Canale 862

giugno 9, 2007 in Como by leonardo-bianchi

Il fatto più eclatante del giorno non è, come i più potrebbero pensare, la visita di Bush a Roma, ne tantomeno le puerili manifestazioni “contro” (non importa chi o cosa) che si organizzano per questi eventi, bensì la nascita della Tv della Libertà.

No, non è Mediaset che ha comprato un’altra rete, o qualcosa di simile.

Per i fortunati possessori di Sky, è d’obbligo l’appuntamento con il canale 862, sede satellitare dei famigerati Circoli della Libertà guidati dall’arguzia e dal genio politico di Michela Brambilla.

Ed è proprio da lei che viene il manifesto di un’avanguardia televisiva in aperta rottura con il passato: «La nostra sarà una tv per la gente e fatta dalla gente […]. I cittadini avranno la possibilità di portare di fronte alla telecamere temi e problemi di attualità: potranno denunciare episodi di malasanità e di malagiustizia, o ancora il dilagare della criminalità nella loro zona, la mancanza di infrastrutture, la tassazione iniqua a cui sono soggetti. Ma potranno anche raccontare storie positive, che di solito non fanno notizia».

Siamo entrati in possesso, in anteprima mondiale, della sceneggiatura del primo programma per bambini e ragazzini di ogni età, a metà tra il pedagogico ed il satirico, che verrà trasmesso lunedì.

Fatto dalla gente per la “ggente”.

Inutile dire che la caratura della produzione in questione è di un livello talmente elevato, educativo e formativo che le favole di Esopo, messe a confronto, sono dei raccontini per decerebrati. Il titolo del programma è: “Il cittadino Denuncia”.

Il cittadino Denuncia: Episodio I

(Sigla: un tema molto famoso, opera di un grande compositore, che una volta faceva il posteggiatore abusivo a Napoli.)
(La telecamera fissa un anonima palazzo cittadino. zoom su di una finestra e ingresso nell’abitazione.)

Voce narrante (vago accento brianzolo, tono suadente): C’era una volta il cittadino Gian Maria Denuncia: un ometto comune, che vergognosamente rispettava tutte le leggi, pagava addirittura tutte le tasse e, non appena vedeva qualcosa di illegale, correva a denunciare il tutto alla polizia o ai carabinieri.

Meglio ai carabinieri, che sono anche meno antipatici e pezzi di cane degli sbirri. Un brutto giorno, però, il sig. Denuncia vide una scena raccapricciante, per la sua mente contorta ovviamente. Si trovava a casa di un suo amico, quando due conoscenti del sig. Denuncia, seduti ad un tavolino di legno, erano intenti a far frusciare denaro fasciato e sonante. Nulla di che, bambini, nulla di che! Non erano mazzette, erano degli stati d’animo!

(Inquadratura del viso del sig. Denuncia, chiazzato, inquadratura della mano incerta e traballante, primo piano della bocca con tanto di rivolo schiumoso di bava, primissimo piano degli occhi, rossissimi, lucidi ed iniettati di sangue.)

Vedete, quello è un giustizialista, pargoli! Senza esitazione, infatti, il sig. Denuncia prese il telefono e chiamò subito i carabinieri (Schermo nero – sirene spiegate – arriva la volante dei carabinieri – si salvi chi può).

Le due brave persone vennero subito tratte in arresto dai loschi figuri. Nel giro di poche ore, era stato rivelato il più grande scandalo di corruzione nella storia d’Italia, e non solo. Ma i giudici che avevano sentito i due martiri erano comunisti, giacobini, brutti e sporchi.

I due martiri, inoltre, avevano fatto più di una ciulatina con le mogli dei giudici, così imparano quegli assassini, complici della Uno Bianca (Mano con il dito indice e mignolo alzati) (Inquadratura del viso del sig. Denuncia, visibilmente soddisfatto e rubicondo, forse, anzi sicuramente un pò ubriaco – fotomontaggio di Roberto Savi con una toga addosso).

Ma, si sa, con il destino non si può mai sapere. Quando tornò a casa il sig. Denuncia, infatti, fu accolto da un nutrito manipolo di distinti signori, pacifici e cordiali (Campo largo sul portone di casa del sig. Denuncia, in ordine di apparizione: un cowboy con la coppola e la lupara al posto del fucile e del cappello; un uomo in giaccia e cravatta con in mano una testa di coniglio mozzata; una signora di 98 anni armata di mattarello chiodato; un comunista alto 1.53; un sosia di Don Corleone – o forse proprio lui in persona). Con tutta la gentilezza che il caso imponeva, i 5 bravi ragazzi accompagnarono l’affaticato ometto su per le scale.

(Inquadratura del cowboy mafioso, dell’uomo in giacca e cravatta e della vecchierella che, affacciati alla ringhiera del sesto piano, tengono sospeso nell’aria il sig. Denuncia, che grida terribilmente, il volto orribilmente sfigurato per le percosse) Arrivati all’ultimo piano, anche se il sig. Denuncia non abitava là, ma i Nostri lo avevano accompagnato per fargli fare un pò di moto – è importante correre e tenersi in forma, bambini miei! – (Le mani si staccano dalle caviglie, il corpo cade rovinosamente sul pavimento dell’atrio, il comunista è visto sciacallare il corpo di Denuncia) accadde un brutto episodio: il sig. Denuncia, colto dal rimorso per la brutta azione che aveva commesso, si sentì mancare e rotolò precipitosamente dalle scale. Si ruppe il collo a causa delle sue cattive azioni. Che brutta morte, che brutta persona!

Vedete bambini: a fare le brutte cose e a frequentare le cattive compagnie, non c’è mai nulla da incassare, c’è solo da rimetterci! Alla prossima settimana!

(Sigla di chiusura: “Azzurra Libertà”.)

Leonardo Bianchi