascoltare i cittadini. Quindi invito i lettori del Blog a fare domande, presentare istanze, far conoscere esternando in maniera civile i problemi del territorio. Invito inoltre chi fosse interessato a conoscere meglio il candidato Mauro Guerra ad andare qui, ma leggiamo l’intervento e mi raccomando fate domande, domande, domande..:

Una Provincia forte, giusta, competitiva
Mauro Guerra Presidente di tutti: Una sfida per il rilancio futuro

Le prossime elezioni rappresentano un’occasione straordinaria per offrire ai comaschi un’alternativa seria, forte e credibile per il governo del nostro territorio.
Capace di invertire processi di indebolimento e declino che hanno caratterizzato gli scorsi anni, di ricostruire tra i cittadini comaschi quel senso di orgoglio e di appartenenza a una provincia straordinariamente dotata di talenti e risorse, naturali, umane, produttive, culturali, ma che a queste risorse e a questi talenti non ha saputo in questi anni indicare obiettivi ambiziosi, unificanti, e non ha saputo trasmettere il senso di una grande sfida per il futuro. Al di là degli schieramenti politici di appartenenza, in un confronto che riesca ad attivare tutti i contributi e con una direzione politica e amministrativa che sappia mobilitare tutte le energie migliori, del pubblico e del privato, per far crescere le nostre comunità.

La risorsa ambientale

La Provincia di Como può essere frontiera avanzata di una nuova e originale fase di rilancio e sviluppo.
Il suo straordinario ambiente, la sua tutela e valorizzazione, deve essere interpretato, vissuto, pensato e governato non tanto come accessorio delle politiche, o come limite, intralcio, zavorra, ma come principale occasione e motore di una nuova idea e pratica dello sviluppo.
Occasione e opportunità di razionalizzazione, di innovazione, di più alta qualità del vivere, del produrre e del consumare. Dall’aria, all’acqua, all’energia, ai rifiuti, al paesaggio, alle scelte urbanistiche: una Provincia che impegni la sfida di un migliore futuro per questa e per le prossime generazioni.

Le infrastrutture: la leva per sollevare lo sviluppo del territorio

Le infrastrutture, materiali e immateriali, devono essere pensate, organizzate e governate, come sistema integrato, coerente con lo sviluppo urbanistico territoriale ma anche con l’ambiente naturale della Provincia.
Un sistema di risposte efficaci alle esigenze esplosive della mobilità, pubblica e privata, che richiede strutture migliori e più efficaci; risposte alle esigenze di collegamento locali e internazionali, indispensabili per sostenere, innervare e accompagnare le prospettive complessive di sviluppo.
Ecco la sfida: un realistico ma ambizioso programma per le infrastrutture della mobilità, che sappia innanzitutto pensare i grandi attraversamenti che interessano e interesseranno il nostro territorio, su gomma e su ferro, non solo come attraversamenti, ma come occasioni di risposta alle esigenze di mobilità anche dei nostri cittadini e delle nostre imprese.
Un sistema del trasporto pubblico che sfrutti tutte le sinergie, tra gomma, ferro, acqua.
Con possibilità concrete e agevolate di interscambio e di fruizione. Non la lista della spesa delle cento infrastrutture che si ripropone ritualmente come invettiva o lamentazione, anche da parte di chi da tanto tempo governa i nostri territori.
Una selezione seria e responsabile di priorità e obiettivi, un serio bilanciamento con le comunità interessate dei costi e dei benefici, un percorso credibile di individuazione e contrattazione con gli altri livelli istituzionali delle progettualità e delle risorse necessarie.

Competitività: Una sfida “Glocale”
La Provincia di Como deve ritornare a concorrere e vincere la sfida competitiva tra i territori internazionali, in forza della sua capacità di fare squadra, di valorizzare i propri talenti, le sue vocazioni industriali e produttive migliori, e le peculiarità delle diverse aree che la compongono. Capace di vincere perché capace di creare un ambiente e un sistema territoriale di qualità, forte di un tessuto sociale coeso, di una straordinaria spinta e investimento sui giovani, sulle donne, e poi nella formazione, l’istruzione, la ricerca, la cultura. Capace di vincere perché pronta a innovare in tutti i settori produttivi così come nella Pubblica Amministrazione.

La Provincia che vorrei

L’Amministrazione Provinciale deve sapere essere “amica” dei suoi territori, dei Comuni e dei loro amministratori. Capace di offrire appoggio, coordinamento, sponda e forza politica. Al servizio del territorio e delle sue istituzioni locali. Ma deve anche saper offrire un percorso di semplificazione e, se mi consentite il termine, “sburocratizzazione” dell’attività della Pubblica Amministrazione.
Per ridurre i costi, per dare migliori e più rapide risposte a cittadini e imprese. Perchè questo sia possibile occorre instaurare un rapporto di costante e leale collaborazione tra tutti gli enti pubblici, indipendentemente dal colore politico di chi temporaneamente li guida. Bisogna saper sfruttare tutti gli strumenti che la tecnologia ci offre, puntando sulle innovazioni offerte dal territorio.
Penso a una Provincia, per tutte queste ragioni, autorevole riferimento in costante rapporto con le forze economiche e sociali, dell’associazionismo, di tutti i preziosi mondi che organizzano e lavorano a far crescere le nostre comunità. Insieme, oltre le appartenenze di schieramento politico, in un confronto aperto e schietto, che non nasconda le divergenze, ma conduca all’assunzione della responsabilità di scegliere nell’interesse del nostro territorio e della nostra gente.
Una Provincia capace di rappresentare i suoi territori, di interagire con un capoluogo che ritrovi la vocazione ad essere tale, ad esercitare il suo ruolo, grazie all’affermazione di Luca Gaffuri.
Ma anche una Provincia che assolva sino in fondo al suo ruolo di ente programmatore: per il territorio, l’ambiente, l’urbanistica, le condizioni dello sviluppo, le infrastrutture.
Centosessantadue Comuni, metà di quelli dell’intera Emilia Romagna, compongono una Provincia che deve saper tenere stretto il ruolo di coordinamento politico, capace di orientare e programmare servizi fondamentali. Servizi che, visti dalla parte dei cittadini, sono il modo di accesso e di esercizio di diritti essenziali: dalla sanità all’assistenza sociale, dall’istruzione alla cultura, dalla mobilità al lavoro. Una Provincia che, anche al di là delle sue proprie specifiche competenze, nel rispetto e collaborando con gli altri soggetti istituzionali e non, si proponga come luogo di raccordo, di promozione, di coordinamento, per far crescere diffusamente sul territorio servizi di qualità, efficienti, efficaci, adeguati rispetto ai bisogni e alle attese d
ei cittadini.
Una Provincia che incrocia bisogni e speranze, competenze e partecipazione, che assolve in modo efficiente alle proprie dirette responsabilità e ambisce anche a far lievitare una nuova tensione progettuale e realizzativa nel nostro territorio.
Una Provincia orgogliosa di sé ma non provinciale. Capace di stare nel mondo, capace di pensarsi nel mondo. Una Provincia come Como ha saputo essere nei momenti migliori della sua lunga storia. Una Provincia che trasformi la sua ritrovata voglia di futuro, capacità di coesione e innovazione, in forza, peso politico, autorevolezza dell’Ente, da spendere nei rapporti con le altre Province, con la Regione, lo Stato, per riconquistare centralità, ascolto. Per riportare il nostro territorio al centro degli interessi regionali e nazionali, con una nuova capacità di progetto, di proposta, di contrattazione, di realizzazione. Affermando nei fatti e nelle idee l una sua reale autonomia.

Tutti protagonisti

Di tutto questo ragioneremo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, utilizzando il contributo dei gruppi consiliari uscenti, dei partiti, ma aprendo un percorso di ascolto e confronto con le categorie, le associazioni, le forze sociali, i cittadini.
Avremo modo e tempo di entrare più nel merito dei problemi e dei programmi. Lo faremo con serietà, attenzione e rispetto, cercando di animare contributi, discussione e partecipazione.
Oggi, in questo nostro primo approccio, mi premeva segnare un profilo, tracciare una tendenza, indicare una suggestione. Per capire se c’è una sintonia possibile. Se qualcosa di nuovo si può mettere in moto. Se questa società comasca è sfibrata e rassegnata come a volte appare o è anche, come credo, ricca di energie. Energie che magari faticano a riconoscere agli schieramenti politici in campo la capacità di assolvere al loro ruolo civico, ma non hanno perso il gusto di un’altra politica. Che sa muovere ragione e sentimenti, che guarda ai beni comuni, che sa costruire.
Non so se sarò all’altezza di ciò che cerco di evocare. So che se non tentassi, insieme a tanti altri, di aprire così questa partita, non varrebbe neppure la pena di avere accettato di giocarla.
Per ripartire, per costruire insieme un programma condiviso, che sappia coniugare concretezza,
idealità e ambiziosa progettualità.
Per mettere in campo liste, di partito e civiche, donne e uomini, che sentano questa voglia di
riscatto, che abbiano competenze, passione civile e politica, la capacità di far vivere concretamente queste prospettive nell’amministrazione della Provincia di Como.
Per offrire ai comaschi la possibilità di partecipare da protagonisti a una nuova grande sfida,
nell’interesse di tutti.