Senza parole d’ordine (e Ds)
Abbiamo perso il referendum sulla procreazione assistita e sulla distanza abbiamo perso qualcosa di simile anche sui Dico. Si dirà che non si possono confrontare una manifestazione con un referendum. Certo che no, se i tempi non fossero quelli in cui il populismo mediatico e la demagogia più puzzolente e ipocrita che si siano mai visti da qualche anno a questa parte non la facessero da assoluti padroni. Oggi abbiamo toccato la vetta più alta mai raggiunta. Ma nessuno sa se siamo arrivati in cima. Se un cattolico non può essere di sinistra come dice Berlusconi, lo può essere però un divorziato che si vanta di fare le corna alla moglie in pubblico. Nessuno avrebbe il coraggio di dirvi che Berlusconi dovrebbe redimersi. Neanche Ratzinger credo. E d’altronde le vie del Signore sono infinite.
In realtà, in un paese in cui i referendum sono solo abrogativi, spesso non vengono rispettati e per di più sono disertati da anni, la chiamata alle urne è un test oltre che un voto. Perciò bisogna sussumere certi eventi come se fossero degli autentici test politici, delle pseudo votazioni.
Non sottovaluto il fatto che se si politicizza ogni argomento alla fine ci si divide per appartenenze e simpatie politiche, e invece di veder prevalere autentici sentimenti nei riguardi del motivo dello scontro, gli schieramenti andranno a costruirsi in base all’esito dell’ultimo decreto legge che fa pagare lo 0, 5% di tasse in più.
Ma non mi accontento di una spiegazione così semplice.
Voglio dire che essere laici non può essere solo un atto di coraggio come recitava la manifestazione di Piazza Navona, meno frequentata dell’altra (troppo meno). Ed è inutile dire che in Piazza San Giovanni c’erano le parrocchie, perché quello che conta è che a Piazza Navona è mancato un pezzo della sinistra, cioé i Ds, che si illudono se pensano di poter restare a metà strada ancora per molto tempo.
Oggi il “club dei cattolici” propone valori “forti”, predicati ogni giorno, appoggiati politicamente e che solleticano antichi usi mentali, pregiudizi mai superati, odi e paure. E’ come un ritorno alla culla, il trionfo del valore in sé.
I “laici” che fanno? Difendono lo Stato, le regole, si preoccupano dei conti pubblici, dei gay, fanno pagare le tasse. E fanno battute. Non c’è raffigurazione odierna più plastica e visiva del laico (e di sinistra), come del satiro. Il satiro sbeffeggia, dissacra, usa la lingua per capire e svelare il mistero. Ma la proposta, il richiamo a valori forti, il gusto per la battaglia culturale, il desiderio di rendersi riconoscibili sono del satiro solo in negativo, della politica invece solo in positivo.
Ricordatemi una parola d’ordine della sinistra e del movimento laico di questi ultimi dieci anni. Non me ne viene in mente nessuna.
Può darsi anche che il tempo sia galantuomo, ma “l’eroe della famiglia cattolica” come ha avuto modo di dire Mussi di Berlusconi, ormai potrebbe anche affermare che Veronica Lario l’ha sposata suo fratello e nessuno avrebbe nulla da dirgli. Soprattutto a sinistra.








Le parole laiche ci sarebbero ma risalgono ad un secolo e mezzo fa: libera chiesa in libero stato.
Anzi sono il fondamento della nascita della nazione, senza di esse chi avrebbe avuto il coraggio di combattere contro il Papa?
Ah Camillo, Camillo, come ti rivolterai nella tomba!
Ma quali “valori” ? Non sanno che hanno solo un debito pubblico procapite enorme? Per se stessi per i figli e per i nipotini cattolici che verranno….Che bei “valori” in rosso!
Comunque con le somme che hanno speso per organizzare la manifestazione ,derivate esclusivamente dall’enorme finanziamento che lo stato italiano gli regala in varie forme, non mi pare che i cattolici tutti si siano riconosciuti nella manifestazione papista del 12 Maggio…
Li aspetteremo sulla sponda del fiume quando arriveranno i prodotti farmaceutici di sintesi ottenuti dalla ricerca sulle cellule staminali embrionali, a prezzi altissimi per noi e per i nostri “fratelli” rispetto a quelle nazioni prive di Papa in casa e che quindi hanno potuto dare il via a questa strada della scienza.Cosa diranno ? Cosa faranno? La mafia si organizzi pure per un nuovo mercato della clandestinità ! Tanto il ricavato illegale poi lo lava con qualche bella donazione ai soliti “lavandai”…
Un mercato di malati (10milioni di fratelli italiani) che costa allo stato milioni di euro gestito dal colonialismo interno delle nostre strutture pubbliche ,mi riferisco ai subappalti dei servizi sanitari(vedi quelli del Formigoni…) a cui sommare il futuro giro d’affari mafioso delle medicine che saranno vietate in quanto derivano dalla ricerca sulle cellule staminali embrionali.
“Tanto si muore… diranno i papisti…” allora fateci morire almeno con la terapia del dolore senza soffrire…”ma la sofferenza avvicina a Dio…”
Be’ credo che Dio questo non lo possa pensare e tantomeno incoraggiare.
Sono i “Cilianti” sado-maso che lo pensano!!! Sostenuti politicamente dalla mafia vincente.
Errata corrige:
“Cilicianti” sado-maso.
Tu scrivi : “I “laici” che fanno? Difendono lo Stato, le regole, si preoccupano dei conti pubblici, dei gay, fanno pagare le tasse…”
Sono d’accordo sulla tua analisi e concludo : peccato che sia rimasto meno del 10% degli italiani a pensare che queste siano le priorità.
A quanto pare la televisione non ha bruciato i neuroni solo degli elettori del centro-destra.
La visione “rutelliana” della società (mi scuso per l’iperbole) si fa strada a grande velocità e distrugge il residuo di serietà e di attenzione alle regole che ancora permaneva nei Ds in ricordo delle posizioni di Enrico Berlinquer.
Le regole, la laicità dello stato, il rispetto delle minoranze in effetti non appartengono alla cultura politica dominante ed anzi la cosa viene vista con grande sospetto, persino a livello locale.
Si torna indietro agli anni ‘70 dove la sinistra di massa (leggi Pci) riteneva alcune battaglie laiche come laceranti nei confronti dei cattolici (e se ne asteneva senza problemi, salvo limitatissime eccezioni).
Io ricordo il karma della Fgci che contrapponeva i diritti sociali ai diritti civili che venivano considerati espressione di una minoranza di (fastidiosi) intellettuali piccolo borghesi.
In effetti, se non fosse stato per una minoranza, motivata e tosta, di radicali e di socialisti in questo paese dubito ci sarebbe il divorzio ancora oggi e la legge sull’aborto sarebbe ancora peggio di quella che si è riusciti ad ottenere.
Sono ancora qui a chiedermi perchè fosse “borghese” la battaglia per una legge sull’aborto che impedisse alle donne di morire negli aborti clandestini.
Le signore della buona borghesia di allora (e spesso anche di adesso) gli aborti li praticavano all’estero non sul tavolo della cucina come succedeva nei condomini popolari.
Più attenzione ai diritti sociali di così.
Lo stesso vale oggi che si pretende di ignorare l’omofobia incredibile delle gerarchie vaticane in virtù di una ragione di stato che si limita, in realtà, al tentativo di non far fallire il Partito Democratico ancora prima che parta.
Ma se parte sulla piattaforma programmatica di Rutelli e De Mita mi spiegate a che serve ?
Solo a trasformarci in portatori sani di voti ?