Emergenza oligarchica.
giugno 16, 2007 in Como by leonardo-bianchi
Lo vede, signora, siamo alle solite. Si, non è successo niente, quello al telefono non ero io, cosa vuole.
C’è stato un malinteso, è tutto un equivoco. Eppoi sono fatti vecchi, decrepiti, noi l’avevamo già detto anni fa, insomma.
Non mi pare il caso di rivangare, di rimestare dentro certe cose, ormai. Massì, si stava scherzando, era per buttarla sul ridere quel “facci sognare”, lei non lo dice mai allo stadio? Ecco, lo vede, ho ragione io.
Lo dicevo io ai miei compagni che non bisognava difenderli, quegli straccioni dei giudici, che poi ti si rivoltano contro. Scheletri nell’armadio?
Ma no, si figuri, non è mica per quello che cel’ho con le toghe, no, percarità di Dio. E’ che, insomma, diciamo che bisognerebbe stare più attenti, poi ti arriva l’avvocato e – taaac – la velina passa dall’ufficio del procuratore a quello di un giornalista, e poi va a finire che lo stato di diritto si indebolisce, no? Con Gianni?
Gianni è un mio caro amico, vede, quell’”attento alle comunicazioni”, cosa vuole, mi sarà sfuggita anche questa battuta, sa com’è.
Di questi tempi poi, homo homini lupus, si ricorda del detto latino no, signora, ecco, un disastro guardi.
Si, ho visto i giornali, perfortuna nessuno ne parla più di quei brogliacci, delle telefonate calde di due estati fa, gli amici sulla destra fanno quadrato insieme a noi.
Lo vede, alla fine si ricordano sempre di noi, con tutti i favori che abbiamo fatto loro. Adesso devo proprio scappare, ho un caffè con il compagno
Stefano, sa, vuole la tessera. Arrivederci, è sempre un piacere parlare con lei!
Le calde avventure di Max & Pier.
D’Alema: «Va bene. Vai avanti vai!».
Consorte: «Massimo noi ce la mettiamo tutta».
D’Alema: «Facci sognare. Vai!».
Consorte: «Anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo».
D’Alema: «E si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?»
Consorte: «Esatto. È da fare uno sforzo mostruoso, ma vale la pena a un anno dalle elezioni».
D’Alema: «Va bene, vai!».
*****
Fassino: Ecco Consorte. Pronto?
Consorte: Ciao Piero.
Fassino: E allora siamo padroni di una banca?
Consorte: È chiusa, sì.
Fassino: Siete padroni di una banca, io non c’entro niente.
Consorte: Sì, sì è fatta.
Fassino: È fatta.
Consorte: Abbiamo finito proprio cinque minuti fa, è stata una roba durissima. Però insomma…
Fassino: Alla fine cosa viene fuori? Fammi un po’ il quadro alla fine.
Consorte: Alla fine viene fuori che noi abbiamo diciamo quattro cooperative…
*****
Fassino: Ho visto che mi avevi cercato, ma ero occupato…
Consorte: Si perché oggi è stata una giornata… E lo sapevano perché so che sei andato anche alla manifestazione lì a Roma.
Fassino: Com’è andata?
Consorte: Ma è andata bene oggi ho incontrato Cardia con tutti lì i dirigenti della Consob e io gli ho spiegato quello che vogliamo fare. Gli ho detto che diciamo ci sono i presupposti per un accordo e che poi… ci stiamo orientando, anche se non c’è una decisione, a fare una contro Opa cash. Loro molto tranquilli contenti. Mi hanno detto va bene.
*****
Fassino: Gli… gli altri cosa fa? Perchè mi ha chiamato
Abete.
Consorte: sì
Fassino: chiedendomi di vederci, non mi ha spiegato, cioè
voglio parlarti, parlarti a voce, a voce, viene tra un po’.
Consorte: uhm.
Fassino: su quel fronte lì cosa succede?
Consorte: mah, guarda, su quel fronte lì… eh noi con..
però tu… ma questa… eh… non gliela devi dire a lui…
Fassino: ma io non gli dico niente, voglio sapere, voglio solo
avere elementi utili per il colloquio.
Consorte: no, no, no. No, no. Ti sto infatti…
Fassino: sto abbottonatissimo.
Consorte: eh. No, ma ti dico anche quello che puoi dire e non
dire, solo questo.
*****
Latorre: Stefano!
Ricucci: eccolo! Il compagno Ricucci all’appello!
Latorre: (ride)
Ricucci: ormai questa mattina a Consorte glielo ho detto:
«datemi una tessera perchè io non gliela faccio piu», eh!
Latorre: ormai sei diventato un pericolo sovversivo.
Ricucci: e si, eh!
Latorre: un pericolo sovversivo, rosso oltretutto.
Ricucci: c’è anche il bollino stamattina!
Latorre: si.
Ricucci: ho preso da Unipol io tutto… Ho preso, tutto a
posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol quindi…
Latorre: si, si.
Ricucci: non ti posso dire niente, eh!








Mancavano solo Fazio e sua moglie Legionaria di Cristo .
I Pm di Roma chiesero a Ricucci quale Hedge fund facesse l’insider tradings sulla Bnl: Leo fund di Stefano Roma come su Elsag Bailey, Pirelli Cornig, Drs Finmeccanica e tanti altri similissimi casi. Tutto organizzato nella stessa Massoneria del Stefano Roma stesso, Giovanni Consorte e Vittorio Casale di Operae, qui, piu’ o meno menzionati: il Goi. Poi lo stesso “insidertradingaro” sopra citato steccava Goi e tutti i comparieddi in questione, via Bahamas.