Che poi, Bagnasco, si dovrebbe vergognare davvero
Da giorni, nei pressi di dove abito io, campeggiano alcune scritte rivolte ad Adriano. Una per esempio recita testualmente “Adriano clandestino di m3da” , per altro sta sul muretto del parco della chiesa; un’altra, appena girato l’angolo, invita “quel bastardo di Adriano, clandestino, a tornarsene a casa sua, o…” e questa frase è accompagnata da simboli fascisti. Non so cosa faccia Adriano per vivere, ma so che lavora, forse impiccato ad un’impalcatura senza protezione, oppure d’estate raccoglie tabacco, o peggio muore a lavoro. Quello che so per certo è che Adriano non è stato posto sotto scorta, non è stato “attenzionato”, e nessuno ha predisposto un comitato per l’analisi di rischio.
A dire il vero nemmeno il comune ha predisposto l’immediato studio della sicurezza nel territorio, semplicemente Adriano ha cancellato il suo nome, aggiungendo vernice nera alla scritta nera. Mi viene in mente perché a Genova, gli apparati dello stato sono in fibrillazione, e l’arcivescovo Bagnasco è stato “attenzionato”, il comitato per la sicurezza si riunirà per analizzare il rischio e stabilire il grado i tutela da affibbiare al prelato.
I “tragici” fatti che hanno messo in moto gli apparati dello stato, sono noti: sul portone della Cattedrale di san Lorenzo a Genova, qualche notte fa, è apparsa una scritta “Bagnasco vergognati”.
Il gesto è sicuramente deprecabile, ma solo il gesto, e certamente non l’invocazione. Perché sfregiare il portone di una cattedrale con una
vernice spray? Si poteva benissimo inviare lo stesso buon consiglio, magari affiggendo dei manifesti, o striscioni colorati, tutti intorno alla cattedrale.
Perché la verità bisogna dirsela, anche solo tra di noi, e non c’è proprio nulla di violento o di ingiurioso in quella scritta, semmai, le violente ingiurie sono state lanciate dal monsignore, nei confronti di tutti quei cittadini che vivono secondo i loro orientamenti e secondo le loro coscienze.
Non c’è bisogno che sia io a rammentare la stortura di una chiesa malamente colpita dalla pedofilia, in molti l’hanno fatto meglio di me, resta il fatto, che a ragion veduta, dopo le allucinate e allucinanti sassate lanciate a gran voce dai sacri pulpiti, probabilmente il comitato sulla sicurezza avrebbe dovuto riunirsi per stabilire il grado di rischio al quale sono ormai incorsi i gay, e i “diversi” (da che?) in generale.
A mio parere non sarebbe deleterio se Bagnasco, cristianamente, si vergognasse, e non tanto per aver accostato i DICO alla pratica dell’incesto o della pedofilia, ma per il maldestro tentativo di porre rimedio all’ormai canonico “fraintendimento”, quella strana pratica di correggere le stronzate con le coglionate; la rettifica, infatti, suonava pressappoco così: non sono io ad essere razzista, sei tu ad essere negro.
Rita Pani (APOLIDE)








io mi trovo sempre concorde con Rita…
un saluto a tutti, approfitto della pausa pasquale per un fugace rientro italiano e sarò offline. Ci si legge al mio rientro, tra una settimanella.
Ciau
Quello che mi fa andare in bestia è il comportamento dei politici.
Quelli che non condividono questi comportamenti tacciono. Quelli che ne godono ne parlano come se fossero bravate di un bambino prodigio.
I giornali poi non si interessano più di quello che succede nel mondo, ma riportano solo le stupidaggini sul diritto naturale di un essere squallido, che rivelano solo il suo odio nei confronti della società e la sua paura ormai tangigile di perdere i privilegi.
Che meschinità!
Io mi trovo spesso in disaccordo con i pensieri cattolici, ma dopo tutto questo trambusto per i Dico mi chiedo davvero che cosa facca loro così paura.
Davvero pensano che il prossimo passo sarà legalizzare gli incesti e la loro preoccupazione è veramente solo difendere quelo che è il concetto di “famiglia” o c’è sotto qualcos’altro?
perchè???
CHIARO che c’è sotto qualcos’altro.
Fondamentalmente i soldi e il potere, che altro sennò?
Immagina tutta la gente che non può permettersi il matrimonio usufrire delle agevolazioni di un DICO.
Hanno paura. Hanno paura che si sposi sempre meno gente. Hanno paura che la loro presa sulle coscienze di molti venga meno. Hanno paura che qualora facilitata la vita alle coppie non sposate cada un ulteriore vincolo nei loro confronti, dato che molta gente opererà una scelta di carattere pratico a una di carattere religioso – e non si accorgono che così facendo invece di valorizzare il sacramento del matrimonio lo denigrano, poiché implicitamente ammettono che la gente non lo sceglie per sincera vocazione ma per semplice mancanza di alternative.
L’offensiva contro gli omosessuali poi serve solo a rincarare la dose, è un’ulteriore argomentazione che mira a far presa sull’omofobia purtroppo ancora oggi molto diffusa (e che mette d’accordo tanto i cattolici quanto una larga parte dei non cattolici).
È una semplicissima crisi di mercato, quella che la Chiesa si trova ad affrontare ora: rischia di venir meno la “domanda” per il servizio da loro offerto, i “pastori di anime” rischiano di rimanere a corto di materia prima.
Il progresso, il benessere, la mentalità aperta sono da sempre una minaccia per chi come loro vive (e lucra) sulle altrui preoccupazioni proponendosi come unica fonte di aiuto e speranza. Il loro ideale sarebbe un mondo povero e ignorante dove solo loro avessero il privilegio di essere le guide spirituali dei popoli interi, inflluenzandoli nelle scelte e nelle direzioni da prendere. Leggi per esempio quando dicono che è inaccettabile che la coscienza del singolo si permetta di prendere decisioni, e tutto dev’essere rimesso a un principio divino superiore (che guarda caso loro conoscono, che guarda caso solo loro possono insegnare).
Io non so se Bagnasco e colleghi ci credono veramente alle cose che dicono, ma se ci credono è molto preoccupante…
Ma dai una scorta non si nega a nessuno, l’importante è che sia pagata con i nostri soldi. Certo che però allarmarsi tanto per una scritta … come fosse la sola.
Secondo me è solo tanto rumore per nulla (e comunque se il monsignore non vuole essere criticato o additato che se ne stia zitto e buono, se diventa personaggio pubblico deve sopportare anche questo).
@ a Ulisse
… “una scorta non si nega a nessuno”…..
Mica vero: a Marco Biagi l’hanno negata.
Il gesto è sicuramente deprecabile
sì
Perché la verità bisogna dirsela, anche solo tra di noi, e non c’è proprio nulla di violento o di ingiurioso in quella scritta,
Mah, insomma.
Le scorte si negano a chi rompe i giochi politici.
Uno come Bagnasco, non deve preoccuparsi della porta del duomo, ma delle migliaia di muri pronti a ricevere commenti.
Negare il voto ai politici che per qualsivoglia motivazione assecondano tale indicazione è il minimo da farsi.
Se qualcuno della Digos pensa che una scritta su un muro contro l)ingerenza clericale nei nostri affari sia un’avvisaglia di un’azione violenta nei confronti del clero ha certamente sbagliato mestiere.
Non serve uno stratega per comprendere che l’attuale onda anticlericale, fatta nascere e ingrossare dalle intemperanze del Vaticano e della CEI, vede come protagonisti principalmente persone che amano e difendono la nostra Costituzione e che non amano vedere la nostra politica e il nostro Parlamento succubi e schiavetti di un potere esterno.
Dunque che una di queste persone arrivi a esprimere il proprio parere in modo incivile puo’ anche essere, ma che possa seguire un’azione violenta è altamente improbabile.
Tutto questo can can si chiama semplicemente cavalcare la tigre, ovvero fare di una scritta con lo spray un caso nazionale per passare per vittime, con l’inutile coinvolgimento di Forze dell’Ordine che avrebbero cose di cui occuparsi molto più importanti.