Rapporti sessuali e Partito Democratico

aprile 21, 2007 in Como by amalteo

Sono giorni importanti per la politica italiana.
Siamo al concepimento del Partito Democratico.
In realtà questi sono i giorni dei preliminari. I due partiti si esplorano per cercare i punti sensibili.
Il rapporto sessuale unitivo verrà in un secondo momento.
Un anno circa di coito prolungato.
Beh, un po’ vorrei godere anch’io.
Perchè questo passaggio è parte anche della mia storia personale.
Di uno che è stato un militante del Pci (e successive trasformazioni) dal 1974 al 14 ottobre 2002, giorno in cui mi sono dimesso e non ho più rinnovato la tessera.
Per dissenso totale sulle linee di politica estera:

 

dimissioni2002

Sto pensando a una pagina di diario. Non posso farmi passare addosso queste giornate.
Per i particolari ho bisogno di tempo e di far dipanare i pensieri.
E magari di un sogno.
E se non di un sogno di una reverie
Sarà una variante del mio To Cross the Line

1. Partito Democratico: mappa del processo

La relazione di Piero Fassino esplicita l’azione:

Piero Fassino19APR07

Si tratta di unificare due esperienze politiche.
Quella di matrice comunista.
E quella di matrice cattolica.
Non quella di matrice socialista, perche costoro si tirano fuori. E tentano di cogliere questa occasione per rilanciare la loro tradizione.
In questa scelta di UNIRE DUE TRADIZIONI ci vedo una scelta forte e coraggiosa.
In un quadro di frammentazione della rappresentanza politica (22 partiti) trovo positivo, una azione opposta tendente ad unire.
Questo sta avvenendo.
Due culture politiche importanti della società italiana tendono a unificarsi e creare un unico PARTITO NUOVO.
Insisto: non è una cosa vecchia.
E’ una cosa nuova.

PartitoDemocratico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2. Storia personale e recente storia politica

A partire dal 1974 ho intrecciato la mia biografia individuale con un pezzo di storia politica dell’Italia.
L’ho fatto da iscritto e militante di un partito della famiglia dei partiti comunisti: il Pci.
Ricordo le fasi e i momenti cruciali.
Il compromesso storico, in funzione di difesa delle istituzioni democratiche dal doppio attacco del terrorismo rosso e del terrorismo nero.
Seguiva la fase identitaria, Quella della patologia genetica del Pci, ossia il suo sentirsi "diverso". Portatore di una diversità quasi antropologica. Questa fase si è conclusa con il più grande funerale di popolo, per la morte nel 1984 di Enrico Berlinguer.
Poi la fase piatta e depressiva, incarnata dalla segreteria Natta. Anni inutili e inconcludenti. Di pura schermaglia. Erano gli anni nei quali i socialisti sguazzavano nelle tangenti e De Michelis impazzava nelle discoteche. E Craxi spadroneggiava come un ras avido ed arrogante. E tuttavia portatore di alcune ragioni.
Nel 1989 c’è il creativismo di Achille Occhetto, conseguente alla rovinosa caduta dell’impero sovietico. Crollato non per la competizione con l’America, ma per le sue contraddizioni interne.
Bei momenti. Li ho attraversati tutti: nelle sezioni con il rituale della "relazione/dibattito/conclusioni/voto" per cambiare nome ed anima ad un partito di radici comuniste.
C’ero anch’io. Sono contento, molto contento di esserci stato.
Partecipare individualmente in un processo collettivo è stato emozionante e nutritivo.
Ed ora, 2007/2008, siamo alla fase del sacrificio. La cultura politica del Pci/Pds/Ds rinuncia alla sua esistenza organizzativa per dare vita ad una nuova aggregazione politica di donne e uomini.
Un po’ mi dispiace di non parteciparvi direttamente.
Ma io, dopo l’11 settembre 2001, non sono più la stessa persona.
Non mi appassiona una ristrutturazione del sistema politico italiano che non fa i conti con la guerra di civiltà che la religione militare islamica ha dichiarato al mondo occidentale europeo ed americano.

3. Le logiche dissociative delle culture politiche della sinistra

E’ un fatto che questa transizione determinerà una ulteriore scissione nella sinistra.
C’è un germe patologico nella sinistra, una vera e propria malattia costante che ogni tanto riemerge con recrudescenza: quella di dividersi in nome e ragione della identità.
La sinistra incarna il simbolo della strega di Biancaneve:

"Specchio …. specchio
delle mie brame
chi è la più bella del reame?"

 

SINISTRE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ un paradosso assoluto.
La sinistra nasce come movimento associativo di estensione popolare dei diritti.
Si sviluppa per espandere i diritti. Si dà strategie per determinare socialità e affermare il valore di "stare assieme" in nome del principio della inclusione.
E, invece, si divide. Ed è sempre CONTRO QUALCUNO.
La sinistra non si scrolla di dosso la cultura dello schema amico/nemico.
"Se non sei mio amico, sei un nemico. E te lo dico anche con violenza che sei un nemico"
Un paradosso assoluto.
Il Partito socialista italiano nasce nel 1892. E da subito è lacerato da un conflitto interno fra massimalisti e riformisti.
Conflitto che, dopo la rivoluzione russa del 1917, conduce alla prima grande scissione, con la nascita del Partito comunista italiano.
Da quel momento le sinistre in Italia sono due.
Due tradizioni, due culture.
Nel 1947 dal partito socialista si stacca un Partito social-democratico. E nel 1964 si stacca un altro pezzo: il Psiup.
Nel frattempo il Pci mantiene la sua compattezza identitaria ed organizzativa.
Nel 1968 si forma la sinistra pulviscolare.
"Avanguardia Operaia", che si rifaceva al leninismo bolscevico. "Servire il popolo", di osservanza maoista. il "Movimento Studentesco" di cultura stalinista. "Potere Operaio" di indirizzo operaista. "Lotta continua", di spirito anarchico (con esponenti che poi si sono rivelati molto abili a sopravvivere e a fare carriera)
Polvere, parte dell
a quale si è trasformata nel fango sporco del terrorismo assassino.
Nel 1989 dal Pci si stacca Rifondazione comunista.
E qualche anno dopo i Comunisti italiani.
E oggi il gruppo di Fabio Mussi, che fa una scissione silenziosa.
Vista così, in serie storica, la frantumazione della sinistra, la sua vocazione alla divisione, la continua presentificazione del simbolo di Narciso fanno davvero impressione.
Un paradosso assoluto.
La sinistra nasce e si sviluppa per unire interessi e valori. E, all’opposto, è ammalata di logiche dissociative.

E’ PER QUESTO CHE IL PARTITO DEMOCRATICO E’ UN PROGETTO NUOVO

Perchè è una scelta in contro-tendenza.
Da logiche dissociative ad una scelta associativa.
Un doppio sacrificio per dare vita ad un partito nuovo.
Sarà poi il test della prova del voto a dire se questo obiettivo era raggiungibile.
Non c’è pathos?
Non c’è godimento?
E’ una fusione a freddo?
Sì ci sono tutti questi elementi.
Tuttavia non si dica che non è un progetto nuovo.
Sul piano del sistema politico è una innovazione di cui riconosco il valore.
E quindi:

buoni preliminari, buon amplesso, buon godimento, buon plateau e buona nascita.

4. Conclusione

Sul piano personale, tuttavia, non partecipo con emozione e coinvolgimento a questo processo politico.
Perchè?
Riutilizzo un commento che ho fatto sul blog di Astime:

"sai, mi sento così più libero nel giudicare questi movimenti effimeri della politica.
Tanto più quanto sono stato convinto ed ideologico nei miei 20-40 anni!
Ho acquisito questa libertà di collocazione politica riflettendo su queste parole di Cassandra Fallaci:

"Ormai Destra e Sinistra sono i due volti della medesima faccia. Quando parlo di Destra e Sinistra non mi riferisco a due entità opposte e nemiche, l’una simbolo di regresso e l’altra di progresso: mi riferisco a due schieramenti che come due squadre di calcio rincorrono la palla del Potere e che per questo sembran davvero due entità opposte e nemiche. Se le guardi bene, però, t’accorgi che nonostante il diverso colore delle mutande e delle magliette sono un blocco omogeneo: un’unica squadra che combatte sé stessa. La Destra laida, la Destra reazionaria ed ottusa, feudale, in Occidente non esiste più. O esiste soltanto in Islam. È l’Islam."
Oriana Fallaci, Intervista a se stessa, p. 39

Il ciclo geopolitico che si è aperto l’11 settembre ha spostato i confini fra destra e sinistra.
Oggi la destra fascisto-nazista è l’islamismo religioso e politico.
Il resto sono schermaglie locali. Uno scambio di (necessario) potere.
Fino a quando non ci sarà in Italia un equivalente di Tony Blair che prende in mano questa bandiera, nessun progetto politico sarà un grado di suscitare le mie residue energie