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May 23, 2012, 11:49 pm

Serial Cogne

Ieri ho visto CSI su Fox Crime. Pare che in questa serie Grissom si troverà a dare la caccia ad un serial killer, che dopo aver ammazzato la sua vittima, lascia sulla scena del crimine un plastico, che riproduce nel minimo particolare, il delitto e la scena stessa.

Io lo so chi è il serial killer, si chiama Bruno.

Ebbene, ironia a parte, se pensavate che oggi finisse il reality show ambientato a Cogne, vi sbagliavate. Per la gioia di Vespa e Mentana, ci sarà una terza parte, fino ad arrivare al verdetto della cassazione. Non si esclude una nuova gravidanza da vendere in esclusiva al miglior offerente.

Ora, si potrebbe affermare che la patetica storiaccia ci abbia davvero disgustato, qualcuno più arguto oserebbe dire che, non se ne può più. Ma sarebbero tutte balle, perché sennò non si spiegherebbe il perché della folla in attesa, che come fosse davanti al bancone del salumiere, o al centro di diabetologia di un qualunque ospedale, prende il numerino, per entrare.

L’Italia non è nuova a questi eventi di massa, succedeva nell’immediato dopoguerra che il popolo si ammassasse fuori dei tribunali, per non perdere l’occasione di assistere ai processi che “facevano la storia”.

Certo, a quell’epoca era giustificabile; il fascismo, per esempio, aveva proibito ai giornali di narrare i fatti di cronaca nera. C’era la tendenza a far credere che il paese fosse sicuro.

La cronaca poi non la raccontavano i cornisti di Sky che usano per congiunzione, gli mmhbè, gli ammmh e gli ecco, ma Dino Buzzati.

E il teatro, non se lo potevano permettere tutti.

Sì, è vero. Tranne per il fattore Buzzati non è cambiato molto, se non l’aggravante della TV, nella quale si alternano tette e culi, opinionisti ed assassini, nobili pensatori e cretini di ogni tipo, in un unico insieme, rendendoci spesso incapaci di suddividere in sottoinsiemi.

Coraggio, quindi. Ho il legittimo sospetto che sentiremo ancora per un pezzo i miagolii della franzoni in Tv.

Rita Pani (APOLIDE)


Serial Cogne

4 Comments

  1. cittadino libero scrive:

    Spero che con la sentenza di ieri si sia chiusa definitivamente questa vergognosa pagina massmediatica che ha coinvolto i peggiori rappresentanti del giornalismo italiano (ma esiste un giornalismo italiano???). La sentenza, da un punto di vista giuridico, è il massimo che l’imputata potesse attendersi (fermo restando la conferma della colpevolezza che è roba da giudici e non da cittadini che non conoscono le carte). Ora basta! Basta con i conduttori che agitano scarpe e mestoli di rame in diretta televisiva, basta con i giornalisti che chiedono ai vicini di casa “Secondo lei come si sente la Franzoni alla vigilia della sentenza?”, basta con l’Arlado che intitola “Cogne come un reality”. Ma Dio mio: c’ è di mezzo il sangue di un innocente! :o

  2. Ulisse scrive:

    cittadino libero sayd: Ma Dio mio: c’ è di mezzo il sangue di un innocente!
    Assolutamente irrilevante ai fini della vendita del giornale. Scoop uber alles direbbe il tale coi baffetti se fosse stato giornalista.

  3. Rita scrive:

    No, mi sa che non basta ancora. Ieri notte, ho guardato un po’ di televisione – cosa che non facevo da tempo in tarda ora, dato il desolante panorama – perchè attendevo di vedere su RAI 1 l’annunciata intervista a Giuliano Gramsci. Ebbene, sono capitata su Matrix, proprio mente leggevano, in tono suadente recitato, gli atti per l’arresto dei presunti pedofili di Rignano F. indugiando sul raccapriccio ed ovviamente, dichiarandosi sdegnati a fine lettura. Ospiti in studio, una madre, un giornalista, una psicologa e *tah dah* Barbara Palombelli, che a un certo punto è stato come se volesse dichiararsi *esperta del settore*.
    Prevedo quindi che al telespettatore italiano, presto, sarà somministrato a dosi massicce, tutto lo show inerente la turpe vicenda, con la giustificazione del caso:
    bisogna parlarne.
    Sia chiaro, sono d’accordo che certi fatti debbano essere denunciati, che se ne debba parlare.
    Il problema sta proprio qui, però: chi e come ne parla? Dato che è impossibile mostrare un plastico della scuola materna, utilizzeranno i bambolotti per mimare ciò che nemmeno vogliamo essere capaci di immaginare?
    Uno Mattina, nella persona di Franco Di Mare, farà anche in questo caso il televoto, per stabilire se le maestre sono colpevoli oppure no?
    E comunque a me resta il dubbio che non sia vero che alla gente non freghi nulla?
    Scusate la lunghezza.
    R.

  4. Annamaria scrive:

    Con riguardo alla tragedia di Cogne e sull’impatto mediatico che lo stesso ha avuto cosa dire?
    E’ logico che sia divenuto oggetto di cronaca e di critica da parte del mondo giornalistico, sia a livello televisivo che attraverso la carta stampata, perchè ciò che sconvolge e allo stesso tempo attrae e incuriosisce non è solo la notizia che un bimbo innocente abbia perso la vita in un modo tanto atroce ma soprattutto che la stessa madre abbia potuto commettere un simile delitto!!!
    e’ stato un palcoscenico sul quale a partire dalla stessa Procura della Repubblica per finire alle presenze televisive dell’imputata, la gente, ognuno di noi, si è interrogata sull’accaduto.
    Sicuramente l’iter processuale non è ancora terminato, forse giustizia sarà fatta, forse si è esagerato, forse da semplice rappresentazione dei fatti si è scesi in una curiosità morbosa, ma se tutto ciò serve a far aprire gli occhi e ad allarmarci sulla presenza del male (come lo definiscono i criminologi) allora serve.
    Annamaria

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