La piccola impotenza militare…

marzo 22, 2007 in Como by Sir Percy Blackeney

Alla fine si sono arrabiati,Stati Uniti, Gran Bretagna e Olanda hanno protestato con l’esecutivo guidato da Romano Prodi per le troppe concessioni fatte ai Talebani, infatti pare per prima cosa che non siano 5 ma il doppio almeno come sostenuto da fonti ben informate, inoltre emerge che gli Stati Uniti nonostante Massimo sbandieri la comprensione di Condi per i negoziati su Mastrogiacomo una volta finito il Consiglio di Sicurezza gli USA abbiano detto basta.

Basta di che? Ma in cosa consisteva la "comprensione"? In una sorta di collaborazione indiretta ,cioè non aver ostacolato le trattative con i talebani. O meglio  il governo italiano aveva chiesto a Stati Uniti e Gran Bretagna di non compiere azioni di forza per non compromettere l’incolumità dell’ostaggio e così è stato, come confermato ufficialmente martedì mattina il governo nell’audizione alla Camera, per bocca del viceministro Franco Danieli.

Basta a questa maniera di condurre le trattative comunque non gradita, infatti secondo un Alto Funzionario anonimo del pentagono il modo in cui è stato liberato Mastrogiacomo «aumenta i rischi per le nostre forze, per quelle afghane e per quelle internazionali». Il funzionario anonimo ha osservato che i Taleban liberati andranno a rafforzare la lotta per riprendere il potere in Afghanistan, esattamente quello che le forze americane e le forze Nato stanno cercando di evitare.

Si perchè gli uomini liberati in cambio del giornalista sono «miliziani pericolosi» e con un discreto curriculum: Ustad Yasser era il titolare della Cultura sotto il regime dei talebani, ovvero l’uomo che ebbe anche voce in capitolo nella distruzione dei Buddha giganti a Bamyan; Mofti Latifollah Hakimi è uno dei portavoce del mullah Omar; Hamdullah e Abdol Ghaffar sono due comandanti militari di prima linea; Mansur Ahmad è il fratello del mullah Dadullah ovvero il comandante dei talebani nel Sud-Est dell’Afghanistan dove sono in corso da settimane duri combattimenti contro la Nato.

Ma non è tutto, Washington ritiene che la trattativa si sia chiusa in maniera dubbia perché l’autista di Mastrogiacomo è stato decapitato mentre l’interprete è disperso, se non ancora in ostaggio. L’impressione è stata che Roma ha trattato solo per il suo cittadino, senza curarsi degli afghani coinvolti. E’ stata questa la molla che ha fatto scattare a Kabul una manifestazione contro il rilascio dell’italiano vista con preoccupazione a Washington perché indebolisce il sostegno al governo Karzai. E ancora: facendo ricorso ad una buona dose di sarcasmo, si fa presente che Roma non è stata in grado di far arrivare un aereo a Laskarghah per via dei caveat imposti alle truppe, che impediscono di spostare uomini e mezzi in questa regione. E’ stato proprio questo corto circuito che ha obbligato l’Italia a ricorrere all’aereo di un’organizzazione non governativa.

Ulteriori chiarimenti comunque arriverano nei prossimi giorni anche perchè Gino Strada, il suo collaboratore Rahmatullah Hanefi, e l’interprete di Daniele Mastrogiacomo, Ajmal Nashkband (di cui non si sa ancora la fine) saranno sentiti come persone informate sui fatti dai pm del pool antiterrorismo della procura di Roma che indagano sul rapimento dell’inviato di Repubblica. I magistrati Franco Ionta, Erminio Amelio, Pietro Saviotti e Giovanni Salvi, che martedì notte avevano sentito Mastrogiacomo, hanno aperto un fascicolo per ora contro ignoti per sequestro a scopo di terrorismo.

Il tutto mentre ci stiamo avvicinando al voto di fiducia per il rifinanziamento delle missioni, voto che spero si concluda con un esito negativo per il governo perchè è inutile mantenere truppe in un’area cosi pericolosa, truppe che hanno  unico scopo le attività di ricostruzione in Afghanistan o di vigili urbani in Libano, che non possono essere di supporto agli alleati e che in sintesi sono solo un bersaglio per i Talebani o per gli Hezbollah , divenendo di fatto un peso per la coalizione.