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May 19, 2012, 8:29 am

Molto rumore per nulla

 

Scena ultima.
Entrano: Assileo (Capo del partito); Fias(c)o (Comandante in disgrazia); Berno (Giovane arruffante); poi un servo del Principe.
 
ASSILEO: Al fine. Facciamola finita!
FIAS(c)O: Mio signore. Il tempo di queste lungaggini è terminato e non vogliamo nessun Consigliere con il cappello da cuoco, o che porti il prosciutto come un trionfo sopra le nostre teste.
ASSILEO: Ben detto amico mio. Entriamo.
FIAS(c)O: Lasciamo che con noi venga anche il giovane Berno che si è dimostrato poco amico?
ASSILEO: Certo. Che i Supremi ci giudichino pure con la misura che vogliono; noi proveremo la nostra forza col metro della sincerità.
BERNO: Io non me la sento di stare in silenzio. Vi avverto: essendo cupo, porterò una luce che illuminerà i vostri torbidi pensieri.
ASSILEO: Invece, caro Berno, noi vogliamo che tu entri con noi ed esponga al Principe le tue rimostranze ed egli giudicherà la tua o la nostra buona fede.
BERNO: Ho l’anima di piombo, che m’inchioda al suolo in modo da non lasciarmi muovere, che è contro la mia natura. E inoltre sono innamorato.
ASSILEO: Se tu sei innamorato dell’Alleanza come dici, librati allora al di sopra delle tue pene.
BERNO: Il vostro dardo mi ha ferito troppo crudelmente e non posso vincer d’un salto la triste sommità del dolore: sotto il grave peso dell’amore per la santa Alleanza, io sprofondo.
ASSILEO: È un’oppressione troppo grande per una creatura delicata come tu sei? (ride)
BERNO: L’amore per l’Alleanza è delicato ed è sincero. È troppo rozzo invece, troppo aspro, troppo violento e punge come una spina l’atteggiamento che mi portate.
FIAS(c)O: Via, bussiamo ed entriamo, e appena dentro, ognuno di noi si raccomandi alle sue gambe.
BERNO: Caro FIAS(c)O, non ragionar con le parti bassi ed usa, davanti al Principe, almeno gli argomenti che i cattivi consiglieri ti hanno suggerito.
FIAS(c)O: Credi forse che non sia capace di sfoderar da solo la spada e trapassarti da parte a parte in un sol colpo?
BERNO: Credo, e ne son sicuro, che tu non sia altro che un molle fantoccio nelle mani di un ben più capace burattinaio…
FIAS(c)O: … Come osi… Tu che non fai altro che criticare, giudicare, demolire!
ASSILEO: Basta! È ora che sia messa fine a questa odiosa sceneggiata. L’Alleanza patisce per le continue diatribe che a nulla portano se no a divisioni e pene.
FIAS(c)O: Con le sue azioni egli mi ha messo in cattiva luce presso di te e presso tutta l’allegra compagnia d’una volta.
ASSILEO: Hai ragione amico mio, ma ora è tempo che entriamo e che sia il Principe a giudicare.
FIAS(c)O: Voglio dire, signor mio, che se ci tratteniamo in questo modo e a lungo, i nostri voti saranno sprecati, come lampade accese di giorno.
BERNO: Dovreste invece temere. Ho un presentimento: andare dal Principe non è per voi buon senno.
ASSILEO: Perché, se è lecito domandarlo?
BERNO: Ho fatto un sogno.
ASSILEO: Ebbene, di che si tratta?
FIAS(c)O: Che coloro i quali protestano, spesso sono tolti di mezzo? (ride)
BERNO: Non quando si sognan cose vere.
ASSILEO: Bah ! Di notte tutte le gatte son grigie e se tu sei così greggio. Non cercheremo noi di tirarti fuori dal fango, e (con buon rispetto) non pavoneggiarti di cotesto amore che tu per l’Alleanza dici di portare, nel quale sei impegolato fino agli orecchi. Andiamo, se no finiremo per far lume al giorno e inquietare il cortese Principe!
BERNO: No, non è così.
ASSILEO: Sii allora benigno e dicci cos’hai sognato, ma in fretta.
BERNO: Ecco: la Regina degli Inganni è venuta a trovarmi. Essa è la levatrice delle bugie, e viene, in forma non più grossa di un sussurro, sul naso degli uomini, mentre approntano le liste. Essa galoppa da una sezione all’altra attraverso i cervelli dell’Alleanza, e allora essi sognano d’onore; sulle ginocchia dei cortigiani, che immediatamente sognan riverenze; sulle dita dei legulei, che subito sognano onorari; talvolta ella passa sul collo di un politico, e allora egli sogna di tagliare nastri, sogna feste, trionfi; poi, all’improvviso, essa gli suona il tamburo nell’orecchio, al che egli si desta di soprassalto, e spaventato bestemmia una preghiera o due, e si riaddormenta. Lei è la strega, che quando i politici giacciono supini, li preme, e insegna loro per la prima volta a portare, e ne fa uomini di buon portamento. Essa è colei…
ASSILEO: Taci, taci, Berno, taci! tu parli di niente.
BERNO: È vero, io parlo dei sogni, che sono figli di un cervello ozioso e vi trattengo mentre vi aspettano per un giudizio tremendo.
FIAS(c)O: A quest’ora il Principe sarà andato, ed arriveremo troppo tardi.
BERNO: Andiamo, allora.
FIAS(c)O: Ecco il servo del Principe che s’avvicina. Ho un presentimento.
ASSILEO: (prendendo una lettera che il servo gli porge) Il Principe non ha dunque voluto riceverci e, occupati come eravamo nelle nostre storie, non ci siamo accorti del suo fastidio.
FIAS(c)O: Aprila, mio buon signore.
BERNO: Vedrete che il mio sogno si avvera.
FIAS(c)O: Taci, uccello del malaugurio!
BERNO: La Regina degli Inganni ha finito il suo volare ed ora troverà finalmente riposo.
ASSILEO: Ma tu non troverai altri che ti ascoltino con la nostra stessa pazienza. Torniamo a casa a fare i conti. Il tempo è grigio e il cielo promette temporali. Facciamo in fretta prima che tutti sappiano della lettera…
BERNO: … e delle parole tremende che essa certamente contiene.
(Escono)
Gerardo Monizza
 


Molto rumore per nulla

10 Comments

  1. Nicodemo scrive:

    illeggibile..

  2. S.Just scrive:

    Bellissimo testo.
    Rende molto divertente una situazione da rissa tra comari che, di per se stessa, divertente ed interessante non è.

  3. Anonimo scrive:

    Bella la stori però non ne capisco il titolo: perchè “per niente”?

  4. Anonimo scrive:

    scusa volevo scrivere:”per nulla”?

  5. Gerardo scrive:

    Sul tanto rumore creato dalla faccenda Bernasconi nessuno può discutere: paginate di giornale e molte considerazioni anche sul Blog. A cosa è servito? a fare chiarezza? a sistemare le cose? a darci la possibilità di giudicare (son faccende pubbliche e dunque abbiamo il diritto di esprimere il nostro parere). Incarichi e incaricati sono al loro posto; esattamente come prima. La lettera del “Principe” (per quel che ci è dato di sapere) è un capolavoro gesuitico…
    Dunque: “Molto rumore per nulla” (ovviamente scusandomi per l’appropriazione indebita da WS).

  6. Flavio scrive:

    Mi permetto di dissentire da Monizza: non sono d’accordo che siano “faccende pubbliche”.

    A mio parere sono questioni interne di un’associazione privata…

  7. Gerardo scrive:

    @ Flavio
    Così un dizionario: “Partito: associazione volontaria e strutturata di cittadini che condividono un’ideologia o un programma politico e mirano allo svolgimento di un’attività politico–sociale comune” e dunque se l’organizzazione può considerarsi “privata” (nel senso di non pubblica) lo scopo di un partito è essenzialmente di realizzare obbiettivi (o idee) nella sera pubblica.
    Nessuno tuttavia (se non simpatizzante o iscritto) vorrebbe entrare nel merito di scelte ideali, ideologiche, organizzative di un’associazione o di un partito, ma quando – per ragioni non dipendenti dalla volontà degli altri (noi!) cittadini – uno o più appartenenti a tale partito mettono in piazza aspetti d’interesse pubblico, la faccenda diventa di dominio di tutti.
    Così è stato.
    Bernasconi ha voluto rendere noto alla città (ed ai suoi probabili elettori) l’esclusione dalla lista (pubblica); la dirigenza del suo partito ha fatto di tutto per far finta di niente (per un paio di settimane…).
    Siamo nel campo della “politica” e non in quelle di faccende private.
    Un simile comportamento va oltre la competenza legittima degli organi dirigenti (che, per l’incarico ricevuto dall’assemblea degli iscritti, hanno potere decisionale anche sulle liste) ed entra nel sistema più ampio che deve prevedere intromissioni (pacifiche) e controlli (democratici) da parte della pubblica opinione.
    Per questo è legittimo ed auspicabile che stampa, media, blog eccetera entrino nel merito. Come è stato questa volta.
    Non è avvenuto per altre esclusioni, per altri nomi, per altri partiti? L’atteggiamento dei soggetti i (evidentemente non nteressati a mettere in piazza i loro affari o i loro sentimenti) ha impedito una valutazione dei casi e una presa di posizione dei cittadini. Altrimenti sarebbe stato legittimo intervenire.

  8. Flavio scrive:

    Mi dispiace Monizza ma non mi ha convinto: ritengo che queste beghe partitiche debbano interessare solo gli iscritti al partito stesso.

    Qualora poi gli eletti (o gli iscritti) al partito assumano poi cariche “pubbliche”, solo allora sarà mio diritto (e dovere, dico io…) valutare e controllare i loro comportamenti nella gestione della “res publica”.

    In sintesi: non mi interessa, da non iscritto, sapere perchè AN non ha candidato Bernasconi, mi interesserà controllare cosa faranno gli eletti di AN per il bene della città…

  9. Gerardo scrive:

    La posizione di Flavio non è scorretta. Ma – ribadisco – non siamo stati noi a fare i guardoni…

  10. Giusto, ma nemmeno io a fare l’esibizionista!
    Io ero tranquillo a farmi la mia campagna elettorale.. e non ho mai rilasciato nessuna dichiarazione alla stampa.

    Per quanto riguarda Flavio, siamo in una libera repubblica, se la cosa non ti interessa sei liberissimo di non leggerne oltre, ne qui ne presso altri media.

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