Il corpo estraneo
Oggi è il 25 aprile, ma non siamo ancora liberi, e liberi non lo saremo mai.
Quel corpo estraneo (ormai persino a sé stesso) imperversa, lo ritrovi ovunque, rincorso per un’ opinione, per l’ennesima frase epocale da rettificare, correggere, fraintendere. Scese in campo, e lo fece per noi.
Vuole compartecipare all’acquisto di Telecom, ed è la patria a chiederglielo, e un po’ anche Prodi. Se non ho capito male, anche salvare l’Alitalia è un dovere morale. E che ci frega?
Noi abbiamo sempre le imprese delle pulizie o i cantieri edili abusivi, dove muore un altro operaio anche oggi; ma la notizia non è che è morto un operaio, la notizia è che aveva 74. Se a quell’età anziché sognare sulle chiappone della badante polacca, che ti ha procurato tua figlia, impegnata a fare altro, stai arrampicato su un ponteggio, è evidente che qualcosa non torna.
Ve lo ricordate l’Aprile dell’anno scorso? Eh! Che pacchia, finalmente liberi persino di festeggiare la liberazione, dopo anni e anni di sputi in faccia alla memoria della Resistenza, dopo l’abominevole operazione revisionistica dei fascisti riciclati e rifascistizzati.
Se non ve lo ricordate non fa nulla, tanto non se lo ricorda nemmeno Prodi o Fassino o D’Alema, e se per caso vi capitasse di vedere un telegiornale, e ve ne ricordaste, vi verrebbe il dubbio di aver sognato.
Perché il corpo estraneo, ancora in pigiama di flanella, sta sempre là, con un microfono davanti i denti ad esprimere le sue opinioni, a quanto pare, irrinunciabili.
Fa i complimenti ad Enzo Biagi, per la trasmissione (che se fossi in lui una grattatine me la darei), nega di averlo epurato dalla RAI “forse ho calcato la mano” (perché lui è per la libertà di casa sua), e ribadisce il suo impegno a non festeggiare il 25 Aprile, e soprattutto ci ricorda il debito che abbiamo con gli USA. Che se fosse vero che abbiamo ancora un debito con gli USA allora si potrebbe sospettare un tasso da strozzino, perché mi pare che 60 anni abbiamo pagato abbastanza e ancora non abbiamo smesso.
L’altro giorno un notiziario sportivo ha dato la notizia della vittoria dello scudetto, dell’ Inter e la cronista ha detto testuale: “Abbiamo sentito il presidente berlusconi…” – Cazzo! – ho pensato (penso spesso in francese) – ma che si è comprato pure l’Inter? Non era di quello della Telecom, che ha fatto fuori la Juve con le intercettazioni telefoniche, per giocare da solo e portarsi a casa il premio? –
Ed eccolo il corpo estraneo che faceva i complimenti agli avversari, sperando in un anno prossimo vittorioso. – Questi erano gli auguri del presidente berlusconi – ha detto la cronista, aggiungendo – il presidente del Milan. –
E per fortuna che ce l’ha ricordato; e per fortuna anche, che non è più presidente del consiglio, perché sennò… Con la legge sul conflitto di interessi, mica avrebbe potuto esserlo, presidente del Milan!
Rita Pani (APOLIDE E COMUNISTA)








Cara Rita, perlomeno il Pigliatutto Nazionale è italiano, che mi dici invece del Qui Comando Io straniero che ordina ed il Parlamento esegue?
Cara Rita penso che Biagi debba dare il buon esempio “da buon nonno di famiglia” e lasciare spazio a noi giovani giornalisti precari, incazzati e arrabbiati free lance quando capita !!!
Venisse il giorno… Ma non verrà.
R.
…..non verra’ quindi se ne deduce che ” le palanche” le ingoia quel bacchettone di Biagi quanto le moltiplica quel genio del Berlusca !!