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May 23, 2012, 11:35 pm

Siamo cittadini del mondo.

Continua il nostro approfondimento sul tema dei diritti dei migranti, vi riproponiamo il documento preparato per il presidio antirazzista, rivisitato e approfondito nella critica alle nuove legislazioni: ddl amato-ferrero, legge 6 sui phone centre.

Cogliamo l’occasione d’invitare tutte le forze antirazziste alla giornata che si terrà sabato 21.4 all’insegna della lotta alla xenofobia e alla discriminazione.

il programma della giornata prevede:

  • ore9.30 stazione como Borghi, partenza del corteo antirazzista.
  • al termine del corteo, per tutto il pomeriggio: spuntino interetnico, attività ricreative, percussioni, writing.
  • all’imbrunire: proiezione del video documentario “voi sparate io disegno” sulla vicenda Rumesh e il nucleo AntiWriters
  • a seguire e per tutta la durata dell’iniziativa: musica (etnica e non)

non sono ammesse bandiere di partito (se volete partecipare, lasciatele a casa).

STUDENTI AUTORGANIZZATI COMASCHI

L’EMERGENZA VIA MILANO
E’ ormai davanti agli occhi di tutti la speculazione politica sulla pelle della popolazione di via Milano.
Da qualche mese assistiamo ad un susseguirsi di dichiarazioni d’intenti, polemiche, accuse, contornate dalle varie mobilitazioni. Ad un tratto pare che il problema maggiore della città sia l’invivibilità di via Milano. Il disegno ormai è chiaro: i giornali locali e il sindaco lanciano “l’allarme”, prefetto e questore intensificano i controlli e militarizzano la zona, la destra trova terreno fertile per la propria propaganda intollerante.
In pochi mesi AN propone un presidio fisso di forze dell’ordine, la LEGA con Borghezio lancia anatemi contro gli “immigrati che ci rubano il lavoro”, come se non bastasse, è toccato alla marcia di Forza Nuova “contro l’immigrazione selvaggia, in difesa dell’italianità”.

IL POPULISMO DI DESTRA
<<Il presunto pericolo Islam, il rimpatrio forzato, l’ostilità totale verso la diversità. Oggi l’estrema destra usa questi argomenti, questi linguaggi. Una squallida demagogia populista che cerca di aggregare tradizionalisti e moralisti, sbandierando un’identità nazionale che secondo loro va difesa dalle ondate di infedeli che arrivano dai paesi più martoriati della terra. Rimpatrio forzato, violento e senza discussioni, questa la loro proposta. Una proposta che nonostante arrivi dalle frange più estreme della destra fascista trova sicuramente consensi alla base di quei partiti, di destra e di sinistra, che in questi anni si sono sfidati a colpi di espulsioni, carcerazioni, gommoni speronati e morti ammazzati.>>

LA REALTà DI VIA MILANO
Via milano rappresenta uno dei tanti esempi di convivenza e integrazione, seppur con grandi limiti (e i disagi del caso).
 La crisi commerciale che ha coinvolto la via trova radici nell’avvento della grande distribuzione vent’anni (o meglio, 50) fa, la svalutazione economica e il progressivo abbandono di una delle principali vie d’accesso alla città hanno fatto il resto.
Via milano ha visto una leggera inversione di tendenza con il ripopolamento da parte di cittadini stranieri. Sono riapparsi artigiani, bazar, alimentari, bar e ristoranti etnici…
I disagi percepiti e denunciati dai residenti rientrano nella normale convivenza tra attività commerciali e residenze, ma rischiano di peggiorare se non si accantonano sentimenti di diffidenza e timore, troppo spesso pregiudiziali.
Raccogliendo pareri tra la popolazione di via milano abbiamo riscontrato, alla base degli attriti, semplici questioni condominiali o di comportamento. Nel complesso, comunque, la convivenza è serena.
Dev’essere chiaro a tutti che più emarginazione e pregiudizio portano maggiore risentimento (da ambo le parti); al contrario, più arricchimento culturale, più curiosità, meno diffidenza – unita alla ricerca, da parte dei migranti, di costruirsi una vita lontano dai loro paesi d’origine, (quasi sempre martoriati da guerre, in cui l’occidente è tra i maggiori responsabili) -  portano per forza ad un miglioramento dei rapporti sociali e della qualità della vita in senso lato.

LA LEGGE n°40 TURCO-NAPOLITANO
Nel 1998 il governo approva la legge n° 40 in materia d’immigrazione, meglio conosciuta come “Turco-Napolitano”.
All’interno della legge s’inizia a parlare di Centri di Permanenza Temporanea per tutti gli stranieri “sottoposti a provvedimenti d’espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera non immediatamente eseguibile”.
La legge è incardinata su due principi:
-Il controllo degli ingressi regolari
-Il ruolo centrale assegnato alla disciplina delle espulsioni, compresa la legittimità di trattenere fino all’atto dell’espulsione l’immigrato regolare.

LA LEGGE n°189, BOSSI-FINI
Nel 2002 il governo di centro destra approva la legge n°189, conosciuta come “Bossi-Fini”.
La nuova legge diminuisce sensibilmente la possiblità d’ingresso regolare e precarizza la condizione dei migranti, riducendo la durata dei permessi di soggiorno e legandoli al contratto di lavoro ( permesso della durata di due anni con contratto a tempo indeterminato, un anno per contratto a tempo determinato, 9 mesi per contratto a progetto.)
Il risultato è evidente. I datori di lavoro evitano, se possono, di assumere regolarmente immigrati irregolari, ai quail viene offerto lavoro nero, spesso in condizioni di vero e proprio sfruttamento.
 A ciò si aggiunge l’impossibilità, per il migrante, di denunciare il proprio aguzzino; pena la perdita di lavoro e il rimpatrio forzato.
La legge ha introdotto il reato di “clandestinità”: praticamente, se un migrante ha già ricevuto decreto d’espulsione e viene fermato è accusato di “mancato rispetto di un ordine impartito dall’autorità” ciò comporta l’arresto da 6 mesi a un anno.
La Bossi-Fini, tra l’altro, ha allungato i tempi di detenzione nei centri di permanenza temporanea, da 30 a 60 giorni.
Il trattenimento diviene inoltre da facoltativo a obbligatorio.

IL DDL n°1201 AMATO-FERRERO
La legge Amato-Ferrero è un maldestro tentativo di “riparare i danni”  della Bossi-Fini, anche con la reitroduzione di punti della passata Turco-Naplitano.
Prosegue lucidamente la precarizzazione del migrante, che viene ancora una volta visto come merce e forza lavoro e non come essere umano, introducendo i meccanismi dello sponsor e della dote.
Permette al migrante di venire in Italia solo nel rispetto di specifiche clausole (molto restrittive), deve depositare un quantitativo di denaro, previsto e imposto dal governo, che serve per “autosponsorizzarsi”, come garanzia all’eventuale datore di lavoro.
Inoltre norme come il minimo allungamento del permesso di soggiorno e altri piccoli cambiamenti non modificano la sostanziale restrizione della libertà di movimento, sempre subordinata all’esistenza di un documento come il permesso di soggiorno.
Come “novità” apportate alle leggi precedenti, quella che maggiormente colpisce per brutalità riguarda la costituzione si “strutture per l’espulsione” destinate non solo ai cittadini da espellere che si sono sottratti all’identificazi
one con la riduzione del periodo di permanenza: anche chi collabora favorendo le proprie generalità viene trattenuto per un periodo variabile di tempo nel caso in cui non fosse possibile l’espulsione immediata.
Per quanto riguarda i CPT, la legge prevede una sorta di superamento.
Non entreranno più le badanti, i pregiudicati saranno immediatamente espulsi, mentre per le altre categorie resta la permanenza, viene consentito l’accesso anche ai giornalisti oltre che le autorità civili locali a patto che rispettino la privacy del migrante e che non abbiano giudizi sulla “funzionalità” dei servizi.
Emerge un rischio concreto, dettato dall’ambiguità volontaria dell’espressione e dell’unidirezionalità dell’informazione.
Il DDL, inoltre, non tratta il di diritto d’asilo (costituzionalmente garantito) e la lotta al lavoro nero e allo sfruttamento si limita ad un leggero inasprimento delle pene, non si fa cenno a politiche d’integrazione, ma si tratta solo l’aspetto repressivo della lotta alla clandestinità.

LA LEGGE REGIONALE
Come se non bastasse viene reso irregolare chi s’è impegnato a regolarizzarsi.

La regione Lombardia vota in data 22 marzo 2007 una legge che innalza in modo spropositato i parametri per aprire un phone centre,(servizio di telefonia internazionale e internet), settore occupato per la quasi totalità da migranti.
 La regione con questa legge, fortemente voluta dalla lega, aumenta automaticamente il capitale necessario per aprire l’attività.
 La legge prevede requisiti assurdi per un luogo adibito all’offerta di semplici servizi telefonici: ad esempio due bagni se minore di 60mq, addirittura tre se maggiore di 60mq, una sala d’attesa e le cabine di almeno 1mq (si pensi a quanto sono anguste e più piccole le cabine telefoniche).
Viene subordinata, inoltre,  l’apertura o la riapertura di una attività ad una concessione comunale, la quale potrà arbitrariamente decidere la locazione e le modalità di apertura dei phone-center.
Ancora una volta le destre lombarde, con la scusa del fantomatico bisogno di sicurezza, approvano una legge razzista a tutti gli effetti, che colpisce una delle principali attività in cui sono impiegati i migranti.

Addirittura la Camera del Lavoro di Milano sostiene la protesta dei titolari/lavoratori dei phone center:
“Condividiamo le ragioni che muovono la protesta e giudichiamo la nuova legge regionale volutamente e immotivatamente punitiva. E’ fuori discussione che i phone center debbano seguire standard igienico-sanitari e di sicurezza previsti per tutti gli esercizi commerciali, ma in questo caso si va ben oltre: la retroattività e rigidità dei tempi di applicazione costringono alla chiusura la quali totalità degli esercizi, con gravi ripercussioni sulla vita degli immigrati coinvolti e delle loro famiglie (compreso il forte rischio di perdere il permesso di soggiorno) ma anche sulla qualità dei servizi offerti dalla città”

 A pochi giorni dall’approvazione della legge, già si vedono i primi risultati: sono stati resi “irregolari” il 90% dei phone- center lombardi e la totalità di quelli comaschi, tutti obbligati a pagare una multa di più di mille euro e 6 mesi di tempo per mettersi in regola.

SPAZI AI FASCISMI
In tutto questo contesto, a chi soffia sul fuoco della xenofobia, del razzismo, del sessismo, viene dato sempre più spazio: nel teatrino del dibattito politico come nelle piazze.
E’ un grosso errore sottovalutare i roghi del campo nomadi di Opera, appiccati da cittadini esasperati e aizzati dall’estrema destra (lega, AN e neofascisti milanesi presenti e in prima linea quella sera), dimenticarsi del muro di via Anelli a Padova, non dare peso nè risposta alla riorganizzazione delle “ronde”, sia quelle leghiste che quelle costituite da comuni cittadini armati o guardie giurate.
E’ altrettanto grave non considerare la morte di Dax, ucciso a Milano da tre neofascisti (un padre e due figli), o quella di Renato, accoltellato da due giovani neofascisti, ma liquidato dalla stampa come lite all’esterno di una discoteca a Ostia.
Non si può permettere a Forza Nuova d’interrompere, con un corteo non autorizzato, (e l’appoggio, o il tacito assenso, della polizia, che non intervenne) il Gay Pride di Catania lo scorso Giugno, non  si possono concedere alla Fiamma Tricolore, partito esplicitamente fascista, le piazze di Milano, Roma, Torino, Padova…

RUOLO DEI MEDIA
Per distogliere l’attenzione dalla realtà, attraverso I mezzi d’informazione si susseguono e si accavallano le “emergenze”quotidiane: clima, droga, incidenti, bullismo, clandestini, contenitori per un’indignazione sociale sfogata a rate e per questo controllabile, plagiabile e indirizzabile. Passata l’emergenza, però, la gente dimentica (o viene distratta da altri “allarmi”) ma i problemi restano. Non si cercano assolutamente soluzioni strutturali e costruttive, ma ci si limita a trovare (nel migliore dei casi) interventi momentanei, e la discussione di temi così importanti viene lasciata in pasto al mediocre teatrino televisivo.

CONCLUSIONI
Come mai tanta indignazione peSr emergenze giornaliere e non una parola di condanna per leggi sempre più liberticide e avvenimenti allarmanti come quelli sopra descritti?

Crediamo che come la società cerchi d’incanalare l’attenzione dei propri cittadini verso spauracchi sociali, a noi tocchi il compito di indirizzare le lotte contro ciò che viene così minuziosamente nascosto agli occhi del cittadino comune.

La radicalità e la capillarità delle lotte sono a nostro avviso l’unico strumento per porre fine alla violenza incontrollabile e inconsapevole che alberga nel cittadino e far si che la propria rabbia possa essere così indirizzata verso le vere cause del malessere sociale. L’unico modo per porre rimedio ad una situazione che rischia davvero di esplodere in tutta la sua forza distruttrice.


Siamo cittadini del mondo.

8 Comments

  1. cittadino libero scrive:

    Bravi ragazzi: finalmente siete tornati quelli di sempre che marinano la scuola: ma non avevate appena protestato contro il razzismo? Vorrei allora proporvi un po’ di idee nuove per le prossime festicciole-oktoberfest: contro Mike Bongiorno che non va in pensione, contro le condanne per devastazione e saccheggio degli episodi di milano di due anni fa’ (fascisti! squadristi rossi!), contro la chiusura del leoncavallo, contro le buche nelle strade, contro l’assenza di gite gratis nelle scuole italiane… insomma: un po’ di fantasia! Non se ne può più con le solite menate blocca traffico! Da bravi, andate a scuola e fate i compiti prima di voler cambiare il mondo senza nemmeno sapere l’alfabeto… Saluti a tutti (un po’ di ironia non guasta, spero…):d:d:d:d:d:d:d

  2. Marcos scrive:

    decisamente off topic il tuo commento..
    comunque: mike bongiorno se non va in pensione avrà i suoi buoni motivi (mica è obbligatorio!), il leoncavallo non lo chiudono, non ti preoccupare.
    le buche nelle strade son una piaga, ancor più quelle sui marciapiedi (pensa a un anziano quanto rischia). ma per risolvere il problema ci sono i vostri bravi amministratori.
    eccetera eccetera

    guarda che il traffico c’è comunque, non sarà qualche centinaio di studentelli a farti arrivare tardi al lavoro! (se usi la bici fai più in fretta e i cortei li eviti..)

    A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U V Z
    A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U W V X Y Z

    ora posso cambiarlo il mondo?

    (come fai a definirti cittadino libero? prova a spiegarlo, davvero..)

  3. cittadino libero scrive:

    ci provo: libertà, per me, è quella di non autolimitarmi in schemi ideologici che ti impediscono di esprimere veramente quello che pensi: per questo ho scelto di non trincerarmi dietro etichette come “antifascista”, “comunista apolide” ecc. Voglio dire con ciò che almeno quando qualcuno legge le mie considerazioni (ammetto spesso provocatorie) ha idea di rapportarsi con una persona che dice quello che pensa veramente…[-([-(

    Per il resto me la prendo un pochino per queste festicciole in piazza per marinare la scuola a colpi di trombette, balletti e birra a fiumi… cos’è carnevale?

  4. Anonimo scrive:

    il solito movimento studentesca-vittimista.
    Ho amici a via Milano e non mi hanno mai nemmeno accennato a tutte queste pesanti discirminazioni che, a sentir voi, poco ci manca a fare di Como la nuova Norimberga.
    Ora, andate a protestare se non volete interrompere il formarsi di via Paolo Sarpi nella vostra città, .andate a protestare se volete ghettizzare la popolazione di via Milano.
    Ma sì, protestate e date del “fascista” a chi in fin dei conti vorrebbe soltanto che gli zingari le multe le pagassero invece di bruciarle o lasciarle assieme alla fogna che si lasciano dietro in ogni spazio pubblico in cui “alloggiano”.
    Perchè no, se proprio avete un giardino da offrire ai vari nomadi che stanziano qua e là potete di sicuro almeno offrirvi di andare a spalare pattume e non che hanno pensato bene di depositare qua e là, magari ci ritrovate anche qualcosa di vostro, se siete fortunati.

  5. Anonimo scrive:

    x4:i giornali parlano di emergenza via milano quando non è vero che c’è.l’integrazione arriverà solo con la tolleranza e soprattutto con la solidarietà. tutte le leggi di cui si parla ci sono, quindi, se le ritieni anche tu pesanti discriminazioni, dovresti partecipare anche tu al corteo.
    il problema non è ghettizzare o non ghettizzare in questa città,ma che esiste ancora gente che non vuole stranieri. gente che non ha capito che questo è il frutto del tanto voluto capitalismo, dello sfruttamento delle loro terre. gente che non ha capito che dalla valorizzazione delle differenze si può creare un mondo migliore .gente che non conosce l’ospitalità e la solidarietà.

  6. Marcos scrive:

    @cittadinolibbero

    ok, per te libertà vuol dire pensare ed esprimersi liberamente, senza schemi ne restrizioni.

    d’accordo, per l’amor di dio.

    nessuno, cmq, riuscirebbe a vietarmi di pensare.
    eppure, io non mi sento ancora abbastanza libero.

    libero di andare dove voglio nel mondo senza dover portarmi dietro un documento
    libero di trovarmi una casa a poco prezzo
    libero di lavorare in sicurezza con un salario decentente

    mi pare che, stando alla realtà, non son libero.

    son più libere le merci delle persone
    gli affitti son alle stelle (se poi sei universitario il prezzo sale)
    c’è una guerra con tre morti al giorno nei cantieri (e se sei migrante non puoi dire un cazzo. niente lavoro niente permesso niente vita)

  7. speaker's corner scrive:

    1) Invece della parola “TOLLERANZA “che suona come :”e va beh ddai….. stai con noi…. chiuderemo un occhio anche sui tuoi errori” …. Noi siamo molto buoni!!!!

    2) invece della parola “SOLIDARIETA’ che fa molto RETRO’ … poi diciamocelo … chi ci crede piu’ alle promesse da marinaio delle comunita’ del “siamo tutti uguali”… che non e’ vero.

    Perche’ non si potrebbe usare la parola “RISPETTO” X L’INDIVIDUO … solo per l’individuo e basta ?…..
    NON X IL GHETTO.*-:)

    @ Marcus d’accordo, per l’amor di dio. … ripeto la tua frase simpaticissima ..
    che mi fa riflettere … Oggi la parola “LIBERTA” suona come una parolaccia volgare e aggressiva … per favore non parliamone… pero’ non dimentichiamo che lei fondamentale x condizione umana … se il suo fuoco ci ci abbandona allora si che siamo al buio completo….
    Troppo romanticismo? eehhh ragazzi … ci vuole anche quello..

    b-)

  8. xxx scrive:

    manifestazione la chiamate?spero che sia rimasto qualcuno di abbastanza da grande da sapere cos’è una manifestazione…
    comunque molti immigrati fanno il gioco dei razzisti perchè si comportano di merda ed è indiscutibile..poi nn fate gli ipocriti che siete i primi che diffidano di un maghrebino…io penso che quelli che si comportano bene rimangano ma chi si comporta male…CAZZI SUOI…ma poi cittadino libero che te frega se si festeggia un po?c’è tutta la vita per lavorare(lavorare non stare dietro un uffico a fare un cazzo).Se tu non hai mai bigiato nella tua vita ti sei saltato qualcosa di fondamentale,come tante altre cose importanti…siamo esseri umani mica macchine…

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