Rapporti sessuali e Partito Democratico
Sono giorni importanti per la politica italiana.
Siamo al concepimento del Partito Democratico.
In realtà questi sono i giorni dei preliminari. I due partiti si esplorano per cercare i punti sensibili.
Il rapporto sessuale unitivo verrà in un secondo momento.
Un anno circa di coito prolungato.
Beh, un po’ vorrei godere anch’io.
Perchè questo passaggio è parte anche della mia storia personale.
Di uno che è stato un militante del Pci (e successive trasformazioni) dal 1974 al 14 ottobre 2002, giorno in cui mi sono dimesso e non ho più rinnovato la tessera.
Per dissenso totale sulle linee di politica estera:
Sto pensando a una pagina di diario. Non posso farmi passare addosso queste giornate.
Per i particolari ho bisogno di tempo e di far dipanare i pensieri.
E magari di un sogno.
E se non di un sogno di una reverie
Sarà una variante del mio To Cross the Line
1. Partito Democratico: mappa del processo
La relazione di Piero Fassino esplicita l’azione:
Si tratta di unificare due esperienze politiche.
Quella di matrice comunista.
E quella di matrice cattolica.
Non quella di matrice socialista, perche costoro si tirano fuori. E tentano di cogliere questa occasione per rilanciare la loro tradizione.
In questa scelta di UNIRE DUE TRADIZIONI ci vedo una scelta forte e coraggiosa.
In un quadro di frammentazione della rappresentanza politica (22 partiti) trovo positivo, una azione opposta tendente ad unire.
Questo sta avvenendo.
Due culture politiche importanti della società italiana tendono a unificarsi e creare un unico PARTITO NUOVO.
Insisto: non è una cosa vecchia.
E’ una cosa nuova.

2. Storia personale e recente storia politica
A partire dal 1974 ho intrecciato la mia biografia individuale con un pezzo di storia politica dell’Italia.
L’ho fatto da iscritto e militante di un partito della famiglia dei partiti comunisti: il Pci.
Ricordo le fasi e i momenti cruciali.
Il compromesso storico, in funzione di difesa delle istituzioni democratiche dal doppio attacco del terrorismo rosso e del terrorismo nero.
Seguiva la fase identitaria, Quella della patologia genetica del Pci, ossia il suo sentirsi "diverso". Portatore di una diversità quasi antropologica. Questa fase si è conclusa con il più grande funerale di popolo, per la morte nel 1984 di Enrico Berlinguer.
Poi la fase piatta e depressiva, incarnata dalla segreteria Natta. Anni inutili e inconcludenti. Di pura schermaglia. Erano gli anni nei quali i socialisti sguazzavano nelle tangenti e De Michelis impazzava nelle discoteche. E Craxi spadroneggiava come un ras avido ed arrogante. E tuttavia portatore di alcune ragioni.
Nel 1989 c’è il creativismo di Achille Occhetto, conseguente alla rovinosa caduta dell’impero sovietico. Crollato non per la competizione con l’America, ma per le sue contraddizioni interne.
Bei momenti. Li ho attraversati tutti: nelle sezioni con il rituale della "relazione/dibattito/conclusioni/voto" per cambiare nome ed anima ad un partito di radici comuniste.
C’ero anch’io. Sono contento, molto contento di esserci stato.
Partecipare individualmente in un processo collettivo è stato emozionante e nutritivo.
Ed ora, 2007/2008, siamo alla fase del sacrificio. La cultura politica del Pci/Pds/Ds rinuncia alla sua esistenza organizzativa per dare vita ad una nuova aggregazione politica di donne e uomini.
Un po’ mi dispiace di non parteciparvi direttamente.
Ma io, dopo l’11 settembre 2001, non sono più la stessa persona.
Non mi appassiona una ristrutturazione del sistema politico italiano che non fa i conti con la guerra di civiltà che la religione militare islamica ha dichiarato al mondo occidentale europeo ed americano.
3. Le logiche dissociative delle culture politiche della sinistra
E’ un fatto che questa transizione determinerà una ulteriore scissione nella sinistra.
C’è un germe patologico nella sinistra, una vera e propria malattia costante che ogni tanto riemerge con recrudescenza: quella di dividersi in nome e ragione della identità.
La sinistra incarna il simbolo della strega di Biancaneve:
delle mie brame
chi è la più bella del reame?"

E’ un paradosso assoluto.
La sinistra nasce come movimento associativo di estensione popolare dei diritti.
Si sviluppa per espandere i diritti. Si dà strategie per determinare socialità e affermare il valore di "stare assieme" in nome del principio della inclusione.
E, invece, si divide. Ed è sempre CONTRO QUALCUNO.
La sinistra non si scrolla di dosso la cultura dello schema amico/nemico.
"Se non sei mio amico, sei un nemico. E te lo dico anche con violenza che sei un nemico"
Un paradosso assoluto.
Il Partito socialista italiano nasce nel 1892. E da subito è lacerato da un conflitto interno fra massimalisti e riformisti.
Conflitto che, dopo la rivoluzione russa del 1917, conduce alla prima grande scissione, con la nascita del Partito comunista italiano.
Da quel momento le sinistre in Italia sono due.
Due tradizioni, due culture.
Nel 1947 dal partito socialista si stacca un Partito social-democratico. E nel 1964 si stacca un altro pezzo: il Psiup.
Nel frattempo il Pci mantiene la sua compattezza identitaria ed organizzativa.
Nel 1968 si forma la sinistra pulviscolare.
"Avanguardia Operaia", che si rifaceva al leninismo bolscevico. "Servire il popolo", di osservanza maoista. il "Movimento Studentesco" di cultura stalinista. "Potere Operaio" di indirizzo operaista. "Lotta continua", di spirito anarchico (con esponenti che poi si sono rivelati molto abili a sopravvivere e a fare carriera)
Polvere, parte dell
a quale si è trasformata nel fango sporco del terrorismo assassino.
Nel 1989 dal Pci si stacca Rifondazione comunista.
E qualche anno dopo i Comunisti italiani.
E oggi il gruppo di Fabio Mussi, che fa una scissione silenziosa.
Vista così, in serie storica, la frantumazione della sinistra, la sua vocazione alla divisione, la continua presentificazione del simbolo di Narciso fanno davvero impressione.
Un paradosso assoluto.
La sinistra nasce e si sviluppa per unire interessi e valori. E, all’opposto, è ammalata di logiche dissociative.
E’ PER QUESTO CHE IL PARTITO DEMOCRATICO E’ UN PROGETTO NUOVO
Perchè è una scelta in contro-tendenza.
Da logiche dissociative ad una scelta associativa.
Un doppio sacrificio per dare vita ad un partito nuovo.
Sarà poi il test della prova del voto a dire se questo obiettivo era raggiungibile.
Non c’è pathos?
Non c’è godimento?
E’ una fusione a freddo?
Sì ci sono tutti questi elementi.
Tuttavia non si dica che non è un progetto nuovo.
Sul piano del sistema politico è una innovazione di cui riconosco il valore.
E quindi:
4. Conclusione
Sul piano personale, tuttavia, non partecipo con emozione e coinvolgimento a questo processo politico.
Perchè?
Riutilizzo un commento che ho fatto sul blog di Astime:
"sai, mi sento così più libero nel giudicare questi movimenti effimeri della politica.
Tanto più quanto sono stato convinto ed ideologico nei miei 20-40 anni!
Ho acquisito questa libertà di collocazione politica riflettendo su queste parole di Cassandra Fallaci:
"Ormai Destra e Sinistra sono i due volti della medesima faccia. Quando parlo di Destra e Sinistra non mi riferisco a due entità opposte e nemiche, l’una simbolo di regresso e l’altra di progresso: mi riferisco a due schieramenti che come due squadre di calcio rincorrono la palla del Potere e che per questo sembran davvero due entità opposte e nemiche. Se le guardi bene, però, t’accorgi che nonostante il diverso colore delle mutande e delle magliette sono un blocco omogeneo: un’unica squadra che combatte sé stessa. La Destra laida, la Destra reazionaria ed ottusa, feudale, in Occidente non esiste più. O esiste soltanto in Islam. È l’Islam."
Oriana Fallaci, Intervista a se stessa, p. 39
Il ciclo geopolitico che si è aperto l’11 settembre ha spostato i confini fra destra e sinistra.
Oggi la destra fascisto-nazista è l’islamismo religioso e politico.
Il resto sono schermaglie locali. Uno scambio di (necessario) potere.
Fino a quando non ci sarà in Italia un equivalente di Tony Blair che prende in mano questa bandiera, nessun progetto politico sarà un grado di suscitare le mie residue energie









Sto segundo con interesse i due congressi di DS e Margherita che porteranno alla formazione del PD.
Il mio è un interesse politico e non di appartenenza, sono un elettore di centro-destra deluso, ma quello che mi ha colpito è stato l’appello di Fassino ai cittadini moderati e di destra che potrebbero trovare una possibilità di voto anche nel nascente PD.
Se guardo agli USA il partito che difende il ceto medio, la piccola e media borghesia è proprio il partito democratico.
Quindi di converso anche la nascente formazione democratica italiana dovrebbe raccogliere l’interesse e il voto di elettori come il sottoscritto.
Purtroppo non è così, o al momento non può essere così.
Nonostante tutte le belle parole dei leaders, le immagini ideali di un paese normale si scontrano con gli interventi dei dirigenti locali o di delegati di base, dove si ritrova la solita farcitura di stampo sindacal-comunista, dove si riverbera la solita immagine della lotta di classe.
Penso, ovviamente per la mia condizione ideologica, che il PD dovrà affrontare un lungo cammino di posizionamento al centro, dove le istanze troppo socialisteggiante o troppo progressiste vengano ridotte a minoranza, come è accaduto negli ultimi vent’anni negli USA.
E’ chiaro che se le radici rimarranno quelle della nostalgia per il PCI e/o Berlinguer e via discorrendo sarà difficile guardare al mondo moderato e a una parte della società che non ha trovato nella CDL una vera forza difensiva, perchè Berlusconi non è dalla parte del ceto medio, ma per ora è l’unica alternativa ad un centro-sinistra poco interessante.
Credo nell’alternanza e pur avendo votato sempre a destra vorrei che il futuro PD possa darmi l’opportunità di poter valutare nuove opportunità. Come accade nelle democrazie mature e più avanzate.
Forse è necessario attendere una classe dirigente/politica nuovissima, forse dobbiamo aspettare quelli che non hanno mai conosciuto il PCI.
caro coldax
che interessante il tuo commento!
quasi speculare alla mia collocazione.
dopo la militanza, sono diventato solo un elettore di centro-sinistra. progressivamente deluso dalle (necessarie ) alleanze con la sinistra massimalista.
vorrei che il mercato politico (quando si vota si va al mercato, la militanza attiva è un’altra cosa) mi offrisse un partito di centro laico.
niente da fare.
il centro è occupato da un partito di matrice cattolica (l’udc di casini)
situazione disperante
perchè il berlusconismo non è affatto moderatismo, ma estremismo.
alleanza nazionale è repubblica di salò ripulita dagli stivaletti nazisti.
i socialisti che sperano di rinascere non possono esprimere una cultura di centro.
i radicali, che pure esprimono i tratti di una cultura liberale, sono per l’aapputo “radicali” su certe battaglie che non posso condividere.
insomma è dura
il PD può essere una spiaggia.
da votare turandosi il naso perchè non c’è nulla di meglio
A me sembra più un nuovo modello demagogico per mascherare la vera identità, nonchè la solita ideologia storica di derivazione clerofascista, ossia una nuova definizione di partito borghese dedito più agli interessi per gli affari capitalistici che sociali.
Ecco perchè ne è rimasto stupefatto pure il Cavaliere. Mentre Fini, ha colto in pieno il pericolo che la nascita del PD può comportare per le vere destre. Il pericolo è, che, nella nuova “sinistra” si celi in verità un miscuglio di personaggi di potere in linea con il fascismo di stampo liberale. Roba da rubare elettori alle vere destre. Fini trema!
Devo dire che la definizione “fascismo di stampo liberale” mi mancava proprio. E’ un nuovo ossimoro che inserisco nella collezione.
@ S.Just …è una mia visione!
Oggi la politica è un miscuglio di tante ideologie, anche tra quelle che solitamente stavano in parallelo. Vedi Berlusconi con Fini, che c’azzeccano. Uno è un liberale l’altro è un ex Msi. Eppure camminano insieme nella stessa coalizione, Mussolini, Fiore idem.
Sarà, ma dietro quella specie di sinistra liberaldemocratica, si nasconde una forma di fascismo di sinistra.
Ovvero, fare le riforme liberali per gli interessi della borghesia e del suo capitale. Non di certo per favorire il proletariato o i consumatori, come spesso propagandano. Ciò che si sta instaurando oggi è un vero e proprio REGIME DEMOCRATICO.
Se questa non è una “sinistra” capitalista cos’è? Non mi dire che è di origine marxista! Il socialismo che proclamano è una barzelletta!
Triio: veramente sei confuso, oggi siamo di fronte a dei partiti che stanno mungendo la classe media altro che capitali dei borghesi magari… parliamo di due partiti che difendono una classe di pirati (montezzemolo, tronchetti, lo stesso berlusconi e le banche d’affari di Prodi)
Bhè una certa sinistra, negli anni settanta, definiva Montanelli un fascista liberale!
Insomma Triio parla di fascismo liberale e poi di fascismo di sinistra, ma penso che la sua sia una classica posizione anarcoide e quindi mi sembra lontano dalla “missione” riguardante la nascita del PD.
Esiste un errore di fondo.
Non è chiara la definizione di liberale.
Il nano mentiroso è tutto fuorchè un liberale e, quindi, non deve meravigliare la sua possibile sintonia con Fini.
Come si può definire liberale uno che basa la sua fortuna personale su un duopolio garantitogli per via politica da uno dei suoi soci di fatto e da banche che lo hanno finanziato nei momenti difficili senza alcuna garanzia.
Una società liberale si basa sulla libera concorrenza, concetto che egli neppure comprende, ed ha il compito di garantire a tutti almeno eguali punti di partenza.
Non basta farsi paladini dell’uomo qualunque mettendo insieme un pò di slogan anti-stato per autodefinirsi liberali nel 2007.
In effetti vedo pochissimi liberali in questo paese e nessuno di essi ha potuto operare da posizioni di potere politico rilevante (cioè facendo parte del governo) sia col governo precedente che con l’attuale.
Le personalità che più si avvicinano a questa qualifica possono, probabilmente, essere Martino nel precedente governo della destra (peraltro totalmente zittito e mai ascoltato) ed, ovviamente, la Bonino oggi (anche lei marginalizzata visto che non è sostenuta da una forza politica di peso) ed, in parte, Bersani.
Un pò poco, in effetti.
@coldax …sono lontanissimo dal progetto cattopolitico del Pd!
Con il termine «fascismo di sinistra» intendo appunto questa sinistra liberal-affaristico personale di nuova concezione. Per questi la politica è un’opportunità per gestire gli affari, non più una questione di amministrazione degli interessi dei cittadini. Questo già lo fanno in buona parte i sindacati confederali che sono oramai diventati il cane da guardia del Capitale. Il neo Partito Democratico è come una vecchia babbiona vestita con un abito nuovo.
@Sir
Dire Borghesia oggi vuol dire comprendere nel termine industriali/imprenditori, manager, grossi commercianti ecc.. Per cui… di sicuro non sono lavoratori dipendenti magari assunti con contratto a termine, grazie, alle liberalizzazioni antiproletarie fatte dal Pacchetto Treu(governo di sinistra). E l’equo canone chi lo ha abolito? Non mi pare sia colpa della destra se gli affitti costano un rene all’anno e si viene spinti, con ciò, ad accendere un mutuo astrale per la casa… forse è stata quella sinistra che si è sempre dichiarata vicino ai ceti medio-bassi? La stessa che, adesso, chiede con emozione e lacrime ai cittadini di iscriversi al nuovo imbroglio che propone.
Due parole sull’articolo di Amalteo: è un peccato che una discreta analisi storica (un po’ infarcita di riferimenti al “sentire” personale che mi han lasciata indifferente) si (scusate il termine) caghi in mano con una chiosa così delirante. Dire che “Oggi la destra fascisto-nazista è l’islamismo religioso e politico” (portando la Fallaci a suffragio poi) significa perdere di vista la situazione politica internazionale secondo proprio i suoi aspetti piu’ eclatanti. Significa ignorare gli aspetti economici e finanziari che sono sottesi dagli interventi militari in Iraq, in Afghanistan, In Somalia, in Mauritania, in Congo.
E’ sconcertante che una persona che ha vissuto diverse epoche legate ai partiti di sinistra abbia abbracciato la più becera visione berlusconiana dello scontro di civiltà e degli “islamici che ci vogliono convertire con la forza”. Una visione che qualche banale dato potrebbe facilmente mettere in discussione ma che, nella visione di Amalteo si piomba in se stessa, indiscutibile.
scusate, non che me ne intenda molto di politica, ma questo nuovo partito è quello a cui hanno aderito entusiasticamente De Mita, Scalfaro e tutta una banda di democristianoni alleatisi con il carrierista Rutelli? cioè, è quel partito a cui ora afferiranno assieme certa finanza “coop-rosè” e certa finanza “bianco-pizzetto”?