chiediLO al Don

giugno 6, 2007 in Como by cloro

Ebbene sì: basta con questo diffuso anticlericalismo, basta con queste polemiche sui preti che concupiscono i bambini.
Il clericalismo può avere anche una faccia migliore, come dimostrano questi giovinotti in tonaca: rispettivamente Don Mario, Don Luigi e Don Stefano. 3 Dei prelati assoldati dal sito: www.chiediloaldon.it
Il sito è stato creato appositamente per ristabilire l’immagine di una chiesa chiusa al compromesso, moralmente ipocrita e a volte pedofila.
Sacerdoti come questi, infatti, sono a disposizione per rinfrancare e consolare donne over 35, nubili o coniugate, a cui la vita non abbia risparmiato delusioni e fallimenti che hanno inciso sul loro cuore, frantumandolo e rendendolo pertanto refrattario al messaggio del Cristo.

Si tratta di un’iniziativa del tutto nuova, che assume alcuni insegnamenti che la chiesa adottava anteriormente all’impronta paolina. Alla base di tutto c’è la generosità: il cristianesimo come Amore e l’Amore come Dono. In questo senso essi (i sacerdoti sopracitati) non risparmiano su nulla, neppure, se necessario,sull’offerta del loro corpo.

Quest’ottimo modo di intendere e mettere in pratica il messaggio del Cristo, si presume prenderà velocemente piede in Italia e frutterà parecchi successi ad un Vaticano ormai annebbiato dalla fama di congregazione interessata sessualmente soprattutto ai bambini. Qui, invece, verrà valorizzata la donna, specie oltre una certa età, perchè considerata un soggetto importante per la società e fondamentale per la contribuzione della diffusione del messaggio del Cristo.

Ah: non è necesario dichiararsi cattoliche per accedere al servizio. I sacerdoti infatti sono opportunamente addestrati per effettuare conversioni.
Aderite, aderite, aderite. ChiedeteLo al don…

*nota*: l’iniziativa sopra descritta, per quanto possa sembrare incredibile, trova invece fondamento nel documento della CEI sull’interpretazione della Bibbia laddove esso fa riferimento, in taluni casi di crisi del consesso ecclesiastico, alla liceità dell’iniziativa resa possibile dall’atteggiamento pedagogicamente tollerante di Dio. Non ci credete? leggete allora: ultimo paragrafo.