Un dovere

maggio 31, 2007 in Como by insolitacommedia.it

Io penso che l’insistenza di certuni sulla necessità normativa delle preferenze sessuali e familiari non sia già più l’ultima delle resistenze di stampo autoritario e tradizionalista che regolano i rapporti bio-sociali.

Penso che quegli attardati facciano parte a pieno titolo del campo della patologia sociale e individuale. Chi li difende – o li ignora – per ragioni meschine di calcolo politico o personale è come l’untore ai tempi della peste. Malati e untori insieme, lungi dal contagiare, difendendo o ostentando il loro terrore verso la libertà, sono i ganci che tengono appesi i quadri in cui si sviluppano: e la scena campestre di una famiglia normale in cui un marito uccide a pugni e schiaffi la propria unica moglie all’ottavo mese di gravidanza, e quella in cui in una piazza di Mosca qualche finocchio e qualche europarlamentare vengono circondati e presi a botte da nazi-skin e polizia.

Non bisogna però farsi sorprendere dalla tentazione di svellere ganci e scene.

Bisogna guardare tutto per capire che cosa fanno – se non proprio che cosa esattamente pensino – che cosa gesticolano e che cosa imitano quegli individui per poter far parte di questo – ormai alla moda – zoo post moderno, fatto di inutili celibi che incitano al matrimonio altrui e difendono i pedofili di casa propria, o di nazisti che difendono la famiglia tradizionale e si rammaricano di non poterne contare un numero maggiore tra quelle sterminate sessant’anni or sono – ma di israelite – per poi giungere all’unica, inesorabile conclusione che vuole li si tratti ordinariamente come se vivessero in gabbia, sebbene pensino di esistere come gli unici autorizzati a sentirsi straordinariamente liberi.

Il finale del filmato vale da solo gli otto minuti di girato. Un dovere mostrarvelo.


Francesco